{"id":20215,"date":"2016-08-02T00:00:00","date_gmt":"2016-08-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20215"},"modified":"2016-08-02T00:00:00","modified_gmt":"2016-08-01T23:00:00","slug":"patrimonio-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/patrimonio-del-futuro\/","title":{"rendered":"Patrimonio del futuro"},"content":{"rendered":"<p> \tFranco Basaglia, l\u2019uomo che cambi\u00f2 il corso della psichiatria in Italia e nel mondo, aveva fatto cancellare la scritta \u201cOspedale psichiatrico provinciale\u201d sulla facciata della palazzina direzionale del manicomio che venne chiamato a dirigere a Gorizia. Quella che vediamo oggi \u00e8 un falso storico, nata da esigenze cinematografiche quando nel 2009 qui fu allestito il set de \u201cLa Citt\u00e0 dei matti\u201d, ricorda un operatore storico del Dipartimento di salute mentale dall\u2019AAS2 &#8211; Azienda Sanitaria Bassa Friulana Isontina.<\/p>\n<p> \tUna presenza ingombrante l\u2019ex Ospedale psichiatrico provinciale (OPP) di Gorizia, luogo nato sotto l\u2019Impero austroungarico per segregare divenne, grazie allo psichiatra veneziano e alla sua \u00e9quipe simbolo di possibile libert\u00e0, restituzione della dignit\u00e0 di essere umano a uomini e donne incatenati, reclusi e privati di identit\u00e0, segregati, ridotti a numeri e a mere diagnosi.<\/p>\n<p> \tUn\u2019oasi il parco Basaglia, varcato il portale d\u2019accesso si respira in ogni stagione un\u2019atmosfera intensa e intima, fra alberi secolari, prati che conducono alle diverse palazzine, spazi di pace ora dopo tanto dolore e avvenimenti tumultuosi. Costruito all\u2019inizio del \u2018900 ai margini della citt\u00e0 verso il contado, si \u00e8 trovato, dopo la Seconda guerra mondiale, a essere proprio sul confine della cortina di ferro fra Italia e Jugoslavia. Il muro di cinta a est era la linea di separazione fra due mondi.<\/p>\n<p> \tDopo la chiusura dei manicomi, la citt\u00e0 di Gorizia lo ha rimosso: un passato ingombrante col quale era difficile fare i conti. Non tutti i goriziani lo hanno voluto dimenticare: molti sono i volontari, oltre al personale medico, infermieristico e amministrativo della AAS2, che vi fanno attivit\u00e0, ma in generale la citt\u00e0 non lo considera un luogo da citare e frequentare. Ora per\u00f2 pare giunto il tempo di voltare pagina e di riconoscere al comprensorio quel ruolo di centralit\u00e0 nello sviluppo di un futuro possibile, attingendo alle sue potenzialit\u00e0 di giacimento culturale per costruire una rigenerazione urbana al servizio della citt\u00e0 di Gorizia e dell\u2019area GECTGO (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale), fra Italia e Slovenia.<\/p>\n<p> \tPrima fra tutte le istituzioni a credere in questa svolta l\u2019AAS2, per voce del direttore <strong>Giovanni Pilati<\/strong>, definisce il Parco Basaglia una risorsa per la citt\u00e0: \u00abIn tal senso sono gi\u00e0 previsti interventi edilizi per finalit\u00e0 assistenziali e direzionali, sostenuti dalla Regione\u00bb, ha dichiarato il vertice dell\u2019azienda. Ormai la nuova sede del Centro di Salute Mentale nella palazzina ex cucine. Gli interventi, costati oltre 2 milioni di euro, hanno avuto un iter lungo e accidentato, ma alla fine il lavoro \u00e8 compiuto. \u00abLa disponibilit\u00e0 di questi spazi \u2013 ricorda <strong>Franco Perazza<\/strong>, direttore del Dipartimento di salute mentale \u2013 ci permetter\u00e0 di spostarvi anche uffici e servizi oggi nella palazzina direzionale, dove Basaglia aveva il suo ufficio. Una volta svuotato l\u2019edificio potranno iniziare, con procedura di urgenza, le gare per redigere un progetto di ristrutturazione e successivamente iniziare i lavori di restauro\u00bb.<\/p>\n<p> \tAl momento vi \u00e8 un finanziamento regionale di oltre un milione e 400 mila euro ma altri fondi arriveranno. \u00abLe cose \u2013 prosegue Perazza \u2013 stanno finalmente cambiando; non si parla pi\u00f9 di progetti ma di sostegno a politiche di salute mentale sul territorio vasto che comprende Italia e Slovenia. In questo senso stiamo gi\u00e0 da tempo collaborando con i colleghi sloveni che ritengono il nostro sistema di assistenza alla persona nel suo contesto familiare un esempio da seguire\u00bb. Gli psichiatri sloveni che operano a Nova Gorica verranno formati in Friuli Venezia Giulia e un giorno le persone con disturbo mentale slovene verranno curate da \u00e9quipe integrate italiane-slovene.<\/p>\n<p> \tLo scorso mese di maggio, nell\u2019ambito della rassegna <em>\u00e8Storia <\/em>a Gorizia, \u00e8 stata allestita una mostra promossa dall\u2019AAS2 assieme, tra gli altri, alla Provincia di Gorizia, all\u2019Universit\u00e0 di Trieste \u2013 Dipartimento di Ingegneria e Architettura e alla Cooperativa sociale Arcobaleno onlus. Esposti nel <em>Trgoski dom <\/em>di corso Verdi, sotto uno striscione da 9 metri che gridava il titolo \u201cLa libert\u00e0 \u00e8 terapeutica\u201d, plastici e planimetrie di possibili scenari architettonici all\u2019interno del parco, realizzati dagli studenti di Architettura. Progetti per un futuro accanto a una sezione dedica alla memoria. Esposto infatti per la prima volta quanto resta dell\u2019archivio dell\u2019ex OPP dal 1933 al 1978. Documenti, cartelle cliniche, fotografie, schede personali ritrovati nelle cantine del complesso, salvati dal degrado e dalla distruzione grazie a finanziamenti e borse di studio per persone svantaggiate. Un patrimonio documentale salvo e un primo \u201ccatalogo di consistenza\u201d, il prossimo passo sar\u00e0 un vero e proprio inventario che lo render\u00e0 poi disponibile per la consultazione da parte di storici e studiosi.<\/p>\n<p> \t\u00abIl parco Basaglia \u2013 conclude il dottor Perazza \u2013 \u00e8 un patrimonio di natura e memoria a vantaggio di questo territorio di cultura italiana e slovena, che sar\u00e0 nel futuro una realt\u00e0 di cura del disturbo mentale, scegliendo di includere chi ne soffre, garantendo libert\u00e0 e uguaglianza in un tessuto di solidariet\u00e0 e di opportunit\u00e0 perch\u00e9 tutti possano realizzare un loro progetto di vita\u00bb.<\/p>\n<p> \tUn progetto ambizioso che parte da lontano: dal 1961, quando Basaglia arriv\u00f2 a Gorizia con la moglie Franca Ongaro e i figli: osservando cosa significasse manicomio, decise che quei luoghi non si potevano riformare, ma solo distruggere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parco Basaglia<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":20216,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-20215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",667,400,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",667,400,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",667,400,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1-300x180.webp",300,180,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",640,384,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",300,180,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",500,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",474,284,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",391,234,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",300,180,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",667,400,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",667,400,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",667,400,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",667,400,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1-667x380.webp",667,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1.webp",250,150,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15289-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Parco Basaglia","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20215"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20215\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}