{"id":18999,"date":"2016-01-11T00:00:00","date_gmt":"2016-01-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=18999"},"modified":"2016-01-11T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-10T23:00:00","slug":"la-nuova-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-nuova-rosa\/","title":{"rendered":"La nuova rosa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cTina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:\/forse il tuo cuore sente crescere la rosa\/ di ieri, l\u2019ultima rosa di ieri, la nuova rosa.\/ Riposa dolcemente, sorella.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCos\u00ec inizia la poesia scritta da <strong>Pablo Neruda<\/strong> e incisa sulla tomba di <strong>Tina Modotti<\/strong>, fotografa, attrice, passionaria politica, morta nella notte fra il 5 e il 6 gennaio del 1942 per infarto a Citt\u00e0 del Messico. Si chiuse in solitudine, in un taxi rientrando da una cena da amici, la vita di una grande artista d\u2019avanguardia, di una donna coraggiosamente anticipatrice di una visione internazionale di azione culturale e politica, la cui vita fu impegno al servizio di ideali di libert\u00e0 e equit\u00e0 sociale, in un contesto storico di grandi movimenti politici e nazionali nella prima parte del Novecento in Europa e oltre oceano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAssunta Adelaide Luigina Modotti fu emigrante in fuga dalla povert\u00e0 del Friuli degli inizi del secolo scorso, prima in Austria e poi in America; nel 1913 infatti giunse a San Francisco. Intelligente, vorace autodidatta, dotata di un talento naturale per il palcoscenico recit\u00f2 in teatro e partecip\u00f2 con ruoli da protagonista in film a Hollywood, frequentando circoli di intellettuali internazionali. Determinante fu l\u2019incontro con il fotografo <strong>Edward Weston<\/strong> con il quale nel 1923 si trasfer\u00ec in Messico; fu l\u2019inizio di una crescita professionale e personale che la trasform\u00f2 da modella in artista autonoma dal maestro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIscritta al partito comunista messicano, le sue fotografie furono esposte in importanti mostre e pubblicate da riviste internazionali. Sospettata dell\u2019omicidio del suo compagno, il giornalista <strong>Julio Antonio Mella<\/strong>, ucciso mentre le camminava accanto dai sicari del dittatore cubano Machado, nel 1930 fu espulsa dal Messico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa prima parte della sua vita fu dedicata alla fotografia: \u201cMi considero una fotografa, niente di pi\u00f9, cerco di produrre non arte ma fotografie oneste, senza trucco n\u00e9 manipolazioni, mentre la maggioranza dei fotografi cerca ancora \u2018effetti artistici\u2019 o l\u2019imitazione di altri mezzi di espressione e ne risulta un prodotto ibrido che non riesce a dare all\u2019opera prodotta il carattere pi\u00f9 importante che dovrebbe avere, la qualit\u00e0 fotografica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDal 1930 e per i 10 anni successivi si dedic\u00f2 all\u2019attivit\u00e0 sociale e politica in Europa. Ricercata in Italia perch\u00e9 antifascista, viaggi\u00f2 fra Mosca, Parigi, Berlino e Barcellona, lavorando per l\u2019ufficio europeo di Soccorso rosso, partecipando alla guerra di Spagna, legata nella vita e nella lotta a <strong>Vittorio Vidali<\/strong> (Muggia 1900 &#8211; Trieste 1983) antifascista, comandante Carlos nelle brigate internazionali nella Guerra civile in Spagna, conosciuto in Messico anni prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl comune di Udine, dove nacque nel 1896 e il Comitato Tina Modotti, le hanno dedicato una grande mostra dal titolo \u201cTina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia e nuova umanit\u00e0\u201d, allestita a Casa Cavazzini fino al 28 febbraio. Un percorso multimediale chiaro e coinvolgente, di filmati, immagini e documenti che presenta la pi\u00f9 vasta raccolta delle sue fotografie tratte dai negativi originali e le pi\u00f9 recenti acquisizioni inedite, riferibili alla storia familiare, all\u2019attivit\u00e0 di fotografa e all\u2019impegno politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn\u2019esposizione viva che ne rimanda la passione di donna anticipatrice di una visione del mondo senza confini, dipana il racconto di una vita sicuramente straordinaria; fu amica di Pablo Neruda, <strong>Diego Rivera<\/strong> e <strong>Frida Kahlo<\/strong>, <strong>John Dos Passos<\/strong> e <strong>Vladimir Majakovskij<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa sua figura, riscoperta negli ultimi 40 anni dallo studioso <strong>Riccardo Toffoletti<\/strong>, fu spesso mistificata per farne un personaggio misterioso, una sorta di Mata Hari, senza tenere nel giusto conto umano il suo vissuto, segnato da impegno coerente, da molti lutti e perdite di affetti, ma anche da incontri straordinari. Cittadina del mondo fu fedele agli ideali di libert\u00e0 e pari dignit\u00e0 per tutti, seppe raccontare senza mistificazione la vita di genti dimenticate, la lotta contro tirannie e ingiustizie. Nelle diverse sezioni sono esposte con organicit\u00e0 e ricchezza tematica sue fotografie, molte delle quali inedite in Europa, scatti che la ritraggono, firmati da Edward Weston, suo primo maestro, ma anche la sua storia familiare, attraverso testimonianze e documenti che riguardano i suoi genitori e fratelli, cos\u00ec come il suo percorso professionale, testimoniato da articoli e copertine di riviste e giornali con i quali collabor\u00f2 in Europa e non solo. Nel centralissimo palazzo nel cuore di Udine, la mostra ripropone la vivacit\u00e0 di questa donna minuta, bella e capace di grandi azioni, mai vinta, che lott\u00f2 fino alla fine avendo il mondo quale ambito d\u2019azione del suo impegno. Sono esposti per la prima volta i materiali documentari e fotografici dal lascito della sorella Jolanda Modotti, riferiti alla sua prima giovinezza a Udine, negli Stati Uniti e nel Messico degli anni \u201920, oltre a carteggi tra Jolanda, Vittorio Vidali e Silvia Thompson. Inedita \u00e8 anche la documentazione fotografica sulle Scuole libere di agricoltura recentemente donata all\u2019Istituto Nacional de Antropologia e Historia di Citt\u00e0 del Messico da <strong>Savitri Sawhney<\/strong>, figlia dell\u2019esule indiano <strong>Pandurang Khankhoje<\/strong>. Il fondo si compone di 18 fotografie, scattate da Tina Modotti e fino ad oggi \u00a0sconosciute. Se bello e efficace \u00e8 l\u2019allestimento, non \u00e8 da meno il catalogo pubblicato da Forum editrice di Udine, a cura di <strong>Enzo Collotti<\/strong>, <strong>Mar\u00ec Domini<\/strong>, <strong>Paolo Ferrari<\/strong> e <strong>Claudio Natoli<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa mostra rester\u00e0 aperta fino al 28 febbraio, per informazioni: museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea &#8211; Casa Cavazzini, via Cavour, 14 , <a href=\"mailto:casa.cavazzini@comune.udine.it\">casa.cavazzini@comune.udine.it<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra in ricordo di Tina Modotti<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":19000,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-18999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1-300x247.webp",300,247,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",300,247,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",394,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",316,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",300,247,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",400,329,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1.webp",250,206,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12441-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Mostra in ricordo di Tina Modotti","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18999"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18999\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}