{"id":19012,"date":"2016-01-13T00:00:00","date_gmt":"2016-01-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19012"},"modified":"2016-01-13T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-12T23:00:00","slug":"dalle-stelle-allo-stallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/dalle-stelle-allo-stallo\/","title":{"rendered":"Dalle stelle allo Stallo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl <em>Vecchio Stallo <\/em>\u00e8 uno dei locali pi\u00f9 pittoreschi e conosciuti nel centro storico di Udine. Qui giungono artisti, pensatori e tutta la crema colta del Friuli. La mattina e fino alle prime ore del pomeriggio \u00e8 frequentato soprattutto da pensionati e lavoratori rionali, desiderosi di scambiare quattro chiacchiere davanti a un bicchiere di vino, magari con una partita a briscola. Ma alla sera il <em>Vecchio Stallo <\/em>si trasforma dando il meglio di s\u00e9. Qui non c\u2019\u00e8 nulla di scontato. \u00c8 tutto improvvisato. Ne parliamo con l\u2019oste <strong>Maurizio Mancini <\/strong>che, lo scorso settembre, ha festeggiato il trentennale dell\u2019attivit\u00e0 in una grande festa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Maurizio, quando ha iniziato la sua esperienza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abEra il 21 settembre 1985 quando, con tanta buona volont\u00e0 e sprezzo del pericolo, iniziai questa avventura. Ero coadiuvato dai miei due fratelli: Enzo, un burbero maresciallo degli Alpini, e Mario, un cuoco filosofo e matematico. Il mio ruolo era soprattutto quello di far andar a frequenza i due cervelli, configurati in maniera diversa. Tra litigi, baruffe, risate, riunioni familiari, partenze, riappacificazioni e abbracci siamo riusciti a lavorare pi\u00f9 di vent\u2019anni. Tuttavia, da dieci anni siamo rimasti solo io e Mario. Non voglio raccontare bugie, ma \u00e8 solo grazie al maresciallo Enzo che mi \u00e8 stato possibile acquistare il locale, all\u2019inizio in gestione associata con Gigi il Rosso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Che tipo di clientela viene al <\/strong><strong><em>Vecchio Stallo<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abTante persone frequentano queste quattro mura addobbate dai miei ricordi. La nostra clientela \u00e8 eterogenea e si ascrivono tutte le et\u00e0: dai neonati agli adolescenti, ai grandi, agli anziani, agli ultracentenari. Ma \u00e8 anche rappresentata dai tanti e svariati mestieri: studenti, operai, pensionati, operai, artigiani, politici, architetti, ingegneri, medici, assicuratori, professori, insegnanti, casalinghe, commesse, geometri, camerieri, cuochi, rappresentanti, vignaioli, gourmet, giornalisti, scrittori, poeti, scultori, fotografi , anarchici, dipendenti comunali provinciali e regionali, uomini dabbene e persone incasinate. Spesso ospitiamo personalit\u00e0 del mondo del cinema, dell\u2019arte, della musica e dello spettacolo. Si sono annoverati nostri clienti Mario Monicelli, Sergio Endrigo, Gianni Mura, Fabrizio Bentivoglio, Marco Travaglio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Si dice che ogni locale ha i suoi difetti\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abE lo <em>Stallo <\/em>li ha tutti. Qui potrai anche rimanere deluso, al contrario vivrai attimi indimenticabili, momenti dello stare bene a tavola, del buon vino, della musica. Qualcuno ha detto che l\u2019atmosfera \u00e8 autentica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Dieci anni fa ha fatto una scelta multietnica in controtendenza, oggi molto attuale. Ce la racconta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abIn questa lunga avventura molti dei miei collaboratori sono andati in pensione, altri sono di ventati esercenti, cos\u00ec dieci anni fa, aprendoci alla globalizzazione, abbiamo deciso di assumere unicamente personale africano: Caterina, Ester, Phillis, Jennifer e Abigail. In questo modo, stando con noi, hanno imparato a conoscere la cucina friulana. Quando abbiamo previsto di assumerli avevamo dei dubbi, ma alla fi ne \u00e8 stata fatta la scelta giusta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Lo <\/strong><strong><em>Stallo <\/em><\/strong><strong>affonda