{"id":19727,"date":"2016-05-11T00:00:00","date_gmt":"2016-05-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19727"},"modified":"2016-05-11T00:00:00","modified_gmt":"2016-05-10T23:00:00","slug":"da-trieste-nuovi-sviluppi-per-il-contrasto-allepilessia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/da-trieste-nuovi-sviluppi-per-il-contrasto-allepilessia\/","title":{"rendered":"Da Trieste nuovi sviluppi per il contrasto all&#8217;epilessia"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl laboratorio di <strong>Laura Ballerini<\/strong> alla SISSA, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Trieste, l\u2019Universit\u00e0 di Manchester e l\u2019Universit\u00e0 di Castilla-la Mancha, ha scoperto un nuovo approccio per \u00a0modulare l\u2019attivit\u00e0 delle sinapsi. Questa metodologia potrebbe essere utile nel trattamento di condizioni patologiche dove l\u2019attivit\u00e0 elettrica nervosa \u00e8 alterata. Ballerini e <strong>Maurizio Prato<\/strong> (Universit\u00e0 di Trieste) sono i\u00a0<em>principal investigator<\/em>\u00a0del progetto che \u00e8 inserito nella\u00a0<em>flagship<\/em>\u00a0europea del grafene, un\u2019ampia collaborazione internazionale della durata prevista di dieci anni (per un miliardo di euro di finanziamento) che studia gli usi innovativi di questo materiale.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLe terapie tradizionali per le malattie neurologiche in genere si basano sull\u2019utilizzo di farmaci mirati ad agire nel cervello o di approcci neurochirurgici. Oggi per\u00f2 la tecnologia del grafene sembra molto promettente in questo tipo di applicazioni, e per questo sta ricevendo molta attenzione da parte della comunit\u00e0 scientifica. Il metodo studiato da Ballerini e colleghi si basa sull\u2019uso di \u201cnano-fiocchi\u201d (flake) di grafene, in grado di tamponare l\u2019attivit\u00e0 delle sinapsi semplicemente con la loro presenza in loco.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u201cAbbiamo somministrato \u2013 in condizioni di esposizione \u201ccronica\u201d, cio\u00e8 ripendo l\u2019operazione ogni giorno per circa una settimana \u2013 delle soluzioni acquose di fiocchi di grafene a normali colture di neuroni su vetrino. Grazie all\u2019analisi funzionale dell\u2019attivit\u00e0 elettrica neuronale abbiamo poi tracciato l\u2019effetto sulle sinapsi\u201d, spiega <strong>Rossana Rauti<\/strong>, ricercatrice della SISSA e prima autrice della ricerca.<br \/> \tNegli esperimenti le dimensioni dei fiocchi potevano variare (10 micron o 80 nanometri) come anche il tipo di grafene: in una condizione si usava grafene normale in un&#39;altra ossido di grafene.<br \/> \t\u201cL\u2019effetto di \u2018tamponamento\u2019 dell\u2019attivit\u00e0 sinaptica si ottiene con i fiocchi pi\u00f9 piccoli di ossido di grafene e non nelle altre condizioni\u201d, spiega Ballerini. \u201cL\u2019effetto \u00e8 sistematico e selettivo per le sinapsi eccitatorie, mentre \u00e8 assente in quelle inibitorie\u201d.<\/p>\n<p> \t<em><strong>Questione di dimensioni<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tQual \u00e8 l\u2019origine di questa selettivit\u00e0? \u201cSappiamo che in linea di massima il grafene non interagisce chimicamente con le sinapsi, o comunque in maniera limitata, il suo effetto \u00e8 probabilmente dovuto alla semplice presenza in corrispondenza delle sinapsi\u201d, spiega <strong>Denis Scaini<\/strong>, ricercatore della SISSA fra gli autori dello studio. \u201cNon abbiamo ancora prove dirette, ma la nostra ipotesi \u00e8 che ci sia un legame con l\u2019ampiezza dello spazio sinaptico\u201d.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUna sinapsi \u00e8 un punto di contatto fra un neurone e un altro dove il segnale elettrico nervoso \u201csalta\u201d dall\u2019unit\u00e0 presinaptica a quella post sinaptica. Nel punto di contatto c\u2019\u00e8 in realt\u00e0 un piccolo spazio, una discontinuit\u00e0 dove il segnale elettrico viene \u201ctradotto\u201d in neurotrasmettitore e rilasciato dalla terminazione presinaptica nello spazio extracellulare e riassorbito da quella postsinaptica, per essere tradotto nuovamente in segnale elettrico. La larghezza dello spazio varia a seconda del tipo di sinapsi: \u201cper quelle eccitatorie del sistema studiato, \u00e8 pi\u00f9 accessibile, quindi maggiore \u00e8 la probabilit\u00e0 che i fiocchi di grafene vi interagiscano, a differenza di quelle inibitorie, meno fisicamente accessibili in questo modello sperimentale\u201d, spiega Scaini.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUn altro indizio che porta a pensare che distanze e dimensioni potrebbero essere cruciali nel processo \u00e8 dato dall\u2019osservazione che il grafene svolge la sua funzione solo nella forma ossidata. \u201cIl grafene normale si presenta come un foglietto disteso e abbastanza rigido, mentre l\u2019ossido ha un aspetto pi\u00f9 accartocciato e per questo potrebbe favorire l\u2019interfaccia con lo spazio sinaptico\u201d aggiunge Rauti.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa somministrazione di soluzioni di fiocchi di grafene lascia i neuroni vivi e intatti, per questo motivo il team pensa che potrebbero trovare spazio in applicazioni biomediche, per il trattamento di alcune patologie. Una fra le migliori candidate sembra essere l\u2019epilessia, che \u00e8 caratterizzata da attivit\u00e0 elettrica nervosa alterata nel cervello. \u201cSi potrebbe pensare ad un rilascio farmacologico mirato sfruttando la apparente selettivit\u00e0 di interazione sinaptica (cio\u00e8 a livello della unit\u00e0 funzionale di base dei neuroni) di questi nano materiali\u201d, conclude Ballerini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie a una ricerca della SISSA<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":19728,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-19727","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",740,557,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",740,557,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",740,557,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1-300x226.webp",300,226,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",640,482,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",300,226,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",500,376,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",430,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",345,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",300,226,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",740,557,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",740,557,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",740,557,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",740,557,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14316-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Grazie a una ricerca della SISSA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19727","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19727"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19727\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19727"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19727"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19727"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}