{"id":19446,"date":"2016-03-25T00:00:00","date_gmt":"2016-03-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19446"},"modified":"2016-03-25T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-24T23:00:00","slug":"la-dove-il-tempo-si-e-fermato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-dove-il-tempo-si-e-fermato\/","title":{"rendered":"L\u00e0 dove il tempo si \u00e8 fermato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn miracolo della natura: una foresta pluviale fitta ed intricata con pini, baobab, eucalipti, orchidee, bamb\u00f9, piante carnivore, palme del viaggiatore. E oltretutto popolata da lemuri: questi curiosi primati dagli occhioni spiritati e dalla coda ad anelli che sembrano dei peluche\u2026 A un tratto spunta dietro un tronco il <em>lepilemur microdon<\/em>, un lemure di circa mezzo metro di lunghezza che assomiglia a un dolcissimo pupazzo. Ma le sorprese non sono ancora finite: al calar delle tenebre, si aggira <strong>il fossa<\/strong>, unico predatore della boscaglia e simile a uno zibetto; un camaleonte diventa giallo grazie a un meccanismo \u201chi-tech\u201d unico nel regno animale e alla fine un <em>microcebus rufus<\/em>, un lemure piccolissimo ghiotto di banane, emette dei canti d\u2019amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMi trovo nel <strong>Parco Nazionale delle Montagne d\u2019Ambra<\/strong>, la maggior attrattiva naturalistica del <strong>Madagascar <\/strong>settentrionale: \u00e8 costituito da coni vulcanici che raggiungono l\u2019apice con il <strong>Picco d\u2019Ambra <\/strong>a 1.475 metri e, come un\u2019oasi, si trova nel bel mezzo di un territorio secco. In particolare, grazie al clima tropicale e alle abbondanti precipitazioni, si possono trovare migliaia di specie vegetali, numerosi torrenti e salti d\u2019acqua. La bellezza dei suoi scenari \u00e8 forgiata da conformazioni basaltiche generate dalla furia del fuoco, cos\u00ec da offrire una natura selvaggia che si estende per oltre 18.000 ettari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tTuttavia, nonostante la giornata piovosa, decido di salire sulla cima d\u2019Ambra. Ho la fortuna di essere accompagnato da Luk, un giovane malgascio che sostiene di conoscere il posto. Tuttavia il sentiero \u00e8 incerto, la foresta \u00e8 impenetrabile, ed \u00e8 necessario farsi strada con un machete. Ma non c\u2019\u00e8 limite al peggio e scopro che Luk non ha mai messo piede in questa foresta. Spesso dobbiamo attraversare delle sabbie mobili con fondo fangoso e acqua fi no alle ginocchia. Vi sono piante rarissime, felci di ogni tipo, migliaia d\u2019orchidee, piante carnivore e c\u2019\u00e8 anche la minaccia dei serpenti. Probabilmente \u00e8 dai tempi dell\u2019occupazione francese che nessuno ci sale! La foresta \u00e8 fitta e buia, particolarmente ricca di piante urticanti e sanguisughe affamate. A un tratto il sottobosco comincia ad animarsi. \u00c8 un pulsare di vita e di rumori: un concerto di grida e dei suoni pi\u00f9 strani. In volo perenne, colonie di zanzare, calabroni e centinaia di altre specie animali. Sembra la giungla nera di Sandokan!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo circa sei ore, ben stufo di camminare, raggiungo il <strong>Grand Lake<\/strong>, un lago misterioso, a circa mezz\u2019ora di distanza dalla cima. Ritornato al campo mi tolgo dalle gambe una ventina sanguisughe e dopo una doverosa doccia mi appresto a ritornare alla civilt\u00e0 (si fa per dire!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn <em>flashback <\/em>del mio viaggio in Madagascar, Stato insulare dell\u2019<strong>Oceano Indiano<\/strong>, al largo delle coste del Mozambico, sul Tropico del Capricorno. Isola sinonimo di fuga, affascinante terra selvaggia e fra i Paesi con il pi\u00f9 ricco patrimonio naturale del mondo. Gli abitanti ti accolgono con un <em>tonga soa<\/em>, cio\u00e8 \u201cbenvenuto\u201d. Come nella trama del noto cartoon televisivo <em>Madagascar<\/em>, interpretato dai quattro simpatici amici (Alex, un leone; Marty, una zebra maschio; Gloria, un ippopotamo femmina; Melman una giraffa ipocondriaca) inizio ad assaporare questo scrigno di diversit\u00e0. Incomincio dalla capitale <strong>Antananarivo <\/strong>(Tana), per poi proseguire nella navigazione del <strong>fiume Tsiribihina <\/strong>c on i villaggi di paglia, nelle visite dei parchi: <strong>Tsingy de Bemeraha<\/strong>, <strong>Kirindi<\/strong>, <strong>Ankarana <\/strong>e d\u2019<strong>Ambre<\/strong>, per concludere a <strong>Nosy Be<\/strong>, sul mare, ammirando le splendide barriere coralline.