{"id":20024,"date":"2016-07-01T00:00:00","date_gmt":"2016-06-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20024"},"modified":"2016-07-01T00:00:00","modified_gmt":"2016-06-30T23:00:00","slug":"mobilita-policentrica-per-la-udine-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/mobilita-policentrica-per-la-udine-del-futuro\/","title":{"rendered":"Mobilit\u00e0 policentrica per la Udine del futuro"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\">Un nuovo modello di mobilit\u00e0, per Udine e il Friuli. Un sistema \u201cpost-urbano\u201d. L\u2019invito rivolto a Udine a non pensare ai problemi di mobilit\u00e0 riferendoli solo al perimetro storico del capoluogo, ma allargando lo sguardo al territorio che lo circonda. Ripensare la mobilit\u00e0 urbana significa oggi garantire accesso e facilitare il movimento in un\u2019area di 80 chilometri per 80, con circa 400 mila abitanti, di \u201cpeso\u201d e competitivit\u00e0 europei, in grado di appoggiarsi su poli come Gemona, San Daniele, Cervignano e Cividale, oltre che sul capoluogo, poli che portano in dote, ciascuno, competenze e specializzazioni economiche e culturali precise.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\">Un sistema policentrico, dunque, che riveda l\u2019attuale rapporto \u201ca stella\u201d (il centro \u00e8 cuore-le periferie sono i confini estremi) e lo converta in una rete \u201ca maglia\u201d, <em>infra-periferie<\/em> e tra periferie e il centro, per collegare meglio i diversi punti d\u2019interesse, sia per i visitatori sia per i residenti e chi si sposta per studio e lavoro. E che utilizzi, poi, anche recuperando vecchi tracciati come per esempio l\u2019Udine-San Daniele in prosecuzione del Cividale-Udine, un complesso di metropolitane leggere o <em>people mover<\/em>, connessi alle stazioni ferro-gomma, alle grandi aree di parcheggio degli snodi commerciali, alle piste ciclabili, alle grandi aree verdi.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\">La proposta per la \u201cmobilit\u00e0 del futuro\u201d emerge da uno dei tavoli di coordinamento tematici che hanno lavorato nel 2014 preparando \u201cAgenda del futuro &#8211; Udine 2024\u201d ed \u00e8 stata presentata in una riunione aperta del Tavolo di lavoro interistituzionale, tenuta nell\u2019ambito della manifestazione Conoscenza in festa, nella Sala Convegni della Fondazione Crup. L\u2019ipotesi progettuale, illustrata dall\u2019architetto <strong>Alessandro Verona<\/strong>, coordinatore del Tavolo tematico sulla mobilit\u00e0, considera la trasformazione in atto in questi ultimi e nei prossimi anni, con l\u2019affermazione di nuovi poli attrattori, con le connessioni tra aree industriali, ma anche con la nuova viabilit\u00e0, e con le aree di parcheggio esistenti, reti ferroviarie e ciclabili. \u00a0E segue le raccomandazioni che gli esperti internazionali dell\u2019Ocse, a conclusione di un lavoro durato diversi mesi e promosso dalla Cciaa di Udine attraverso il suo Friuli Future Forum, avevano indirizzato alla citt\u00e0: Udine, scrivevano, deve riconoscere il ruolo di un <em>hinterland<\/em> pi\u00f9 ampio e con esso essere in grado di fare rete. Con Verona, all\u2019incontro sono intervenuti il presidente della Cciaa e Friuli Future Forum <strong>Giovanni Da Pozzo<\/strong>, il sindaco di Udine <strong>Furio Honsell<\/strong>, il rettore <strong>Alberto Felice De Toni<\/strong>, ospiti del presidente della Fondazione Crup <strong>Lionello D\u2019Agostini<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\">Per Verona (che ha lavorato con i maggiori responsabili delle strategie di mobilit\u00e0 urbana e territoriale), \u00abi diversi poli vanno collegati materialmente e anche immaterialmente. Oltre a chi si muove per studio e lavoro, un turista o chi viaggia sulle grandi direttrici d\u2019ingresso\/uscita dalla regione, deve essere intercettato e potersi muovere tra questi poli e Udine con facilit\u00e0. Significa lavorare molto pi\u00f9 sul servizio che sulle infrastrutture\u00bb. La dimensione dell\u2019area individuata, di 6.400 chilometri quadrati, \u00e8 \u00abconsiderata, anche dalle indicazioni europee, una misura significativa per dialogare con il mondo\u00bb. Un \u201ctassello\u201d in grado di intercettare e interrompere i grandi flussi di persone e merci europei in attraversamento, per somministrare servizi e competenze generando valore.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\">La realizzazione dell\u2019idea prende spunto anche dalle riorganizzazioni in atto, come per esempio il percorso di riunificazione dei consorzi industriali, che cambier\u00e0 e metter\u00e0 a sistema l\u2019attuale assetto, anche della mobilit\u00e0. O come \u00abil raddoppio della circonvallazione di Rfi (stanziamento di 80 milioni di euro) e la prossima realizzazione del nuovo scalo merci alla Ziu \u2013 precisa Verona \u2013, che elimineranno l\u2019attraversamento delle merci su ferro nel contesto urbano. Questo permetter\u00e0 interventi di compensazione sulla citt\u00e0 come \u201cwelfare urbano\u201d, con il recupero dei dismessi scali ferroviari e dell\u2019attraversamento ferroviario di viale Trieste con corridoi \u201cverdi\u201d di connessione e attraversamento. Un prossimo, organizzato Parco del Torre, per esempio, in grado di diventare nuovo polmone verde a Est, come lo \u00e8 il Parco del Corm\u00f4r a Ovest\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\">Le proposte di connessioni come metropolitana leggera o <em>people mover<\/em> comprenderebbero varie direttrici. Innanzitutto, come detto, una prosecuzione della Cividale-Udine fino a San Daniele, passando per il centro di Udine e muovendosi verso l\u2019ospedale, l\u2019area fiera e Fagagna-San Daniele, in questo caso recuperando anche il vecchio tracciato del tram. Ma si intercetterebbe pure l\u2019asse nord-sud, integrato con il Tpl e mettendo a fattore comune il capitale spaziale dei parcheggi delle aree commerciali, con un collegamento Cervignano-Palmanova-Udine-Gemona che si avvantaggi, sempre con un tram o metropolitana leggera, del raddoppio della Udine-Cervignano e poi, passando tramite stazione ferroviaria, le vie Aquileia e Mercatovecchio, piazzale Osoppo e l\u2019ospedale, proceda verso il Terminal Nord e Tricesimo-Gemona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuova visione del trasporto<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":20025,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-20024","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14912-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Nuova visione del trasporto","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20024","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20024"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20024\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20025"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}