{"id":20142,"date":"2016-07-25T00:00:00","date_gmt":"2016-07-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20142"},"modified":"2016-07-25T00:00:00","modified_gmt":"2016-07-24T23:00:00","slug":"una-settimana-tra-greta-garbo-e-il-ladro-di-bagdad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/una-settimana-tra-greta-garbo-e-il-ladro-di-bagdad\/","title":{"rendered":"Una settimana tra Greta Garbo e Il ladro di Bagdad"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tRitornano a Pordenone dall\u20191 all\u20198 ottobre per otto giorni di cinema e musica dal vivo al Teatro Comunale Giuseppe Verdi le Giornate del Cinema Muto, che tagliano il traguardo della 35^ edizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPer l\u2019occasione, grande apertura con il ritorno dell\u2019orchestra nella prima serata ad accompagnare <strong>Greta Garbo <\/strong>in <strong><em>The Mysterious Lady<\/em><\/strong> (<em>La donna misteriosa<\/em>, 1928), dramma romantico diretto da Fred Niblo in cui la Divina veste i panni di un\u2019affascinante spia russa. 61 elementi dell\u2019Orchestra San Marco di Pordenone scenderanno nella buca del Verdi con il Maestro <strong>Carl Davis<\/strong>, autore della partitura, che contiene numerose citazioni dalla <em>Tosca<\/em> di Puccini, opera molto presente nel film.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa principale retrospettiva \u00e8 dedicata a un protagonista della scenografia hollywoodiana, <strong>William Cameron Menzies<\/strong>, di cui ricorrono i 120 anni dalla nascita, che nel periodo muto lavor\u00f2 con i pi\u00f9 grandi registi, fra cui Raoul Walsh, Sam Taylor, Henry King. Il titolo di maggiore richiamo, <strong><em>The Thief of Bagdad<\/em><\/strong> (<em>Il ladro di Bagdad<\/em>) di <strong>Raoul Walsh<\/strong>, con <strong>Douglas Fairbanks<\/strong>, chiuder\u00e0 le Giornate con l\u2019accompagnamento \u2013 una prima mondiale \u2013 dell&#8217;Orchestra San Marco di Pordenone diretta dal Maestro <strong>Mark Fitz-Gerald<\/strong>, che ha ricostruito e adattato la partitura originale del 1924 di Mortimer Wilson. Una delle produzioni pi\u00f9 costose fino a quell\u2019epoca, il film rivela il genio di Menzies il quale, a soli 28 anni, riesce a dar vita a un orientalismo fantastico che non \u00e8 solo lo sfondo dell\u2019azione ma diventa parte integrante di essa. L\u2019evento sar\u00e0 replicato domenica 9 ottobre. Come <em>La donna misteriosa<\/em>, <em>Il ladro di Bagdad<\/em> viene presentato nell\u2019edizione curata dalla londinese <em>Photoplay<\/em> di Patrick Stanbury e del premio Oscar Kevin Brownlow.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa rassegna su Menzies offre l\u2019occasione di vedere titoli celebri come <em>Kindred of the Dust<\/em> (1922), ancora di Raoul Walsh, una storia di boscaioli del Pacifico di nord-ovest che ha per protagonista Miriam Cooper, moglie del regista. <strong>Norma Talmadge<\/strong> \u00e8 invece l\u2019interprete di due melodrammi, <em>The Dove<\/em> (La colomba, 1927) di Roland West e il coraggioso <em>The Woman Disputed<\/em> (La donna contesa, 1928) di Henry King e Sam Taylor, ispirato all\u2019espressionismo tedesco. Fra gli altri titoli della sezione, <em>The Garden of Eden<\/em> (1928), deliziosa commedia di Lewis Milestone, e <em>Tempest<\/em> (Nella tempesta, 1928) di Sam Taylor, con <strong>John Barrymore<\/strong>, un\u2019elettrizzante storia ambientata all\u2019epoca della rivoluzione russa. Nella prima edizione degli Oscar, il 16 maggio 1929, Menzies fu premiato come miglior art director sia per <em>The Dove<\/em> sia per <em>Tempest<\/em>. Un altro Oscar (onorario) arriver\u00e0 nel 1940 per il suo lavoro in <em>Via col vento<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLe Giornate rendono omaggio ai 75 anni del <strong>Danske Filminstitut <\/strong>di Copenhagen, uno dei pi\u00f9 prestigiosi e antichi archivi cinematografici al mondo, da cui arriver\u00e0, fra gli altri, <em>L\u2019onore riconquistato<\/em> (1913), un film italiano creduto perduto e recentemente identificato che contiene rare scene della guerra italo-turca in Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuest\u2019anno ricorrono i 400 anni dalla morte di <strong>Shakespeare<\/strong>, fonte di ispirazione per il cinema fin dalle origini. Le Giornate presentano tre film tratti dalle sue opere, tutti interpretati da <strong>Francesca Bertini<\/strong>: <em>Il Mercante di Venezia<\/em> e <em>Re Lear<\/em> di Gerolamo Lo Savio, del 1910, e <em>Romeo e Giulietta<\/em> di Ugo Falena, del 1912.