{"id":20138,"date":"2016-07-25T00:00:00","date_gmt":"2016-07-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20138"},"modified":"2016-07-25T00:00:00","modified_gmt":"2016-07-24T23:00:00","slug":"sulle-orme-del-papa-polacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/sulle-orme-del-papa-polacco\/","title":{"rendered":"Sulle orme del papa polacco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tUn viaggio attraverso la fede e la speranza. Ho peregrinato nei luoghi dove <strong>Karol Wojtyla <\/strong>nacque e si form\u00f2 e dove si possono ritrovare le fonti della sua fede. Un percorso alle origini di <strong>Giovanni Paolo II<\/strong>: da <strong>Wadovice<\/strong>, la sua citt\u00e0 natale, a <strong>Kalwaria Zebrzydowska<\/strong>, il pi\u00f9 conosciuto santuario mariano dopo Jasna G\u00f3ra a Cz\u0119stochowa, a Cracovia, la capitale culturale della Polonia, un vero e proprio gioiello dell\u2019Est, con la sua immensa piazza medioevale (<em>Rynek G<\/em><em>\u0142\u00f3<\/em><em>wny<\/em>), risalente al 1257. Ogni angolo della citt\u00e0 regala un ricordo di Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Wadowice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tRaggiungo Wadowice, distante appena 30 km da <strong>O\u015bwi\u0119cim <\/strong>(il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau), e 50 km da Cracovia. Qui il 18 maggio 1920 nacque Karol J\u00f3zef Wojty\u0142a, il Papa polacco\u00a0\u00a0 entrato nella storia e nel cuore di tutti. Era l\u2019ultimo dei tre fi gli di Karol Wojty\u0142a e di Emilia Kaczorowska. In seguito al crollo dell\u2019impero austroungarico, il padre Karol, sottufficiale\u00a0 dell\u2019impero asburgico, era stato inquadrato nelle nuove fila dell\u2019esercito polacco, dopo che la Polonia era tornata indipendente. Un piccolo salto indietro per ricordare che Karol senior, durante la Grande Guerra, aveva combattuto in Carnia con il 56\u00b0 reggimento di fanteria Wadowice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tNella piazza si trova la chiesa parrocchiale, dove Karol Wojtyla fu battezzato il 20 giugno 1920; in seguito, a nove anni, qui ricevette la Prima Comunione e a diciotto la Cresima. A fianco della chiesa c\u2019\u00e8 la sua casa natia, oggi un museo. \u00c8 emozionante camminare nel plateatico che riporta tutti i 104 viaggi di Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tDa ragazzino Karol era chiamato <em>Lolyk <\/em>(Carletto) e, come tanti altri bambini, si divertiva a giocare a pallone, a tirare palle di neve e a tuffarsi nei fiumi, ma ascoltava anche la musica di Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin. Il 13 aprile del 1929 fu colpito dalla perdita della madre; nel giugno del 1930, terminate le scuole elementari, s\u2019iscrisse al ginnasio statale maschile \u201cM. Wadowita\u201d, studiando la lingua tedesca, il greco e le letterature classiche, con particolare interesse per la scrittura drammatica e teatrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa morte del fratello Edmund fu un altro duro colpo per la famiglia: medico, mor\u00ec a 26 anni, nel 1932, durante un\u2019epidemia di scarlattina. Il 14 maggio 1938 Karol super\u00f2 gli esami di maturit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cracovia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tEccomi a Cracovia, l\u2019antica capitale della Polonia, meta turistica per eccellenza, con un gran numero di studenti universitari, visitata ogni anno da milioni di turisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tCitt\u00e0 di cultura, religione e drammi della storia: l\u2019invasione nazista nel 1939 segn\u00f2 l\u2019esplosione della Seconda guerra mondiale. Agli ebrei polacchi venne ordinato di portare una fascia al braccio con incisa la stella di Davide, furono obbligati a stare nei ghetti, un dedalo di viuzze e passaggi sospesi, costretti infine alla deportazione e allo sterminio nei campi di concentramento. A Cracovia si ricorda il <strong>ghetto di Kazimierz <\/strong>&#8211; tutt\u2019oggi esistente con due sinagoghe &#8211; dove Steven