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn salto indietro. A <strong>Tana<\/strong>, dopo aver effettuato un volo di 12 ore, incontro il mitico <strong>generale Bebe<\/strong>, da queste parti un istituzione, dacch\u00e9 ti devi rivolgere a lui se vuoi visitare il Madagascar e se hai necessit\u00e0 di cambiare valuta. Tra l\u2019altro il suo ufficio \u00e8 un vero e proprio bunker con tanto di guardie. Cambio settecento dollari con la moneta locale, gli <em>ariary<\/em>, e mi trovo a girare con una borsa zeppa di banconote: la cartamoneta di maggior taglio \u00e8 quella da 10.000 <em>ariary<\/em>, che equivale a circa 4 euro. Dopo aver concordato l\u2019itinerario, raggiungo il gruppo al famoso <em>Restaurant Sakamanga<\/em>, vicino all\u2019albergo, gustando per la prima volta del filetto di zeb\u00f9 e assaggiando del rum alla vaniglia. Iniziamo a immergerci nella cultura malgascia\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani partiamo per la piccola cittadina di <strong>Mindravazo <\/strong>nella regione del <strong>Menabe<\/strong>, per compiere una navigazione sul fiume Tsiribihina. A met\u00e0 strada facciamo una sosta al <strong>mercato di Antisarabe<\/strong>, per acquistare qualche casco di banane e della papaya, mentre verso sera raggiungiamo le rive del grande fiume. Cos\u00ec avvistiamo i primi coccodrilli. Non \u00e8 un caso che il nome Tsiribihina significhi \u201cl\u00e0 dove non bisogna nuotare\u201d. Noi di certo non sguazzeremo nell\u2019acqua!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl giorno successivo siamo pronti per compiere una crociera indimenticabile nel sud ovest del Madagascar ed esplorare <strong>Bemahara<\/strong>, patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO. Con noi viaggiano tre galline stipate in una gabbia: starnazzano ma non sanno ancora quale destino le aspetti&#8230; Pi\u00f9 tardi, dopo aver caricato sull\u2019imbarcazione le vettovaglie, compresa della legna, una moltitudine di bambini con gli occhi smaglianti come le stelle del cielo ci saluta dalla battigia del fiume esclamando: <em>Bonjour vashaha <\/em>(\u201cbuongiorno bianco\u201d), regalandoci canti e danze tribali. \u00c8 una notte bellissima: il cielo \u00e8 illuminato dalla Via Lattea e dalla costellazione di Orione e ogni tanto scendono delle stelle cadenti. Cos\u00ec noi tutti esprimiamo un desiderio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel frattempo la nostra guida e capitano di \u201cvascello\u201d John ci mostra la spiaggia, sede del campo di sosta che, non troppo lontana dagli ultimi avvistamenti di coccodrilli, \u00e8 l\u2019ideale per stazionare la barca, accendere il fuoco e montare le tende. A cena rimaniamo colpiti dalla bravura dei nostri tre cuochi (due ragazze e un ragazzo) che per l\u2019occasione preparano pasta molto speziata e spezzatino di zeb\u00f9. Per esorcizzare la fobia da coccodrillo, tra noi viaggiatori rievochiamo il film <em>Anaconda <\/em>con Jennifer Lopez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tArriviamo al quarto giorno. Smontate le tende, dopo un\u2019abbondante colazione partiamo dedicando l\u2019intera giornata sul fiume Tsiribihina. Dopo un paio d\u2019ore di navigazione attracchiamo a riva per raggiungere una splendida cascata che, formando piscine naturali, sembra un paradiso terrestre. Non ci resta che tuffarci&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPi\u00f9 tardi, ripresa la rotta, approdiamo sulla sponda sinistra del fiume per visitare un tipico villaggio di paglia e fango, contraddistinto dalla presenza di un grande essiccatoio per la lavorazione del tabacco. Verso sera sbarchiamo quindi su una spiaggia, montiamo le tende e consumiamo le tre galline, grigliate per l\u2019occasione. Ci allietano i canti e le danze tribali di un vicino villaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tOrmai siamo entrati nel vivo del viaggio. L\u2019indomani, nel primo pomeriggio arriviamo a <strong>Belo sur Tsiribihina<\/strong>, un comune rurale della <strong>provincia di Toliara<\/strong>, e qui, caricati i bagagli a dorso di uno zeb\u00f9, raggiungiamo il nostro albergo. L\u2019epilogo della giornata \u00e8 un\u2019ottima cena a base di gamberoni di fiume, anche se qualche scarafaggio non fa dormire sonni tranquilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl giorno seguente, a bordo di un camion 4&#215;4 trasformato in