{"id":17874,"date":"2015-12-18T00:00:00","date_gmt":"2015-12-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17874"},"modified":"2015-12-18T00:00:00","modified_gmt":"2015-12-17T23:00:00","slug":"le-tempeste-dello-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/le-tempeste-dello-spirito\/","title":{"rendered":"Le tempeste dello spirito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Gli studi e l\u2019avvio della carriera diplomatica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abDella cerchia dei patrizi capodistriani, Giacomo Vergerio non figurava tra quelli pi\u00f9 in vista. La sua casa [\u2026] si ornava dell\u2019emblema di famiglia, ma guardava con dignitosa soggezione al palazzo dei ricchi Grisoni che si prendeva l\u2019intero lato opposto allo slargo. I sette fi gli che vi nacquero [\u2026] ne avrebbero potuto rinforzare il lustro su cui poggiava, ma non aggiungerle un\u2019opulenza che non aveva mai conosciuto. Soltanto al quinto e ultimo figlio maschio nato alle soglie del Cinquecento il nobiluomo decise di assegnare lo stesso nome del grande avo umanista, maestro di greco a Firenze e Padova\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tInizia cos\u00ec <em>Il male viene dal Nord<\/em>, splendido romanzo di Fulvio Tomizza dedicato alla vita di <strong>Pier Paolo Vergerio<\/strong>, nato a <strong>Capodistria <\/strong>nel <strong>1498<\/strong>. Avviato alla carriera ecclesiastica negli ordini minori, nel <strong>1517 <\/strong>si iscrive a Legge all\u2019Universit\u00e0 di <strong>Padova<\/strong>, proprio mentre nella tedesca <strong>Wittemberg<\/strong>, il 31 ottobre, il frate <strong>Martin Lutero <\/strong>affigge le sue 95 tesi contro papa Leone X, reo di aver favorito la vendita di indulgenze per fare cassa. Ma la gaudente Padova \u00e8 lontana dalla severa Germania e nel <strong>1526<\/strong>, conclusi gli studi, Vergerio sposa <strong>Diana Contarini<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tChe per\u00f2 muore a solo un anno dalle nozze, spingendo Pier Paolo a ripensare la propria vita e a dedicarsi completamente a Dio. Nel <strong>1532 <\/strong>si ritrova dunque ambasciatore papale a <strong>Venezia<\/strong>, mentre nella primavera 1533 viene promosso a nunzio apostolico presso la <strong>corte viennese di Ferdinando I d\u2019Asburgo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>La missione tedesca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel frattempo l\u2019<strong>Europa centrale <\/strong>\u00e8 sconvolta dal vento protestante; intere regioni passano alla nuova fede, i sacerdoti vengono perseguitati e i riformatori si moltiplicano: <strong>Huldrych Zwingli <\/strong>e Jean Cauvin (alias <strong>Giovanni Calvino<\/strong>) fanno concorrenza allo stesso Lutero; gli <strong>Anabattisti <\/strong>distruggono le immagini dei santi; la chiesa d\u2019Inghilterra, dopo il noto divorzio di <strong>Enrico VIII<\/strong>, \u00e8 ormai indipendente da Roma. Dal suo osservatorio privilegiato Vergerio capisce che \u00e8 arrivato il momento di agire; si fa quindi nominare da <strong>papa Paolo III <\/strong>ambasciatore presso i <strong>principi tedeschi<\/strong>, allo scopo di sondare il loro gradimento su un eventuale concilio di tutta la cristianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPer Vergerio, che si sente investito del ruolo di pacificatore, \u00e8 la missione della vita e, salvo rare opposizioni, i suoi sforzi sembrano godere del favore dei luterani, che nel capodistriano trovano un interlocutore sensibile alle loro richieste: da buon avvocato, per ognuno di essi trova le parole giuste, elargisce promesse di ascolto in sede conciliare e dimostra che anche sul versante cattolico c\u2019\u00e8 desiderio di rinnovamento. In questo viaggio <strong>da Salisburgo a Berlino<\/strong>, <strong>da Liegi a Praga<\/strong>, <strong>da Friburgo ad Halle<\/strong>, Vergerio intesse una preziosa rete di conoscenze sul fronte avversario, ma nei palazzi romani questa attivit\u00e0 viene vista con sospetto: troppo ingombrante e disinvolto quel nunzio arrivato da terre mezze slave con le pezze nel sedere, senza contare che nessuno gli ha dato l\u2019effettivo consenso per puntare verso <strong>Wittemberg<\/strong>, citt\u00e0 dell\u2019anticristo Lutero. Obiezione tanto vera quanto ottusa, insopportabile per un uomo d\u2019azione attento ai risultati, coraggioso al punto da incontrare <strong>frate Martino<\/strong>. Ma il faccia a faccia si rivela deludente: Lutero si dimostra rozzo, ottuso, inconsapevole di essersi ridotto a semplice strumento nelle mani dei potenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Gli