Spielberg ha girato nel 1993 il fi lm premio Oscar <em>Schindler\u2019s List<\/em>. A questa citt\u00e0 resta indissolubilmente legata la memoria di Karol Wojtyla, che, a proposito, disse: \u00abGuardo ancora una volta Cracovia, questa Cracovia, dove ogni pietra e ogni mattone mi \u00e8 caro&#8230; Da qui guardo la Polonia. E per questo vi prego, prima di andare via, di assumervi ancora una volta questa eredit\u00e0 spirituale che si chiama Polonia, con fede, speranza e amore (&#8230;) Vi prego di non dubitare, di non stancarvi e di non scoraggiarvi. Di non tagliare voi stessi quelle radici, delle quali siamo cresciuti\u00bb (Giovanni Paolo II, <em>Campi di Cracovia<\/em>, 10 giugno 1979). Qui, il 14 maggio 1938, s\u2019iscrisse alla Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofi a della prestigiosa <strong>universit\u00e0 Jagell\u00f3nica<\/strong>, uno degli atenei pi\u00f9 antichi d\u2019Europa, fondato nel 1364 dal re Casimiro il Grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLo scoppio della Seconda guerra mondiale travolse ogni cosa: \u00e8 venerd\u00ec 1 settembre 1939 e, come ogni primo venerd\u00ec del mese, Karol Wojtyla va a confessarsi nella <strong>cattedrale del Wawel <\/strong>(la collina dove sorge il castello reale, cuore della nazione), mentre le bombe piovono su Cracovia. Oltre al Wawel, i nazisti chiudono diverse istituzioni tra cui l\u2019universit\u00e0 Jagellonica. Al giovane Karol non resta altro che lavorare in una cava di pietra e negli stabilimenti Solvay. Nel febbraio del 1941, perse anche il padre morto d\u2019infarto, ma, grazie alla fede, continu\u00f2 ad affrontare la vita con speranza. A partire dal 1942, sentendo oramai chiara la vocazione, frequent\u00f2 clandestinamente i corsi del seminario diretti dal <strong>cardinale Adam Stefan Sapieha<\/strong>. Intanto la resistenza polacca si allargava sempre pi\u00f9, anche grazie al <strong>Teatro Rapsodico di Cracovia <\/strong>che andava in scena in clandestinit\u00e0, nel timore dei rastrellamenti tedeschi. La vicenda di Karol Wojtyla, attore e drammaturgo, \u00e8 strettamente legata alla storia di questo Teatro, un\u2019esperienza che lo segn\u00f2 profondamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl gruppo, fondato dal professor <strong>Mieczyslaw Kotlarczyk<\/strong>, era formato da cinque attori che, oltre allo stesso fondatore, annoverava Karol Wojtyla, Krystyna Debowska, Danuta Michalowska e Halina Krolikiewicz. Fu allora che Giovanni Paolo II scopr\u00ec il teatro come un mistero della parola e diede alla luce <em>La Bottega dell\u2019orefice<\/em>, <em>Fratello del nostro Dio <\/em>e <em>Giobbe<\/em>, testi teatrali che rivelano profondi concetti di carattere teologico e filosofico. Kotlarczyk defin\u00ec il Teatro Rapsodico \u00abuna protesta contro lo sterminio della cultura della nazione polacca sul suo stesso suolo, una forma di movimento di resistenza clandestina contro l\u2019occupazione nazista\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tDopo la guerra, Karol Wojtyla continu\u00f2 a studiare nel seminario maggiore di Cracovia e alla Facolt\u00e0 di Teologia dell\u2019Universit\u00e0 Jagell\u00f3nica fino all\u2019ordinazione sacerdotale, avvenuta il 1\u00b0 novembre 1946 per mano dell\u2019arcivescovo metropolita Sapieha, che decise di inviarlo a Roma per completare gli studi teologici e filosofici. Assistito da un grande maestro, il padre domenicano <strong>R\u00e9ginald Garrigou-Lagrange<\/strong>, consegu\u00ec il dottorato di ricerca in teologia con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tDopo aver visitato Parigi e Bruxelles, torn\u00f2 in patria, trovando una situazione politica\u00a0 completamente cambiata. La Polonia stava entrando nell\u2019orbita sovietica mentre il Partito Operaio Polacco e il Partito Socialista Polacco convergevano nel Partito Operaio Unificato Polacco. Malgrado le scelte politiche, la Chiesa and\u00f2 avanti per la sua strada: Sapieha gli affid\u00f2 un incarico pastorale nella piccola <strong>comunit\u00e0 di Niegowi\u0107 <\/strong>e poi, nel 1949, la reggenza della <strong>parrocchia di San Floriano<\/strong>, appena fuori da <em>Stare miasto <\/em>(la Citt\u00e0 Vecchia). Proprio qui inizi\u00f2, accanto all\u2019attivit\u00e0 di sacerdote, l\u2019impegno accademico con gli studenti dell\u2019Universit\u00e0 Jagell\u00f3nica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tNel contempo port\u00f2 avanti gli studi teologici diventando professore di Teologia Morale e di Etica nel Seminario Maggiore di Cracovia e nella Facolt\u00e0 di Teologia di Lublino. Il 4 luglio 1958, Papa Pio XII lo nomin\u00f2 vescovo titolare di Ombi e ausiliare di Cracovia. Nel 1962 partecip\u00f2 in San Pietro alla solenne apertura del Concilio: il grande teologo francese Henri de Lubac, nei suoi diari del concilio, parla con simpatia di mons. Wojtyla. Fu poi designato arcivescovo di Cracovia e il\u00a0 Concistoro del 26 giugno 1967 lo elev\u00f2 al rango cardinalizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tGirando per Cracovia scopro che esiste un percorso lungo i luoghi legati alla vita di Giovanni Paolo II. Il cammino denominato <strong>Sentieri di Giovanni Paolo <\/strong>si prefigge l\u2019obiettivo di ricordare la figura del Santo Padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tAl <strong>Palazzo dei Vescovi di Cracovia<\/strong>, in via Franciszkanska, Karol Wojtyla vi abit\u00f2 dal 10 agosto del 1944, quando era ancora seminarista. Proseguo alla volta della <strong>Basilica di San Francesco d\u2019Assisi<\/strong>, sempre in via Franciszkanska, ove San Giovanni Paolo II era solito pregare. Anche la <strong>Chiesa del Santissimo Giuseppe Bernardino <\/strong>d i v ia Poselka 21 era un suo luogo di orazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 il turno dell\u2019<strong>edificio del decano <\/strong>in via Kanonicza, che ha ospitato Wojtyla durante gli anni 1958-1967, oggi sede del <strong>Museo dell\u2019Arcidiocesi di Cracovia<\/strong>. Con leggero affanno salgo alla <strong>collina del Wawel<\/strong>, nella meravigliosa cittadella fortificata, composta dal <strong>Castello Reale <\/strong>e dalla <strong>Cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao<\/strong>, in stile gotico e con pianta a croce latina. Nei sotterranei della Cattedrale, il 2 novembre 1946, il Papa polacco celebr\u00f2 la sua prima messa e successivamente qui fu consacrato vescovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tAl Castello Reale ho l\u2019occasione di inebriarmi davanti alla <em>Dama con l\u2019ermellino<\/em>: la famosissima tela di Leonardo da Vinci, raffigurante la nobildonna Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tAll\u2019uscita, scendendo in via Podzamcze, osservo il <strong>Seminario Spirituale <\/strong>realizzato dell\u2019architetto <strong>Gabriel Niewiadomski<\/strong>, luogo di rifugio di Wojtyla durante la ritirata tedesca. In direzione di Kazimierz, visito la <strong>Chiesa di San Michele Arcangelo e San Stanislao Vescovo<\/strong>, celebre per aver ospitato nel 1979 l\u2019incontro fra il Papa e gli studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tAffaticato e con i piedi indolenziti proseguo fino ad arrivare in via Szwedzka, nella casa del pontefice dopo il 29 ottobre del 1944, quando vi abit\u00f2 con l\u2019amica Zofi a Pozniakowa e suo marito, dopo un incidente stradale (fu investito da un autocarro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tOsservo la casa di via Komorowski, dove soleva trovarsi Wojtyla con gli amici. Proprio qui, il 22 agosto 1941, venne fondato il Teatro Rapsodico. A questo punto \u00e8 necessario visitare la <strong>Filarmonica di Cracovia<\/strong>, una delle sale da concerto pi\u00f9 grandi della citt\u00e0. Qui il 15 ottobre 1938, durante la serata letteraria <em>Sulla strada il ponte di pioppo<\/em>, Karol Wojtyla lesse alcune sue poesie. Malconcio, visito il monumento a Giovanni Paolo II nel <strong>parco Strzelecki<\/strong>, il <strong>Collegium Novum dell\u2019Universit\u00e0\u00a0<\/strong><strong>Jagell\u00f3nica<\/strong>, ove Wojtyla inizi\u00f2 gli studi di filologia polacca e pi\u00f9 tardi