{"id":17829,"date":"2015-12-09T00:00:00","date_gmt":"2015-12-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17829"},"modified":"2015-12-09T00:00:00","modified_gmt":"2015-12-08T23:00:00","slug":"il-baffone-che-soffia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-baffone-che-soffia\/","title":{"rendered":"Il Baffone che soffia"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tSecondo uno studio del magazine americano on line <em>VinePair <\/em>sulle birre pi\u00f9 popolari in oltre 100 paesi, la Birra Moretti risulta essere la birra pi\u00f9 conosciuta in Italia, oltre che rappresentare da sempre un prodotto dell\u2019eccellenza <em>made in Italy<\/em>.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa storica azienda, un tempo marchio di nicchia friulano, dal 1989 passata di mano alla multinazionale canadese Labatt e dal 1996 assorbita dalla Heineken, \u00e8 oggi un\u2019azienda che garantisce un prodotto in oltre 40 Paesi (tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Giappone) e annovera una produzione di oltre 2 milioni di ettolitri all\u2019anno.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl Friuli le ha dato le radici, il cuore e la sostanza: storia ben nota, anche recentemente ricordata ai posteri nel libro: \u00abLa birra Moretti da Udine al Mondo &#8211; 130 anni di una dinastia imprenditoriale\u00bb, scritto dall\u2019erede <strong>Luigi Menazzi Moretti<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tEvanescenze di un Friuli scomparso, ma allo stesso tempo storie di una terra forte, decisa, dai sapori inconfondibili, capace di stuzzicare il palato pi\u00f9 sopraffino e delicato. Non \u00e8 anacronismo dire che Udine poteva ritenersi, allora, la capitale italiana della birra. Oltre alla Moretti di viale Venezia, fondata nel lontano 1859, accoglieva la Dormisch, nata a Resiutta nel 1875 e trasferita in citt\u00e0 dieci anni dopo. Senza scordare che anche Trieste possedeva una tradizione dell\u2019arte birraia con lo stabilimento della Dreher, inaugurato nel 1866.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\n<div class=\"image_box\">\n<div><a class=\"news_images\" href=\"\/imagazine_images\/12194.png\" title=\"Il famoso manifesto di Franca Segala (ph. M. Tomaselli)\"><img decoding=\"async\" id=\"image-12194\" style=\"width: 200px; position: relative;\" class=\"dragable_image ui-draggable\" src=\"\/imagazine_images\/12194\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/div>\n<div style=\"width: 200px;\">\n<h6 style=\"text-align: left; line-height: 14px; font-size: 11px;\">Il famoso manifesto di Franca Segala (ph. M. Tomaselli)<\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"ui-droppable\">\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tMa andiamo avanti\u2026 Ricordate la storica immagine del \u201cBaffone\u201d che accompagna, ancora oggi, la Birra Moretti in tutto il mondo (perfino nel cuore dell\u2019Expo appena concluso)? Il \u201csi\u00f4r di Tres\u00e9sin\u201d che venne immortalato da Lao Menazzi Moretti al ristorante Boschetti \u201cdi Tres\u00e9sin\u201d (Tricesimo) &#8211; o stando ad altra versione il \u201csi\u00f4r di Collerumiz di Tarcint\u201d fotografato alla stazione ferroviaria di Tarcint (Tarcento) alla fine della Seconda guerra mondiale. Un uomo antico e moderno allo stesso tempo, elegante in un abito verde scuro, estremamente naturale, con un bel cappello, grandi baffi e un viso che sembra custodire mille racconti. Come quello di quando il commendatore Moretti gli chiese il dovuto per il disturbo e lui rispose \u201cCh\u2019al mi dedi di bevi, mi baste\u201d (\u201cMi dia da bere che mi basta\u201d).<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tAll\u2019epoca le nuove tecnologie sperimentate in azienda avevano necessit\u00e0 di essere affiancate da un\u2019accorta campagna pubblicitaria, in cui l\u2019arte dell\u2019immagine illustrasse il prodotto industriale. Ecco perch\u00e9 quella fotografia fu consegnata, alla fine degli anni \u201940, all\u2019illustratore Segala, alias <strong>Franca Segala <\/strong>&#8211; conosciuta soprattutto per l\u2019illustrazione delle copertine dei quaderni &#8211; che disegn\u00f2 il famoso manifesto, icona e simbolo della Birra Moretti in tutto il mondo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\n<div class=\"image_box\">\n<div><a class=\"news_images\" href=\"\/imagazine_images\/12196.png\" title=\"Orso Maria Guerrini nella pubblicit\u00e0 della Birra Moretti (ph. M. Tomaselli)\"><img decoding=\"async\" id=\"image-12196\" style=\"width: 200px; position: relative;\" class=\"dragable_image ui-draggable\" src=\"\/imagazine_images\/12196\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/div>\n<div style=\"width: 200px;\">\n<h6 style=\"text-align: left; line-height: 14px; font-size: 11px;\">Orso Maria Guerrini nella pubblicit\u00e0 della Birra Moretti (ph. M. Tomaselli)<\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"ui-droppable\">\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tQuando il cartellone fu consegnato alle