{"id":19363,"date":"2016-03-11T00:00:00","date_gmt":"2016-03-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19363"},"modified":"2016-03-11T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-10T23:00:00","slug":"il-capitalismo-a-tre-dimensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-capitalismo-a-tre-dimensioni\/","title":{"rendered":"Il capitalismo a tre dimensioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tQuali sono gli atteggiamenti che prevalgono nella nostra societ\u00e0 rispetto al capitalismo? Qual \u00e8 il clima che si respira in questi anni di crisi, in un contesto di depressione economica e sociale di cui non si intravedono le modalit\u00e0 di superamento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tSi colgono segnali contrastanti, spesso conflittuali, che vanno dagli entusiasmi superficiali ai pessimismi irrazionali, come un pendolo impazzito che oscilla tra nostalgie dello Stato \u201cmamma\u201d, ansie riformatrici dello stesso, denigrazioni dell\u2019impresa privata ed esaltazione dell\u2019individualismo delle <em>start up<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIn base alle notizie della giornata c\u2019\u00e8 chi vede nel Capitalismo soltanto materialismo, egoismo, individualismo, mentre altri ne enfatizzano i valori etico culturali pluralistici e la capacit\u00e0 unica di assicurare la produzione continua di benessere sistemico, altri ancora gli oppongono visioni di tipo comunitario e solidaristico. Ma chi \u00e8 veramente solidale: un sistema collettivista o un sistema capitalista? Per provare ad abbozzare una risposta si dovrebbe chiarire la natura di un sistema capitalista ripercorrendo alcuni eventi storicamente a noi vicini, ricordando che lo stesso Marx riconobbe nel capitalismo nascente dell\u2019800 una delle forze che nella storia hanno generato promozione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tCon la caduta del Muro di Berlino fu proclamato il trionfo del capitalismo e l\u2019inevitabile avvento della democrazia occidentale. Si arriv\u00f2 a teorizzare la superiorit\u00e0 morale del capitalismo, in quanto contenitore dei germi dell\u2019altruismo. Fu proprio in quegli anni che inizi\u00f2 la nuova lunga marcia della Cina, oggi terza potenza economica mondiale. Anche quello cinese \u00e8 capitalismo? In quale accezione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tUna confusione di pensiero, ancora assai diffusa tra gli stessi addetti ai lavori, \u00e8 quella che tende a identificare economia di mercato ed economia capitalistica. Si tratta di un errore grossolano: l\u2019economia di mercato nasce alcuni secoli prima del capitalismo. Il capitalismo \u00e8 un ben preciso modello di ordine sociale, mentre il mercato \u00e8 un modello di regolazione della sfera economica. Esiste anche il capitalismo di Stato che, come nel caso cinese, cristallizza un modello di ordine sociale fondato sulla dicotomia tra leggi della produzione e leggi della distribuzione della ricchezza. Quando si tratta di produrre ricchezza non si deve guardare troppo per il sottile alla difesa dei diritti umani, al rispetto e all\u2019integrit\u00e0 morale delle persone; quando si giunge alla distribuzione della stessa occorre ricordarsi del legame che tiene uniti tutti i membri della societ\u00e0 e mettere in pratica logiche redistributive calate dall\u2019alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tTale dualismo \u00e8 presente in forme e intensit\u00e0 diverse anche in molte democrazie occidentali e pu\u00f2 minare alla base la legittimazione del capitalismo come modello di ordine sociale quando il profitto diventa obiettivo esclusivo, il fine ultimo \u00e8 di natura prettamente economica e viene contrapposto a fini sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa citata supposta superiorit\u00e0 morale del capitalismo portatore di germi altruistici viene quindi messa fortemente in discussione dalle condizioni che storicamente ne determinano la concretizzazione in ordinamenti sociali. Negli ultimi 25 anni, dal 1989, le cose sono infatti andate diversamente. Il mondo occidentale ha sperimentato cambiamenti allarmanti ed epocali a un tempo: la corruttela delle classi politiche accompagnata da pi\u00f9 o meno inquietanti livelli di corruzione nel mondo degli affari, la divaricazione tra finanza ed economia reale, l\u2019aumento delle disuguaglianze sociali, il declino e l\u2019arresto dei processi di mobilit\u00e0 sociale, la messa in discussione del <em>welfare state<\/em>, le migrazioni di massa frutto di conflittualit\u00e0 geopolitiche irrisolte, il riscaldamento globale, numerose promesse di evoluzione democratica svanite. Problematiche ben note a cui si \u00e8 tentato di dare delle risposte \u201cadditive\u201d: capitalismo sostenibile, capitalismo inclusivo, socialmente responsabile, capitalismo consapevole, e altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tSembrerebbe che con questi aggiustamenti il percorso trionfale del capitalismo possa riprendere. Non c\u2019\u00e8 dubbio che il capitalismo ha bisogno di essere ripensato a partire da una rinnovata centralit\u00e0 del bene comune e da una maggiore responsabilit\u00e0 sociale delle imprese. Ma la radice del problema sta pi\u00f9 in profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Il superamento del capitalismo duale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa nostra societ\u00e0 si fonda su due pilastri. Uno \u00e8 rappresentato dal <strong>settore pubblico <\/strong>e dai servizi per il bene comune, come l\u2019istruzione, la difesa, la sanit\u00e0, la sicurezza, le infrastrutture. L\u2019altro rappresenta le imprese del <strong>settore privato <\/strong>e le risorse che esso mobilita nell\u2019economia di mercato per la fornitura di beni e servizi. Almeno questa \u00e8 la visione nella percezione pi\u00f9 diffusa e comune. Ma c\u2019\u00e8 un terzo pilastro, poco visibile, scarsamente presente nei media, non urlato, che