{"id":19197,"date":"2016-02-15T00:00:00","date_gmt":"2016-02-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19197"},"modified":"2016-02-15T00:00:00","modified_gmt":"2016-02-14T23:00:00","slug":"consegnati-i-premi-friul-etica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/consegnati-i-premi-friul-etica\/","title":{"rendered":"Consegnati i premi &#8220;Friul-Etica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Don Tarcisio Bordignon<\/strong>, il \u201cparroco degli ultimi\u201d, <strong>Giada Rossi<\/strong>, atleta paralimpica di tennis tavolo, <strong>Pina Raso<\/strong>, presidente Universit\u00e0 LiberEt\u00e0 di Udine e, alla memoria, <strong>Sebastiano Marzona<\/strong>, sono le quattro personalit\u00e0 che hanno ricevuto i premi Friul-Etica 2015 a cura dell\u2019Associazione Euretica in collaborazione con Comitato Friul Tomorrow 2018, Fondazione Crup, Unione nazionale consumatori di Udine e Siram Spa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tHanno consegnato i premi: <strong>Enrico Pizza<\/strong>, Assessore alla Mobilit\u00e0 e all&#8217;Ambiente del Comune di Udine, <strong>Marco Maria Tosolini<\/strong>, componente CDA Fondazione Crup, <strong>Flavio Pressacco<\/strong> e <strong>Daniele Damele<\/strong> dell\u2019associazione Euretica e la dirigente scolastica dell\u2019Istituto Stringher <strong>Anna Maria Zilli<\/strong>, presenti anche <strong>Valentino Pizzone<\/strong>, <strong>Milica Vasic<\/strong>, <strong>Alessandro Scarbolo<\/strong> e molte altre persone che hanno plaudito ai quattro premiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tEcco le motivazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>PINA RASO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPina Raso ha un\u2019infinita esperienza a livello europeo e una grande rete di conoscenze. Oltre ad un curriculum chilometrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 presidente dell&#8217;Universit\u00e0 delle LiberEt\u00e0 del Fvg, ed \u00e8 stata eletta Ambasciatrice dell&#8217;educazione degli adulti dall&#8217;Agenzia Nazionale Erasmus Plus, il programma dell&#8217;Unione Europea per l&#8217;istruzione e la formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tChe la sua figura fosse scelta tra le tante candidate per ricoprire questo ruolo non poteva essere una sorpresa per chi la conosce. Insieme alla presidente e fondatrice dell&#8217;Universit\u00e0 delle LiberEt\u00e0, ente ormai diventato punto di riferimento non solo per Udine ma anche a livello europeo, ci saranno per l&#8217;Italia un&#8217;altra decina di ambasciatori, il cui compito sar\u00e0 quello di fungere da moltiplicatori delle iniziative e dei progetti legati alla formazione degli adulti in tutto il territorio nazionale. Non \u00e8 escluso per\u00f2 che poi la disseminazione degli eventi si allarghi a livello internazionale, visto che l&#8217;Erasmus Plus \u00e8 un programma dell&#8217;Unione Europea e la ricerca di questi ambasciatori \u00e8 strettamente legata al lancio della piattaforma elettronica &#8220;Epale&#8221;, una community online multilingue -fortemente voluta dalla commissione europea- per i professionisti del settore dell&#8217;apprendimento degli adulti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa piattaforma \u00e8 il principale punto di riferimento per chi si occupa di formazione degli adulti in Europa e questo porta l&#8217;Universit\u00e0 delle LiberEt\u00e0 a ricoprire un ruolo ancora pi\u00f9 centrale a livello nazionale e internazionale in questo settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUdine, ancora una volta, \u00e8 cos\u00ec, grazie all&#8217;ente presieduto da Raso, al centro di iniziative riguardanti la formazione permanente. Progetti non solo dal respiro nazionale, ma anche europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDa Udine all&#8217;Europa, il ponte per la formazione permanente passa ancora una volta attraverso l&#8217;Universit\u00e0 delle LiberEt\u00e0 di Pina Raso, un fiore etico all\u2019occhiello del Friuli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>GIADA ROSSI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tGiada Rossi \u00e8 una ragazza che a 21 anni ha gi\u00e0 dimostrato una forza di volont\u00e0 straordinaria. Dote che lei stessa tiene a definire \u00abtipicamente friulana\u00bb. La storia di Giada \u00e8 davvero irresistibile. Un