{"id":20206,"date":"2016-08-02T00:00:00","date_gmt":"2016-08-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20206"},"modified":"2016-08-02T00:00:00","modified_gmt":"2016-08-01T23:00:00","slug":"il-fascino-senza-tempo-dellantica-aquileia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-fascino-senza-tempo-dellantica-aquileia\/","title":{"rendered":"Il fascino senza tempo dell&#8217;antica Aquileia"},"content":{"rendered":"<p> \t<strong>Concluse da poco ad Aquileia le due campagne di scavo archeologico<\/strong>\u00a0condotte tra maggio e luglio dal\u00a0<strong>Dipartimento dei Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 di Padova<\/strong>: nel sito Unesco l\u2019Ateneo patavino \u00e8 attivo infatti con due cantieri archeologici didattici, diretti dai professori <strong>Monica Salvadori<\/strong> e <strong>Andrea Raffaele Ghiotto<\/strong>, ai quali ha preso parte anche quest\u2019anno un nutrito gruppo di studenti, specializzandi, dottori di ricerca e altri collaboratori impegnati nelle varie fasi del lavoro sul campo e in laboratorio.\u00a0<\/p>\n<p> \tLe indagini, in regime di concessione, si sono svolte\u00a0<strong>in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e con il sostegno della Fondazione Aquileia.<\/strong>\u00a0&#8220;Oltre che per le indagini sul Sepolcreto, gi\u00e0 in gestione alla Fondazione, \u2013 precisa\u00a0<strong>Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia <\/strong>\u2013 abbiamo assicurato il sostegno alle campagne di scavo su aree di cui \u00e8 previsto il conferimento da parte del Ministero.\u00a0Nel caso del teatro, tuttavia, non si tratta esclusivamente di un sostegno economico all&#39;Universit\u00e0 di Padova, ma di una vera e propria collaborazione scientifica, che mira a comprendere, anche con indagini geofisiche, l&#39;ampiezza dell&#39;edificio e a pianificarne dunque la futura valorizzazione&#8221;.<\/p>\n<p> \tLe aree indagate riguardano un ricco complesso residenziale privato ubicato nel settore settentrionale della citt\u00e0 antica (<strong>domus delle Bestie ferite<\/strong>) e un monumentale edificio pubblico nel quartiere occidentale\u00a0<strong>(teatro romano<\/strong>), a sud-ovest del Foro.<\/p>\n<p> \tNella prima area le indagini archeologiche, condotte annualmente a partire dal 2007, hanno permesso di seguire lo sviluppo di un quartiere residenziale dell\u2019antica citt\u00e0 romana, riportando alla luce importanti strutture e mosaici che attestano la continuit\u00e0 di vita di questo settore urbano per un periodo lungo pi\u00f9 di 500 anni (fine I secolo a.C. &#8211; V secolo d.C.). Il pi\u00f9 noto di questi pavimenti musivi \u00e8 quello delle Bestie ferite, che d\u00e0 il nome all\u2019abitazione principale. A partire dal 2013 lo scavo si \u00e8 ampliato verso ovest, mettendo in luce un nuovo settore abitativo. In questo settore,\u00a0nel corso della campagna del 2016, \u00e8 stata indagata un\u2019ampia porzione di terreno che ha consentito di chiarire maggiormente l\u2019assetto planimetrico del settore pi\u00f9 settentrionale delle domus indagate. Le strutture messe in luce coprono un arco cronologico che va per lo meno dall\u2019inizio del I secolo d.C. al IV secolo compreso. Sebbene le evidenze siano ancora in fase di studio, \u00e8 stato per ora possibile riconoscere due principali fasi edilizie. Alla prima, di epoca augustea, ma mantenuta a lungo nel corso del tempo, \u00e8 riferibile un esteso vano pavimentato con un mosaico di pregiato livello tecnico-artistico. Nella seconda fase, di epoca tardo-antica, il precedente impianto venne in gran parte demolito per essere sostituito da un\u2019imponente abside associata ad un ampio vano di rappresentanza pavimentato in marmo di importazione e da un\u2019area scoperta lastricata, probabilmente dotata di portico colonnato.<\/p>\n<p> \tIl secondo cantiere si trova invece nella vasta area demaniale estesa tra il Foro e le Grandi terme. Qui le indagini di scavo, precedute e integrate da una serie di prospezioni geofisiche condotte dall\u2019ing. <strong>Rita Deiana<\/strong> dello stesso Dipartimento dei Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, sono iniziate nel 2015 allo scopo di verificare direttamente sul terreno la suggestiva ipotesi avanzata a suo tempo da <strong>Luisa Bertacchi<\/strong>, secondo la quale proprio in quel luogo si sarebbero trovati i resti dell\u2019antico teatro cittadino. La felice intuizione della studiosa ha trovato una prima conferma gi\u00e0 nella campagna di scavo dell\u2019anno scorso e si avvale oggi degli ulteriori risultati emersi nel 2016.\u00a0<\/p>\n<p> \tLe indagini archeologiche hanno permesso di individuare diversi tratti di una serie di lunghe e potenti strutture murarie disposte a raggiera (muri radiali), scandite in due settori da un muro curvilineo intermedio. Nel loro complesso queste strutture presentano le caratteristiche tipiche degli impianti costruttivi in muratura che sorreggono la cavea di molti edifici per spettacoli di et\u00e0 romana. Come dimostrato dallo scavo, i muri radiali terminavano verso l\u2019esterno con un pilastro. Allo stato attuale delle ricerche sembra che il diametro della cavea fosse di circa un centinaio di metri.<\/p>\n<p> \tLa ripresa delle indagini sul campo \u00e8 prevista per la primavera del 2017. Per entrambi i contesti indagati saranno studiate idonee forme di valorizzazione.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proseguono le campagne di scavi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":20207,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-20206","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",750,436,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",750,436,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",750,436,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1-300x174.webp",300,174,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",640,372,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",300,174,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",500,291,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",474,276,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",391,227,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",300,174,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",750,436,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",750,436,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",750,436,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",750,436,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1.webp",250,145,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15270-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Proseguono le campagne di scavi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20206"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20206\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}