{"id":19768,"date":"2016-05-17T00:00:00","date_gmt":"2016-05-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19768"},"modified":"2016-05-17T00:00:00","modified_gmt":"2016-05-16T23:00:00","slug":"elogio-del-pudore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/elogio-del-pudore\/","title":{"rendered":"Elogio del pudore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tSpesso si ha l\u2019impressione che la cultura contemporanea induca a ritenere il pudore un fenomeno del passato, un fattore tipico della societ\u00e0 non evoluta e bigotta, qualcosa di retrogrado da cui liberarsi. Una persona evoluta e moderna dovrebbe quindi abbandonare il senso del pudore per esprimere liberamente il proprio s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIndubbiamente questa interpretazione del pudore deriva in buona misura da una prospettiva culturale diversa rispetto al passato. La percezione del pudore \u00e8 infatti connessa al sistema e alla gerarchia dei valori vigenti. Il pudore e il senso di vergogna connesso sono legati alle valutazioni negative che chiunque di noi vuole evitare sia da parte degli altri che da parte di se stessi. Queste valutazioni dipendono dai valori di riferimento. Oggigiorno si vale e si \u00e8 in buona misura per quello che si mostra e nella misura in cui ci si mostra. E, se \u00e8 vero che \u00e8 bene<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tmostrarsi in tutto e per tutto cos\u00ec come si \u00e8 e senza remore, non c\u2019\u00e8 nulla da cui proteggersi e nulla da tutelare. Ma se questo \u00e8 vero non dobbiamo considerare un problema il fenomeno della vetrinizzazione del proprio corpo e del proprio mondo e della spettacolarizzazione di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tEppure continuiamo a meravigliarci e a ritenere pericoloso che un adolescente mostri parti intime del proprio corpo o le filmi per venderle e avere in cambio dei soldi per una ricarica del cellulare. Oppure ci turbiamo quando l\u2019abbigliamento degli adolescenti (e non solo) \u00e8 cos\u00ec succinto da andare oltre la soglia del lecito. Si tratta di casi rari ma presenti e che nella loro eccezionalit\u00e0 esplicitano i rischi di un trend molto pi\u00f9 diffuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tMa cosa c\u2019\u00e8 in tutto questo che non va? Quello che non funziona \u00e8 che mostrare il proprio corpo senza ritegno ed esibirsi senza troppi fastidi implica la mercificazione e quindi la svalorizzazione di se stessi. Esibirsi senza troppe domande e troppe remore equivale a dire che si \u00e8 a disposizione. Esporre il proprio corpo non \u00e8 semplicemente esporre la propria fisicit\u00e0 ma, attraverso la propria fisicit\u00e0, offrire in una certa misura la propria intimit\u00e0 e a volte persino metterla a rischio. E perch\u00e9 questo fa problema? Perch\u00e9 noi siamo il nostro corpo e il nostro corpo non \u00e8 semplice biologia ma simbolizza quello che noi siamo nel nostro intimo. Il nostro intimo \u00e8 la parte pi\u00f9 interna, quella parte di noi che pi\u00f9 ci definisce. La nostra interiorit\u00e0 \u00e8 lo scrigno dove trovano radice e alimento i nostri sentimenti e i nostri pensieri, la nostra memoria e i nostri progetti, i nostri legami e i nostri dispiaceri. Esporsi senza gran consapevolezza con chiunque, vuol dire che ci\u00f2 che siamo pu\u00f2 essere di chiunque e che niente di ci\u00f2 che siamo ha un valore cos\u00ec forte da dover essere difeso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tEcco perch\u00e9 \u00e8 importante il pudore. E perch\u00e9 va conservato e alimentato. Il pudore \u00e8 il senso di protezione del proprio corpo e quindi della propria intimit\u00e0. Il pudore \u00e8 il sentimento di vergogna che ci induce a non svendere a chiunque la nostra intimit\u00e0. Il pudore ci dice che abbiamo s\u00ec una vita pubblica ma che, oltre a essa, vi \u00e8 una parte di noi che \u00e8 privata e che va protetta. Il pudore ci porta a manifestarci e ad aprirci a chi ha un rapporto non superficiale e non banale con noi, a chi sappiamo che ci apprezza per il nostro valore pi\u00f9 profondo, a coloro con i quali stiamo o abbiamo intenzione di costruire un rapporto profondo e fecondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl pudore non \u00e8 solo non mostrare parti fisiche di s\u00e9 ma \u00e8 anche non esibire gesti che simbolizzano intimit\u00e0 e relazioni intime. Ci sono parole che, se vengono dette a chiunque, e gesti che, se vengono