{"id":19390,"date":"2016-03-17T00:00:00","date_gmt":"2016-03-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19390"},"modified":"2016-03-17T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-16T23:00:00","slug":"un-master-universitario-sui-disturbi-del-comportamento-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/un-master-universitario-sui-disturbi-del-comportamento-alimentare\/","title":{"rendered":"Un master universitario sui disturbi del comportamento alimentare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tI disturbi alimentari, o disturbi del comportamento alimentare (DCA), &#8211; che comprendono un\u2019ampia gamma di manifestazioni anche molto diverse fra loro, quali l\u2019anoressia e la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata e i disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati &#8211; sono malattie gravi e difficili da curare in quanto costituiscono il risultato di un disagio psichico e relazionale che molto spesso si associa ad alterazioni medico-internistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl riconoscimento e la gestione dei DCA \u00e8 stato finora affidato a una serie molteplice di strutture e servizi che attuano i diversi trattamenti di riabilitazione (nutrizionale, psicoterapica, psicosociale e farmacologica), e le professionalit\u00e0 sanitarie coinvolte sono state affidate all\u2019esperienza acquista sul campo. Invece, \u00e8 proprio la coesistenza dei trattamenti di riabilitazione, in servizi ambulatoriali correttamente organizzati, che pu\u00f2 rispondere a oltre il 70% delle necessit\u00e0 di cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIn particolare, i valori attuali di prevalenza dei DCA in Italia nella fascia di popolazione a maggior rischio, ossia donne di et\u00e0 compresa tra i 12 e i 25 anni, sono i seguenti: anoressia nervosa 0,3-0,5%; bulimia nervosa 1-3%; DCA non altrimenti specificati 6%. Inoltre, il disturbo da alimentazione incontrollata interessa una parte consistente della popolazione obesa. Per l&#39;anoressia, la mortalit\u00e0 per suicidio o complicanze somatiche \u00e8 del 10% o 20% rispettivamente a 10 e 20 anni dall\u2019esordio<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLo scopo del Master universitario di Secondo Livello\u00a0 \u201cRiabilitazione Psiconutrizionale Progressiva (RPP\u00ae) dei disturbi del comportamento alimentare\u201d \u00e8 di fornire una formazione certificata sulla tecnica riabilitativa messa a punto presso il centro disturbi alimentari della ULSS (Unit\u00e0 Locale Socio Sanitaria) 10 del Veneto e perfezionato negli ultimi 10 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl direttore del Master, professor <strong>Matteo Balestrieri<\/strong> spiega che \u201cla Riabilitazione Psiconutrizionale Progressiva (RPP\u00ae) si fonda sulla ricerca di adesione a un percorso nutrizionale personalizzato e progressivo\u00a0attuato nell\u2019ambito di un pi\u00f9 vasto intervento sul \u201ccore\u201d psicopatologico dei DCA, dato che il 50% della utenza con DCA presenta una doppia diagnosi psichiatrica. La RPP\u00ae nasce dalla considerazione che patologie complesse richiedono trattamenti articolati e in grado di rispondere sia ai pensieri disfunzionali tipici dei DCA, sia ai comportamenti maladattativi, sia ai bisogni nutrizionali, sia alle richieste delle famiglie.\u2028In risposta alla necessit\u00e0 di trattamenti integrati abbiamo sviluppato un modello di riabilitazione psico-nutrizionale intensivo e multiprofessionale che unisce strategie di rialimentazione progressiva e individualizzata con interventi psicoterapeutici e psicosociali, il costante monitoraggio delle condizioni psicorganiche e, se necessario, la somministrazione di farmaci psicotropi.\u2028Il modello RPP\u00ae si propone di aggredire il nucleo psicopatologico nei DCA (ad esempio ricerca di magrezza, comportamenti bulimici e insoddisfazione corporea) operando sugli aspetti motivazionali dei pazienti in ogni passo del programma, attraverso la ricerca di una potente alleanza terapeutica che permetta l\u2019adesione a un percorso nutrizionale personalizzato e progressivo attuato nell\u2019ambito di un pi\u00f9 vasto intervento sul \u201ccore\u201d psicopatologico dei DCA\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa peculiarit\u00e0 del metodo RPP\u00ae \u00e8 la ripresa della \u201calimentazione spontanea\u201d basata sulla percezione della fame e della saziet\u00e0 (adeguata solo in situazione di normopeso), fondata sulla capacit\u00e0 di mangiare in un modo che provveda alla copertura dei fabbisogni nutrizionali, rispettosa dei gusti personali, delle tradizioni, delle fedi religiose, delle abitudini sociali del luogo e che avvenga con modalit\u00e0 compatibile e adeguata al contesto in cui ci si trova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tInfatti in questi anni sono stati trattati con questa metodica oltre 3.000 utenti ambulatoriali e circa 500 utenti in strutture residenziali ed \u00e8 stata adottata anche da altre strutture riabilitative e viene utilizzata in numerosi contesti ambulatoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl Master universitario si terr\u00e0 da maggio 2016 a novembre 2017 (venerd\u00ec e sabato, indicativamente un fine settimana al mese) presso la Clinica Psichiatrica dell\u2019Azienda Ospedaliero (SOC) \u2013 Universit\u00e0 di Udine e al Consorzio Friuli Formazione, con lo scopo di diffondere la conoscenza e la pratica di questo modello riabilitativo, attraverso lo sviluppo di una competenza molto pratica e strutturata per la gestione dei DCA sia a livello ambulatoriale che residenziale, attraverso lezioni frontali, laboratori interattivi e tirocini formativi in strutture dove la RPP\u00ae viene attuata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa domanda dev\u2019essere presentata o inviata entro il <strong>5 aprile 2016<\/strong>. Info: <a href=\"http:\/\/www.friuliformazione.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.friuliformazione.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riabilitazione Psiconutrizionale Progressiva<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-19390","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Riabilitazione Psiconutrizionale Progressiva","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19390"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19390\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}