le proprie radici nella storia\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abUn tempo lontano sostavano carrettieri e cavalli. C\u2019erano una volta, in citt\u00e0, diverse stazioni di arrivo di carri e carrozze provenienti da tutto il Friuli. Fra queste, nell\u2019ambito del settecentesco palazzo dei Conti Gorgo Maniago, quasi a ridosso delle mura cittadine, si trovava secoli fa una locanda con annessa stalla e un sottoportico per il carriaggio. Lo \u201cStallo\u201d appunto. Ma come si chiamasse per davvero, oggi, non \u00e8 dato sapere; nemmeno Chino Ermacora (all\u2019epoca direttore delle <em>Panarie <\/em>e grande storico udinese) non lo riport\u00f2 nell\u2019elenco delle osterie storiche. Ma il luogo era dimora di postiglioni, viandanti, donne del malaffare, peccatori stanziali. Successivamente si diedero ritrovo attori, letterati, architetti e artisti, ma anche bellissime dame udinesi infiorettanti l\u2019eleganza. Fino a che, nel 1927, il locale ricevette l\u2019autorizzazione comunale alla vendita dei vini padronali e la regolarizzazione dell\u2019attivit\u00e0. Pur con delle inevitabili trasformazioni, l\u2019edificio \u00e8 oggi quello di allora. Nei muri sono rimasti i segni del passato, con i basti, le briglie e i ferri dei cavalli. All\u2019esterno la caratteristica insegna in ferro battuto, probabilmente risalente alla Serenissima. Da trent\u2019anni \u00e8 in mano alla \u201cbanda dei Fratelli Mancini\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Quali sono i piatti forti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abPer la maggior parte quelli nostrani. Gnocchi fatti in casa, di patate o di zucca, cjarsons alle erbe aromatiche. Per i secondi brovada e musetto, frico, baccal\u00e0 con polenta, trippe rognone, stinco di maiale, bollito misto. Nella classifica non pu\u00f2 mancare il minestrone di orzo e fagioli. Insistiamo nel diffondere la tradizione culinaria friulana. \u00c8 proprio nel vigneto chiamato Friuli che offriamo un vasto assortimento di vini\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>\u201cAl vecchio Stallo non si fa credito\u201d e \u201cridere fa bene alla salute\u201d sono alcuni dei tanti motti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abS\u00ec, abbiamo delle regole ferree (ride, ndr). Qui si viene per mangiare e per bere. Qui si mangia e si beve senza esotiche innovazioni gastronomiche. Si paga solo in contanti e non si accetta nessuna carta di credito se non la carta da briscola (\u00e8 scritto vicino alla cassa, ndr). Cos\u00ec anche lo slogan: \u201cRidere fa bene alla salute: fatelo adesso finch\u00e9 \u00e8 gratis\u201d oppure \u201cSe il vino sparisse dalla terra credo che nella salute e nell\u2019intelligenza dell\u2019uomo si formerebbe un vuoto, un\u2019assenza di molto pi\u00f9 spaventosa di tutti gli eccessi ai quali il vino \u00e8 fatto responsabile\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Siamo arrivati alla fi ne. Maurizio, nella sua lunga carriera desidera ringraziare qualcuno?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abTutti gli amici carissimi che mi hanno aiutato, il Comitato per i festeggiamenti del trentennale, il Comitato Friulano Difesa Osteria del presidente Enzo Driussi, il Friuli, i miei fratelli, mia moglie Iole, il perito Chittaro da Pagnacco, il macellaio Sergio Bogaro e tutti quanti continueranno a venirci a trovare\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maurizio Mancini<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":19013,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-19012","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",450,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12497-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Maurizio Mancini","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19012","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19012"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19012\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19012"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19012"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19012"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}