{"id":19637,"date":"2016-04-22T00:00:00","date_gmt":"2016-04-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19637"},"modified":"2016-04-22T00:00:00","modified_gmt":"2016-04-21T23:00:00","slug":"saper-leggere-il-libro-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/saper-leggere-il-libro-del-mondo\/","title":{"rendered":"Saper leggere il libro del mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tFondatore della glottologia in Italia, primo autore di studi scientifici sui dialetti, scopritore del ceppo ladino e franco-provenzale, inventore della categoria di \u2018sostrato\u2019 e dell\u2019idea stessa di \u00abFriuli Venezia Giulia\u00bb, l\u2019ebreo goriziano Graziadio Isaia Ascoli attravers\u00f2 l\u2019Ottocento da protagonista della cultura mondiale. Genio assoluto della scienza, immagin\u00f2 un\u2019Italia ben pi\u00f9 progredita rispetto alle sue classi dirigenti. Lasciando ai posteri una eredit\u00e0 culturale straordinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Alla ricerca di una patria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel <strong>1848<\/strong>, mentre l\u2019Europa \u00e8 infiammata dalle rivoluzioni, una voce fuori dal coro si leva dalle rive dell\u2019Isonzo: \u00e8 quella di un diciannovenne ebreo di nome <strong>Graziadio Isaia Ascoli<\/strong>. Il suo opuscolo <strong><em>Gorizia italiana, tollerante, concorde. Verit\u00e0 e speranze nell\u2019Austria del 1848 <\/em><\/strong>presenta una tesi lucidissima: la citt\u00e0 \u00e8 s\u00ec italiana, pur con forti minoranze slovene e germaniche, ma i goriziani stanno bene dove sono, in un\u2019Austria-Ungheria che necessita solo di riforme. Posizioni di un colto autodidatta, nato nel ghetto, rimasto orfano di padre a soli due anni ma comunque avviato a una formazione di alto livello: accanto alla tipica educazione ebraica legata alle Scritture e al Talmud, sotto la guida di personalit\u00e0 eccelse come il rabbino <strong>Abraham Vita Reggio<\/strong>, suo figlio <strong>Isacco Samuele <\/strong>e il biblista <strong>Samuel David Luzzatto<\/strong>, Ascoli \u00e8 infatti gravido di studi letterari, storici, filosofi ci e linguistici, influenzati dalla frequentazione con <strong>don Stefano Kocijancic<\/strong>, bibliotecario del Seminario di Gorizia, e resi manifesti nel saggio <strong><em>Sull\u2019idioma friulano e sulla sua affinit\u00e0 colla lingua valacca<\/em><\/strong>, il suo primo lavoro filologico, pubblicato nel \u201946 a soli diciassette anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Un genio del linguaggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSposatosi con l\u2019ebrea triestina Fanny Beatrice Kohen, dalla quale avr\u00e0 quattro fi gli, negli anni \u201950 il giovane Graziadio \u00e8 ormai destinato alla scienza: dopo un curioso manuale di <strong><em>Pasitelegrafia<\/em><\/strong>, nel quale propone un sistema universale da applicare al telegrafo elettrico, tra il \u201954 e il \u201955 pubblica i primi fascicoli della rivista <strong><em>Studi orientali e linguistici<\/em><\/strong>, dove riunisce commenti e traduzioni di testi indiani, appunti di ambito semitico, note di dialettologia e un aggiornamento sugli sviluppi della linguistica in Germania, la quale ricambia nominandolo membro della Societ\u00e0 Orientale di Halle e Lipsia. Alla diffusa concezione naturalistica del linguaggio, descritto come un essere vivente che nasce, matura e muore quasi \u2018biologicamente\u2019, Ascoli contrappone il richiamo alle condizioni storiche nelle quali il linguaggio si \u00e8 evoluto, svincolandolo da modelli di laboratorio e riportandolo alla sfera dell\u2019umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tForte di questa impostazione, diventa il massimo studioso di indoeuropeo, protolingua madre di svariati idiomi successivi, non attestata in quanto tale ma ricostruibile attraverso il confronto fra latino, lingue italiche, greco, sanscrito, armeno, gotico, parlate scandinave e