inno all&#8217;ottimismo, alla voglia di vivere. Una rivincita sul destino. Una lezione di coraggio. L&#8217;atleta paralimpica di Zoppola, nata a San Vito al Tagliamento il 24 agosto 1994. era una giovanissima promessa della pallavolo quando il 2 agosto 2008, a pochi giorni dal quattordicesimo compleanno, tuffandosi nella piscina di casa sub\u00ec una lesione vertebrale, che l&#8217;ha immobilizzata dal busto in gi\u00f9. Dopo un lunghissimo percorso di riabilitazione al Gervasutta \u00e8 riuscita a diplomarsi al liceo di Pordenone, con 100 centesimi, nel luglio del 2013 e si \u00e8 iscritta all&#8217;universit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMa soprattutto, spezzato il sogno della pallavolo, Giada ha saputo trovare proprio nello sport la fonte primaria per alimentare la sua forza di volont\u00e0. Ha cominciato a praticare il tennis tavolo e quel talento atletico affiorato sotto rete ai tempi del volley \u00e8 tornato a risplendere grazie alla racchetta. Gareggiando per la Polisportiva San Giorgio, \u00e8 diventata un&#8217;autentica stella del tennis tavolo paralimpico, un&#8217;atleta di punta della nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo i successi del 2015 (un oro e un argento agli Europei under 21 e un bottino analogo al Belgium open in autunno) ora c\u2019\u00e8 il sogno a cinque cerchi, le Paralimpiadi di Rio, a settembre 2016. Giada sostiene d\u2019essere orgogliosa di essere nata e cresciuta in questa terra e di sentirsi profondamente legata alle sue radici. Nel suo carattere c\u2019\u00e8 tanto della gente friulana: la forza di volont\u00e0, la caparbiet\u00e0, la consapevolezza dell&#8217;importanza che rivestono lavoro e impegno quotidiano l\u2019etica. Ma anche e soprattutto la voglia di vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuella voglia di vivere che le ha fatto superare tante difficolt\u00e0 e che le permette di guardare con fiducia al futuro. A Rio sar\u00e0 la portabandiera del Friuli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>SEBASTIANO MARZONA (alla memoria)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl Friuli nel 2015 ha perso un altro personaggio importante: Sebastiano Marzona di 93 anni. Lucido e attivo fino all&#8217;ultimo, si sentiva, per\u00f2, vicino al termine della vita, visto che da alcuni giorni sembrava avvertire che qualcosa non andasse, tanto da fargli dire al nipote, Umberto: \u00abNon so se riuscir\u00f2 a festeggiare il mio prossimo compleanno\u00bb. Sebastiano Marzona, nato a Verzegnis nel 1921, ha lasciato profonde tracce non soltanto nel mondo dell&#8217;economia friulana, ma anche in quello dello sport. Laureatosi dottore commercialista nel 1955, un po&#8217; in ritardo a causa delle vicissitudine della guerra, \u00e8 entrato subito come socio nello studio professionale aperto da suo fratello Oviedo, nel quale lavorava gi\u00e0 da alcuni anni. \u00c8 stato sempre protagonista nella sua professione che ha praticato pienamente fino a oltre 80 anni e per la quale ha continuato a rivestire ruoli importanti di sindaco, in alcune societ\u00e0, fino a circa cinque anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel 2004 aveva subito il dolore di perdere la moglie Maria Teresa. Ma dalla maggior parte della gente \u00e8 stato conosciuto specialmente per il suo costante e appassionato impegno sportivo. Revisore del conti dell&#8217;Udinese Calcio nell&#8217;era Bruseschi, \u00e8 stato presidente del collegio sindacale della societ\u00e0 bianconera nei primi anni della gestione Pozzo. Per\u00f2 il suo nome \u00e8 stato legato soprattutto alle vicende dell&#8217;Associazione Pallacanestro Udinese di cui \u00e8 stato consigliere dal 1960 e presidente dal 1962 al 1968 accompagnando il passaggio dapprima alla sponsorizzazione Snaidero e poi al cambio che ha dato la propriet\u00e0 al gruppo di Majano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tEd \u00e8 stato presente anche quando la societ\u00e0 arancione ha deciso di ritirarsi gradualmente dal mondo del basket accompagnandone le vicende, dal 1979 al 1983, dapprima come consigliere reggente e poi di nuovo come presidente, inizialmente con la sponsorizzazione Mobiam e poi con quella Tropic. Della Pallacanestro Udinese \u00e8 poi diventato presidente onorario e, sempre per la sua attivit\u00e0, \u00e8 stato insignito della Stella al merito sportivo del Coni nel 1986.