mostrati a chiunque, manifestano e dicono che in fondo non esiste qualcuno con cui abbiamo un rapporto pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 autentico ma che tutti i rapporti sono sullo stesso piano. Il pudore in questo senso permette di valorizzare la nostra interiorit\u00e0 e ci offre inoltre la possibilit\u00e0 di determinare e differenziare la realt\u00e0, in particolar modo la sfera affettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl pudore \u00e8 quel sentimento che ci dice che non tutte le parti di noi sono uguali e non tutte sono a disposizione di tutti. Se tutto \u00e8 a disposizione di tutti, allora vuol dire che tutto ha lo stesso peso, che noi in fondo non abbiamo un valore molto diverso da altre cose e che i legami affettivi pi\u00f9 forti in fin dei conti contano e valgono quanto quelli pi\u00f9 superficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tCome si pu\u00f2 quindi sviluppare e coltivare il senso del pudore? Il primo punto rimane sempre l\u2019esempio. Se i genitori e gli adulti significativi vivono con pudore, allora anche i bambini e i ragazzi acquisiscono di fatto uno stile di vita che si rif\u00e0 al pudore come valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tE poi si pu\u00f2 educare fin da piccoli che ci sono spazi e tempi appropriati per ogni cosa. Piccoli gesti come chiudere la porta del bagno quando ci si fa la doccia, bussare prima di entrare nella camera del proprio fratello o sorella, non andare in giro per casa nudi, non esporsi in pubblico con gesti fortemente erotizzati verso la propria fidanzata o fidanzato, cambiare canale quando ci sono film con \u00a0scene o parole inappropriati per determinate et\u00e0, sono piccole cose ma che ci dicono che nella vita di ognuno c\u2019\u00e8 una distinzione da salvaguardare tra pubblico e privato, tra interiore ed esteriore, tra mio e tuo. Anche il linguaggio verbale educa o meno al pudore. Un linguaggio sboccato ci abitua a una lettura inappropriata della realt\u00e0. Certo, si tratta di esempi da valutare <em>cum grano salis<\/em>. E rimane vero che si tratta di gesti dotati di una validit\u00e0 nella nostra cultura occidentale. Tuttavia rimane l\u2019importanza dei gesti, di parole e di simboli che testimoniano anche la giusta distanza e una sorta di differenza sostanziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tE poi c\u2019\u00e8 una battaglia culturale che vale la pena di fare. Per dire che non \u00e8 vero che la realt\u00e0 \u00e8 tutta uguale, ma ci sono cose che vanno difese e protette. Per dire che non tutti i legami hanno lo stesso valore e la stessa profondit\u00e0. E per dire poi che oltre a una dimensione esteriore e visibile, vi \u00e8 una interiore che costituisce il tesoro della nostra identit\u00e0 e della identit\u00e0 delle persone che per noi sono importanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vergogna e ostentazione<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":19769,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-19768","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",750,507,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",750,507,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",750,507,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1-300x203.webp",300,203,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",640,433,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",300,203,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",500,338,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",474,320,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",385,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",300,203,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",750,507,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",750,507,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",750,507,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",750,507,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1.webp",250,169,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14409-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Cristian Vecchiet","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/vecchiet\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Vergogna e ostentazione","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19768"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19768\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19769"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}