{"id":17835,"date":"2015-12-11T00:00:00","date_gmt":"2015-12-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17835"},"modified":"2015-12-11T00:00:00","modified_gmt":"2015-12-10T23:00:00","slug":"nulla-e-scontato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/nulla-e-scontato\/","title":{"rendered":"Nulla \u00e8 scontato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tGli uomini sono \u201canimali che si autointerpretano\u201d (Ch. Taylor), cio\u00e8 animali intelligenti, dotati della capacit\u00e0 di comprendere la realt\u00e0, gli altri e se stessi, nonch\u00e9 di agire sulla base di decisioni che nascono dalla loro razionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl pensiero \u00e8 costitutivo della persona in modo radicale. Il pensiero non intellettualismo ma attribuzione di significati alla realt\u00e0, interpretazione del senso delle cose. Significati e senso che influenzano in forma decisiva la concretezza della vita. Il pensiero pu\u00f2 cambiare il corso della vita propria e altrui. Il pensiero \u00e8 distinto ma al tempo stesso influenzato e capace di influenzare tutto il mondo affettivo, emotivo, pulsionale, corporeo. Per questo, a maggior ragione, va coltivato ed educato. Per questo \u00e8 necessario che non sia banale. Per questo dev\u2019essere critico. Il pensiero critico \u00e8 la capacit\u00e0 di non dare nulla per scontato, di interrogarsi sulla realt\u00e0, su quanto accade, su quanto ci viene detto, su quello che vediamo e percepiamo, sui sentimenti e i pensieri, sulle grandi domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLasciarsi interrogare dalla realt\u00e0 e dai vissuti, non lasciar cadere le domande impor tanti anche se la risposta non \u00e8 immediata, prendere in esame tutti i fattori di una questione anche se appaiono contrastanti, approfondire sempre pi\u00f9 i grandi interrogativi: queste sono le pratiche interiori che generano e rendono possibile il pensiero critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl pensiero critico \u00e8 sostenuto e animato in ultima istanza dal bisogno di dare una risposta adeguata alle grandi domande della vita (Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Che senso ha vivere? Perch\u00e9 ci sono il dolore e la morte?). Le grandi domande segnano l\u2019intera esistenza umana e la qualit\u00e0 della vita dipende in fondo dalla risposta che a esse si d\u00e0. In forma esplicita o meno, consapevole o meno. Lo si voglia o no, sono domande a cui inevitabilmente &#8211; almeno attraverso la prassi quotidiana &#8211; viene data un risposta (M. Blondel). Il pensiero \u00e8 critico quando non ci si accontenta di risposte banali o semplicemente copiate da altri, quando non si smette di approfondire le domande e le risposte, perch\u00e9 in gioco vi \u00e8 il senso della vita propria e altrui. Il pensiero \u00e8 critico quando ci si lascia abitare e turbare dalla difficolt\u00e0 di dare risposte. In gioco vi \u00e8 il senso dell\u2019essere al mondo. E il senso non \u00e8 qualcosa di meramente teorico ma qualcosa altres\u00ec di rigorosamente pratico. Il senso della vita si gioca nella concretezza dell\u2019esperienza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl domandare nasce dall\u2019ascolto serio dei propri vissuti esperienziali, dall\u2019incontro con l\u2019altro &#8211; nelle sue radicali similarit\u00e0 e diversit\u00e0 &#8211; e dal desiderio profondo di senso e di autenticit\u00e0 che scaturisce dal profondo del nostro essere. La realt\u00e0 che ci circonda e ci comprende, gli altri simili e diversi da noi, le emozioni interiori che proviamo, le sensazioni, i sentimenti ci inducono a porci la domanda sul senso della realt\u00e0 e sul senso del nostro essere nel mondo. Il pensiero \u00e8 critico perch\u00e9 si lascia interrogare e interroga senza accontentarsi facilmente delle risposte, perch\u00e9 non lascia inevase le grandi domande, perch\u00e9 approfondisce anche quando una risposta l\u2019ha gi\u00e0 trovata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 importante educare l\u2019intelligenza a mantenere ampio l\u2019orizzonte del proprio sguardo, a osservare e ascoltare la realt\u00e0, a lasciarsi interrogare e a interrogare la realt\u00e0. Il che vuol dire ascoltare il proprio mondo interiore, i propri pensieri e i propri sentimenti (introspezione), ascoltare e mettersi nei panni degli altri (empatia), guardare con meraviglia e con timore alla realt\u00e0 tutta (osservazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 decisivo imparare a interrogare ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che ci circonda. \u00c8 decisivo imparare a porsi la domanda: \u201cche cos\u2019\u00e8?