{"id":19036,"date":"2016-01-18T00:00:00","date_gmt":"2016-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19036"},"modified":"2016-01-18T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-17T23:00:00","slug":"condivisione-dei-dati-si-ma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/condivisione-dei-dati-si-ma\/","title":{"rendered":"Condivisione dei dati? S\u00ec, ma&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tL\u2019evoluzione tecnologica ha portato, nella societ\u00e0, alla nascita di nuove forme di comunicazione e di nuovi modi di concepire le relazioni interpersonali dei singoli individui all\u2019interno della rete informatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tI <strong><em>social networks <\/em><\/strong>e i <strong><em>social media <\/em><\/strong>sono servizi internet, ai quali si accede dal web o tramite applicazioni mobili, che permettono agli utenti di condividere in rete contenuti testuali, immagini, video e audio, consentendo in tal modo l\u2019immissione di dati personali accessibili alla comunit\u00e0 del web. Da quando l\u2019utilizzo dei <em>social networks <\/em>si \u00e8 diffuso in maniera esponenziale, gran parte dei rapporti umani si sono trasformati, diventando \u201cdigitalizzati\u201d. Sebbene lo sviluppo della rete costituisca un nuovo passo in avanti per la societ\u00e0, esso pone dei problemi, in particolar modo per quanto riguarda la tutela della privacy. La privacy si configura con il diritto di controllare che le informazioni che riguardano l\u2019utente vengano trattate nel rispetto delle norme che regolano la materia e nondimeno nel rispetto del diritto di autodeterminazione del singolo alla loro diffusione. Gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni \u201990, nel quadro internazionale, venivano introdotte le cosiddette PET (<em>Privacy Enhancing Technologies<\/em>), ossia quelle tecnologie utili ad accrescere la protezione dei dati personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tUn importante riferimento normativo che richiama il concetto alla base di questi strumenti di tutela \u00e8 l\u2019art. 3 del codice della privacy (D. Lgs n. 196\/03), rubricato \u201cprincipio di necessit\u00e0 nel trattamento dei dati\u201d, che recita \u201ci sistemi informativi e i programmi informatici sono configurati riducendo al minimo l\u2019utilizzazione di dati personali e di dati identificativi, in modo da escluderne il trattamento quando le finalit\u00e0 perseguite nei singoli casi possano essere realizzate mediante, rispettivamente, dati anonimi od opportune modalit\u00e0 che permettono di identificare l\u2019interessato solo in caso di necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl Codice della privacy viene facilmente raggirato dai vari sistemi per mezzo dei quali, all\u2019interno della rete, \u00e8 possibile effettuare vendite, passaggi, scambi di dati in totale libert\u00e0 e senza che si riesca a porre un efficace freno legislativo al costante espandersi di un vero e proprio commercio illegale di dati on-line. I <em>social networks<\/em>, che offrono servizi apparentemente gratuiti, in realt\u00e0 vengono pagati da pubblicitari, aziende di marketing e operatori del mercato per le informazioni riguardanti gusti, abitudini di vita e interessi personali degli utenti. Tale meccanismo \u00e8 favorito molto spesso da forme di autorizzazione preventiva della circolazione dei dati personali che gli utenti pongono in essere contestualmente al momento d\u2019iscrizione al social.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tParticolarmente significativo \u00e8 stato l\u2019impegno da parte dell\u2019Unione Europea, che durante la sua evoluzione ha dimostrato un costante interesse alla tutela della privacy e dei dati personali. Emblematica in questa direzione \u00e8 la recente \u00a0sentenza nella causa C-362\/14 (Maximilian Schrems \/ <em>Data Protection Commissioner<\/em>) della Corte di Giustizia dell\u2019UE, meglio nota agli onori della cronaca come \u201c<strong>Sentenza <\/strong><strong><em>Facebook<\/em><\/strong>\u201d, che segna un\u2019importante presa di posizione, prevedendo la possibilit\u00e0 per i singoli Stati membri di negare il trasferimento di dati personali verso un Paese terzo che non garantisca un livello accettabile di protezione di tali informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tCon questa pronuncia, sotto il profilo sostanziale, la Corte riconosce che nel diritto dell\u2019Unione non pu\u00f2 essere considerata accettabile una normativa che autorizzi in maniera generalizzata la conservazione dei dati personali di tutte le persone i cui dati sono trasferiti dall\u2019Unione al Paese terzo (nel caso di specie gli Stati Uniti) senza che sia operata alcuna differenziazione, limitazione o eccezione in funzione dell\u2019obiettivo perseguito e senza che vengano fissati criteri oggettivi intesi a circoscrivere l\u2019accesso delle autorit\u00e0 pubbliche ai dati e alla loro successiva utilizzazione. Con la \u201cSentenza <em>Facebook<\/em>\u201d si \u00e8 quindi negata la facolt\u00e0 di utilizzare nel territorio americano (<em>Facebook <\/em>ha sede centrale in California) i dati immessi da un cittadino italiano o europeo nel noto <em>social network<\/em>: l\u2019organo nazionale di tutela della privacy \u00e8 preposto a filtrare il flusso dei dati sensibili, dovendo previamente accertare un corrispondente livello di garanzia del Paese a cui i dati sono destinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tA seguito di tale intervento, quindi, vengono messi in discussione i sistemi giuridici che regolano la raccolta, il trattamento e la conservazione dei dati personali di cui si nutrono i <em>social networks <\/em>per finalit\u00e0 prevalentemente commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tFra i nuovi approcci metodologici elaborati al fine di tutelare il diritto degli utenti alla riservatezza vanno sicuramente menzionati i concetti innovativi di \u201c<em>Privacy by Design<\/em>\u201d e di \u201c<em>Privacy by Default <\/em>\u201d, che sono oramai annoverati tra i principi ispiratori dell\u2019emanando regolamento europeo in materia. Il punto di forza di questa nuova impostazione consiste nell\u2019anticipazione della tutela della privacy al momento della progettazione stessa, ponendo l\u2019utente al centro di questa operazione e affidandogli un ruolo sempre pi\u00f9 attivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIn questo complesso scenario il fondamento sulla base del quale sviluppare una migliore strategia per tutelare la privacy si pu\u00f2 individuare nel principio di \u201cconoscibilit\u00e0 effettiva\u201d da parte degli utenti, i quali devono essere garantiti dagli operatori del settore e tutelati da una solida normativa organica, in primis comunitaria e \u00a0auspicabilmente a livello internazionale. In ogni caso, anche nel mondo digitale vale la regola aurea del buon senso, in base alla quale ogni utente dovrebbe preventivamente riflettere sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di immettere alcune informazioni o determinati contenuti, valutandone attentamente le possibili conseguenze negative.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Web e riservatezza<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":19037,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-19036","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1-300x205.webp",300,205,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",300,205,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",380,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",300,205,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",439,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1.webp",250,171,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12546-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Massimiliano Sinacori","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/sinacori\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Web e riservatezza","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19036\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}