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl matrimonio di Venezia col cinema festeggia i 120 anni. I primi cameramen Lumi\u00e8re giunsero in Laguna probabilmente fra maggio e luglio del 1896, realizzando \u2013 fra gli altri \u2013 <em>Arriv\u00e9e en gondole<\/em>, <em>Tramway sur le Grand Canal<\/em> e<em> Pigeons sur la Place Saint-Marc, <\/em>gi\u00e0 quasi una mini-fiction. Si vedranno inoltre i <em>Panorama<\/em> della Piazza San Marco girati qualche mese pi\u00f9 tardi con la macchina da presa in movimento, dal battello, dall\u2019operatore Alexandre Promio. A questi primi film si affianca <em>Eine venezianische Nacht<\/em> (<em>Notti veneziane<\/em>, 1913), rielaborazione cinematografica di una pantomima realizzata dal grande regista teatrale tedesco <strong>Max Reinhardt<\/strong> che, girando dal vero in esterni e in interni, con felici intuizioni e sperimentazioni sottili ci mostra una altrettanto affascinante Venezia \u201cminore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDa Venezia si \u201cvola\u201d a Buenos Aires, Tokyo, San Paolo del Brasile, Toronto, Budapest, Praga, Vienna e Belgrado, dove ci porta la seconda parte della rassegna, iniziata nel 2015, sulle <strong>sinfonie delle citt\u00e0<\/strong>. Proseguono anche le retrospettive dedicate al <strong>cinema western delle origini<\/strong> e al pioniere del cinema italiano <strong>Luca Comerio<\/strong>, di cui si vedranno le prime produzioni, incluse le due commedie <em>L\u2019avventura galante di un provinciale<\/em> e <em>Cocciutelli in guerra<\/em>. Tra i film del <strong>Canone rivisitato<\/strong> scelti da Paolo Cherchi Usai, quest\u2019anno troviamo capolavori come <em>Erotikon<\/em> (1920) di <strong>Mauritz Stiller<\/strong>, <em>Geheimnisse Einer Seele<\/em> (I misteri di un\u2019anima, 1926) di <strong>G.W. Pabst<\/strong>, <em>Umarete wa mita keredo<\/em> (Sono nato, ma\u2026, 1932) di <strong>Yasujiro Ozu<\/strong>, <em>Padenie Dinastii Romanovykh<\/em> (La caduta della dinastia Romanov, 1927) di <strong>Esfir Shub<\/strong> e <em>Nana<\/em> (1926) di <strong>Jean Renoir<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo il successo, l\u2019anno scorso, del cineromanzo <em>Les mis\u00e9rables<\/em>, si rinnova l\u2019appuntamento con la maratona cinematografica di met\u00e0 settimana con un altro classico di quasi quattro ore firmato dallo stesso regista Henri Fescourt, <strong><em>Monte Cristo<\/em><\/strong>, tratto dal romanzo di Alexandre Dumas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNumerosi come sempre le <strong>riscoperte e i restauri<\/strong> provenienti dagli archivi internazionali. Si segnala in particolare l\u2019adattamento italiano del romanzo di Zola \u201cNana\u201d, <strong><em>Una donna funesta<\/em><\/strong> (1919) di Camillo De Riso, con la &#8216;diva&#8217; dimenticata Tilde Kassay in una performance decisamente sensuale. Il film \u2013 che le Giornate offrono l\u2019occasione unica di vedere insieme a <em>Nana<\/em> di Renoir, di sette anni posteriore, incluso nella sezione del Canone rivisitato \u2013 \u00e8 stato ritrovato recentemente a Buenos Aires dallo stesso Museo del Cine \u201cPablo Ducros Hicken\u201d che otto anni fa riscopr\u00ec le scene perdute di <em>Metropolis<\/em>. Era considerata perduta anche l\u2019intrigante serie americana di un secolo fa <strong><em>Who\u2019s Guilty?<\/em><\/strong>, caratterizzata da personaggi alle prese con dilemmi morali, e invece il Gosfilmofond di Mosca ha scoperto nei suoi archivi \u2013 e li porter\u00e0 a Pordenone \u2013 otto capitoli completi e due incompleti. Fra le chicche, il Disney ritrovato <strong><em>Africa Before Dark<\/em><\/strong> (1928), un Oswald the Lucky Rabbit restaurato dal Filmmuseum di Vienna, che lo presenta alle Giornate in prima internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDei recenti restauri si vedr\u00e0, fra gli altri, <strong><em>Behind the Door<\/em><\/strong> (1919) di Irvin Willat, il film di propaganda pi\u00f9 esplicitamente anti-tedesco realizzato negli Stati Uniti alla fine della Grande Guerra; e dal Filmmuseum di Monaco arriveranno l\u2019emozionante avventura girata nell&#8217;artico norvegese<em> Die weisse W<\/em><em>\u00fc<\/em><em>ste<\/em> (Ernst Wendt, 1922) e <em>Algol &#8211; Trag<\/em><em>\u00f6<\/em><em>die der Macht<\/em> (Hans Werckmeister, 1920), un film sci-fi espressionista che ha come protagonista il grande Emil Jannings e come art director Walter Reimann (lo stesso di <em>Caligari<\/em>, opera simbolo dell\u2019espressionismo tedesco).