{"id":19332,"date":"2016-03-08T00:00:00","date_gmt":"2016-03-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19332"},"modified":"2016-03-08T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-07T23:00:00","slug":"lultimo-hippie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lultimo-hippie\/","title":{"rendered":"L&#8217;ultimo hippie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Magic bus <\/em>non \u00e8 solo il brano cantato da Pete Townshend, del gruppo rock britannico <em>The Who<\/em>. E neppure il <em>Magic Bus\u00a0<\/em>del romanzo \u201cNelle terre estreme\u201d di Jon Krakauer, poi riversato sul g rande schermo nel film \u201cInto the Wild\u201d di Sean Penn; ma piuttosto il simbolo di un\u2019epoca, lo stereotipo degli anni Sessanta che accompagnava migliaia di nuove generazioni verso l\u2019India, alla ricerca di emozioni forti, spesso psichedeliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn bus tutto colorato e dipinto con i fiori pi\u00f9 strani, che arrancava da Istanbul a Katmandu, attraverso una strada lunga 6.000 km. Si poteva viaggiare senza grossi problemi sull\u2019itinerario che ripercorreva la <em>Via della Seta<\/em>. Si partiva da Londra e Amsterdam (ma qualsiasi luogo andava bene), si oltrepassava la Jugoslavia, la Bulgaria (o la Grecia) fino ad arrivare a Istanbul, in Turchia. L\u2019<em>Hippie Trail<\/em>, la rotta della <em>beat generation<\/em>, cos\u00ec com\u2019era chiamata, partiva dalla metropoli turca e attraversava la Turchia, l\u2019Iran, l\u2019Afghanistan, il Pakistan e l\u2019India fino di arrivare in Nepal. Era necessario inerpicarsi sul leggendario <em>Khyber Pass<\/em>, un valico di confine tra il Pakistan e l\u2019Afghanistan, attraverso una stradicciola da brivido, stretta e impervia, con precipizi dappertutto. Peraltro, il luogo \u00e8 leggendario, si sono combattute battaglie risalenti all\u2019impero persiano e mongolo ed \u00e8 scenario dei racconti di Rudyard Kipling; tuttavia l\u2019accesso fu consentito fino al 1979, quando presero inizio la rivoluzione islamica e la guerra afghana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tA detta di molti viaggiatori, l\u2019<em>Hippie Trail <\/em>\u00e8 stata l\u2019ultima occasione per rivivere le atmosfere delle Mille e una notte in una scoperta di culture e civilt\u00e0. \u00c8 curioso sapere che la nota casa editrice australiana <em>Lonely Planet<\/em>, \u00e8 figlia di un <em>Hippie Trail<\/em>: i suoi fondatori Tony e Maureen Wheeler, dopo averlo percorso scrissero \u201cAcross Asia on the Cheap\u201d (\u201cAttraversare l\u2019Asia con quattro soldi\u201d), un diario di successo che avvi\u00f2 l\u2019editoria da viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo questo lungo itinerario la cultura <em>hippie <\/em>\u00e8 riuscita a espandersi in tutto il mondo, in particolare grazie all\u2019accostamento della musica rock, folk e blues, alle sceneggiature a tema, ai manifesti pubblicitari, alle copertine dei vinili e ai concerti rock. La sua arte ha avuto principalmente lo scopo di descrivere una meravigliosa esperienza estatica e spirituale, fra cui spiccava la vitalit\u00e0 e la ricchezza di energia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNe parliamo con <strong>Luciano Lunazzi <\/strong>il re di \u201cTacons\u201d e delle pillole sull\u2019<em>homo furlanus<\/em>, ultimo dei figli dei fiori della Carnia (di Cjalina di Dav\u00e2r \u2013 Chialina di Ovaro) che, dopo 25 anni in giro per il mondo, ha deciso di percorrere una nuova vita, quella dell\u2019artista, sentendo il bisogno di trasmettere i colori <em>hippie<\/em>. Le sue opere indicano chiaramente l\u2019intenzione di raccontare le esperienze vissute in viaggio. Il suo \u00e8 un linguaggio particolarmente originale che ricorre a una tecnica mista con l\u2019uso di pittura acrilica, del pennarello, di graffitismo e al collage di materiali di riciclo come pagine di riviste, dischi di vinile. Le sue principali opere sono: il <em>Magic Bus<\/em>, gli <em>Strange Cats<\/em>, i <em>Gelsi <\/em>e i <em>Flux kids<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Luciano Lunazzi, i suoi <\/strong><strong><em>Magic Bus <\/em><\/strong><strong>sono la metafora del senso di viaggiare. Una metafora strettamente legata alla sua