{"id":20214,"date":"2016-08-02T00:00:00","date_gmt":"2016-08-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20214"},"modified":"2016-08-02T00:00:00","modified_gmt":"2016-08-01T23:00:00","slug":"atlante-meglio-prometeo-ma-non-sperateci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/atlante-meglio-prometeo-ma-non-sperateci\/","title":{"rendered":"Atlante? Meglio Prometeo, ma non sperateci"},"content":{"rendered":"<p> \tSono trascorsi ormai tre mesi dalla costituzione del <strong>Fondo Atlante<\/strong>. Un nuovo strumento, un \u00abfondo di investimento alternativo\u00bb costituito con due obiettivi: sostenere gli aumenti di capitale degli istituti di credito in difficolt\u00e0 e sostenere la dismissione dei crediti deteriorati delle stesse banche. La sua creazione \u00e8 stata coordinata con il Governo italiano e i principali gruppi finanziari del Paese.<\/p>\n<p> \tDa anni, <strong>numerose banche italiane sono \u201csottocapitalizzate\u201d<\/strong>, cio\u00e8 hanno troppo poche risorse proprie rispetto ai prestiti e agli altri impegni che hanno erogato. Esistono regolamenti internazionali che stabiliscono quanto \u201ccapitale proprio\u201d deve avere un banca rispetto al totale dei suoi impegni, in modo da garantirne la stabilit\u00e0. Per rimediare a questa situazione, le banche possono emettere nuove azioni sul mercato, con un\u2019operazione chiamata \u201caumento di capitale\u201d. Il problema \u00e8 che non sempre i mercati trovano molto allettante comprare le azioni delle banche italiane, soprattutto se si trovano in una brutta situazione. Il ruolo del fondo sar\u00e0, semplificando, quello di comprare le eventuali azioni che le banche non riusciranno a collocare.<\/p>\n<p> \tL\u2019altro problema che il fondo cercher\u00e0 di risolvere \u00e8 quello dei crediti deteriorati, cio\u00e8 i prestiti che le banche hanno difficolt\u00e0 a riscuotere. In Italia sono quasi il 20% del totale di tutti i crediti erogati, per un valore complessivo di circa 350 miliardi di euro \u2013 contando anche i 150 miliardi di crediti \u201cmeno\u201d deteriorati. Le \u201csofferenze\u201d vere e proprie sono circa 200 miliardi lordi. Per fronteggiarli, il sistema bancario ha messo da parte risorse per 120 miliardi. Le sofferenze nette, cio\u00e8 la cifra che il Fondo Atlante dovr\u00e0 contribuire a smaltire, sono quindi di 80 miliardi.<\/p>\n<p> \tPer cercare di agevolare questo \u201csmaltimento\u201d il Governo ha creato un meccanismo assicurativo (<strong>GACS<\/strong>), una <strong>forma di garanzia pubblica <\/strong>che una banca pu\u00f2 acquistare per \u201cassicurare\u201d i propri crediti \u201cmeno deteriorati\u201d, quelli pi\u00f9 \u201csicuri\u201d. Le banche potranno quindi rivendere sul mercato solo una parte dei crediti deteriorati, le cosiddette tranche \u201csenior\u201d, a un prezzo non troppo svantaggioso. Il Fondo Atlante potr\u00e0 acquistare anche i crediti deteriorati meno sicuri, quelli pi\u00f9 rischiosi con meno probabilit\u00e0 di recupero: le cosiddette tranche \u201cjunior\u201d.<\/p>\n<p> \tIl primo problema che il fondo ha affrontato \u00e8 stato quello dell\u2019aumento di capitale della <em>Banca Popolare Vicentina<\/em>. A breve si vedr\u00e0 quante risorse dovr\u00e0 impiegare per far fronte all\u2019altra banca veneta in difficolt\u00e0, <em>Veneto Banca<\/em>. Si discute se i fondi residui a disposizione di Atlante dopo l\u2019intervento in <em>Veneto Banca <\/em>siano adeguati rispetto al compito: circa 2 miliardi di euro su un totale di sofferenze nette intorno agli 80 miliardi. E gi\u00e0 si parla di un Fondo Atlante 2.<\/p>\n<p> \t<strong>Una impresa titanica<\/strong><\/p>\n<p> \tUna impresa titanica? Sembrerebbe di s\u00ec, visto il nome dato al fondo. Nella mitologia greca Atlante, fratello di Prometeo e di Menezio, \u00e8 uno dei Titani, una creatura primordiale condannata da Zeus a soste nere sulle spalle la volta celeste e il mondo. \u00a0\u00a0La pena fu comminata da Zeus ad Atlante per aver partecipato con Menezio alla ribellione dei Titani contro gli Dei. A chi si ribella il Fondo Atlante? Nelle dichiarazioni degli ideatori si ribella allo strapotere dei cosiddetti fondi \u201cavvoltoio\u201d, ovvero di quei fondi esteri che vorrebbero comprarsi le sofferenze delle banche italiane a prezzi stracciati. Il fondo ha come obiettivo la creazione di un mercato italiano dei crediti difficili che non esiste in Italia. Quindi, si dice, una risposta al \u201cfallimento del mercato\u201d.<\/p>\n<p> \tMa di fallimento del mercato si parla quando i mercati non sono in grado di determinare allocazioni efficienti delle risorse, \u00a0ovvero di raggiungere condizioni di equilibrio. \u00c8 di questo che si tratta? Oppure si tratta di condizioni determinate da banche collassate per le condotte dei loro vertici? O da chi ha collocato obbligazioni subordinate per mantenere il controllo della banca senza sostenere aumenti di capitale?