{"id":20251,"date":"2016-08-19T00:00:00","date_gmt":"2016-08-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20251"},"modified":"2016-08-19T00:00:00","modified_gmt":"2016-08-18T23:00:00","slug":"condivisioni-pericolose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/condivisioni-pericolose\/","title":{"rendered":"Condivisioni pericolose"},"content":{"rendered":"<p> \tGiudicare situazioni apparentemente deplorevoli senza comprendere il contesto in cui si sviluppano rappresenta sempre un errore da evitare. Ancor di pi\u00f9 se il contesto in questione \u00e8 il risultato di un mutamento ineluttabile che ha gi\u00e0 coinvolto una fetta consistente della popolazione, nel nostro caso quella dei giovani e giovanissimi, i cosiddetti \u201cnativi digitali\u201d.<\/p>\n<p> \tRagazzi e ragazze che, a differenza dei loro genitori e dei loro nonni, utilizzano i <em>social network <\/em>e le chat come principali strumenti di comunicazione. Una tendenza \u2013 e lo sottolineiamo senza giudizi, ma come mera constatazione della realt\u00e0 \u2013 destinata a consolidarsi in futuro. E di fronte a questo dato di fatto, \u00e8 inevitabile che i genitori e gli educatori delle giovani generazioni debbano adattarsi al nuovo scenario, perch\u00e9 immaginare che i \u201cnativi digitali\u201d smettano di utilizzare questi strumenti di comunicazione sarebbe ipotesi semplicemente illusoria.<\/p>\n<p> \t<strong><em>Smartphone<\/em><\/strong><strong>, il mio migliore amico<\/strong><\/p>\n<p> \tPer completare l\u2019ampio ragionamento di partenza, giungiamo dritti allo strumento che sta cambiando il modo di relazionarsi dei giovani: lo <em>smartphone<\/em>, ovvero il telefonino di ultima generazione che consente di realizzare e condividere foto e video. Per loro non un semplice cellulare, ma quasi una parte di s\u00e9. Attraverso lo <em>smartphone <\/em>i ragazzi infatti si danno appuntamenti, trasmettono le rispettive emozioni, si informano. Lo <em>smartphone <\/em>non \u00e8 solo uno strumento di comunicazione, ma il loro contatto con il mondo circostante.<\/p>\n<p> \t<strong>Vietarlo non serve<\/strong><\/p>\n<p> \tIn tale contesto privare i giovani del principale contatto con il resto del mondo in generale e con i propri amici e coetanei in particolare rischia di essere una scelta con ricadute pi\u00f9 negative che positive. Ecco perch\u00e9 diventa importante porre in essere delle regole per il suo utilizzo in casa, come ad esempio spegnerlo o lasciarlo in un\u2019altra stanza durante i pasti o durante le ore dedicate allo studio.<\/p>\n<p> \tCome tutti gli strumenti, anche lo <em>smartphone <\/em>da utile e piacevole pu\u00f2 diventare pericoloso qualora usato in maniera inappropriata. Per evitare che ci\u00f2 possa accadere, spetta proprio ai genitori \u201cdigitalizzarsi\u201d, anche chiedendo consigli ai propri figli, trovando cos\u00ec il modo di \u201cvisionare\u201d lo <em>smartphone <\/em>assieme a loro, cogliendo magari l\u2019occasione per far comprendere ai ragazzi quali possano essere i contenuti pi\u00f9 adatti da condividere e, di riflesso, quelli da evitare.<\/p>\n<p> \t<strong>Ingenuit\u00e0 adolescenziale e perversioni adulte<\/strong><\/p>\n<p> \tL\u2019adolescenza \u00e8 il momento dello scoppio della sessualit\u00e0. Un momento di scoperta del proprio corpo e delle proprie pulsioni che, come le altre cose che fanno quotidianamente, sempre pi\u00f9 spesso i ragazzi sentono il bisogno di condividere attraverso questi nuovi strumenti, senza rendersi pienamente conto che inviare agli altri immagini della propria intimit\u00e0 equivale a renderle visibili al mondo.<\/p>\n<p> \tUn adolescente, infatti, tende a vivere la propria esistenza con leggerezza, senza una completa percezione del limite. Come un bimbo che insegue un pallone in strada senza preoccuparsi del potenziale pericolo rappresentato dalle automobili, cos\u00ec i ragazzini si esibiscono senza capire la portata del loro gesto, non comprendendo che <em>social network<\/em>, chat o altri tipi di messaggi non conoscono la protezione delle mura della propria camera, mettendoli con un click alla merc\u00e9 del mondo.<\/p>\n<p> \tUn mondo in cui proliferano strumenti aberranti come siti pornografici o di adescamenti, non certo creati dagli adolescenti, bens\u00ec dagli adulti.<\/p>\n<p> \t<strong>Indietro non si torna<\/strong><\/p>\n<p> \tCome scritto in apertura, lo sviluppo tecnologico e la conseguente diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione sono processi ineluttabili. Perfino il mondo della scuola utilizza sempre pi\u00f9 i <em>social network <\/em>e altre piattaforme di condivisione on line per divulgare materiale didattico e formativo. Ecco perch\u00e9, come in altri casi della vita, il focus del problema non \u00e8 rappresentato dallo strumento, ma dal suo utilizzo. E proprio come per gli altri casi, anche in questo la famiglia ha un ruolo fondamentale nell\u2019educare e formare i propri figli: affermare \u201cnon voglio saperne nulla di questi nuovi strumenti tecnologici\u201d per i genitori di oggi, quindi, non \u00e8 pi\u00f9 una giustificazione valida.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovani e social<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":20252,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-20251","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",750,436,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",750,436,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",750,436,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1-300x174.webp",300,174,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",640,372,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",300,174,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",500,291,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",474,276,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",391,227,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",300,174,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",750,436,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",750,436,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",750,436,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",750,436,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1.webp",250,145,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15396-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Andrea Fiore","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/fiore\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Giovani e social","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20251"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20251\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20252"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}