{"id":19926,"date":"2016-06-14T00:00:00","date_gmt":"2016-06-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19926"},"modified":"2016-06-14T00:00:00","modified_gmt":"2016-06-13T23:00:00","slug":"i-polmoni-dei-cantierini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/i-polmoni-dei-cantierini\/","title":{"rendered":"I polmoni dei cantierini"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u201cGli operai del cantiere erano molto orgogliosi di costruire navi belle e imponenti. Ma un giorno, prima uno e dopo altri mille e mille ancora hanno cominciato a respirare male. Molto male. Fino a morire. Li ha uccisi l\u2019amianto\u201d. Ancora oggi, rileggere le parole di <strong>Roberto Covaz <\/strong>scritte nel libro \u201cAmianto \u2013 I polmoni dei cantierini di Monfalcone\u201d, edito da Edizioni Biblioteca dell\u2019Immagine, ha l\u2019effetto di scuotere l\u2019animo. A tre anni di distanza dalla pubblicazione, assieme a lui vogliamo capire cosa sia successo nel frattempo e, soprattutto, cosa potr\u00e0 succedere in futuro. Affinch\u00e9 le vittime non siano dimenticate e quanto avvenuto non ricapiti mai pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Roberto, cosa ha significato per lei scrivere questo libro?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIl cantiere \u00e8 stato la linfa vitale per generazioni di monfalconesi e non solo. \u00c8 stato un motivo di orgoglio per chi ci lavorava e per la citt\u00e0. Ma quello stesso cantiere, a causa di precise responsabilit\u00e0 che i processi in corso cercano di individuare, ha ucciso centinaia di lavoratori che sono stati esposti all\u2019amianto, ignari della pericolosit\u00e0 di questo materiale e non adeguatamente protetti. \u00a0Il libro \u00e8 un piccolo segno di riconoscenza per queste vittime e, mi rendo conto, una velleitaria richiesta di giustizia morale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cosa significa invece l\u2019amianto per il territorio monfalconese?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abLa tragedia dell\u2019amianto, pur avendo lacerato migliaia di famiglie, non \u00e8 concepita come una tragedia collettiva. Ciascuno si tiene dentro il proprio dolore e la propria rabbia. Forse questo attiene al nostro carattere. Si parla poco e mal volentieri dell\u2019amianto. L\u2019attuale Fincantieri non ha alcuna responsabilit\u00e0 di questa tragedia eppure credo che molti non parlino dell\u2019amianto per non infastidire l\u2019azienda. Il posto di lavoro prima di tutto. Posizione legittima, sia chiaro\u00bb.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Nel suo libro scrive che \u201cda noi il silenzio uccide\u201d\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNel libro scrivo che se cade un aereo, dopo pochi minuti tutto il mondo lo sa. Le morti per amianto del cantiere di Monfalcone sono l\u2019equivalente dei passeggeri di quattro-cinque Antonov precipitati. Quando si muore a causa di un\u2019ingiustizia e tale ingiustizia viene insabbiata nel silenzio \u00e8 come se si fosse ucciso una seconda volta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Molti parenti delle vittime dell\u2019amianto non hanno invece voluto tacere rivolgendosi alla giustizia. Come giudica i processi che ne sono seguiti?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIn questo momento il Tribunale di Gorizia ha celebrato due processi di primo grado che si sono conclusi con la condanna per omicidio colposo di circa 15-20 ex direttori ed ex dirigenti dell\u2019Italcantieri. Seguir\u00e0 il giudizio in appello. Altri due processi sono in fase di avvio, ma l\u2019esito dipender\u00e0 soprattutto dal numero di giudici a disposizione del Tribunale di Gorizia. L\u2019impianto accusatorio dei primi due processi, accolto sostanzialmente dai due diversi giudici che li hanno celebrati, \u00e8 che i dirigenti dell\u2019Italcantieri non potevano non sapere della pericolosit\u00e0 dell\u2019amianto e non hanno posto in essere alcuna misura di prevenzione e tutela dei lavoratori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Come lei stesso scrive, le cause delle morti per amianto sono dovute alle condizioni di lavoro e ai materiali usati decenni fa. All\u2019epoca come si sarebbe potuto evitare tutto ci\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abMettendo al bando l\u2019uso dell\u2019amianto come \u00e8 avvenuto dopo la legge del 1991\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>A proposito, com\u2019erano le condizioni di lavoro all\u2019interno delle navi?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abQuello che so \u00e8 quanto ho appreso da svariate testimonianze, a cominciare da quella di mio padre e di altri familiari cantierini. Negli anni Sessanta e Settanta le condizioni di lavoro erano tali da ritenere quello dell\u2019amianto un problema secondario, pur essendo gi\u00e0 nota la sua nocivit\u00e0. Il sindacato ha fatto delle scelte che oggi appaiono sbagliate ma che all\u2019epoca furono \u00a0evidentemente ritenute pi\u00f9 importanti di altre\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cosa ha significato e cosa significa ora il cantiere navale per Monfalcone e il suo territorio?<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abDistinguerei i periodi storici. Per me il cantiere dei monfalconesi &#8211; intendendo con ci\u00f2 il cantiere in cui lavoravano gli operai provenienti dal Monfalconese, dall\u2019Isontino e dalla Bassa friulana &#8211; finisce nel 1989 con la consegna della piattaforma Micoperi, il pi\u00f9 grande oggetto galleggiante mai costruito al mondo. Da quella data comincia la stagione delle navi passeggeri ma, contestualmente, Monfalcone assiste impotente all\u2019appalto e al subappalto di svariate lavorazioni e all\u2019afflusso incontrollato di migliaia di lavoratori stranieri senza alcuna tutela. Il risultato \u00e8 la Monfalcone di oggi, citt\u00e0 simbolo della delocalizzazione alla rovescia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Gli effetti dell\u2019esposizione all\u2019amianto fino a quando continueranno a mietere vittime?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abGli esperti ritengono che il picco di decessi ci sar\u00e0 tra due-cinque anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Nel suo libro scrive che raccontare la storia di Monfalcone significa raccontare la storia della citt\u00e0 dell\u2019amianto. Vale anche per il presente?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNo, l\u2019amianto come ho detto \u00e8 un argomento tab\u00f9. Mi accontenterei che Monfalcone, tra vent\u2019anni, non fosse identificata come la citt\u00e0 in cui si muore per la passata esposizione di lavoratori a qualche altro materiale pericoloso e di cui oggi qualcuno timidamente accenna\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Oltre a testi come il suo, in che modo si pu\u00f2 mantenere viva la memoria di quanto accaduto affinch\u00e9 non si verifichi pi\u00f9 in futuro?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNon saprei, francamente sono molto sfiduciato. Sono curioso di vedere se nel futuro museo della cantieristica, che sar\u00e0 allestito nell\u2019ex albergo operai, prevedranno una sezione dedicata alle vittime dell\u2019amianto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Roberto Covaz<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":19927,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-19926","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",750,438,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",750,438,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",750,438,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1-300x175.webp",300,175,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",640,374,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",300,175,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",500,292,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",474,277,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",391,228,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",300,175,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",750,438,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",750,438,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",750,438,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",750,438,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1.webp",250,146,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14744-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Intervista a Roberto Covaz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19926"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19926\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}