vita\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abCi sono esperienze, nella vita, che aprono nuovi orizzonti e fanno scoprire nuovi traguardi. Ai miei tempi i giovani cercavano nell\u2019Oriente una guida spirituale per crescere in pace. Io, nel 1975, girovagavo fra l\u2019Iran, l\u2019Afghanistan, il Pakistan e l\u2019India. Non avevo una patente, n\u00e9 tanto meno soldi e per muovermi utilizzavo il <em>Magic Bus <\/em>oppure il treno. Mezzi di trasporto che mi sono rimasti indelebilmente impressi. Peraltro ricordo volentieri la rete ferroviaria indiana, una tra le pi\u00f9 estese al mondo, che emanava un fascino del tutto particolare e unico e sembrava racchiudere dentro di s\u00e9 l\u2019India, con tutti i suoi umori, colori, odori. Quando aprivo il finestrino la fuliggine della locomotiva mi penetrava addosso, ma poteva capitarmi anche peggio. Come quando restai seduto sul tetto di un treno per ben 36 ore. Il <em>Magic Bus <\/em>\u00e8 un percorso artistico che rappresenta il senso del viaggiare, ed \u00e8 forse l\u2019espressione pi\u00f9 importante della mia vita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Quanti Paesi ha visitato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abTanti\u2026 Nel 1975 sono partito per l\u2019<em>Hippie Trail<\/em>. Ho visitato i Balcani, la Grecia, la Turchia, l\u2019Iran, l\u2019Afghanistan, il Pakistan, l\u2019India e il Nepal. Ricordo che le agenzie chiedevano uno sproposito per viaggiare e io con quei soldi ci campavo dodici mesi in India; cos\u00ec era pi\u00f9 economico partire da soli. Successivamente ho viaggiato in Norvegia, in Svezia, in Finlandia, in Australia, in Indonesia, in Thailandia, in California, in Messico, nel nord Africa, in Germania e in Spagna. Entrando nel dettaglio: dal 1980 al 1988 ho vissuto a San Francisco, negli Stati Uniti; nel 1991 ho fatto la stagione estiva sulla riviera romagnola in Italia; poi sono partito per le isole greche. Pi\u00f9 tardi, dal 1993 al 1996, ho fatto l\u2019aiuto cuoco in Germania. Infine \u00e8 arrivata la Spagna, un posto davvero speciale: vivevo a Ibiza, un\u2019isola strepitosa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Qual era il suo segreto per viaggiare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abLavorare nei Paesi ricchi e viaggiare nei Paesi poveri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>In tutto questo peregrinare com\u2019\u00e8 giunto all\u2019arte pop?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abSono un autodidatta e provengo da esperienze psichedeliche; sono arrivato all\u2019arte andando in giro per il mondo. Ricordo mia nonna che coltivava 120 tipi di erbe anche se non era mai uscita da Ovaro. Tuttavia quando ero bambino mi sentivo oppresso e avevo bisogno di scoprire il mondo. Nel 1959, a 7 anni, fui costretto a seguire i miei genitori a Neuch\u00e2tel, in Svizzera, ma ebbi l\u2019opportunit\u00e0 di iscrivermi alla scuola di pasticcere. Nel corso dei miei viaggi ho apprezzato la Pop Art, l\u2019Iperrealismo e i lavori di Keith Harring, di Jean Michel Basquiat e di Andy Warhol. Coerentemente con il messaggio della Pop Art, che predilige l\u2019impiego di materiali poveri e di riciclo, realizzo le mie opere esclusivamente con cartoni usati, dischi di vinile e ritagli di giornale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Quando \u00e8 stato illuminato dalla pittura?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abA 42 anni a Bonn, nella Renania Settentrionale &#8211; Vestfalia. Abitavo di fronte alla casa di Ludwig van Beethoven e facevo l\u2019aiuto cuoco, ma avevo tante cose in testa. Bonn era ancora la capitale della Germania prima dell\u2019unificazione con quella dell\u2019Est. Poi la citt\u00e0 spar\u00ec assieme al muro di Berlino nelle conseguenze secondarie della storia. Non ero ancora un pittore n\u00e9 un artista, ma sentivo che avevo qualcosa dentro. Poi, nel 1996 sono arrivato in Spagna e qui ho iniziato a dipingere paesaggi fantasiosi. Nel 2004, con mia grande gioia, sono ritornato in Friuli. Un\u2019illuminazione che mi ha portato a capire finalmente quello che volevo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Del suo <\/strong><strong><em>Hippie Trail <\/em><\/strong><strong>cosa ricorda in