{"id":20136,"date":"2016-07-22T00:00:00","date_gmt":"2016-07-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20136"},"modified":"2016-07-22T00:00:00","modified_gmt":"2016-07-21T23:00:00","slug":"droga-occhi-aperti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/droga-occhi-aperti\/","title":{"rendered":"Droga, occhi aperti"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tRecenti statistiche diffuse dalle istituzioni sanitarie nazionali segnalano che la diffusione nell\u2019assunzione di sostanze stupefacenti tra i giovani sta coinvolgendo fasce d\u2019et\u00e0 sempre pi\u00f9 basse. Per fare il punto della situazione anche sul nostro territorio, ci siamo rivolti al dottor <strong>Claudio Culot<\/strong>, Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Gorizia, che ha confermato il trend: \u00abEffettivamente \u2013 spiega \u2013 i primi approcci dei ragazzi con le droghe in alcuni casi avviene gi\u00e0 nel biennio iniziale delle scuole superiori: una precocit\u00e0 che spesso porta con s\u00e9 una scarsa consapevolezza sui rischi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cosa intende?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abI giovani delle generazioni precedenti tendevano ad approcciarsi solo a sostanze note e di cui, bene o male, conoscevano gli effetti. Oggi invece i ragazzi si approcciano con disinvoltura a prodotti stupefacenti sconosciuti: non sono rari i casi di mix di sostanze quali lo stramonio ingerite come bevande, ma i cui effetti sono ignoti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Quali sono le droghe pi\u00f9 diffuse tra i giovani?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIl nostro \u00e8 un territorio particolare: rispetto ad altre parti d\u2019Italia qui \u00e8 meno diffusa l\u2019hashish mentre \u201cspopola\u201d la marijuana, molto utilizzata oltreconfine. Inoltre la marijuana pu\u00f2 essere coltivata in diverse tipologie, anche geneticamente modificate per garantire un principio attivo con resa superiore a quello naturale. Con evidenti effetti pi\u00f9 pericolosi per la salute\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Per esempio?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIl THC, uno dei maggiori principi attivi della cannabis, provoca effetti negativi soprattutto se assunto durante l\u2019et\u00e0 dello sviluppo: difficolt\u00e0 di concentrazione, inappetenza, disinteresse totale per tutto e scarsa socializzazione sono i sintomi pi\u00f9 evidenti che si manifestano tra i giovani che ne fanno uso. Anche se il problema \u00e8 molto pi\u00f9 \u00a0complesso\u00bb.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>In che senso?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abLe nuove tecnologie hanno moltiplicato i rischi. Oggi su internet \u00e8 possibile reperire sostanze stupefacenti con estrema facilit\u00e0. In questo contesto, dalla Cina in particolare, si riesce ad acquistare di tutto. E cos\u00ec inizia a prendere piede anche il consumo di ketamina, sostanza nata come anestetico veterinario per i cavalli. La \u00a0conferma a una seria preoccupazione: i giovani di oggi sono disposti ad assumere di tutto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Dal punto di vista legale, come viene affrontato il problema?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abL\u2019articolo 73 del dpr 309 della Legge del 1990 punisce tutte le condotte illegali in relazione alla produzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Per quanto concerne il possesso, invece, vanno considerati due fattori discriminanti: il quantitativo e il tipo di sostanza. A seconda di questo rapporto, la legge prevede determinate \u00a0\u00a0sanzioni. Nel caso specifico, solitamente nelle scuole la diffusione \u00e8 nei limiti delle sanzioni di tipo amministrativo, con segnalazione del giovane all\u2019autorit\u00e0 amministrativa, passaggio per la Prefettura e invio al SerT\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>\u00c8 possibile affrontare a monte la questione?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abDirei che \u00e8 fondamentale. Scuola, famiglie, strutture sanitarie, forze dell\u2019ordine, mondo dell\u2019informazione: tutte queste realt\u00e0 devono svolgere un\u2019attivit\u00e0 di rete. Per essere efficaci non si pu\u00f2 operare su piani distinti ma \u00a0collaborare in modo attivo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Ha citato famiglie e mondo della scuola: spesso genitori e insegnanti si sentono impotenti di fronte al problema. Dinanzi a possibili situazioni a rischio quand\u2019\u00e8 il momento giusto per rivolgersi alle forze\u00a0<\/strong><strong>dell\u2019ordine?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00ab\u00c8 sempre il momento giusto per eventuali segnalazioni. Oggi, non solo in questo campo, lottiamo con una certa mancanza di assunzione di responsabilit\u00e0: tutti vediamo che succede qualcosa ma ci diciamo \u201cPerch\u00e9 devo \u00a0intervenire proprio io?\u201d. Invece una segnalazione tempestiva, forte e coraggiosa, pu\u00f2 contribuire a risolvere il problema prima che possa raggiungere livelli pi\u00f9 pericolosi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Nel progetto di cooperazione in rete dei diversi attori in gioco, tutto questo come pu\u00f2 concretizzarsi nella realt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abVivendo quotidianamente a contatto con gli studenti, gli insegnanti possono entrare a conoscenza di situazioni a rischio: per questo motivo noi della Polizia di Stato andiamo spesso a scuola per diffondere questo messaggio ai professori. L\u2019ideale sarebbe che questa collaborazione e condivisione d\u2019intenti prosegua anche tra la scuola e le famiglie\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>In che modo?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abOggi le famiglie hanno la tendenza a difendere e a giustificare a prescindere i propri figli. Non solo la scuola, ma anche le altre istituzioni \u2013 comprese noi forze dell\u2019ordine \u2013 dobbiamo aiutare i genitori a comprendere che eventuali segnalazioni non vengono fatte per arrecare danno ai ragazzi, ma per cercare di aiutarli. \u00e8 importante individuare e colpire il fatto per trovare poi assieme il modo per uscirne\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Abbiamo parlato dei diversi attori in gioco: concludiamo con il ruolo delle forze dell\u2019ordine. Come vi muovete per diffondere la cultura della prevenzione nelle scuole? <\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abLa scelta di far partecipare personale in uniforme, rendendolo cos\u00ec immediatamente riconoscibile, ha l\u2019obiettivo di stimolare la collaborazione con gli studenti, facendo comprendere ai ragazzi che con gli agenti \u00e8 possibile confidarsi anche al di fuori della scuola, rivelando eventuali avvicinamenti da parte di persone sospette o condividendo qualsiasi tipo di perplessit\u00e0. Solo rendendo minoranza determinati comportamenti potremo avere successo. Dobbiamo ripartire dal concetto di conoscenza, di prevenzione e di solidariet\u00e0. Tornando a interessarci e ad avere a cuore ci\u00f2 che accade agli altri\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Claudio Culot, Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Gorizia<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":20137,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-20136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",750,465,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",750,465,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",750,465,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1-300x186.webp",300,186,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",640,397,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",300,186,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",500,310,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",474,294,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",391,242,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",300,186,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",750,465,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",750,465,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",750,465,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",750,465,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1.webp",250,155,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15124-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Claudio Culot, Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Gorizia","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20136"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20136\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}