consegu\u00ec la laurea, la <strong>Basilica di San Floriano <\/strong>e infine la <strong>Basilica di Santa Maria Assunta<\/strong>, particolare per le sue due torri di altezze differenti. Negli anni 1952-1957 Wojty\u0142a fu predicatore di questa Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tVerso sera raggiungo in auto viale Zakopianska, all\u2019imbocco della tangenziale sud, alla ricerca dei vecchi stabilimenti di soda Solvay; il Pontefice vi lavor\u00f2 a partire dall\u201911 ottobre 1940. Sono sfortunato e non riesco a trovarli, ma vengo a sapere che l\u2019opificio \u00e8 stato demolito. Rincuorato dalle tante testimonianze, concludo la\u00a0 giornata a <em>Nowa Huta <\/em>(Nuova Acciaieria), visitando la Chiesa della madre di Ges\u00f9, detta l\u2019Arca del Signore per la sua particolare configurazione architettonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Nowa Huta <\/em>\u00e8 un quartiere di Cracovia, situato a 9 km dalla citt\u00e0. \u00c8 stato costruito in epoca comunista at torno a un\u2019enorme acciaieria: quando gli impianti erano ancora in piena attivit\u00e0 impegnavano ben 40.000 operai, mentre la sola acciaieria \u00e8 grande cinque volte il centro storico di Cracovia. Gli abitanti di Nowa Huta e i lavoratori dell\u2019acciaieria furono tra i primi a ribellarsi contro il governo comunista e a combattere per i diritti umani e dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa gente del posto venne sostenuta dall\u2019allora vescovo Karol Wojtyla, che inizi\u00f2 tenendo all\u2019aperto una Messa di mezzanotte la vigilia di Natale del 1959, indipendentemente dal tempo, e che fece sostituire la croce ogni volta che venne rimossa. Nel 1967 il permesso di costruire la chiesa fu concesso e, infine, una chiesa chiamata <em>Arca del Signore <\/em>venne costruita. Il complesso fu consacrato da Wojtyla nel 1977. Wojtyla stesso, dopo essere stato eletto Papa nel 1978, chiese di poter visitare <em>Nowa Huta <\/em>durante la sua prima visita nel 1979, ma non gli fu permesso di farlo.\u00a0<em>Nowa Huta <\/em>divent\u00f2 la roccaforte del movimento di <em>Solidarnosc <\/em>negli anni \u201880.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Kalwaria Zebrzydowska<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tFaccio una piccola deviazione per arrivare a <strong>Kalwaria Zebrzydowska<\/strong>, il santuario barocco della Madonna degli Angeli, considerato la Gerusalemme polacca, uno dei luoghi pi\u00f9 amati dal Santo Padre, presso il quale \u00e8 conservata l\u2019icona della Madonna del Perpetuo Soccorso. Nel 1979, il Papa polacco afferm\u00f2: \u00abKalwaria Zebrzydowska, il Santuario della Madre di Dio, i luoghi sacri di Gerusalemme legati alla vita di Ges\u00f9 e della sua Madre, riprodotti. Li ho visitati molte volte, fin da ragazzo e da giovane. Li ho visitati da sacerdote. Particolarmente, ho visitato spesso il Santuario di Kalwaria da Arcivescovo di Cracovia e da Cardinale (\u2026) spesso venivo qui da solo e passeggiavo sui \u201csentieri\u201d di Ges\u00f9 Cristo e Maria, meditando i Loro santissimi misteri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Varsavia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tVarsavia, capitale della Polonia, la pi\u00f9 grande citt\u00e0 del Paese, situata nella parte centro-orientale sul fiume Vistola, accolse con una folla di 300.000 fedeli Giovanni Paolo II, al suo primo ritorno in patria da Papa. Disse nella sua omelia in piazza della Vittoria: \u00abE grido io, figlio di terra polacca, e insieme io, Giovanni Paolo II Papa, grido alla vigilia di Pentecoste: scenda il tuo spirito e rinnovi la faccia della terra, di questa terra\u00bb. \u00c8 il primo Papa che celebra una messa in un regime socialista. Oggi, nella <strong>chiesa di Sant\u2019Andrea<\/strong>, un altare laterale \u00e8 dedicato al Papa polacco, mentre in un quadro \u00e8 raffigurato in colloquio con il cardinale Wyszy\u0144ski.