{"id":19671,"date":"2016-04-29T00:00:00","date_gmt":"2016-04-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19671"},"modified":"2016-04-29T00:00:00","modified_gmt":"2016-04-28T23:00:00","slug":"intransigenti-per-necessita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/intransigenti-per-necessita\/","title":{"rendered":"Intransigenti per necessit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa sclerosi multipla (SM) in Italia colpisce quasi 70mila individui. \u00c8 una malattia autoimmune estremamente invalidante: pur non portando alla morte, mina pesantemente la qualit\u00e0 della vita dei pazienti con sintomi motori, cognitivi, sensoriali. Nella sua forma pi\u00f9 tipica la malattia \u00e8 caratterizzata da episodi acuti e remissioni irregolari, che possono creare nel malato una situazione di ansia perpetua. Questo, secondo gli scienziati, provocherebbe conseguenze sul piano emotivo\/cognitivo, che finirebbero, come emerge nello studio recente, per influire sulla cognizione morale dei pazienti.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Indrajeet Patil<\/strong>, ricercatore della Scuola Internazionale Superiore di Studi avanzati (SISSA) di Trieste e primo autore della ricerca, e colleghi hanno sottoposto dei \u201cdilemmi morali\u201d in terza persona a un gruppo di pazienti. Il dilemma morale \u00e8 un test classico per misurare la cognizione morale, ma di solito i problemi vengono posti in prima persona. In questo caso i soggetti si comportavano come dei membri di una giuria in un processo, e giudicavano il comportamento di altri. Le condizioni critiche, in questa ricerca specifica, erano l\u2019omicidio colposo (accidentale) e il tentato omicidio. I soggetti valutavano l\u2019appropriatezza di comportamenti morali di altre persone e le pene stabilite. I comportamenti variavano in due dimensioni chiave: l\u2019intenzione di far del male e le conseguenze negative.\u00a0 Gli \u201cagenti\u201d che operavano in questi scenari cio\u00e8 potevano o meno avere l\u2019intenzione di far del male, e di conseguenza potevano, o meno produrre un danno a un altro individuo.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u201cQueste condizioni sono importanti perch\u00e9 sappiamo che nei giudizi di questo genere entrano in gioco due criteri principali,\u201d, spiega Patil. \u201cSi tiene infatti conto sia delle intenzioni sia della gravit\u00e0 delle conseguenze dell\u2019azione, per cui siamo tendenzialmente pi\u00f9 proni a perdonare un omicidio colposo, dove le intenzioni innocenti ma le conseguenze gravi, e a punire un tentato omicidio, dove l\u2019intenzione \u00e8 cattiva, ma le conseguenze non sono gravi\u201d.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 noto che alcune condizioni patologiche modificano questo tipo di giudizi: se ci sono alterazioni nella teoria della mente (la capacit\u00e0 di attribuire stati mentali agli altri), come succede negli autistici per esempio, si fa fatica a valutare le intenzioni, per cui l\u2019omicidio colposo viene giudicato severamente, per via delle conseguenze gravi. Gli psicopatici invece tendono a perdonare pi\u00f9 facilmente l\u2019omicidio colposo non tanto perch\u00e9 non abbiano una valutazione corretta delle intenzioni, ma piuttosto per via della ridotta empatia verso le vittime.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNei pazienti SM, Patil e colleghi si aspettavamo una tendenza maggiore al perdono, perch\u00e9 \u00e8 noto che hanno difficolt\u00e0 con la teoria della mente (come \u00e8 stato osservato e descritto in alcuni pazienti), ma anche una risposta empatica ridotta. \u201cInvece ci hanno sorpreso: le loro risposte erano pi\u00f9 severe del normale in ogni condizione. Inoltre si dimostravano incredibilmente sicuri della validit\u00e0 del proprio giudizio, in maniera significativamente maggiore dei soggetti sani, dichiarando che chiunque avrebbe risposto come loro\u201d.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUlteriori verifiche hanno permesso agli autori di avanzare un\u2019ipotesi su questo atteggiamento inaspettato. \u201cPensiamo che queste risposte cos\u00ec severe siano da collegare al tipo di strategia emotivo\/cognitiva generale messa in atto dai pazienti SM per far fronte alla loro condizione patologica\u201d spiega\u00a0<strong>Ezequiel Gleichgerrcht<\/strong>, neurologo e ricercatore della Medical University del Sud Carolina. \u201cLa situazione di stress continuo che affrontano quotidianamente pu\u00f2 suscitare in loro emozioni negative persistenti. Sul lungo periodo questo stato pu\u00f2 provoca l\u2019emergere di una strategia cognitiva che li aiuta a minimizzare il danno. I neuroscienziati hanno chiamato questo fenomeno external oriented thinking, ossia la dalla tendenza a orientare i pensieri sugli eventi esterni piuttosto che all\u2019introspezione\u201d.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u201c\u00c8 una strategia nota, che ha come conseguenza l\u2019incapacit\u00e0 di riflette ed identificare correttamente le proprie emozioni\u201d, continua Patil. \u201cNelle situazioni di giudizio morale come quelle a cui abbiamo sottoposto i pazienti porta all\u2019incapacit\u00e0 di identificare le cause reali del proprio stato emotivo negativo, attribuendolo a cause esterne, e non alla propria condizione patologica\u201d.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIn parole povere negli esperimenti i pazienti SM tendevano ad attribuire le proprie emozioni negative a quanto letto nel dilemma, che fossero le conseguenze dell\u2019incidente nell\u2019omicidio colposo o le cattive intenzioni ne tentato omicidio poco importava.\u00a0 \u201cIl paziente credeva che fossero queste cose a provocare l\u2019emozione negativa che provavano \u00a0e per questo giudicavano molto severamente i responsabili dell\u2019omicidio nel dilemma morale. Questo spiega anche perch\u00e9 registravamo giudizi negativi anche nelle condizioni neutre, dove non c\u2019erano n\u00e9 l\u2019intenzione cattiva n\u00e9 le conseguenze gravi\u201d racconta Patil.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u201cSapere che i pazienti SM tendono ad adottare questa strategia cognitiva, unita al loro perenne stress emotivo, \u00e8 importante\u201d, conclude lo scienziato.\u00a0 Da un lato infatti aiuta gli operatori sanitari che accudiscono questi pazienti a leggere in maniera oggettiva il loro comportamento e migliorare il rapporto interpersonale, fondamentale in questo tipo di cure. \u201cDall\u2019altro lato conoscere questo lato \u2018scuro\u2019 pu\u00f2 aiutare anche a mettere a punto terapie cognitivo\/comportamentali che aiutino i pazienti a migliorare la loro risposta emotiva\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studio della SISSA di Trieste<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":19672,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-19671","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",750,563,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",750,563,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",750,563,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",346,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",750,563,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",750,563,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",750,563,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",750,563,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14060-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Studio della SISSA di Trieste","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19671"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19671\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}