{"id":18997,"date":"2016-01-11T00:00:00","date_gmt":"2016-01-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=18997"},"modified":"2016-01-11T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-10T23:00:00","slug":"un-italiano-su-marte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/un-italiano-su-marte\/","title":{"rendered":"Un italiano su Marte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn giovane medico, bello e determinato. Corrisponde al ritratto di molti laureati che, con convinzione e fatica a un tempo, vogliono ad ogni costo raggiungere la meta che si erano prefigurati fin da ragazzi. Tutto questo vale anche per lui, ma l\u2019aspetto che lo distingue \u00e8 che il giovane medico potrebbe essere un \u201cmarziano\u201d. Non perch\u00e9 extraterrestre, ma perch\u00e9 aspirante astronauta per poter sbarcare su Marte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Pietro Aliprandi, laureato in Medicina con tesi in neuropsicoanalisi all\u2019Universit\u00e0 di Trieste, ha dichiarato: \u201cSono pronto a partire per Marte e non tornare\u201d. Quale nesso tra la sua passione per la fantascienza e la psichiatria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abUna parola: <em>Pandorum<\/em>. Si tratta di una pellicola di fantascienza diretta da Christian Alvart, uscita nelle sale nel 2009. \u00c8 il mio fi lm preferito, perch\u00e9 combina l\u2019inquietante fascino dell\u2019ignoto \u2013 nella fattispecie un viaggio interstellare \u2013 con i disturbi psicotici che possono affliggere un equipaggio isolato, privo di punti di riferimento e di contatti con la Terra. Parliamo di passioni, l\u2019astronomia e la medicina (assieme al cinema), che si sono sviluppate indipendentemente nel corso della mia vita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Cosa rappresentano per lei l\u2019ignoto e lo spirito d\u2019avventura?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abCi\u00f2 che mi affascina maggiormente dello Spazio \u00e8 proprio la possibilit\u00e0 di esplorarlo e scoprirlo. Lo spirito d\u2019avventura \u00e8 di famiglia, a partire da mio nonno e mio padre che vissero per oltre dieci anni in Africa, principalmente Etiopia, conoscendone la parte pi\u00f9 selvaggia. Io ho sempre preferito il campeggio all\u2019albergo, l\u2019alta montagna al mare, e non ho ancora provato una soddisfazione pi\u00f9 grande del raggiungere una nuova vetta, a me sconosciuta, specialmente se questa si erge oltre i 3.000 metri. Con lo studio della psicoanalisi, poi, ho acquisito la consapevolezza che l\u2019avventura e la scoperta sono nella natura dell\u2019uomo, che ogni persona ne sente il richiamo; anche chi \u00e8 troppo timido per affrontare l\u2019avventura in prima persona ne resta comunque ammaliato, quando la vede come spettatore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Lei \u00e8 uno dei 100 aspiranti astronauti per \u201cMars One\u201d, ovvero la missione umana per colonizzare Marte. In cosa consiste l\u2019intero progetto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abL\u2019agenzia privata <em>Mars One <\/em>ha l\u2019obiettivo primario di fondare un insediamento permanente su Marte, a partire dal 2027. La missione prevede l\u2019invio preliminare di un lander (veicolo d\u2019atterraggio, <em>ndr<\/em>) sperimentale sulla superficie del pianeta, due satelliti di telecomunicazioni (uno in orbita marziana, l\u2019altro \u201ca met\u00e0 strada\u201d tra la Terra e Marte, o pi\u00f9 precisamente nel punto di Lagrange di stabilit\u00e0 L5), due rover (astromobili, <em>ndr<\/em>) e i diversi componenti dell\u2019avamposto. Seguiranno 6 missioni con equipaggio, ciascuna composta da due maschi e due femmine, a distanza di 2-4 anni l\u2019una dall\u2019altra. Ogni equipaggio di 4 coloni sar\u00e0 il risultato di una selezione a s\u00e9 stante aperta a volontari civili di tutto il mondo, la prima delle quali \u00e8 prossima alla conclusione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Come \u00e8 nata l\u2019idea di partecipare alla selezione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abLa passione per lo spazio e il sogno di diventare astronauta li porto con me da quando ne ho memoria, e ho sempre ritenuto di essere nato nel periodo storico sbagliato, \u201ctroppo presto\u201d, per cos\u00ec dire. Quando ho letto di <em>Mars One<\/em>, appurato che fosse un piano reale e credibile, candidarmi \u00e8 stato un gesto di estrema naturalezza, quasi come se l\u2019avessi sempre atteso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Tra gli oltre 200.000 candidati era l\u2019unico italiano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abNon possiedo i dati specifici, ma si stima che all\u2019inizio del primo round di selezione fossimo almeno 100 italiani, assottigliatisi a 12 nel secondo round (dal 30 dicembre 2013) e infine a me soltanto nel terzo round (quello in corso, iniziato il 16 febbraio 2015)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Lo scopo della missione \u00e8 quello di gettare le basi per un avamposto permanente e attuare ricerca scientifica. Ma non \u00e8 previsto un rientro sulla Terra?