<\/p>\n<p> \tLa missione di Atlante sarebbe meritoria se ristabilisse le condizioni per consentire al mercato di fare il proprio mestiere e per sostituire definitivamente le classi dirigenti compromesse. Forse un riferimento diverso da Atlante poteva essere un miglior viatico per la missione del fondo. Anche\u00a0 perch\u00e9 la vicenda mitologica delle mele d\u2019oro non \u00e8 proprio di buon auspicio.<\/p>\n<p> \tAtlante tenne sempre il cielo e il globo sulle spalle, salvo per il breve periodo in cui Ercole lo allevi\u00f2 di quel peso. Ercole, per compiere una delle sue famose fatiche, doveva rubare tre mele d\u2019oro dal giardino delle Esperidi, fi glie di Atlante, per consegnarle al re di Micene, Euristeo. Ercole chiese ad Atlante di fargli questo favore e a tal fi ne chin\u00f2 le spalle per sostenere il globo celeste. Atlante ritorn\u00f2 con le tre mele colte dalle sue fi glie pregustando la recuperata libert\u00e0: voleva portare le mele egli stesso a Euristeo. Ercole finse di acconsentire, pregando Atlante di sostenere il globo soltanto affinch\u00e9 potesse fasciarsi il capo.<\/p>\n<p> \tAtlante pos\u00f2 a terra le mele e riprese il suo carico. Ercole prese le mele e si allontan\u00f2 con un ironico saluto.<\/p>\n<p> \t<strong>Ercole come il fondo Apollo?<\/strong><\/p>\n<p> \tUno dei cosiddetti \u201cfondi avvoltoio\u201d \u00e8 il <strong>Fondo Apollo<\/strong>, il fondo estero che recentemente ha offerto prezzi da saldo per l\u2019acquisto di sofferenze bancarie. Fondo che si intitola a una ben pi\u00f9 illustre figura: il figlio di Zeus, dio del sole. Certo \u00e8 che nel mondo della finanza i riferimenti \u00a0alla mitologia non mancano. Senza andar a cercare troppo lontano tra le figure mitologiche, il fratello di Atlante, Prometeo, poteva meglio interpretare la sfida. Zeus toglie agli uomini il fuoco, ma Prometeo lo restituisce rubandolo a Zeus. Prometeo \u00e8 \u201ccolui che prevede\u201d, il suo nome contiene la <em>methis<\/em>, la \u201csaggezza\u201d e l\u2019\u201castuzia\u201d, \u00e8 il promotore di una condizione umana culturale e perci\u00f2 contrapposta alla condizione \u201cnaturale\u201d di sudditanza rispetto all\u2019Olimpo. Prometeo \u00e8 il consigliere ricercato da uomini, eroi e dei.<\/p>\n<p> \t<strong>L\u2019utopia di un Prometeo europeo<\/strong><\/p>\n<p> \tAvremmo bisogno di un Prometeo a livello europeo. Per risolvere il problema dei crediti deteriorati che affligge anche le banche europee occorre una gestione europea. I costi sono ingenti per i singoli istituti e, data la concentrazione geografica, per alcuni Paesi. Atlante \u00e8 necessario, ma probabilmente non sufficiente con le dotazioni attuali, poich\u00e9 la leva nazionale non \u00e8 consentita. Agire a livello europeo richiederebbe la costituzione di un fondo finanziato con gli strumenti dell\u2019Unione bancaria, come gi\u00e0 fatto da alcuni Stati europei.<\/p>\n<p> \tIl fondo europeo avrebbe l\u2019obiettivo di ricapitalizzare e governare il processo di aggregazione degli istituti anche a livello intraeuropeo, mentre i crediti deteriorati dovrebbero essere ceduti a una \u00abbad bank\u00bb per far s\u00ec che possano essere venduti su un mercato efficiente di dimensioni europee.<\/p>\n<p> \tFondi come Atlante a livello nazionale rischiano di allungare i tempi e di creare effetti di contagio sistemico. Un processo troppo lento per la messa in sicurezza di istituti sottocapitalizzati e per la gestione dei crediti deteriorati disincentiva tutto il sistema bancario a concedere nuovi prestiti erodendone la profittabilit\u00e0. Rimandare la soluzione del problema invece di affrontarlo da subito \u00e8 quello che l\u2019Europa ha fatto in tutte le occasioni dal 2008. C\u2019\u00e8 solo da sperare che Ercole, dopo aver incastrato Atlante nel giardino delle mele, liberi dal suo supplizio (l\u2019aquila che gli mangia il fegato) un Prometeo moderno che, come nella mitologia, agisca da rappresentante degli uomini nei confronti di un Olimpo distante e indifferente alle sofferenze (bancarie e non) dei mortali.<\/p>\n<p> \tPi\u00f9 che una speranza un\u2019utopia mitologica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Banche deteriorate<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-20214","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Banche deteriorate","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20214"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20214\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}