rudimentale corriera, partiamo alla volta del <strong>parco Tsingy di Bemaraha<\/strong>: una riserva naturale ubicata vicino alla costa occidentale e inclusa nella lista del Patrimonio dell\u2019UNESCO. Il viaggio \u00e8 una vera e propria odissea: scomodo e movimentato, a causa delle continue vibrazioni provocate dalla condizioni della strada e dalla completa mancanza di ammortizzatori del mezzo. Dopo sei ore di sterrato, raggiungiamo la sponda del <strong>fiume Manonmbolo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuasi impossibile descrivere questo luogo, unico nel suo genere. Un grande massiccio di origine carsica che si estende da nord a sud, per oltre 100 km, modellato da fenomeni erosivi e frastagliato da pinnacoli (in malgascio <em>tsingy<\/em>) alti centinaia di metri, affilati come rasoi, e interrotto da profondi canyon. Pi\u00f9 tardi dopo aver montato le tende, visitiamo il piccolo <strong>circuito del Tsingy<\/strong>. Concludiamo la giornata con una visita notturna della riserva, osservando camaleonti e qualche serpente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani partiamo con le guide del parco alla volta del circuito del grande Tsingy. Arrivati al parcheggio le nostre guide ci consegnano 12 imbragature e ci invitano ad assicurarci perch\u00e9 il sentiero \u00e8 attrezzato. Dopo circa 4 ore fra passaggi, taluni anche esposti, grotte, pinnacoli e un ponte sospeso, concludiamo con entusiasmo questa incredibile esperienza, particolarmente felici per aver visto le galidie (manguste dalla coda ad anelli), un varano, camaleonti e lemuri bianchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa giornata seguente, in canoa lungo il fiume Manonmbolo, giungiamo alle grotte dei pipistrelli e alle tombe dei \u201cVazimba\u201d (i cosiddetti uomini nani), considerati i predecessori del popolo malgascio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tGiunti al nono giorno, visitiamo la <strong>riserva di Kirindi<\/strong>. \u00c8 il regno di una ricca farmacopea nonch\u00e9 il rifugio di manguste, ratti giganti, tartarughe, camaleonti, uccelli del paradiso e lemuri notturni. Abbiamo la fortuna di scrutare un fosa, il carnivoro pi\u00f9 conosciuto del Madagascar (tanto da essergli stata assegnata la parte del cattivo nel film d\u2019animazione\u00a0 <em>Madagascar<\/em>). Nel primo pomeriggio ci fermiamo nella caratteristica <strong>Avenue de Baobab<\/strong>: uno dei luoghi pi\u00f9 fotografati del Paese, lo splendido viale con i baobab della specie <em>Adansonia Grandidieri<\/em>, allineati su entrambi i lati, a circa 15 chilometri da <strong>Morondava<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani attraversiamo con le piroghe la foresta di mangrovie attorno a Morondava e raggiungiamo l\u2019<strong>isola di Betania<\/strong>, dove visitiamo una piccola chiesa retta da due suore italiane. Dopo aver consumato dei gustosissimi granchi per pranzo, a cena Gabriele &#8211; di origini romane e gestore di un albergo vicino alla spiaggia &#8211; ci cucina dell\u2019ottimo pesce barracuda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tGiunti a met\u00e0 del viaggio, prendiamo l\u2019aereo per Antananarivo dove, dopo un\u2019ora di volo, rivediamo il mitico Bebe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa mattina seguente raggiungiamo l\u2019<strong>aeroporto di Antananarivo &#8211; Ivato <\/strong>e, dopo aver espletato le formalit\u00e0 burocratiche, ci imbarchiamo su un volo con destinazione <strong>Diego Suarez &#8211; Antsiranna<\/strong>. La pi\u00f9 grande citt\u00e0 del nord del Madagascar e capitale della provincia omonima deve il suo nome all\u2019esploratore portoghese Diego Su\u00e1rez che nel 1543 approd\u00f2 nella Baia di Antsiranana. Inoltre fu protettorato francese fino agli anni Settanta. Le vie e le case richiamano architetture dell\u2019epoca coloniale ma il fascino \u00e8 racchiuso nell\u2019atmosfera ormai decadente. Sembra che i coloni se ne siano andati solo qualche decennio fa lasciando alla salsedine dell\u2019Oceano il compito di distruggere tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tI successivi tre giorni li trascorriamo nel Parco Nazionale delle Montagne d\u2019Ambra. \u00c8 pazzesco pensare come nel giro di pochi chilometri dalla costa il clima cambi completamente, con vento, pioggia e temperature molto rigide. Io e Nicoletta troviamo da dormire nel bellissimo lodge del parco, mentre gli altri del gruppo, pi\u00f9 coraggiosi, dormono nelle tende