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abNo, non \u00e8 previsto nel protocollo della missione. Questo perch\u00e9 uno dei punti saldi di <em>Mars One <\/em>\u00e8 l\u2019impiego di tecnologie gi\u00e0 esistenti e disponibili sul mercato, mentre un vettore capace di decollare da Marte non \u00e8 ancora stato sviluppato. Ci\u00f2 non esclude, tuttavia, che in futuro l\u2019esistenza di un avamposto umano su Marte possa invogliare numerosi viaggi di andata e ritorno tra i due pianeti. Si pensi soltanto al fatto che la NASA ha accelerato la proprie ricerche sui sistemi di propulsione per raggiungere Marte, in questo caso anche con un viaggio di ritorno. La NASA stima di poter sbarcare nel 2030-2035. Al contempo, le aziende private <em>Space X <\/em>e <em>Blue Origin <\/em>gi\u00e0 oggi stanno collaudando con successo razzi capaci di decollare e atterrare in verticale senza rampa di lancio, cosa che faciliterebbe enormemente un ritorno da Marte o da qualsiasi altro pianeta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Alla fi ne del 2016 dovrebbe affrontare un altro round di selezioni, da cui scaturiranno solo 24 candidati. Se sar\u00e0 tra questi \u201cfortunati\u201d, cosa l\u2019aspetta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abI 24 candidati che supereranno il terzo e quarto round di selezioni, che si svolgeranno contemporaneamente nel corso di due settimane di valutazione, diventeranno a tutti gli effetti dipendenti di <em>Mars One <\/em>a tempo pieno. Organizzati in sei gruppi da quattro (due maschi e due femmine per gruppo), i 24 astronauti alloggeranno stabilmente in una struttura messa a disposizione da <em>Mars <\/em><em>One<\/em>, nella quale ci sar\u00e0 posto anche per eventuali famiglie. Per nove mesi all\u2019anno, ciascun gruppo si addestrer\u00e0 nelle pi\u00f9 svariate discipline, dall\u2019ingegneria alla medicina, dall\u2019elettronica all\u2019odontoiatria, dalla botanica alla sociologia. Per alcune settimane all\u2019anno, inoltre, ciascun gruppo risieder\u00e0 nella nazione di origine di uno dei suoi membri, per familiarizzare con la sua cultura d\u2019origine e favorire la coesione. Trascorsi i nove mesi di addestramento, i sei gruppi si confronteranno in diverse sfide della durata complessiva di tre mesi, mettendo a frutto le nozioni apprese durante la precedente fase di addestramento. Commissioni di esperti in ciascun campo esaminato valuteranno non solo il superamento della prova, ma anche l\u2019atteggiamento con cui il gruppo, nella sua interezza, si sar\u00e0 confrontato con la prova. Ogni anno verr\u00e0 eliminato un gruppo, fino ad arrivare ai quattro astronauti che metteranno effettivamente piede su Marte. Tutte le missioni successive avranno un processo di selezione indipendente, affinch\u00e9 ciascun gruppo sia la migliore scelta possibile. Queste nuove selezioni avranno inizio il prossimo anno, e i candidati esclusi da quelle precedenti potranno ritentare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Sette mesi di volo, l\u2019atterraggio su Marte e poi\u2026 Il viaggio di \u201csola andata\u201d non le d\u00e0 alcun problema?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abMentirei se rispondessi che la questione non mi tocca. Sia il viaggio che la permanenza su Marte sono imprese mai compiute, per le quali non abbiamo termini di paragone con cui dipingerci delle aspettative affidabili. Ci\u00f2 che pi\u00f9 si avvicina a questi scenari sono le lunghe permanenze sulle stazioni spaziali in orbita e negli avamposti in Antartide. Personalmente, mi ispiro a Cristoforo Colombo, non tanto per il clich\u00e9 della scoperta dell\u2019America, quanto per la sua insaziabile voglia di esplorare: Colombo, una volta giunto a San Salvador, avrebbe potuto piantare la bandiera spagnola e tornare nell\u2019accogliente e ricca Europa. Invece decise non solo di stabilirsi nell\u2019inospitale e pericolosa \u201cIndia\u201d, ma programm\u00f2 di esplorare tutto il nuovo continente, se Vespucci non l\u2019avesse battuto sul tempo e non fosse stato richiamato in Spagna. Marte sar\u00e0 una tabula rasa per la nostra specie, un pianeta su cui fondare una nuova civilt\u00e0 da zero, magari non utopica, ma almeno migliore di quella che ci lasceremo alle spalle. Volendo inseguire soltanto quest\u2019obiettivo, non basterebbe un\u2019intera vita per portarlo a termine\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Quando arriverete sul Pianeta Rosso, dove abiterete, cosa mangerete, come trascorrerete le vostre giornate?