baltiche, paleo-slavo, celtico, idiomi anatolici e germanici. Lingue morte, eppure pi\u00f9 vive che mai nella trattazione di Ascoli, alla pari di quelle che egli parla fluentemente (italiano, tedesco, sloveno, francese, ebraico) e dei suoi dialetti di conversazione domestica (friulano, istriano e triestino), come si coglie da queste righe:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Se [in sancrito, ndr] il nome per la divinit<\/em><em>\u00e0<\/em><em> presenta una normale derivazione dalla radice <\/em><em>\u201c<\/em><em>splendere\u201d, comune a quelli del giorno e del cielo (<\/em><strong>div <\/strong><em>\u201csplendere\u201d, <\/em><strong><em>div <\/em><\/strong><em>\u201ccielo\u201d, <\/em><strong><em>diva-divasa <\/em><\/strong><em>\u201cgiorno\u201d, <\/em><strong><em>deva <\/em><\/strong><em>\u201cdio\u201d), non vi si pu<\/em><em>\u00f2<\/em><em> vedere l\u2019ordinamento di una metafisica di mediocre\u00a0<\/em><em>antichit<\/em><em>\u00e0<\/em><em>; giacch<\/em><em>\u00e9<\/em><em> (prescindendo dai moderni parlari indiani) il <\/em><strong><em>diewa-s<\/em><\/strong><em>, \u201cdio\u201d dei lituani, e i consonanti vocaboli delle nazioni sorelle, il <\/em><strong><em>sub divo <\/em><\/strong><em>dei latini (\u201ca cielo scoperto\u201d), il <\/em><strong><em>dies<\/em><\/strong><em>, <\/em><strong><em>div<\/em><\/strong><em>, <\/em><strong><em>deiz<\/em><\/strong><em>, latino, armeno e armonico per \u201cgiorno\u201d, attestano remotissima questa applicazione del pensiero ario-europeo (<\/em>Studi orientali e linguistici<em>, p. 250).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuesta autorevolezza gli vale, nel \u2019<strong>61<\/strong>, la cattedra di \u2018Grammatica comparata e di lingue orientali\u2019 all\u2019Accademia scientifico-letteraria di Milano, in concomitanza con l\u2019uscita dei suoi <strong><em>Studi critici<\/em><\/strong>; sar\u00e0 il primo insegnamento di linguistica scientifico-comparativa (che Ascoli ribattezza \u2018glottologia\u2019) in un\u2019Italia appena unificata dalla Spedizione dei Mille.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<strong>Fra scienza e passione civile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019arrivo a Milano coincide con l\u2019ingresso nella rivista <strong><em>Il Politecnico <\/em><\/strong>di Carlo Cattaneo, ben felice di ospitare la <strong><em>Prolusione ai corsi di grammatica comparata e lingue orientali <\/em><\/strong>con cui Ascoli ha aperto l\u2019anno accademico:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Nell\u2019attuale mia missione sarebbe [\u2026] contro il mio assunto l\u2019adoperarmi a sollevare i miei uditori da quelle fatiche intellettuali alle quali appunto son chiamato a condurli. I Veri gi<\/em><em>\u00e0<\/em><em> conquistati dalle\u00a0<\/em><em>indagini che a me sono affi date mi tocca esibir loro non per modo che ne provino compiacenze pi<\/em><em>\u00f9<\/em><em> o meno passeggere, ma per guisa che riescano seriamente ad appropriarseli e ad addestrarsi con ci<\/em><em>\u00f2<\/em><em> alle\u00a0<\/em><em>sudate ma beanti scoperte di nuovi Veri. D\u2019altronde, il soave licore agli orli del vaso <\/em><em>\u00e8<\/em><em> oggid<\/em><em>\u00ec<\/em><em> \u00a0superfluo, anzi oltraggioso, alla colta giovent<\/em><em>\u00f9<\/em><em> italiana. Essa sente ormai tutta che in ogni verso fa mestieri di studi forti; gli artifizi agevolanti disdegna; anela a quei rattempramenti dell\u2019ingegno che provengono dal lottare contro alle nobili difficolt<\/em><em>\u00e0<\/em><em>; sa che senza gravi stenti non si cavan fossili dalla miniera nostra, ma che son fossili palpitanti di vita umana (da <\/em>Il Politecnico<em>, vol. XII, 1862, p. 302).