{"id":19097,"date":"2016-01-27T00:00:00","date_gmt":"2016-01-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19097"},"modified":"2016-01-27T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-26T23:00:00","slug":"larmonia-tra-suolo-e-acqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/larmonia-tra-suolo-e-acqua\/","title":{"rendered":"L&#8217;armonia tra suolo e acqua"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La bonifica: azione perenne per la difesa del territorio<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tSuolo e acque hanno costituito da sempre un binomio essenziale, il pi\u00f9 delle volte armonico e fecondo, ma anche difficile e tormentato. La gestione di tale binomio si identifica con la bonifica, una delle attivit\u00e0 umane pi\u00f9 antiche, la cui evoluzione ha accompagnato, passo dopo passo, il lungo cammino dell\u2019uomo nel suo approccio con il contesto che lo ospitava, per renderlo produttivo e meno infido, per consentire i diversi insediamenti, per difendere e valorizzare l\u2019ambiente e il paesaggio.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tBonifica \u00e8, dunque, sinonimo di <em>bonum facere<\/em>, cio\u00e8 rendere buono quello che buono non \u00e8, ma che pu\u00f2 diventarlo con opportuni provvedimenti. Nei decenni a cavallo tra Ottocento e Novecento si fece gradualmente strada il convincimento che il solo risanamento idraulico non risolveva i problemi delle terre malsane e che lo stesso andava integrato con decisi interventi di carattere igienico-sanitario (campagne antimalaria), con razionali sistemazioni dei suoli e appoderamenti, e con l\u2019inserimento di infrastrutture e servizi per le comunit\u00e0. Prese corpo, allora, un efficace fermento legislativo, che port\u00f2 alla promulgazione della legge quadro sulla materia, il Testo Unico R.D. n. 215\/1933 <em>Nuove norme per la bonifica integrale<\/em>. Un provvedimento tutt\u2019ora vigente nel suo impianto di indirizzo, pur con taluni adeguamenti e il supporto della normativa regionale, che ha assegnato alla bonifica una rilevanza globale, giuridicamente qualificabile come funzione e, con l\u2019attributo di integrale, un ampio campo di operativit\u00e0 nella convergenza tra interesse pubblico e obiettivo privatistico, sia sotto il profilo delle scelte programmatiche che della loro esecuzione.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa bonifica cos\u00ec intesa comprende, pertanto: il mantenimento del delicato equilibrio terra-acque, la costruzione di opere idrauliche, la sistemazione dei terreni, la distribuzione irrigua, la ricomposizione dei fondi frammentati, la costruzione di fabbricati rurali, di centrali idroelettriche ed elettrodotti, di strade e acquedotti. E ancora: il \u00a0rimboschimento delle pendici montane, nonch\u00e9 l\u2019assunzione di provvedimenti atti a monitorare e fronteggiare l\u2019erosione di sponde e argini, gli stati di subsidenza, la risalita del cuneo salino, i fenomeni di desertificazione lungo le fasce litoranee.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa bonifica ha trovato autorevole inquadramento pure da parte della Corte Costituzionale, che l\u2019ha definita \u201c\u2026 un articolato processo di formazione e di trasformazione del Territorio per renderlo agibile ai fi ni abitativi e fruibile agli usi produttivi pi\u00f9 diversi: essa, pertanto, \u00e8 a buon diritto strumento ordinario di gestione del Territorio\u2026\u201d ed inoltre, \u201c\u2026un servizio a beneficio dell\u2019intera Comunit\u00e0, un\u2019attivit\u00e0 per sua natura perenne, in continuo divenire\u2026\u201d (sentenza n. 66 dd. 24.2.1992).<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Il Consorzio di bonifica<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPerno strategico di questo \u2018processo-servizio\u2019 \u00e8 il <strong>Consorzio di bonifica<\/strong>, persona giuridica a struttura associativa, organo tecnico ed economico portatore di una \u2018duplicit\u00e0\u2019 di funzioni (pubblica e privata) e di una natura intrinsecamente \u2018mista\u2019 (pubblica e privata): da un lato, esso \u00e8 espressione degli interessi dei proprietari (consorziati) dei fondi coinvolti nell\u2019attivit\u00e0 di bonifica, che dalla medesima traggono beneficio, disciplinata legislativamente e resa obbligatoria; dall\u2019altro, esso \u00e8 soggetto pubblico titolare o partecipe di funzioni amministrative, in forza di legge o di concessione dell\u2019Istituzione statale e regionale.