\u201d. Ossia: \u201cqual \u00e8 la sua natura?\u201d. \u00c8 la domanda che Socrate poneva sempre e inevitabilmente di fronte a ogni cosa: \u201c<strong>che cos\u2019\u00e8?<\/strong>\u201d. \u00c8 l\u2019indicazione di Marco Aurelio: \u201cquando ci si trova di fronte a una situazione la prima regola \u00e8 la semplicit\u00e0: di ogni cosa chiediti cosa \u00e8 in s\u00e9\u201d. La domanda sulla natura di tutte le cose \u00e8 la domanda fondamentale. Decisiva \u00e8 poi l\u2019altra che segue a catena: \u201cperch\u00e9?\u201d. \u00c8 a partire da queste domande che \u00e8 possibile poi capire come orientarsi nella vita e imparare a porsi la questione del proprio orientamento etico (cos\u2019\u00e8 la vita buona e quindi come devo comportarmi?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tUno dei compiti educativi fondamentali degli adulti \u00e8 esattamente quello di educare all\u2019introspezione, all\u2019empatia e all\u2019interrogazione filosofica. Sollecitare i ragazzi a porre domande, a non accontentarsi delle risposte di comodo, a non abbandonare la fatica dell\u2019interrogazione e della ricerca di un senso possibile e mai esaustivo \u00e8 uno degli obblighi morali di chi educa. Sia un genitore, un insegnante, un allenatore&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLe opportunit\u00e0 possono essere di fatto infinite. Di fronte a un evento non solo felice o drammatico ma anche del tutto ordinario \u00e8 sempre possibile innescare una riflessione che apra la strada anche a una metariflessione. Si pu\u00f2 sempre chiedere: \u201cCos\u2019\u00e8 successo?\u201d, \u201cDi cosa si \u00e8 trattato?\u201d, \u201c\u00c8 giusto o sbagliato?\u201d, \u201cPerch\u00e9?\u201d. \u00c8 inoltre sempre possibile esprimere un commento ragionato su qualunque cosa. Oppure \u00e8 possibile raccontare e raccontarsi: la narrazione esplicita almeno in forma indiretta una lettura della realt\u00e0, un\u2019interpretazione, i valori di riferimento, il modo in cui si \u00e8 agito di fronte a una data situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tQuesti sono modi per offrire schemi e mappe sia di interpretazione che di azione. E dietro alle domande e alle risposte specifiche in filigrana si intravede sempre la visione del mondo pi\u00f9 comprensiva e complessa. I ragazzi hanno bisogno di esempi, racconti, ragionamenti, domande e risposte. La testimonianza diretta, la narrazione non banale, l\u2019interrogazione, la discussione schietta sono servizi educativi che aprono la mente e il cuore del ragazzo a prospettive nuove o comunque lo aiutano a consolidare uno stile riflessivo non scontato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa riflessione non \u00e8 solo questione di testa ma anche e soprattutto di vita. Riflettere \u00e8 formarsi la capacit\u00e0 critica di interpretare la realt\u00e0 e quindi un modo personale di stare al mondo. E in fondo \u00e8 esattamente questo il fine di una buona educazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensiero critico<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":17836,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1-300x202.webp",300,202,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",300,202,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",387,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",300,202,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",446,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1.webp",250,168,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12212-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Cristian Vecchiet","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/vecchiet\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Pensiero critico","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17835"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17835\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}