{"id":19458,"date":"2016-03-30T00:00:00","date_gmt":"2016-03-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19458"},"modified":"2016-03-30T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-29T23:00:00","slug":"allorigine-dei-pooh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/allorigine-dei-pooh\/","title":{"rendered":"All&#8217;origine dei Pooh"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNella primavera del 1962, a Bologna, <strong>Mauro Bertoli<\/strong>, chitarrista e cantante alle prime armi, incontra <strong>Valerio Negrini<\/strong>, batterista e cantante. Dall\u2019intesa immediata fra i due nasce il fermo proposito di creare un gruppo musicale di spessore, che lasci un segno tangibile nella storia della musica italiana; agli inizi un duo, poi un trio, un quartetto fino alla prima storica formazione di cinque elementi, <em>I Jaguars<\/em>, che in breve tempo si impone all\u2019attenzione della Bologna beat.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tL\u2019incontro con il patron della casa discografica \u201cVedette Records\u201d, <strong>Armando Sciascia<\/strong>, nel 1965 in un locale della citt\u00e0 costituisce la svolta decisiva: impressionato dall\u2019impegno e dalla forza scenica del gruppo, lo convoca a Milano per un\u2019audizione, superata a pieni voti nonostante l\u2019inesperienza.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLunghe sedute in sala di registrazione trasformano in breve tempo i <em>Jaguars<\/em> in una formazione molto agguerrita. Cambiano marcia e anche nome, nasce l\u2019idea <em>POOH<\/em>. Nel frattempo iniziano a lavorare nei pi\u00f9 famosi locali nazionali ma proprio a Bologna avviene lo storico incontro con <strong>Roby Facchinetti<\/strong>, nel marzo del 1966. Mauro rimane impressionato dalla vocalit\u00e0 del bergamasco e lo invita a farne parte: sar\u00e0 la svolta decisiva e in breve nascer\u00e0 anche il binomio \u201cFacchinetti-Negrini\u201d. Nel giro di poco anche <strong>Riccardo Fogli<\/strong>, conosciuto al <em>Piper<\/em> di Milano, entra nella formazione arricchendone la vocalit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNasce il primo Lp \u201cPer Quelli Come Noi\u201d, \u00a0pietra miliare dei POOH e data storica: 1966.<br \/> \tTutto sembra procedere per il meglio, ma all\u2019improvviso Mauro ha un ripensamento: dopo lunghe e personali riflessioni, manifesta la propria intenzione di lasciare il gruppo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tA cinquant\u2019anni di distanza in un libro denso di emozioni (\u201cPOOH Atto di Nascita \u2013 1962-1967\u201d) il fondatore del complesso ripercorre quella storia. Che in questa intervista ha voluto condividere con <em>iMagazine<\/em>.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Mauro Bertoli, partiamo dalla fine: com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di realizzare questo libro?<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abSuccesse a Bergamo, il 3 gennaio 2014, in occasione della commemorazione a Valerio Negrini, al teatro Donizzetti, a un anno dalla scomparsa. Una moltitudine di fans dei Pooh mi riconobbe e mi assediarono di domande, molte sugli inizi\u2026 Quando raccontai loro del primo incontro con Valerio nel 1962 ci fu uno stupore generale: nessuno sapeva di quella data e tutti ritenevano che il gruppo fosse nato nel 1966, con l&#39;uscita del primo LP &#8220;Per quelli come noi&#8221;.\u00a0In effetti questa \u00e8 la data storica indicata dai Pooh attuali, che non erano presenti allora nel gruppo. Dall\u2019invito dei fans a fermare nel tempo questa favola meravigliosa \u00e8 nata la decisione di scriverla in un libro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Torniamo allora all\u2019inizio: come sono nati realmente i Pooh?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abValerio matur\u00f2 l&#39;idea di formare un complesso musicale di grande spessore e venne a proporla a me proprio nel 1962: nacque un duo, poi un trio, un quartetto, un quintetto, cambiando diversi elementi fino a giungere alla prima formazione dei Pooh che comprendeva, oltre \u00a0Valerio e me, Mario Goretti alla chitarra ritmica, Gilberto Faggioli al basso e Bob Gillot alle tastiere. Era il 1965\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Far parte di questo complesso cosa ha significato per lei?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00ab\u00c8 stata l&#39;esperienza pi\u00f9 bella e gratificante di tutta la mia vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Nel 1967, quando ormai la strada verso il successo sembrava spianata, lei decise di abbandonare il gruppo: come mai questa decisione?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abRiguardo il mio abbandono sono state scritte tante cose. La verit\u00e0 \u00e8 che non mi riconoscevo pi\u00f9 nella figura di chitarrista e cantante dei Pooh. Desideravo fare altre esperienze, come effettivamente feci sempre nell&#39;ambito della <em>Vedette Record<\/em> (casa discografica alla quale eravamo affiliati), dedicandomi ad arrangiamenti. Qualche anno pi\u00f9 tardi abbandonai per motivi familiari\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Si \u00e8 mai pentito della scelta?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNon mi sono mai pentito delle mie scelte: forse non sono un personaggio da palcoscenico, preferendo l&#39;intimit\u00e0 di uno studio di registrazione. Mi offre sensazioni pi\u00f9 forti, pi\u00f9 vere e sentite\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>I Pooh hanno annunciato che quest\u2019anno chiuderanno la loro carriera artistica: qual \u00e8 il suo giudizio a riguardo? <\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abRitengo che i Pooh abbiano dato moltissimo alla musica e l&#39;abbandono prima del batterista Stefano D&#39;Orazio e successivamente la scomparsa del grande Valerio Negrini, che ha firmato le pagine pi\u00f9 belle della loro musica, siano state cause fondamentali di questa scelta. Valerio, in particolare, ha impresso con i suoi testi meravigliosi un carattere particolare e profondo alle musiche dei Pooh: Valerio li ha creati e con la sua scomparsi li ha, credo, indotti a chiudere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>All\u2019epoca, negli anni Sessanta, si sarebbe immaginato un successo cos\u00ec duraturo per il gruppo?