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMolto generoso e sensibile, spesso senza metterlo in mostra, istintivo, combattivo e sanguigno, \u00e8 stato anche sportivo attivo. A 87 anni ha vinto la sua ultima gara di sci nella categoria master, ma nella vita ha praticato anche il calcio, la pallacanestro, la caccia e la pesca subacquea. Ed eccelleva anche nei giochi tradizionali di briscola, tressette, terziglio e morra del cui Circolo era stato uno dei soci fondatori. Amante della Carnia e del suo paese natale, tornava spesso nella casa di Verzegnis e ha partecipato, come giurato, alle attribuzioni dei &#8220;Gnaus d&#8217;aur&#8221;, un premio dedicato a chi da quel paese della Carnia \u00e8 andato nel mondo ottenendo grandi successi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLe star della pallacanestro del passato, commercialisti e imprenditori: in almeno duecento hanno dato l&#8217;ultimo saluto a Sebastiano Marzona \u201cl&#8217;uomo che faceva della fierezza e dell\u2019etica le sue caratteristiche principali\u201d, era un galantuomo, un uomo straordinario\u00bb, la bandiera del basket friulano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tEra un uomo di sport, ma anche un grande maestro di vita che cercava di non mostrare tutte queste sue qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tFlavio Pressacco era allenatore ai tempi della seconda presidenza di Marzona, dal 1979 al 1983. \u00abCon la sua scomparsa ci sentiamo pi\u00f9 soli \u2013 ha detto Pressacco \u2013 perch\u00e9 Marzona ha fatto parte di uno sport che ora non esiste pi\u00f9. Era onesto, etico e diretto con le persone. Portava dentro di s\u00e9 la fierezza e l&#8217;orgoglio friulano e carnico\u00bb. Tantissimi i ricordi. \u00abEra fiero della sua laurea in economia e commercio conseguito nel dopoguerra \u2013 ha continuato Pressacco \u2013; era fiero dei suoi esami portati avanti durante il conflitto mondiale; era fiero della sua professione di commercialista; era fiero delle sue doti di sciatore, grazie alle quali a 87 anni aveva vinto la sua ultima gara nella categoria master; era fiero dei suoi allenatori e giocatori di basket che trattava come suoi figli; ed era fiero anche delle sue cariche come presidente onorario\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tA Sebastiano va un grazie per quanto ha fatto per il basket udinese e a lui accomuniamo Giulio Melilla, che per nove anni \u00e8 stato capitano della squadra presieduta da Marzona, un altro galantuomo che voleva bene allo sport e che ci ha lasciato pochi giorni fa. I nomi di Marzona e Melilla resteranno per sempre legati agli anni gloriosi del basket udinese. Se ne sono andate due bandiere, uomini che hanno legato la loro passione a una citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tHa ritirato il premio, su delega della famiglia, l\u2019amico di famiglia e stretto collaboratore nel settore della pallacanestro, Nicola Larocca, componente del Consiglio Direttivo e accompagnatore della prima squadra dell\u2019APU in alcuni anni della Presidenza di Sebastiano Marzona 1979-80 e 1980-81.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>DON TARCISIO BORDIGNON<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDon Tarcisio Bordignon arriv\u00f2 a Baldasseria all&#8217;et\u00e0 di 33 anni per rimanere nella canonica di San Pio X sino a pochi mesi fa \u00e8 da tutti definito e conosciuto come il &#8220;parroco degli ultimi&#8221;. \u00c8 stato parroco di Baldasseria dal 1966 al 2014. Sono stati 48 anni in cui il prelato palmarino ha visto cambiare la citt\u00e0 e il quartiere, ha dato vita al centro umanitario &#8220;Pellegrini per la vita&#8221;, alla cooperativa di traslochi &#8220;Cif e Zaf&#8221; e alla prima comunit\u00e0 neocatecumenale di Udine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tParroco anticonformista e lontano dagli schemi classici della dottrina cattolica, per la sua opera \u00e8 stato spesso descritto come un personaggio scomodo ai vertici ecclesiastici e anche agli stessi abitanti del quartiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cQuando sono arrivato qui, da Tarcento, &#8211; racconta don Tarcisio \u2013 quelle di Baldasseria erano ancora vie dove si percepiva un&#8217;atmosfera rurale con la presenza di tanti contadini. Erano gli anni dell&#8217;espansione edilizia e della realizzazione delle