{"id":19178,"date":"2016-02-10T00:00:00","date_gmt":"2016-02-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19178"},"modified":"2016-02-10T00:00:00","modified_gmt":"2016-02-09T23:00:00","slug":"sequenziata-la-zostera-marina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/sequenziata-la-zostera-marina\/","title":{"rendered":"Sequenziata la Zostera marina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019Universit\u00e0 di Udine ha partecipato, con un consorzio di ricerca internazionale, al sequenziamento del genoma della Zostera marina, pianta acquatica molto diffusa lungo le coste del Friuli Venezia Giulia e nel nord degli oceani Atlantico e Pacifico.\u00a0Per le sue caratteristiche genetiche la Zostera rappresenta un modello di studio evoluzionistico ideale per comprendere l\u2019impatto del cambiamento climatico sulle piante.\u00a0I risultati della ricerca sono stati pubblicati nell\u2019ultimo numero della rivista scientifica internazionale <em>Nature<\/em>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSono state sequenziate le circa 200 milioni di basi di DNA del genoma della Zostera, cio\u00e8 sono state estratte e ordinate tutte le informazioni genetiche che contribuiscono all\u2019essere della pianta. Ora queste informazioni devono essere interpretate per studiare le istruzioni biologiche che contengono e comprendere cos\u00ec i processi implicati nell\u2019adattamento delle piante, anche quelle di interesse agronomico, a un clima in cambiamento.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bXxtJE6cob4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il video del progetto \u00e8 disponibile on line<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa pianta rappresenta un gruppo di specie originate dalle alghe marine primitive, poi evolute come piante terrestri per poi cambiare nuovamente habitat ritornando al mare. Questa successione ha comportato una serie di adattamenti ecologici, per esempio in relazione alla mutata salinit\u00e0 dell\u2019ambiente, alle diverse condizioni di luce o di disponibilit\u00e0 di gas necessari alla vita. Il genoma, contenendo le istruzioni (geni) che regolano l\u2019interazione della pianta con l\u2019ambiente, conserva traccia di questi cambiamenti che ora potranno essere studiati utilizzando il genoma della Zostera.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLe ampie distese sommerse della pianta rivestono un ruolo di grande importanza nell\u2019ecologia costiera, nella conservazione della biodiversit\u00e0 marina, nel supporto a specie marine di elevato valore economico e nell\u2019azione anti-erosiva durante le mareggiate autunno-invernali. Nota anche per gli accumuli di foglie filamentose lungo le spiagge nel periodo primaverile-estivo, la Zostera marina, imparentata con la Posidonia, \u00e8 anche una fonte preziosa di biomassa e biomateriali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019Universit\u00e0 di Udine, con il dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, e la Stazione zoologica \u201cAnton Dohrn\u201d di Napoli sono gli unici partner italiani del progetto di sequenziamento della Zostera. Il gruppo di ricerca dell\u2019Ateneo friulano \u00e8 rappresentato da <strong>Emanuele De Paoli<\/strong>, ricercatore di genetica agraria. Lo studio, durato otto anni, ha coinvolto una trentina di atenei e centri di ricerca europei e di Arabia Saudita, Stati Uniti e Sud Africa, coordinati dall\u2019Universit\u00e0 di Groningen (Paesi Bassi). Il progetto \u00e8 stato finanziato principalmente dal Dipartimento dell\u2019Energia degli Stati Uniti e dal VII programma quadro dell\u2019Unione europea, mentre diversi enti nazionali, tra i quali il Ministero dell\u2019istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca per l\u2019Italia, hanno supportato specifiche sezioni. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019Ateneo friulano \u00e8 stato coinvolto assieme all\u2019Universit\u00e0 del Delaware (Stati Uniti), con il laboratorio guidato da <strong>Pamela Green<\/strong>, per le sue competenze sui geni specifici che dirigono la sintesi dei microRNA. Si tratta di piccole molecole di composizione chimica simile al DNA che regolano il flusso di istruzioni dal genoma alle proteine. Lo studio condotto dai due gruppi di ricerca ha permesso di identificare geni di microRNA di Zostera finora sconosciuti che suggeriscono nuovi circuiti di regolazione genica. In particolare, la ricerca ha identificato il microRNA a oggi pi\u00f9 antico presente nell\u2019antenato comune di tutte le piante monocotiledoni, che comprendono, oltre alla Zostera, tutti i cereali, la banana e altre specie affini.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abLa funzione precisa di questo microRNA \u2013 spiega De Paoli \u2013 rimane ancora elusiva, ma informazioni preliminari e la sua peculiare collocazione lungo l\u2019albero evolutivo lo rendono un oggetto di studio particolarmente interessante per il futuro. Il genoma sequenziato \u00e8 come un libro che diventa improvvisamente fruibile a tutti, ma che ora richiede di essere interpretato per capire esattamente le istruzioni biologiche in esso contenute\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studio internazionale con l&#8217;Universit\u00e0 di Udine<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-19178","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Studio internazionale con l'Universit\u00e0 di Udine","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19178"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19178\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}