all\u2019interno delle apposite piazzole coperte. Le ottime strutture ci permettono di utilizzare l\u2019acqua corrente per cucinare del riso, mentre Dante riesce eccezionalmente a preparare delle salcicce di zeb\u00f9. Nel frattempo la temperatura cade in picchiata libera, il libeccio si manifesta con enorme frastuono tra gli alberi e la pioggia scende a catinelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tFortunatamente l\u2019indomani il cielo migliora, cos\u00ec partiamo a piedi per visitare le <strong>cascate di Antamboka e di Antankarana<\/strong>. La tregua del tempo \u00e8 per\u00f2 agli sgoccioli ed \u00e8 imminente una nuova perturbazione. Cos\u00ec all\u2019alba del nuovo giorno decido di salire al <strong>Pico d\u2019Ambra<\/strong>, la montagna pi\u00f9 alta della Riserva. La storia di quest\u2019avventura \u00e8 nota dal prologo dell\u2019articolo, ma si arricchisce di una nuova protagonista: una galidia affamata che si divora i miei calzini imbrattati di sangue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa nostra esperienza sta per concludersi: il quindicesimo giorno ci trasferiamo verso la costa e, a circa met\u00e0 strada, entriamo nella <strong>riserva di Ankarana <\/strong>per visitare il percorso attrezzato del <strong>piccolo Tsingy <\/strong>&#8211; molto simile a quello del Tsingy de \u00a0Bemeraha &#8211; e la spettacolare grotta dei pipistrelli. Durante l\u2019escursione manteniamo una forma di rispetto soprattutto perch\u00e9, questi luoghi, sono ritenuti sacri dall\u2019etnia degli Antankarana. In tarda serata raggiungiamo <strong>Ankjifi <\/strong>, un importante scalo marittimo del nord ovest del Madagascar affacciato sul canale di Mozambico, da cui partono i servizi marittimi per l\u2019<strong>isola di Nosy Be<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tD\u2019ora in avanti ci aspettano sabbie \u00a0bianche e calde come il sole, mare azzurro e trasparente, fondali mozzafiato, barriere coralline e una natura rigogliosa. Peraltro a bordo di un catamarano potremo compiere una crociera meravigliosa per immergerci nei fondali pi\u00f9 belli del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSiamo arrivati alla fine del viaggio. Gli ultimi quattro giorni li trascorriamo navigando nell\u2019<strong>arcipelago delle isole Mitsio<\/strong>, un paradiso composto da isolette di sabbia bianchissima, rocce e coralli affioranti. Sono quasi tutte disabitate a eccezione di <strong>Nosy Mitsio <\/strong>e <strong>Grande Mitsio <\/strong>che ospitano alcuni villaggi di pescatori. Noi tocchiamo le isole di <strong>Nosy Komba<\/strong>, <strong>Nosy Tanikely<\/strong>,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Nosy Sakatja<\/strong>, <strong>Nosy Be <\/strong>e <strong>Nosy Lava<\/strong>. Quest\u2019ultima custodisce le tombe dei re Sakalava (la stirpe dell\u2019antico popolo malgascio), un faro oramai tutto arrugginito e un penitenziario costruito dai francesi nel 1911, che accoglieva i prigionieri politici fino al decadimento coloniale. Mentre oggi, in rovina, serve ancora a rinchiudere i carcerati, molti dei quali costretti ai lavori forzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madagascar<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":19447,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-19446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",750,561,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",750,561,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",750,561,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1-300x224.webp",300,224,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",640,479,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",300,224,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",500,374,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",433,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",348,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",300,224,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",750,561,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",750,561,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",750,561,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",750,561,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1.webp",250,187,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13477-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Madagascar","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19446\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}