{"id":19276,"date":"2016-02-29T00:00:00","date_gmt":"2016-02-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19276"},"modified":"2016-02-29T00:00:00","modified_gmt":"2016-02-28T23:00:00","slug":"nuove-tecnologie-da-trieste-uno-studio-per-diminuire-gli-sprechi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/nuove-tecnologie-da-trieste-uno-studio-per-diminuire-gli-sprechi\/","title":{"rendered":"Nuove tecnologie, da Trieste uno studio per diminuire gli sprechi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl platino \u00e8 uno dei costosi metalli usati come catalizzatori nelle nuove tecnologie che servono per i processi chimici industriali, le fonti di energia rinnovabile, la riduzione dell\u2019inquinamento e tanto altro ancora. In particolare, viene usato per le celle a combustibile, dispositivi che trasformano l\u2019energia chimica in elettrica, senza passare attraverso la combustione. La ricerca dimostra che l\u2019efficienza maggiore si ottiene quando il catalizzatore \u00e8 disponibile in forma di nano-particelle (sotto la dimensione di 10<sup>-9<\/sup>\u00a0m). In parole povere, pi\u00f9 il materiale \u00e8 disperso e piccole sono le particelle, pi\u00f9 \u00e8 disponibile per il processo di catalisi. Purtroppo, le leggi della termodinamica spingono le particelle ad \u201cappiccicarsi\u201d le une alle altre formando aggregati pi\u00f9 grandi e questo \u00e8 il motivo per cui il materiale con il passar del tempo diventa pi\u00f9 scadente. Come fare per mantenere la \u201cnanopolvere\u201d massimamente dispersa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn gruppo di scienziati SISSA\/CNR IOM (con la collaborazione dell\u2019Univerzita Karlova di Praga) ha studiato il modo di produrre granuli di platino cos\u00ec piccoli da essere costituiti da un solo atomo e di mantenerli dispersi in maniera stabile, sfruttando le propriet\u00e0 del substrato sul quale poggiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cIl lavoro teorico ha dimostrato che le discontinuit\u00e0 del substrato chiamate step (gradini), osservate negli esperimenti effettuati presso Sincrotrone Trieste, tendono ad attirare le nanoparticelle e a disgregarle, facendo si che vi restino letteralmente attaccate in forma atomica\u201d, spiega <strong>Stefano Fabris<\/strong>, ricercatore CNR-IOM\/SISSA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cLe particelle incollate ai gradini non erano pi\u00f9 visibili nemmeno con il microscopio a risoluzione atomica\u201d spiega <strong>Nguyen-Dung Tran<\/strong>, uno studente di PhD della SISSA. \u201cTuttavia, la loro presenza veniva rilevata dalla spettroscopia: quindi c\u2019erano, ma non erano pi\u00f9 libere di muoversi e invisibili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cLe nostre simulazioni al computer hanno risolto questo dilemma, dimostrando che le particelle sugli step si riducono a singoli atomi\u201d aggiunge <strong>Matteo Farnesi Camellone<\/strong> (CNR-IOM), altro autore del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cSe la superficie viene ingegnerizzata creando un gran numero di questi difetti, allora la forza che \u00e0ncora le particelle al substrato contrasta efficacemente quella di aggregazione\u201d spiega Fabris. Il lavoro teorico, coordinato da Fabris, ha permesso di formulare un \u201csistema modello\u201d al computer in grado di prevedere il comportamento del materiale. Le previsioni del modello sono state confermate dalle misure sperimentali. Materiali come questo possono essere utilizzati per gli elettrodi delle celle a combustibile, con costi molto inferiori a quelli attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cRidurre la quantit\u00e0 di platino usata negli elettrodi delle celle a combustibile \u00e8 prioritario, non solo per ridurre i costi ma anche in una prospettiva di sostenibilit\u00e0 ambientale, come indicano anche le le recenti direttive europee\u201d conclude Fabris. Il progetto europeo ChipCat, che ha finanziato questa ricerca, \u00e8 mirato proprio a questo scopo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aumenta l\u2019efficienza dei catalizzatori<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-19276","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Aumenta l\u2019efficienza dei catalizzatori","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19276"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19276\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}