abitazioni dei ferrovieri che con il loro Dopolavoro rappresentavano il principale centro di socialit\u00e0 del quartiere. Dopo il terremoto, invece, \u00e8 cambiato tutto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tHa sempre concepito il ruolo di parroco come un servizio per gli altri, specialmente per i meno fortunati, cercando contemporaneamente di creare un polo di aggregazione che potesse mettere insieme le diverse individualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCos\u00ec \u00e8 nato il centro &#8220;Pellegrini per la vita&#8221;, ma non solo. Tra il 1968 e il 1970 ha contribuito a far sorgere la scuola materna Erminia Linda e l&#8217;asilo nido correlato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPoi ha completato il campo sportivo di via Valente e fatto nascere il Donatello, la sezione locale dell&#8217;associazione friulana donatori di sangue e anche il centro per diversamente abili in via Piutti. Senza dimenticare la chiesa vera e propria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tHa sempre basato la sua vita sul concetto di come un tetto sulla testa, un letto dove dormire e un piatto caldo non si debbano negare mai a nessuno. Qui tutto \u00e8 cominciato con la &#8220;Casa Nogara&#8221; e i suoi sei appartamenti in cui venivano ospitate una quarantina di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIn seguito fu utilizzata la struttura dell&#8217;ex cappella per trasformarla in quel centro di accoglienza rimasto tale sino al 2012 quando \u00e8 stato ceduto alla Caritas. Aperto a tutti, italiani e stranieri, e sempre in maniera del tutto spontanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel 1985, poi, arriva l&#8217;idea della cooperativa di traslochi &#8220;Cif &#038; Zaf&#8221;, perch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 pastorale di don Tarcisio deve essere qualcosa di attivo che possa aiutare le persone sia spiritualmente sia concretamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa cooperativa \u2013 ancora operante \u2013 \u00e8 stata voluta per dare lavoro a chi ne aveva bisogno e come emanazione di una parrocchia &#8220;viva&#8221; che si sviluppava anche nelle attivit\u00e0 di villa Ostenda a Grado e di casa Gioiosa a Mione di Ovaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel 1971 fonda la prima comunit\u00e0 neocatecumenale della citt\u00e0 di Udine. Una comunit\u00e0 che ha aiutato tantissime persone a risollevarsi dalla miseria morale, spirituale e materiale in cui si trovavano. Adesso ci sono cinque realt\u00e0 che, di anno in anno, realizzano le catechesi per adulti e giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCi sono, infatti, tanti esempi di ragazzi e ragazze che hanno deciso di mettersi al servizio degli ultimi in un mondo sempre pi\u00f9 individualista e che, invece, avrebbe il disperato bisogno di esperienze di vita comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDon Tarcisio Bordignon lancia un appello etico di grande livello affermando che \u201cla riduzione di ogni cosa alla sfera della soggettivit\u00e0 totale e l&#8217;indifferenza stanno uccidendo le nuove generazioni che si trovano anche a fare i conti con una vita sempre pi\u00f9 dura e difficile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019antidoto? Porsi a disposizione degli ultimi, specialmente degli anziani e degli ammalati per cercare di tenerli in contatto con le altre persone e farli sentire ancora parte di una comunit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura dell&#8217;Associazione Euretica<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":19198,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-19197","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1-300x199.webp",300,199,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",300,199,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",300,199,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",453,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12967-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"A cura dell'Associazione Euretica","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19197","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19197"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19197\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19198"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}