anni del rinnovamento spirituale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel <strong>1536<\/strong>, con una classica promozione-rimozione, Vergerio viene nominato <strong>vescovo <\/strong>per obbligarlo a rientrare. Gli affidano <strong>Modrussa<\/strong>, vicino a Fiume: una miseria per un ambasciatore. Se ne rende conto lo stesso Ferdinando I d\u2019Asburgo, che si muove in favore dell\u2019amico per far s\u00ec che gli venga concessa la ben pi\u00f9 prestigiosa <strong>Capodistria<\/strong>. Cos\u00ec avviene, ma sulla sede grava l\u2019obbligo di pagare una lauta pensione di 50 ducati al segretario del cardinale Alessandro Farnese: l\u2019ingrato <strong>Antonio Elio<\/strong>, che proprio i Vergerio avevano adottato nell\u2019infanzia. Pur di starsene lontano, dal 1536 al 1541 Pier Paolo si sposta ovunque: a <strong>Trieste<\/strong>, dall\u2019amico vescovo Piero Bonomo; a <strong>Mantova<\/strong>, dove si lega a Ercole e Ippolito Gonzaga; e a <strong>Roma<\/strong>, nella quale conosce i cardinali Gasparo Contarini e Reginald Pole, il legato apostolico Alvise Priuli, l\u2019umanista Marcantonio Flaminio e la poetessa Vittoria Colonna. Figure accomunate da una fede in Dio tanto intensa quanto travagliata, \u00a0\u00a0sostanzialmente cattolica ma aperta alle nuove idee di giustizia e moralit\u00e0 provenienti dalla Riforma; li chiameranno \u2018<strong>spiritualisti<\/strong>\u2019 e Vergerio sta diventando uno di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSempre pi\u00f9 infastidito dalla corruzione capitolina, affronta l\u2019ennesima missione diplomatica, stavolta nella <strong>Parigi <\/strong>di <strong>Francesco I<\/strong>. Il re lo incarica di presiedere alla Conferenza di <strong>Ratisbona<\/strong>, che dovrebbe sviluppare un documento comune tra cattolici e protestanti, ma l\u2019incontro si conclude con un nulla di fatto. Per colpa di Lutero, dicono da Roma; per colpa del boicottaggio vaticano, pensa Vergerio. Il quale, tornato nella sua <strong>Capodistria nell\u2019estate 1541<\/strong>, rivoluziona la diocesi con provvedimenti radicali: lotta alla compravendita di indulgenze, cacciata di monaci macchiatisi di peccati carnali, ridimensionamento del culto di miracoli e reliquie nel nome di un ritorno alle Sacre Scritture. Immancabilmente, contro lo scomodo vescovo scatta l\u2019accusa di eresia, subito caduta nel vuoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019appuntamento con l\u2019<strong>Inquisizione<\/strong>, per\u00f2, \u00e8 solo rinviato; nel <strong>dicembre 1545<\/strong>, infatti, basta che Vergerio vada a <strong>Brescia<\/strong>, ospite dello spiritualista Fortunato Martinengo, per far s\u00ec che un vescovo cretese, ribattezzato \u2018il Grechetto\u2019, lo denunci per diffusione del luteranesimo. Il capodistriano non se ne cura, e sbaglia. Perch\u00e9 nel <strong>gennaio 1546<\/strong>, quando bussa al cardinale di\u00a0<strong>Trento <\/strong>per partecipare al <strong>Concilio <\/strong>appena inaugurato in citt\u00e0, trova le porte sbarrate: i lavori sono interdetti ai sospettati di eresia. A guidare il nuovo <strong>processo <\/strong>contro Vergerio \u00e8 l\u2019autore del celebre libro del <em>Galateo<\/em>: monsignor <strong>Giovanni Della Casa<\/strong>, inquisitore e gentiluomo che fra un precetto di buoni costumi e l\u2019altro confezioner\u00e0 un dossier con 34 capi d\u2019accusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>La grande fuga<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMentre Pier Paolo prepara la sua difesa, nella veneta <strong>Cittadella <\/strong>si sta consumando una tragedia. Dopo una vita da simpatizzante luterano, l\u2019avvocato <strong>Francesco Spiera <\/strong>\u00e8 stato costretto ad abiurare, vittima di un lavaggio del cervello che l\u2019ha portato alla pazzia: convinto di essere destinato alla dannazione eterna, muore di inedia il <strong>27 dicembre 1548<\/strong>. Al suo fianco nelle ultime settimane di vita c\u2019\u00e8 proprio Vergerio. Che di fronte a questa mostruosit\u00e0, sommata al dolore per la morte del fratello Giovanni Battista e alla nomina a vescovo di Pola dell\u2019infido Antonio Elio, capisce di non aver pi\u00f9 nulla a che spartire con l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl <strong>1 maggio 1549 <\/strong>passa quindi in <strong>Svizzera<\/strong>, appena in tempo per sfuggire alla condanna dell\u2019Inquisizione, che emaner\u00e0 la sua sentenza il <strong>3 luglio<\/strong>. La notizia fa il giro d\u2019Europa e suscita grande scalpore: il vescovo ribelle, che i riformatori ricordano con stima dai tempi della missione in