birrerie, migliaia di persone si riconobbero nel \u201cBaffone\u201d, a conferma che il Commendator Moretti era riuscito a individuare un personaggio davvero autentico. In seguito, nel corso degli anni il \u201cBaffo\u201d \u00e8 stato interpretato da vari attori e persino da un disegnatore, <strong>Bruno Bozzetto<\/strong>; il volto pi\u00f9 noto, per\u00f2, \u00e8 stato quello dell\u2019attore e doppiatore <strong>Marcello Tusco<\/strong>, poi sostituito da <strong>Orso Maria Guerrini<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\n<div class=\"image_box\">\n<div><a class=\"news_images\" href=\"\/imagazine_images\/12193.png\" title=\"Il  cartellone della Moretti che intravvide la Groth all'ingresso di Tarvisio (ph. M. Tomaselli)\"><img decoding=\"async\" id=\"image-12193\" style=\"width: 200px; position: relative;\" class=\"dragable_image ui-draggable\" src=\"\/imagazine_images\/12193\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/div>\n<div style=\"width: 200px;\">\n<h6 style=\"text-align: left; line-height: 14px; font-size: 11px;\">Il  cartellone della Moretti che intravvide la Groth all&#8217;ingresso di Tarvisio (ph. M. Tomaselli)<\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"ui-droppable\">\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tAlmeno, questa \u00e8 la storia che ci hanno sempre raccontato. Quella vera riguardo l\u2019immagine del \u201cBaffone\u201d che soffia sulla schiuma di un gran boccale di birra risulta per\u00f2 essere un\u2019altra. Si tratta infatti di uno scatto realizzato, nel 1939, dalla fotografa tedesca <strong>Erika Groth-Schmachtenberger <\/strong>(1906-1992), nota in patria per l\u2019interesse sui soggetti popolari, che ritrae un contadino tirolese, precisamente di Thaur in Tirol, a pochi chilometri da Innsbruck. Nel 1956, entrando in Italia dal valico di Tarvisio assieme al marito, la Groth incapp\u00f2 in una serie di cartelloni stradali della Moretti che pubblicizzavano il \u201cBaffone\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<span style=\"text-align: justify;\">Si trattava del famoso manifesto della Segala che riproduceva il suo scatto originale in bianco e nero e che subito riconobbe. Era evidente la corrispondenza dei cartelloni alla sua fotografia: lo stesso uomo robusto, con un abito scuro, con un bel cappello, i grandi baffi e lo stesso sfondo. Lei non aveva mai ceduto i diritti d\u2019immagine, cos\u00ec decise di rivolgersi a un avvocato per legittimare il diritto d\u2019autore. L\u2019anno successivo si vide dare ragione ma ottenne un misero risarcimento di soli 800 marchi, giusto per acquistare due stufe a olio e resistere all\u2019inverno. Ma, spinta dalla curiosit\u00e0, scrisse una lettera alla Birra Moretti per sapere come erano andate le cose. Non ebbe riscontro fino a quando una nota le comunicava che la fotografia proveniva da un calendario bavarese.<\/span><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tA questo punto la storia autentica, quella della Groth, cancella ogni ipotesi di \u201cBaffone\u201d friulano. \u00c8 stato <strong>Antonio Rossetti<\/strong>, presidente dell\u2019Associazione Cervignano Nostra, a far chiarezza su questa storia, in una recente mostra dedicata all\u2019indimenticabile architetto <strong>Ennio Puntin Gognan<\/strong>, gi\u00e0 socio del prestigioso circolo fotografico \u201cLa gondola\u201d di Venezia, amico della brava fotografa che ospit\u00f2 anche a Cervignano. Dopo la scomparsa della Groth, l\u2019architetto Puntin don\u00f2 al sindaco di Thaur tutta la documentazione raccolta sulla vicenda.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIn mostra, sono stati esposti il libro \u201cMeine liebsten Fotos\u201d (\u201cLe mie fotografi e predilette\u201d), del 1984, dove la Groth pubblic\u00f2 la fotografia originale, e un altro scatto inedito del \u201cBaffone\u201d che dorme su una panca della locanda tirolese, accanto al suo inconfondibile cappello e alla pipa con l\u2019uccellino scolpito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;immagine contesa<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":17830,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-17829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1-300x165.webp",300,165,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",300,165,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",500,275,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",474,260,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",391,215,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",300,165,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",546,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1.webp",250,137,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/12196-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Un'immagine contesa","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17829"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17829\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17830"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}