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl Consorzio, in particolare, \u00e8 dotato di autonomia di bilancio, di autofinanziamento delle attivit\u00e0 di gestione tramite il meccanismo della \u2018contribuenza\u2019 posta a carico dei proprietari ricadenti entro il perimetro di competenza e, fatto di non poco conto, l\u2019Ente viene amministrato da organi espressi dai consorziati stessi.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tL\u2019evoluzione della legislazione statale e regionale non ha affievolito le \u2018funzioni\u2019 in capo ai Consorzi di bonifica, anzi ha conferito loro nuove valenze, con ci\u00f2 avviando una ulteriore fase operativa, quella \u2018ambientale\u2019, meglio identificabile nell\u2019attivit\u00e0 di difesa del suolo e di tutela del territorio.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tInfatti, la crescita demografi ca, l\u2019esodo dalle campagne, lo sviluppo urbano, industriale e turistico, le \u00a0innovazioni negli ordinamenti colturali e nelle sistemazioni agrarie e il progresso tecnologico degli ultimi sessant\u2019anni hanno impresso agli ambiti regionali una evoluzione molto rapida con la quale i Consorzi hanno dovuto fare i conti, adeguando progressivamente strutture e interventi a protezione di un insieme complesso e delicato, in quanto \u2018territorio\u2019, \u2018ambiente\u2019 e \u2018paesaggio\u2019, un habitat vulnerabile nel quale viviamo e operiamo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tVa riconosciuta ai nostri Consorzi di bonifica una precisa specificit\u00e0 istituzionale, evidenziata dalla collocazione strategica nel suddetto territorio, dalla conoscenza capillare del proprio comprensorio, nonch\u00e9 dalla disponibilit\u00e0 di un patrimonio umano di capacit\u00e0 e di conoscenze tecniche di prim\u2019ordine, nonch\u00e9 di un articolato sistema di opere in continuo esercizio, manutenzione e ammodernamento col concorso finanziario mirato della Regione.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNel territorio del Friuli Venezia Giulia operano attualmente tre Consorzi di bonifica, quattro fi no ad un anno fa, i cui comprensori di competenza sottendono una perimetrazione tesa a conseguire economie di scala nella gestione consortile: <strong>Pianura Isontina<\/strong>, <strong>Pianura Friulana <\/strong>(C. Ledra Tagliamento e C. Bassa Friulana, assieme) e <strong>Cellina Meduna<\/strong>. Sono gli eredi di una tradizione operativa, che affonda le radici nella consuetudine del buon governo delle acque latina, veneziana, asburgica e italiana.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tI suddetti Consorzi coprono ampie aree agricole e urbanizzate (quasi 340.000 ettari, pari al 43% della superficie regionale) e gestiscono un\u2019imponente serie di impianti, strutture e manufatti. Oltre ad assicurare la distribuzione irrigua mediante scorrimento, aspersione o a goccia, operazioni ben visibili nelle stagioni estive anche all\u2019occhio del profano, i nostri Consorzi provvedono alla quotidiana gestione delle acque provenienti da monte (regimazione, raccolta, smaltimento, difesa a mare e a laguna con arginature), nonch\u00e9 di quelle meteoriche e di risorgiva, con impiego di uomini, mezzi e impianti lungo l\u2019ampio arco litoraneo che si estende dal Timavo al Tagliamento. Un territorio di circa 30.000 ettari posto \u2018sotto pompa\u2019, affrancato dalle acque grazie all\u2019esercizio di numerose idrovore di dimensioni e capacit\u00e0 diversificate, dislocate in siti idraulicamente strategici, come indicato nell\u2019allegata corografi a (<em>idrovora<\/em>, termine derivato dal greco antico con significato di divoratrice di acqua).<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUn\u2019attivit\u00e0 quasi impercettibile, ma concreta e poderosa, di smaltimento tramite 32 impianti idrovori: 2 tra Timavo e Isonzo, con una potenzialit\u00e0 di 13 mc\/sec; 30 tra Isonzo e Tagliamento, con una potenzialit\u00e0 di 170 mc\/sec. Una grande massa d\u2019acqua che, soprattutto nelle stagioni piovose, in assenza del citato presidio idraulico, potrebbe minacciare pericolosamente numerosi centri abitati, vaste aree agricole, insediamenti urbani, zone industriali e artigianali, importanti localit\u00e0 turistiche e che nei periodi siccitosi, peraltro, viene utilizzata in vario modo per assicurare una provvidenziale \u2018irrigazione di soccorso\u2019 alle campagne, a suo tempo bonificate.