per\u00f2 svolge un ruolo fondamentale. Sta sullo sfondo ed \u00e8 quello che d\u00e0 profondit\u00e0 e sostegno alla nostra casa comune: due dimensioni da sole non sostengono un tetto, siano esse quella pubblica o quella privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa societ\u00e0 ha bisogno di una terza dimensione per l\u2019equilibrio complessivo. Alcuni lo chiamano <strong>terzo settore <\/strong>appunto, altri settore plurale, altri ancora \u201csociet\u00e0 civile\u201d o l\u2019ambito delle ONG e delle organizzazioni non-profit. Ma questa terza dimensione non ha la stessa rilevanza e legittimazione delle altre due, anche se comprende tutte quelle associazioni, molte basate su comunit\u00e0, che svolgono un ruolo importantissimo e complementare. E non sono di propriet\u00e0 n\u00e9 di investitori privati n\u00e9 dello Stato. \u00c8 sorprendente scoprire quotidianamente che ci sono tantissime persone che in silenzio si mettono al servizio di organizzazioni di volontariato, al fi ne di condividere i loro interessi comuni e perseguire i loro sogni comuni. Le loro motivazioni hanno natura non strumentale: si fa qualcosa per il significato o il valore intrinseco di quel che si fa e scaturiscono da una speciale passione, la passione per il bene comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl settore plurale \u00e8 enorme e di primo piano nella nostra vita. Lo viviamo sempre pi\u00f9 frequentemente e lo consideriamo quasi come un fenomeno scontato: dal far la spesa in una cooperativa locale all\u2019assistenza ai non vedenti, all\u2019accompagnamento dei bimbi a scuola, alla associazione sportiva locale, al gruppo di sostegno ai profughi e ai rifugiati. Eppure questo settore si perde in mezzo ai grandi dibattiti in corso: sinistra contro destra; nord contro sud; settore privato contro settore pubblico. Tutti contro tutti. In una societ\u00e0 sana, ciascuno dei tre settori coopera con gli altri due in uno sforzo di co-sviluppo equilibrato, contribuendo a un\u2019evoluzione congiunta e mutuamente controllata, adattando dinamicamente i propri confini per il bene comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Quando uno dei settori diventa dominante, la societ\u00e0 nel suo complesso soffre<\/strong>. Troppo potere nel settore pubblico si traduce spesso in dirigismo statale, dove lo statalismo invade e limita la sfera delle libert\u00e0 private. Molti regimi che hanno abbracciato e perseguito questa mono-dimensionalit\u00e0 sono crollati sotto il loro stesso insostenibile peso. Un settore privato senza bilanciamenti si traduce nelle disparit\u00e0 di reddito e di irresponsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa che stanno emergendo in molti Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tE anche un settore plurale troppo diffuso \u00e8 in grado di creare fenomeni di tipo populista in cui aggregazioni dal basso e gruppi di comunit\u00e0 prevalgono sulle altre. I periodi di progresso sociale ed economico sono contraddistinti da condizioni di equilibrio, anche solo temporaneo e frammentario, delle tre dimensioni. Cosa fare allora per promuovere uno sviluppo bilanciato delle 3D? In un mondo con le forze del settore privato cos\u00ec influenti e diffuse in ambito globale e con l\u2019emergere di potenti e nuovi capitalismi di Stato, il settore plurale deve e pu\u00f2 svolgere un ruolo centrale nel ripristino di condizioni di equilibrio. <strong>Bisogna favorire la propensione ad associarsi <\/strong>anche attraverso nuove forme di rappresentanza e di riconoscimento del valore sociale ed economico creato. C\u2019\u00e8 grande bisogno di intrapresa sociale per consentire al mercato di svolgere appieno il suo ruolo di regolatore dell\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa figura centrale di un terzo settore con forte legittimazione sociale \u00e8 rappresentata dall\u2019<strong>imprenditore sociale <\/strong>che non \u00e8 semplicemente un filantropo che dona parte del proprio reddito o del proprio tempo, ma \u00e8 tipicamente anche un imprenditore che pone risorse e know-how imprenditoriale al servizio di una causa di interesse collettivo. Quello che serve \u00e8 uno sforzo organizzativo comune, anche nella prospettiva di una maggiore istituzionalizzazione e legittimazione della terza dimensione, che condivida le innovazioni in ambito sociale e metta a fattor comune le migliori esperienze per dotare anche il settore plurale di quelle competenze e strumenti che consentano di diffonderne il successo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tMa anche questo non sar\u00e0 sufficiente se ciascuno di noi non si sente attore impegnato, almeno parzialmente, e soggetto non passivo. Possiamo lavorare nel settore privato e coinvolgerci nel settore pubblico, o viceversa, nelle dinamiche sempre pi\u00f9 articolate della nostra modernit\u00e0, ma gran parte della nostra vita \u00e8 vissuta nelle comunit\u00e0 e in modo diretto o indiretto nei pi\u00f9 diversi mondi associativi. Possiamo permetterci di non esserci?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Dedicato con affetto a Fausto Felli, caro amico e mentore recentemente scomparso, che mi ha trasmesso la sua passione per il bene comune con l\u2019esempio e l\u2019impegno per l\u2019innovazione sociale. Per anni Fausto si \u00e8 battuto a livello nazionale ed europeo per promuovere una maggiore equit\u00e0 della salute e trovare soluzioni sostenibili per garantire l\u2019accesso universale alla salute e alle cure a lungo termine.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Economia e terzo settore<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-19363","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Economia e terzo settore","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19363","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19363"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19363\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}