Germania, \u00e8 ormai una celebrit\u00e0. Ma per Vergerio non c\u2019\u00e8 pace nemmeno nel piccolo borgo riformato di <strong>Vicosoprano<\/strong>, dove si \u00e8 stabilito come predicatore: gli scontri teologici fra luterani, zwingliani, anabattisti e calvinisti sono all\u2019ordine del giorno e l\u2019unico collante \u00e8 l\u2019odio anticattolico. Cos\u00ec, di fronte alla sua nuova produzione libellistica, che comprende pamphlet antipapali, poesie satiriche e testi religiosi, l\u2019accoglienza degli stessi connazionali fuggiti dall\u2019Inquisizione \u00e8 fredda, se non ostile. E quando a <strong>Ginevra<\/strong>, nell\u2019<strong>ottobre 1553<\/strong>, Giovanni Calvino condanna al rogo lo spagnolo <strong>Michele Serveto <\/strong>come eretico, dimostrando che certi crimini non sono un\u2019esclusiva papista, Vergerio decide di trasferirsi nella pi\u00f9 sicura <strong>Germania<\/strong>. A <strong>Tubinga <\/strong>riprende le sue pubblicazioni: traduce in italiano alcuni testi luterani, rivolgendosi \u00abai nostri italici, specialmente alla giovent\u00f9\u00bb, e scrive la struggente <strong><em>Historia di Francesco Spiera<\/em><\/strong>, che diventa un best seller anche grazie a una immediata traduzione in latino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Gli ultimi anni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Tra il 1556 e il 1557 <\/strong>Vergerio si sposta in <strong>Prussia Orientale<\/strong>, tra Polonia e Lituania: \u00e8 in missione per conto del duca \u00a0Cristoforo del W\u00fcrttemberg, come ai tempi della nunziatura apostolica, ma stavolta per rafforzare i luterani perseguitati dalla Controriforma. Incontra la famiglia reale e partecipa a un sinodo, ma il dialogo \u00e8 ormai interdetto. Tornato deluso in Germania nel <strong>1558<\/strong>, si butta a capofitto nella produzione libraria e assieme al suo conterraneo <strong>Primus Trubar<\/strong>, gi\u00e0 autore nel 1550 del primo libro a stampa in sloveno (il <em>Katekizem<\/em>), fonda una tipografia a Urach dalla quale usciranno la <strong>prima traduzione\u00a0<\/strong><strong>del Nuovo Testamento in sloveno<\/strong>, nonch\u00e9 altre <strong>37 opere dottrinali <\/strong>in italiano, sloveno e croato, per un totale di ben 25.000 copie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019ultimo viaggio di Pier Paolo, come in una storia romantica, \u00e8 nelle sue terre: a <strong>Trieste<\/strong>, nella <strong>cattedrale di San Giusto<\/strong>, \u00a0\u00a0assiste alle nozze di una nipote. Da lass\u00f9 avr\u00e0 forse guardato il suo mare, puntando lo sguardo verso Capodistria un\u2019ultima volta, prima di tornare a Tubinga per guardare in faccia la morte: <em>Il <strong>4 ottobre 1565 <\/strong>Pier Paolo Vergerio \u201csal\u00ec in cielo\u201d, \u201cvomit\u00f2 lo spirito\u201d, \u201craggiunse la Beatitudine del padre\u201d, \u201ccrep\u00f2\u201d [\u2026]. Il nipote Ludovico rifer\u00ec che era spirato serenamente, assistito da Primus Trubar, \u201cil quale come conterraneo gli aveva prestato il sollievo spirituale fino all\u2019ultimo respiro perch\u00e9 salisse a quella meta a cui tendeva: la vita eterna\u201d. Il curioso destino che aveva fatto ritrovare i due uomini nell\u2019esilio, e li aveva voluti riconciliati sul letto di morte, quattro secoli dopo disporr\u00e0 che al riformatore sloveno venisse intitolata la strada in cui il capodistriano aveva aperto gli occhi alla luce e che a Vergerio, quasi per compensazione, solo il popolo di Trubar erigesse un monumento (Fulvio Tomizza, Il male viene dal Nord).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pier Paolo Vergerio<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":17875,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-17874","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1-300x214.webp",300,214,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",300,214,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",455,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",365,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",300,214,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",466,332,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1.webp",250,178,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12281-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Vanni Veronesi","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/veronesi\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Pier Paolo Vergerio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17874"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17874\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}