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa consonanza con Ippolito Nievo, che due anni prima ha sottolineato l\u2019importanza della letteratura civile per un \u00abpopolo che sente e pensa\u00bb, colloca Ascoli fra gli intellettuali che hanno una idea ambiziosa di cosa dovrebbe essere l\u2019Italia, comprese le zone rimaste sotto il controllo austriaco che egli propone di ribattezzare in modo originale, richiamandosi alla romana <em>Venetia et Histria<\/em>, la <em>X Regio <\/em>creata da Augusto nel 7 d.C.:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Noi diremo Venezia Propria il territorio rinchiuso negli attuali confini amministrativi delle province venete [Veneto e Friuli, ndr]; diremo Venezia Tridentina o Retica &#8211; meglio Tridentina &#8211; quello che pende dalle Alpi Tridentine e pu<\/em><em>\u00f2<\/em><em> aver per capitale Trento; e <\/em><strong><em>Venezia Giulia <\/em><\/strong><em>sar<\/em><em>\u00e0<\/em><em> la provincia che tra la Venezia Propria e le Alpi Giulie ed il mare rinserra Gorizia, Trieste e l\u2019Istria (dall\u2019articolo <\/em>Le Venezie <em>pubblicato nel \u201963 sul giornale <\/em>Museo di famiglia<em>).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCon lo stesso sguardo attento alle minoranze, Graziadio pubblica nel \u201965 uno studio in tedesco sulla lingua degli zingari (<strong><em>Zigeunerisches<\/em><\/strong>), vera delizia per i glottologi in virt\u00f9 della sua origine indiana contaminata con le tante influenze subite dal loro nomadismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Gli anni dei capolavori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel \u2019<strong>70 <\/strong>le <strong><em>Lezioni di fonologia comparata del sanscrito, del greco e del latino <\/em><\/strong>tracciano un bilancio di nove anni accademici a Milano e accompagnano il lettore in un viaggio quasi \u2018iniziatico\u2019 nei segreti delle lingue antiche: come quando, a pag. 185, si scopre che il triestino <em>zima<\/em>, \u2018freddo\u2019, \u00e8 un prestito dall\u2019antico bulgaro <em>\u017a<\/em><em>ima<\/em>, il quale trova corrispondenza nel lituano <em>\u017e\u00eb<\/em><em>ma <\/em>e addirittura nel sanscrito <em>\u017e<\/em><em>\u2018 jama<\/em>, \u2018inverno\u2019. L\u2019opera gli vale il premio dell\u2019Acad\u00e9mie des Inscriptions et Belles Lettres di Parigi e lo consacra definitivamente fra i grandi, ma Ascoli non si ferma e nel \u2019<strong>73 <\/strong>d\u00e0 alle stampe il primo numero \u00a0dell\u2019<strong><em>Archivio Glottologico Italiano<\/em><\/strong>. Una rivista rivoluzionaria fin dal <em>Proemio<\/em>, dove egli interviene nel dibattito pi\u00f9 importante dell\u2019epoca: quale italiano adottare come lingua unitaria? Il fiorentino, proposto da Alessandro Manzoni, pur godendo di una grande tradizione letteraria \u00e8 solo uno degli idiomi parlati in Italia e ha pari dignit\u00e0 degli altri, tanto pi\u00f9 che la distinzione fra <strong>lingua e dialetto <\/strong>non ha nulla di scientifico, poich\u00e9 pertiene solo alla sfera amministrativa e dunque \u00e8 figlia di scelte <em>politiche<\/em>. Spetta quindi ai governi innalzare il livello culturale della nazione attraverso un potenziamento dell\u2019istruzione a tutti i livelli, per poter arrivare a un italiano che, pur arricchito dai vari influssi locali, si delinei naturalmente come sovraregionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSar\u00e0 proprio l\u2019<em>Archivio glottologico italiano<\/em>, tuttora attivo, a ospitare le pi\u00f9 importanti scoperte di Ascoli: l\u2019isolamento del gruppo <strong>franco-provenzale<\/strong>, l\u2019individuazione del ceppo <strong>ladino<\/strong>, comprendente il friulano e le parlate romanze dei Grigioni e dell\u2019Alto Adige, nonch\u00e9 lo studio delle <strong>glosse in antico irlandese <\/strong>ai manoscritti C. 301 inf. della Biblioteca Ambrosiana e Sang. 904 del monastero svizzero di San Gallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Gli ultimi anni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel frattempo l\u2019uscita del secondo volume di <strong><em>Studi critici<\/em><\/strong>, nel \u2019<strong>77<\/strong>, e delle <strong><em>Iscrizioni inedite o mal note greche, latine, ebraiche