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>I personaggi eminenti della nostra bonifica<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl Prefetto <strong>Cesare Primo Mori <\/strong>fu un \u2018grande\u2019 della bonifica, comandato in Friuli nel 1929, quand\u2019era all\u2019apice di una brillante carriera pubblica, a dirimere la diatriba insorta tra i soggetti interessati alla bonifica e alla trasformazione fondiaria della bassa pianura friulana.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl nuovo incarico apr\u00ec la strada a Mori a una parallela incombenza: il coordinamento della complessa operazione di bonifica e rinascita dell\u2019Istria, una terra martoriata dalla malaria, dalla siccit\u00e0, dal banditismo e da una secolare arretratezza, cui non avevano saputo porre rimedio n\u00e9 la Serenissima n\u00e9 l\u2019Amministrazione austriaca nel corso delle rispettive gestioni. In realt\u00e0, il \u2018palazzo romano\u2019 approfitt\u00f2 dell\u2019occasione per allontanare, forse definitivamente, da Roma e dal Senato, ovvero dalla scena e dalla popolarit\u00e0, uno scomodo personaggio, mai succube alla \u2018stanza dei bottoni\u2019: cos\u00ec, pure lui, protagonista in positivo nella guerra dichiarata alla mafia dal regime, venne mandato \u2018al confino\u2019 come un picciotto. Ci\u00f2 che in poco meno di un quindicennio (1929-1942) Cesare Primo Mori seppe realizzare nel Comprensorio della Bassa Friulana e in Istria ha dell\u2019incredibile, soprattutto se rapportato ai mezzi operativi del tempo, alla vastit\u00e0 dei comprensori da risistemare (oltre 70.000 ettari e 35 Comuni, nella bassa pianura friulana; oltre 360.000 ettari e 19 Comuni, nella penisola istriana), alla gravit\u00e0 dei problemi da risolvere (non ultima la diffusione della letale endemia malarica) e all\u2019entit\u00e0 delle opere da costruire. Un imponente lavoro di trasformazione e di rinascita, una esemplare interpretazione e traduzione sul campo dell\u2019articolato concetto di bonifica integrale.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tCesare Mori si spense a Pagnacco il 5 luglio 1942. La sua amata consorte lo aveva preceduto nel marzo dello stesso anno. Figura di alto profilo, uomo schivo, inviso ai notabili del regime perch\u00e9 sordo alla \u2018voce del \u00a0padrone\u2019, temuto da mafiosi e omertosi, lucido e puntuale nella gestione delle due entit\u00e0 consortili sopra menzionate, il Prefetto Cesare Mori costituir\u00e0 per sempre un riferimento emblematico, soprattutto per quanti hanno a cuore le sorti di quella realt\u00e0 economico-sociale, talvolta un po\u2019 negletta, che \u00e8 il mondo dei campi e della bonifica. La sua \u00e8 stata una preziosa testimonianza del bene operare, fatto di senso dello Stato, di determinazione, spirito di servizio e professionalit\u00e0: valori veri, che vanno sottratti all\u2019oblio e al silenzio, senza riserve.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUn deferente e grato pensiero va rivolto anche alla memoria di un altro personaggio di rilievo nella storia bonificatoria contemporanea della Bassa Friulana: <strong>Enrico Tosoratti<\/strong>, Presidente del Consorzio per 26 anni, dal 1966 al 1992. Guid\u00f2 l\u2019Ente con dedizione e competenza, caratterizzandone la pronta ripresa dopo la disastrosa alluvione del novembre 1966 e concorrendo con la propria autorevolezza nei decenni successivi a mantenerne alto il prestigio in un contesto di rilevante operativit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bonifica e territorio<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":19098,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-19097","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",400,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12672-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Renato Duca e Renato Cosma","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/duca\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Bonifica e territorio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19097","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19097"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19097\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19098"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}