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAgli inizi eravamo fermamente convinti delle possibilit\u00e0 di fare del nostro gruppo qualcosa di grande. Non per presunzione ma per fiducia nei nostri mezzi, nelle idee, nel duro impegno. Con la ferma convinzione di non mollare mai, perch\u00e9 alla fine il lavoro paga sempre\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>A proposito di anni Sessanta, com\u2019era allora il panorama musicale italiano?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abSia in Italia che nel mondo c&#39;era gran fermento. Nascevano gruppi e cantanti quasi a ritmi quotidiani. Si suonava ovunque, in ogni cantina, locale, club privato: era nato il &#8220;Beat&#8221; e tutti i suoi proseliti si davano un gran daffare.\u00a0Ho sempre ritenuto la musica come la colonna sonora del momento storico: allora c&#39;erano grandi progetti, idee di rinnovamento, desiderio di cambiamenti, in ogni campo, e la musica interpretava questi sentimenti con fantasia, entusiasmi, innovazione. Oggi stiamo vivendo un periodo oscuro, i valori dimenticati, tanta incertezza, scarse opportunit\u00e0 e la musica risponde con poca ispirazione e tanti vuoti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>All\u2019epoca cosa significava per lei la musica? <\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAllora come oggi, per me la musica rappresenta gioia di vivere, creativit\u00e0, momenti di intensa intimit\u00e0: \u00e8 la mia compagna preziosa, non mi abbandona mai\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Per la sua carriera e per quella dei Pooh l\u2019incontro con Valerio Negrini \u00e8 stato determinante. A lui ha dedicato il libro: come lo ricorda? <\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abRicordare Valerio \u00e8 problematico. Parlare di una persona come lui non basterebbe mai: dotato di una sensibilit\u00e0 unica, profondo conoscitore dei sentimenti umani, alla continua ricerca di sensazioni vere e profonde, ha saputo tradurre tutto in parole meravigliose che hanno caratterizzato l&#39;opera dei Pooh. \u00c8, senza dubbio alcuno, uno dei pi\u00f9 grandi parolieri di tutti i tempi. Personalmente lo ricordo come amico fraterno, consigliere prezioso: ha fatto di me, un ragazzino timido e insicuro, un musicista convinto e grintoso. Gli devo tutto e lo ricorder\u00f2 sempre con immensa gratitudine e stima. Mi mancher\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Tra gli artisti di oggi chi apprezza maggiormente? <\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abVecchioni, De Gregori, Zucchero Fornaciari, per citarne alcuni, portano avanti situazioni coinvolgenti. Per\u00f2 sono tutti personaggi &#8220;datati&#8221;, non giovanissimi. Alcuni grandi non sono pi\u00f9 tra noi: Lucio Dalla, Fabrizio De Andr\u00e8. Non me ne vogliano ma non mi riesce di individuare talenti &#8220;genuini&#8221;, che non imitano nessuno, proponendo veramente qualcosa di nuovo e personale\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Ritorniamo al libro: qual \u00e8 il messaggio che desidera trasmettere con quest\u2019opera?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abHo raccontato la storia, o se vogliamo la preistoria, della nascita del gruppo, evidenziando la costanza, i sacrifici, la determinazione impiegati in questa impresa. Ho rivolto un pensiero particolare ai giovani, esortandoli \u00a0a questi valori da noi impiegati, a credere nei loro ideali, a non demordere mai. Affermando ancora che il lavoro serio alla fine paga sempre. Naturalmente l&#39;impegno deve essere supportato da doti giuste, ma anche quest&#39;ultima affermazione deve servire a scacciare le illusioni, a fare scelte ponderate nella strada da intraprendere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Dopo il passato e il presente, chiudiamo con il futuro. Quali progetti desidera ancora realizzare Mauro Bertoli?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abEssendo un &#8220;sognatore coi piedi per terra&#8221;, mi chiedo ogni mattina &#8220;cosa far\u00f2 da grande&#8221;. Scherzi a parte, continuo a far musica, in ogni modo, con tutti i mezzi: ho un modesto ma pratico studio di registrazione, nel quale trascorro le mie giornate a comporre, arrangiare, suonare.\u00a0Sto collaborando con una cover band ufficiale dei Pooh: i <em>Boomerang<\/em>, col proposito di fare serate, proponendo, oltre alle canzoni dei Pooh, il mio libro, la favola che ho vissuto, cantando con loro quei brani che hanno caratterizzato gli inizi, quei tempi unici e meravigliosi, nell&#39;intento di farli rivivere ancora. Penso facciano bene alla gente, sempre desiderosa di sensazioni forti, vere, sempre pi\u00f9 rare e dimenticate\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong><em>Si ringrazia Lucilla Corioni per la collaborazione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Mauro Bertoli<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":19459,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-19458","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",750,724,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",750,724,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",750,724,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1-300x290.webp",300,290,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",640,618,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",300,290,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",500,483,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",336,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",269,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",300,290,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",750,724,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",750,724,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1-750x720.webp",750,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",750,724,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1.webp",218,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13515-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Intervista a Mauro Bertoli","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19458"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19458\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}