{"id":19397,"date":"2016-03-18T00:00:00","date_gmt":"2016-03-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19397"},"modified":"2016-03-18T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-17T23:00:00","slug":"firenze-intitola-una-piazza-a-ilaria-alpi-e-miran-hrovatin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/firenze-intitola-una-piazza-a-ilaria-alpi-e-miran-hrovatin\/","title":{"rendered":"Firenze intitola una piazza a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tVentidue anni fa, il 20 marzo 1994, la giornalista<strong> Ilaria Alpi <\/strong>e l\u2019operatore triestino<strong> Miran Hrovatin <\/strong>vennero uccisi in un agguato a Mogadiscio, in Somalia, mentre svolgevano un\u2019inchiesta giornalistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tOggi, a 22 anni dalla loro scomparsa, una piazza li ricorda a Firenze. Il Comune del capoluogo toscano ha fatto propria la proposta della <strong>Comunit\u00e0 delle Piagge<\/strong>, il comitato locale che si \u00e8 fatto promotore del riconoscimento alla loro memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAlla cerimonia ufficiale, prevista sabato 19 marzo alle 11 con la posa delle targhe da parte del Comune di Firenze, \u00e8 stata invitata anche la<strong> Fondazione Luchetta, Ota, D\u2019Angelo, Hrovatin<\/strong>, nata all\u2019indomani dei quattro lutti che nel 1994 colpirono il mondo del giornalismo triestino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa tragedia di Mogadiscio avvenne infatti a soli due mesi dal 28 gennaio, quando gli inviati Rai Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D\u2019Angelo vennero uccisi a Mostar da una granata mentre stavano realizzando uno speciale TG1 sui bambini vittime della guerra nell\u2019ex Jugoslavia .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCos\u00ec domenica, nel giorno del 22\u00b0 anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e a due settimane dalla riapertura del processo sul loro omicidio (il 6 aprile a Perugia), la presidente della Fondazione, <strong>Daniela Luchetta<\/strong>, si recher\u00e0 a Firenze per raccontare lo spirito con cui \u00e8 nata la onlus che da allora opera a Trieste a favore dei bambini vittime delle guerre o incurabili nei loro Paesi d\u2019origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDi questo \u2013 e delle ultime novit\u00e0 sulla Fondazione \u2013 la presidente Luchetta parler\u00e0 nel corso dell\u2019incontro pubblico \u201cInaugurazione di piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Alla ricerca di verit\u00e0 e giustizia nel ricordo dei giornalisti uccisi perch\u00e9 sapevano troppo\u201d organizzato dalla Comunit\u00e0 delle Piagge insieme a <strong>Mariangela Gritta Greiner<\/strong>, gi\u00e0 presidente dell&#8217;associazione Ilaria Alpi, alla giornalista esperta di segreti di Stato, <strong>Sandra<\/strong><strong>\u200b<\/strong> <strong>\u200b<\/strong><strong>Bonsanti<\/strong>, a <strong>Ornella De Zordo<\/strong>, promotrice della mozione approvata dal Consiglio comunale per l&#8217;intitolazione della piazza, e\u00a0a <strong>Alessandro Santoro<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cristiano Lucchi<\/strong>\u00a0della Comunit\u00e0 delle Piagge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel pomeriggio del 20 marzo sar\u00e0 proiettato il\u00a0<strong>video documentario \u201cSaluti da Miran\u201d <\/strong>realizzato nel 2014 da <strong>Videoest <\/strong>con il contributo del <strong>Fondo per l\u2019Audiovisivo<\/strong> del <strong>Friuli Venezia Giulia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tFra le novit\u00e0 annunciate dalla presidente Luchetta, l\u2019arrivo dall\u2019Iraq del piccolo Hathal, sopravvissuto al genocidio che nell\u2019agosto 2014 la comunit\u00e0 Yazida ha subito dall\u2019Isis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl piccolo fa parte dei 400mila Yazidi riusciti a fuggire nel Kurdistan iracheno perch\u00e9 perseguitati dall\u2019Isis. Hanno dovuto lasciare tutto all\u2019improvviso, le loro case distrutte tra mille atrocit\u00e0. In Kurdistan hanno trovato rifugio nei campi di accoglienza allestiti dall\u2019Onu, dove per\u00f2 non hanno cibo, acqua e medicinali a sufficienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl piccolo Hathal, 11 anni, \u00e8 malato di emofilia, una malattia ereditaria che comporta una grave insufficienza nella coagulazione del sangue. Gli si \u00e8 formato un cheloide al braccio sinistro che non gli permette pi\u00f9 di stendere l\u2019arto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tA individuarlo nei campi degli sfollati, insieme a altri 300 bambini bisognosi di cure urgenti, il <strong>medico triestino Marzio Babille<\/strong>, gi\u00e0 presidente dell\u2019Unicef in Iraq, che ha fatto il possibile perch\u00e9 potesse essere curato in Italia. Qui ha incontrato la <strong>Fondazione Luchetta<\/strong> pronta a ospitarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCos\u00ec <strong>Babille<\/strong> in una recente intervista alla Fondazione: \u00abCome ha identificato l\u2019amministrazione statunitense in maniera inoppugnabile, <strong>la minoranza Yazida ha subito il primo genocidio del terzo millennio<\/strong>. Il governo curdo e la Nazioni Unite continuano a provvedere alle necessit\u00e0 della minoranza Yazida riparata nei campi del Kurdistan iracheno, ma i finanziamenti della Comunit\u00e0 internazionale hanno coperto il piano internazionale di assistenza solamente per il 50%, cos\u00ec <strong>centinaia di famiglie Yazida non riescono ad essere assistiti nei campi e fuori dai campi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSulla stessa linea la testimonianza del <strong>mediatore curdo-iracheno, Hemn Othman<\/strong>, che, per conto del Consolato italiano in Iraq,\u00a0 ha accompagnato il piccolo Hathal a Trieste insieme allo zio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abEntrambi sono stati accolti nella casa di via Valussi della Fondazione. Per loro non \u00e8 stato facile: non avevano mai viaggiato prima\u2026 Pensate che la gran parte degli Yazida \u00e8 analfabeta. Sono un popolo pacifico, di religione antica perseguitata dall\u2019Isis solo perch\u00e9 diversa. I pi\u00f9 fortunati, coloro che sono riusciti a scappare, vivono in tende e campi allestiti in palazzi abbandonati; gli ospedali sono affollati e hanno bisogno di cure continue. Speriamo che Hathal possa essere il primo degli altri 300 bambini malati individuati da Babille\u2026\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tArrivato a Trieste il 22 febbraio scorso, dopo qualche settimana di assestamento imposta dalla profilassi particolare cui \u00e8 stato sottoposto, il piccolo Hathal verr\u00e0 operato il prossimo 24 marzo all\u2019ospedale Burlo Garofolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A ventidue anni dall&#8217;attentato di Mogadiscio<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":19398,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-19397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1-300x168.webp",300,168,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",300,168,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",391,219,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",300,168,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",464,260,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1.webp",250,140,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13366-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"A ventidue anni dall'attentato di Mogadiscio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19397"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19397\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}