particolare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abAl <em>Pudding Shop <\/em>di Istanbul &#8211; tappa obbligata per chi volesse compiere il \u201cgrande salto\u201d per arrivare in India &#8211; mi ricordo un turco che sembrava un lottatore di sumo e si fumava un cannone. Esisteva una bacheca affissa al muro per quanti cercassero un passaggio per raggiungere Kabul, in auto o su furgone Volkswagen modello T1 o T2. Chi partiva sarebbe diventato l\u2019ultimo viaggiatore romantico del pellegrinaggio verso l\u2019Oriente. Poi sono arrivati gli aerei e i treni super veloci\u2026\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>E in quel <\/strong><strong><em>Pudding Shop <\/em><\/strong><strong>cosa successe?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abConobbi due toscani che volevano andare a Teheran, in Iran, allora governato dallo Sci\u00e0 di Persia. Soldi non ne avevamo e quei pochi in tasca dovevamo spenderli per realizzare i nostri sogni fatti di viaggi, divertimenti ed evasioni. A bordo di una Ford Taunus li accompagnai al confine con l\u2019Afghanistan. Ma l\u2019auto era ridotta malissimo con le portiere bloccate, i finestrini cigolanti e le molle sui sedili. Cos\u00ec, non rest\u00f2 altro che abbandonarla alla frontiera\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>In Australia invece and\u00f2 peggio\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abAvevo il visto in scadenza e l\u2019ufficio immigrazioni mi costrinse a partire. Cosicch\u00e9 m\u2019imbarcarono sul primo aereo \u00a0disponibile. Il 26 luglio 1990 raggiunsi Singapore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Torniamo al presente: 91 mila contatti sul web con i suoi <\/strong><strong><em>Tacons \u2013 Supposte di Friulano<\/em><\/strong><strong>. Sembra che la rete sia divenuta la continuazione del suo viaggio in giro per il mondo. Qual \u00e8 il segreto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abPer me \u00e8 stato abbastanza semplice: ho usato la spontaneit\u00e0 che mi ha sempre contraddistinto. Inoltre parlando sufficientemente bene cinque lingue ho potuto confrontarmi con popoli e culture. Attraverso il viaggio ho imparato l\u2019arte della comunicazione che adesso metto in pratica sui social network. D\u2019altronde <em>Facebook <\/em>e <em>YouTube <\/em>sono una finestra sul mondo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Da dov\u2019\u00e8 iniziato il suo successo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abSenz\u2019altro con <em>L\u2019uomo di Cartone<\/em>, un video documentario del regista Andrea Scalone che mi ha consacrato su <em>Facebook<\/em>. Ma anche <em>O\u2019 Rey<\/em>, un orologio dedicato al bomber Tot\u00f2 Di Natale, che con l\u2019uso di messaggi subliminali, intendeva mettere al bando il trasferimento di <em>O\u2019 Rey <\/em>Di Natale alla Juventus. Che alla fine rimase a Udine\u2026\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Siamo arrivati alla conclusione. Se Luciano Lunazzi dovesse partire per un altro viaggio dove andrebbe?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abIn Argentina, non ci sono ancora stato. Quando potevo andarci comandava la dittatura, ma per mia scelta non ho mai visitato Paesi autocratici\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luciano Lunazzi<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":19333,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-19332","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1-300x188.webp",300,188,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",300,188,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",474,297,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",391,245,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",300,188,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",478,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1.webp",250,157,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13201-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Luciano Lunazzi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19332","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19332"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19332\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19333"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}