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Vescovo di Roma<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl 16 ottobre 1978, Karol Wojty\u0142a fu eletto Papa e proclamato 263\u00b0 successore dell\u2019apostolo Pietro, il primo Papa non italiano dopo 455 anni (dai tempi di Papa Adriano VI, 1522-1523). Il primo pontefice polacco della storia scelse il nome di Giovanni Paolo II. \u00c8 stato un costante sostenitore di <em>Solidarnosc<\/em>, il movimento polacco d<br \/>\n <strong>Lech Walesa<\/strong>, nella lotta contro il comunismo; ha esercitato il suo ministero con instancabile spirito missionario e, per coinvolgere i giovani, ha voluto l\u2019istituzione della <strong>Giornata Mondiale della Giovent\u00f9<\/strong>. Sono state ben diciannove le edizioni promosse dal suo Pontificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tSotto la sua guida, la Chiesa si \u00e8 avvicinata al terzo millennio celebrando il Giubileo del 2000. Ha anche dato straordinario impulso alla libert\u00e0 religiosa, ha proclamato 1.338 beati e canonizzato 482 santi. Ha scritto 14 lettere encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. Altres\u00ec ha promulgato il Catechismo della Chiesa Cattolica ed effettuato 104 viaggi apostolici nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tDopo essere sopravvissuto all\u2019attentato del 13 maggio 1981 e aver affrontato una lunga malattia, \u00e8 morto in Vaticano il 2 aprile del 2005. Da quella sera e fino all\u20198 aprile seguente, pi\u00f9 di tre milioni di pellegrini arrivarono a Roma per rendergli omaggio. Giovanni Paolo II \u00e8 stato canonizzato il 27 aprile 2014, insieme a Giovanni XXIII, da <strong>Papa Francesco<\/strong>, con la concelebrazione del <strong>Papa emerito Benedetto XVI<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tCon il suo pensiero ha cambiato il corso della storia. Ha detto papa Francesco in occasione del 25\u00b0 anniversario del crollo del Muro di Berlino \u00abLa caduta avvenne all\u2019improvviso ma fu resa possibile dal lungo e faticoso impegno di tante persone che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita. Tra questi, un ruolo di protagonista lo ha avuto il santo Papa Giovanni Paolo II\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tScriveva <strong>Mikhail Gorbaciov, <\/strong>il padre della <em>Perestrojka<\/em>, all\u2019indomani della caduta del Muro: \u00abTutto ci\u00f2 che \u00e8 successo nell\u2019Europa Orientale in questi ultimi anni non sarebbe stato possibile senza la presenza di questo Papa, senza il grande ruolo, anche politico, che lui ha saputo giocare sulla scena mondiale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giornata Mondiale della Giovent\u00f9<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":20139,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-20138","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",750,437,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",750,437,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",750,437,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1-300x175.webp",300,175,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",640,373,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",300,175,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",500,291,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",474,276,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",391,228,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",300,175,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",750,437,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",750,437,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",750,437,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",750,437,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1.webp",250,146,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15138-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Giornata Mondiale della Giovent\u00f9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20138","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20138"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20138\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20139"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}