{"id":19005,"date":"2016-01-11T00:00:00","date_gmt":"2016-01-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=19005"},"modified":"2016-01-11T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-10T23:00:00","slug":"due-mondi-paralleli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/due-mondi-paralleli\/","title":{"rendered":"Due mondi paralleli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tSembra che il nostro sistema bancario sia stato colpito da uno tsunami, un\u2019alluvione da dissesto idrogeologico o qualcosa di simile. Si parla infatti di interventi umanitari per alleviare le perdite subite dai risparmiatori che hanno sottoscritto emissioni obbligazionarie subordinate delle quattro banche da tempo commissariate e ora sostanzialmente fallite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tUn vero pasticcio cui hanno contribuito fattivamente tutti gli attori coinvolti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t1. chi progetta e costruisce gli argini per far fronte alle esondazioni (Enti regolatori e normative europee e nazionali);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t2. chi \u00e8 preposto al monitoraggio, controllo e manutenzione degli argini stessi (varie authority di vigilanza);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t3. chi ha responsabilit\u00e0 di protezione civile (Governo e Commissione Europea, normativa sugli aiuti di Stato);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t4. chi costituisce il sistema di distribuzione e filtraggio dei bacini idrici (Banche, Istituzioni finanziarie);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t5. chi costruisce o va ad abitare in prossimit\u00e0 degli argini e delle golene (risparmiatori e investitori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl tutto condito dai postumi della grande crisi finanziaria e della conseguente crisi economica. Altri sottoscrittori di obbligazioni bancarie subordinate iniziano a preoccuparsi alimentando una nuova ondata di sfiducia nel sistema bancario, in primis quelli delle altre 12 banche commissariate, di cui poco si conosce e che dal 2016 sono soggette alla nuova e pi\u00f9 penalizzante normativa europea sui salvataggi bancari (il cosiddetto <em>bail in<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tAlcuni Governatori regionali ora invocano interventi sistemici per evitare che ulteriori famiglie che hanno investito in azioni e obbligazioni non liquidabili e a valori di mercato anche prossimi allo zero cadano sotto i colpi della crisi di altre banche locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tSi tratta di un concorso di colpa, meglio di colpe, derivante da autoreferenzialit\u00e0 burocratico-amministrative, frammentazione istituzionale, insipienza della politica e ignavia delle classi dirigenti coinvolte. Approfondire le problematiche connesse ai punti da 1. A 3. richiederebbe spazi molto pi\u00f9 ampi di quelli appropriati per questa rubrica. Mi limiter\u00f2 ad alcune considerazioni sugli ultimi due punti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa prima considerazione concerne i <strong>sistemi di governance delle banche coinvolte<\/strong>. Gran parte di esse sono, ma ormai si pu\u00f2 dire che erano, controllate da Fondazioni, una tipologia di azionista che per missione e statuto ha a cuore lo sviluppo socio-culturale ed economico dei territori di riferimento. Data la loro origine e natura di Fondazioni Bancarie, la tutela e la promozione del risparmio e della cultura finanziaria delle famiglie dovrebbero rientrare nei principi guida e ispiratori delle politiche delle loro banche, in misura ancora pi\u00f9 pregnante rispetto a banche con compagini sociali di natura diversa. Forse il cosiddetto radicamento e legame con il territorio ha distorto e allontanato i consigli di amministrazione e gli amministratori dai principi di sana e prudente gestione? Che il cosiddetto rapporto di Agenzia, ovvero una relazione in base alla quale una parte (principale) obbliga un\u2019altra (agente) a ricoprire per suo conto una data funzione, delegando sfere del proprio potere all\u2019agente, sia incorso in tutti i rischi teoricamente imputabili al comportamento opportunistico delle parti, sia in termini di selezione avversa (crediti \u201ccattivi\u201d, in sofferenza) che di azzardo morale (interessi particolari)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tNei rapporti con gli <em>stakeholders <\/em>(portatori di interessi) quali \u201cutilit\u00e0\u201d aziendali e sociali sono state perseguite? Queste problematiche non sembrano emergere dal dibattito in corso, ma il tema della <em>governance <\/em>dovrebbe essere uno dei temi se non il tema da affrontare nell\u2019immediato per evitare l\u2019insorgere di rischi sistemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa seconda problematica riguarda un aspetto risaputo quanto negato: \u00e8 il <strong>problema dell\u2019educazione finanziaria<\/strong>. Risparmiatori ignari o improvvidi, si dice a proposito dei sottoscrittori di obbligazioni subordinate, uno strumento finanziario che, a fronte di rendimenti pi\u00f9 elevati, presenta maggiori rischi rispetto ai conti di deposito o alle obbligazioni ordinarie, in quanto in caso di insolvenza dell\u2019emittente viene rimborsato solo dopo che sono stati soddisfatti tutti gli altri creditori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tD\u2019altro lato vien da chiedersi se le quattro banche nel collocare questi strumenti abbiano informato esaustivamente la clientela, adempiendo alla normativa di protezione del risparmiatore (Mifid) che richiede di verificare il profilo di rischio del cliente rispetto alla adeguatezza della gamma di strumenti offerti, quindi anche con riferimento alla possibilit\u00e0 di investire in bond subordinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tNegli ultimi anni il mondo dei servizi finanziari destinati alle persone, alle famiglie e anche alle imprese \u00e8 cambiato profondamente: l\u2019offerta \u00e8 sempre pi\u00f9 articolata, complessa e specializzata. Il tema della cultura finanziaria assume, quindi, un\u2019importanza centrale come primo baluardo per la tutela del risparmio, per la creazione di capacit\u00e0 di effettuare scelte finanziarie consapevoli da parte di cittadini e famiglie. \u00c8 indispensabile che questi temi diventino un elemento centrale nell\u2019educazione di base a partire dall\u2019istruzione scolastica. In questo contesto il <strong><em>social lending<\/em><\/strong>, o prestito diretto tra privati, si sta diffondendo anche in Italia. Il <em>social lending <\/em>\u00e8 l\u2019ennesimo prodotto sfornato da quel cantiere di idee e progetti che \u00e8 la <em>sharing economy <\/em>applicata ai servizi finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tUna <strong>soluzione creditizia alternativa in grado di fare a meno dell\u2019intermediazione bancaria<\/strong>, sostituita da comunit\u00e0 di prestatori e di richiedenti credito che interagiscono attraverso una piattaforma web. La piattaforma accoglie, da una parte, chi ha intenzione di richiedere un finanziamento e, dall\u2019altra, privati cittadini che scelgono di mettere a disposizione il proprio capitale. Chi avanza richiesta di prestito presenta il proprio fabbisogno, ne descrive la natura e indica la cifra di cui necessita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tChi mette a disposizione il proprio capitale, pu\u00f2 sia scegliere personalmente il progetto su cui investire sia lasciare che la piattaforma decida per lui in modo automatizzato secondo il profilo di rischio personalizzato e precedentemente formalizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tL\u2019elemento di base che assicura l\u2019affidabilit\u00e0 del meccanismo sta nel fatto che <strong>non vi \u00e8 un rapporto univoco fra un richiedente e un investitore<\/strong>. I finanziamenti, infatti, sono scorporati in piccole quote (nell\u2019ordine dei 50 euro) affinch\u00e9 diversi prestatori elargiscano una parte del proprio denaro a diversi richiedenti (nell\u2019ordine delle decine, anche centinaia). In tal modo il rischio di insolvenza viene ridotto al minimo e le eventuali perdite limitate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tNegli ultimi 3-4 anni il tasso di sofferenza registrato dalle piattaforme italiane \u00e8 inferiore (pari a circa un terzo) a quello registrato in media dalle banche. I tempi di erogazione sono ridotti rispetto a quelli previsti dai tradizionali istituti di credito. Per chi avanza la richiesta di prestito, l\u2019ulteriore vantaggio \u00e8 dato dall\u2019ottenimento di finanziamenti a tassi mediamente pi\u00f9 bassi di quelli erogati dalle banche. Chi sceglie di investire nel <em>social lending<\/em>, invece, ha la possibilit\u00e0 di far fruttare somme di denaro che, altrimenti, dovrebbero essere depositate con rendimenti risibili, affrontando inevitabili costi di deposito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tCi\u00f2 \u00e8 possibile in quanto queste piattaforme, in Italia per ora ce ne sono tre, risultano pi\u00f9 efficienti rispetto agli operatori tradizionali e maggiormente efficaci nel contenere i costi di gestione. Significativo \u00e8 anche il clima di fiducia registrato tra i prestatori, che apprezzano che le piattaforme di <strong><em>People-to-People Lending <\/em><\/strong>siano dotate di un fondo di salvaguardia o protezione. Il <strong>social lending <\/strong>sta crescendo molto rapidamente in tutto il mondo, a ritmi sostenuti (+48% nell\u2019ultimo anno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIn Europa il leader assoluto in questo settore \u00e8 la Gran Bretagna, dove non si tratta pi\u00f9 di un fenomeno innovativo ma di una realt\u00e0 che vale 1,75 mld di euro. In Italia 25 miliardi di euro sono erogati in prestiti personali, di questi 1,3 miliardi attraverso il web. Un dato quest\u2019ultimo che sembra destinato a crescere fi no a raddoppiare nel prossimo biennio grazie a un sempre maggiore utilizzo della rete da parte degli italiani e all\u2019aumento del ricorso al prestito diretto, come gi\u00e0 avviene in paesi che, per popolazione, sono simili a noi, primi tra tutti Francia e Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tPur essendo ancora agli albori, per il <em>People to People Lending <\/em>in Italia ci potrebbe essere una grande opportunit\u00e0 lasciata libera dal mondo bancario sia nel credito al consumo che nei prestiti alle Piccole e medie imprese. Il <em>social lending <\/em>crea anche un mercato addizionale sui bisogni emergenti delle persone piuttosto che rimpiazzare semplicemente il credito bancario, grazie anche all\u2019uso a tutto tondo della tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tDue mondi, quello bancario e quello del <em>social lending<\/em>, che per\u00f2 potranno anche collaborare in un contesto <em>win-win<\/em>. In altri paesi le banche locali medio-piccole hanno fatto accordi con le piattaforme di <em>social lending <\/em>e sono riuscite cos\u00ec a offrire pi\u00f9 servizi ai clienti e a fruire della velocit\u00e0 di istruttoria e di erogazione delle piattaforme digitali, non impiegando proprio capitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro del credito<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-19005","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Il futuro del credito","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19005","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19005"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19005\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}