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abAl loro arrivo, i coloni troveranno l\u2019insediamento gi\u00e0 assemblato e messo in funzione dai due rover inviati negli anni precedenti. L\u2019<em>airlock<\/em>, cio\u00e8 la camera di de-pressurizzazione per passare dall\u2019ambiente esterno all\u2019habitat interno, sar\u00e0 ricavato dalle capsule di atterraggio, mentre l\u2019habitat sar\u00e0 costituito da moduli \u201cgonfi abili\u201d, rinforzati da uno scheletro rigido e ricoperti da uno strato di <em>regolith <\/em>(o \u201csabbia marziana\u201d). L\u2019habitat avr\u00e0 un\u2019abitabilit\u00e0 di 50 m2\/ persona, protegger\u00e0 dalle radiazioni e conterr\u00e0 al suo interno una serra idroponica che produrr\u00e0 tutto il cibo necessario; diventeremo, quindi, vegani, fatta forse eccezione per la possibilit\u00e0 di allevare pesci e insetti. Temperatura, ossigeno e acqua saranno prodotti e controllati dall\u2019ECLSS (Sistema di Supporto Vitale e Controllo Ambientale). Trascorreremo buona parte del nostro tempo all\u2019interno dell\u2019avamposto, nel quale avremo a disposizione tutti i confort di un appartamento terrestre di lusso, comprensivo di palestra e connessione a internet con TV on-demand. Ma a parte il relax, su Marte ci si dovr\u00e0 occupare di mantenere in funzione i sistemi dell\u2019habitat, predisporre l\u2019arrivo del nuovo gruppo e studiare il pianeta. Per quest\u2019ultimo punto, universit\u00e0 e istituzioni scientifiche potranno comunicare liberamente con l\u2019avamposto su Marte per richiedere particolari rilevamenti e dare consigli su cosa fare e come farlo. Dal momento che buona parte dei candidati attuali sono scienziati, me compreso, sono sicuro che moltissimo tempo verr\u00e0 devoluto alla ricerca\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Come avverr\u00e0 la scelta del partner per accoppiarsi e procreare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abSostanzialmente allo stesso modo in cui accade sulla Terra, con la sola eccezione di una possibilit\u00e0 di scelta molto pi\u00f9 limitata \u2013 oserei dire dicotomica. In verit\u00e0, i gruppi verranno formati gi\u00e0 alla fine del 2016, quando saranno selezionati i 24 astronauti che procederanno all\u2019addestramento. La composizione dei gruppi sar\u00e0 spontanea, decisa cio\u00e8 dai candidati stessi dopo uno-due giorni di convivenza, e comunque supervisionata e guidata dal comitato di selezione di <em>Mars One<\/em>. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di combinare persone che presentino la massima compatibilit\u00e0 reciproca, perci\u00f2 \u00e8 verosimile che la scelta del partner ricadr\u00e0 su un membro dello stesso gruppo. Scelta che rimarr\u00e0 comunque libera e non intenzionalmente pilotata da <em>Mars One<\/em>; \u00e8 anche vero che, in base alle conoscenze finora maturate dalle simulazioni, l\u2019isolamento favorisce l\u2019insorgenza di legami affettivi in pochissimo tempo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Come si potrebbero confi gurare gravidanza e parto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abL\u2019obiettivo di <em>Mars One <\/em>\u00e8 la creazione su Marte di una colonia permanente e autosufficiente. Per garantire questi due aspetti, \u00e8 necessario che l\u2019insediamento cresca, non solo tramite l\u2019arrivo di nuovi coloni adulti dalla Terra, ma anche con la nascita di nuovi abitanti. Sar\u00e0 perci\u00f2 indispensabile, presto o tardi, prendere in considerazione tale aspetto. Premetto, tuttavia, che dal controllo missione sulla Terra non arriveranno gli \u201cordini\u201d a cui Hollywood ci ha abituati, e che vengono effettivamente impartiti dalle agenzie spaziali governative; la colonia di <em>Mars One <\/em>sar\u00e0 infatti autonoma, ricevendo solamente raccomandazioni, suggerimenti e istruzioni. Tra dette raccomandazioni ci sar\u00e0 quella di astenersi dal procreare nelle prime fasi, cio\u00e8 fi no al momento in cui vi sar\u00e0 sufficiente disponibilit\u00e0 di risorse (tempo, spazio e cibo) da dedicare a eventuali bambini, e comunque non prima di aver svolto le opportune osservazioni su piante e piccoli animali, circa l\u2019adattamento biologico al nuovo ambiente. Per il parto, comunque, non sono previste complicazioni diverse da quelle riscontrabili sulla Terra, e almeno met\u00e0 dei coloni disporr\u00e0 di una formazione medica e infermieristica completa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Se qualcuno si ammaler\u00e0 o avr\u00e0 scompensi fisici di diversa natura, quale alterit\u00e0 \u00e8 prevista rispetto