di antichi sepolcri giudaici del Napolitano<\/em><\/strong>, tre anni dopo, segnano il suo ritorno agli antichi amori: l\u2019indoeuropeo e l\u2019ebraico, affrontato da un inedito punto di vista epigrafi co. \u00c8 poi la volta dell\u2019<em>Encyclopaedia Britannica<\/em>, dove Ascoli pubblica nell\u2019\u2019<strong>80 <\/strong>l\u2019articolo <strong><em>L\u2019Italia dialettale<\/em><\/strong>, prima classificazione scientifica dei dialetti italiani, mentre nella <strong><em>Lettera\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>glottologica <\/em><\/strong>dell\u2019\u2019<strong>81 <\/strong>inventa la categoria di \u2018<strong>sostrato<\/strong>\u2019, intesa come lingua che, se pure scomparsa in un dato territorio, ha influenzato quella da cui \u00e8 stata soppiantata: \u00e8 il tipico caso dei suffissi &#8211;<em>icco <\/em>e &#8211;<em>acco <\/em>di molte citt\u00e0 friulane, traccia di un\u2019antica presenza celtica sopravvissuta alla stratificazione romana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSolo verso la fine degli anni \u201980 l\u2019attivit\u00e0 accademica di Ascoli rallenta: la nomina a membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e a Senatore del Regno lo costringono a impegni istituzionali che onora con passione. Schierato nell\u2019area liberale ostile alle politiche di Crispi, \u00e8 l\u2019unico a difendere in Senato il professor Ettore Ciccotti, respinto a un concorso per diventare docente di ruolo in quanto socialista e infine costretto a emigrare in Svizzera. Da riformista, inoltre, Graziadio continua a credere che per valorizzare l\u2019italianit\u00e0 del Friuli Venezia Giulia rimasto sotto l\u2019Austria non ci sia bisogno di alcuna annessione, ma solo di una rinascita culturale a partire dalla creazione di una universit\u00e0 italiana a Trieste. Gli eventi, di l\u00ec a poco, si muoveranno su ben altri binari, ma Ascoli avr\u00e0 la fortuna di morire prima della Grande Guerra, il <strong>21 gennaio 1907<\/strong>, a Milano. Puntando lo sguardo verso la sua Gorizia, ancora intatta prima della catastrofe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Graziadio Isaia Ascoli<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":19638,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-19637","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",750,444,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",750,444,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",750,444,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1-300x178.webp",300,178,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",640,379,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",300,178,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",500,296,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",474,281,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",391,231,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",300,178,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",750,444,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",750,444,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",750,444,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",750,444,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1.webp",250,148,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13923-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Vanni Veronesi","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/veronesi\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Graziadio Isaia Ascoli","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19637","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19637"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19637\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19638"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19637"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19637"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19637"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}