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tA rimarcare il ruolo fondamentale del festival nella riscoperta del cinema muto, il programma messo insieme dal nuovo direttore Jay Weissberg, se da una parte esalta la spettacolarit\u00e0, si propone dall\u2019altra di indagare e rivalutare cinematografie meno conosciute. \u00c8 il caso del <strong>cinema muto polacco<\/strong>, rimasto a lungo terra incognita e ora oggetto di una prima esplorazione. Sottovalutato e di difficile accesso (anche a causa delle distruzioni della seconda guerra mondiale, che ebbero inevitabilmente un impatto sugli archivi), il cinema muto polacco riserver\u00e0 non poche sorprese. In questa prima panoramica vengono presentati cinque lungometraggi di generi e stili differenti, come il melodramma sociale <em>Ludzie bez Jutra<\/em> (Gente senza domani) di Aleksander Hertz, che risente dell\u2019influenza del cinema russo pre-sovietico mentre altri si ispirano di pi\u00f9 al cinema tedesco degli anni venti. Molto interessanti i due adattamenti letterari <em>Pan Tadeusz <\/em>e <em>Janko Muzykant<\/em>, entrambi di Ryszard Ordy\u0144ski, allievo di Max Reinhardt. Il primo \u00e8 tratto dal poema epico nazionale, il secondo \u00e8 un adattamento del classico di Henryk Sienkiewicz (l\u2019autore di <em>Quo Vadis?<\/em>). Completano la rassegna dodici cinegiornali che ci offrono uno sguardo sulla vita nella Polonia degli anni dieci e venti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSi vedranno inoltre i lavori di <strong>John H. Collins<\/strong>, uno dei primi maestri del cinema americano &#8211; vittima a soli 28 anni dell\u2019epidemia influenzale del 1918 &#8211; e gi\u00e0 fra i protagonisti, nel 1988, della storica rassegna pordenonese \u201cSulla via di Hollywood\u201d; e le spassose comiche, sagace combinazione tra la raffinatezza della trama e la tradizionale dose di slapstick, dello Studio fondato da <strong>Al Christie<\/strong>, uno dei nomi pi\u00f9 importanti del cinema comico all\u2019epoca del muto insieme a Mack Sennett e Hal Roach.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPer una sera, venerd\u00ec 30 settembre, il festival torna al Teatro Zancanaro di Sacile (che in passato ha ospitato otto edizioni, dal 1999 al 2006), con l\u2019appuntamento di preapertura, <strong><em>Show People<\/em><\/strong> (<em>Maschere di celluloide<\/em>, 1928) di <strong>King Vidor<\/strong>, accompagnato dalla Zerorchestra diretta da G\u00fcnter Buchwald. Con una strepitosa <strong>Marion Davies<\/strong> nei panni di aspirante attrice, il film rappresenta uno dei vertici della commedia brillante degli anni Venti e offre uno spaccato della Hollywood dell\u2019epoca, con tanto di parata di star, da Charlie Chaplin a John Gilbert, da Mae Murray a William Hart a Douglas Fairbanks. Lo spettacolo, realizzato da Cinemazero in occasione della mostra in corso a Villa Manin<em> Hollywood Icons<\/em>, fotografie dalla John Kobal Foundation, \u00e8 presentato in collaborazione con il Comune di Sacile ed \u00e8 a ingresso libero.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Giornate del Cinema Muto<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":20143,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-20142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",750,524,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",750,524,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",750,524,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1-300x210.webp",300,210,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",640,447,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",300,210,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",500,349,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",464,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",372,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",300,210,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",750,524,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",750,524,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",750,524,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",750,524,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1.webp",250,175,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15142-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Le Giornate del Cinema Muto","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20142"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20142\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}