al \u201cterrestre ospedale\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abAll\u2019inizio l\u2019avamposto disporr\u00e0 di presidi medici limitati, ma con l\u2019espandersi dell\u2019insediamento crescer\u00e0 progressivamente anche l\u2019infermeria. \u00c8 an che vero che, su Marte, grazie alla dieta vegetariana e alla gravit\u00e0 ridotta, l\u2019incidenza di malattie tipiche del mondo occidentale \u2013 ipertensione, insufficienza cardiaca, aterosclerosi, artrosi, cancro \u2013 subir\u00e0 un drastico calo. In parole pi\u00f9 semplici, alcuni medici, me compreso, si aspettano che su Marte si possa vivere pi\u00f9 sani e pi\u00f9 a lungo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>L\u2019idea di abbandonare \u201cper sempre\u201d persone care non le crea alcun turbamento o tentennamento?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abAnche se la stabilit\u00e0 psico-emotiva \u00e8 una caratteristica imprescindibile per la candidatura a <em>Mars One<\/em>, non posso fare a meno di pensarci. Turbamenti s\u00ec, tentennamenti no. Nella vita ognuno di noi deve compiere delle scelte, dove entrambe implicano la rinuncia ad alcuni benefici per averne altri. Sono molto legato ai miei cari, devo loro un quarto di secolo di cure, affetto, compagnia e insegnamenti; ma tutti i pulcini presto o tardi devono lasciare il nido, crescere e farsene uno proprio. Viaggiare nello Spazio per me \u00e8 sempre stato pi\u00f9 che un semplice sogno: lo sento come una vocazione, una chiamata, qualcosa a cui sono sempre stato destinato, se esiste il destino. Chi mi \u00e8 vicino lo sa, e seppur con una lacrima, accetta questa scelta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Mentre sogna Marte, ha provato ad immaginare la sua vita come un \u201ccomune uomo terrestre\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abDando credito alla matematica elementare, avevo lo 0,05% di probabilit\u00e0 di arrivare a questo punto, a essere l\u2019unico italiano e uno dei soli 100 candidati. Per arrivare fino in fondo, la probabilit\u00e0 di farcela sale al 4%. Ma fosse anche del 50%, pur essendo un grande sognatore, non sono il tipo che ipoteca la propria vita basandosi su un\u2019incertezza. In questo momento sto conducendo due vite parallele: una come candidato astronauta, completa di interviste in televisione, uniforme e autografi; l\u2019altra come giovane medico che va al lavoro con una Renault M\u00e9gane del 2007, paga le tasse, studia per diventare psicoanalista, il venerd\u00ec sera beve una birra con gli amici, il sabato va al cinema con la sua ragazza e la domenica pranza con i genitori. Ancora un anno, e poi vedr\u00f2 quale delle due vite proseguir\u00e0, e quale invece entrer\u00e0 nella mia scatola dei ricordi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Se non sar\u00e0 tra i prescelti per colonizzare Marte, cosa pensa le rimarr\u00e0 di questa esperienza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abA oggi non so dire se, qualora<br \/>\novessi essere escluso dalla missione, mi ricandiderei. \u00c8 molto probabile, ma se cos\u00ec non fosse farei ugualmente tesoro di ci\u00f2 che questa candidatura mi ha gi\u00e0 insegnato: la determinazione, la consapevolezza che \u00a0impossibile \u00e8 in realt\u00e0 sinonimo di molto difficile, se l\u2019impossibile viene affrontato con il giusto impegno. Ho imparato che dai sogni si pu\u00f2 passare ai progetti, e dai progetti ai fatti. Realizzare il proprio sogno \u00e8, per l\u2019uomo, un motore pi\u00f9 forte dell\u2019opulenza, della fama e dell\u2019amore, se si crede davvero al proprio sogno. Nella mia vita ho sempre ringraziato, pi\u00f9 di coloro che facevano il tifo per me, quelli che cercavano di dissuadermi, di convincermi che non ce l\u2019avrei fatta, perch\u00e9 smentire queste persone \u00e8 la prova pi\u00f9 dura e la pi\u00f9 soddisfacente. Se dovessi dare un consiglio ad un giovane, adulto o vecchio, temerario o timido, appassionato di astronomia, arte o politica, le mie parole sarebbero sempre le stesse, quelle che traccio nella dedica di ogni autografo: \u201cPunta sempre in alto!\u201d\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pietro Aliprandi<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":18998,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-18997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",451,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12436-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Giuliana Dalla Fior","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/dallafior\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Pietro Aliprandi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18997\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}