{"id":17657,"date":"2015-11-05T00:00:00","date_gmt":"2015-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17657"},"modified":"2015-11-05T00:00:00","modified_gmt":"2015-11-04T23:00:00","slug":"una-cinica-idealista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/una-cinica-idealista\/","title":{"rendered":"Una cinica idealista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSi definisce \u201cidealista cinica\u201d: \u00e8 una voce di ponderato, consapevole realismo; \u00e8 pure voce di protesta e di critica con indiscussa autorevolezza: \u00e8 una giovane valente e competente antropologa, docente di Antropologia dello Sviluppo e di Sociologia della Criminalit\u00e0 e delle Emergenze, autrice di diverse pubblicazioni, dedita alla ricerca con passione e rigore. Ecco perch\u00e9 in un momento in cui il flusso dei \u201cmigranti\u201d \u00e8 realt\u00e0 quotidiana, fonte di problemi civili, politici e di coscienza, abbiamo intervistato <strong>Desir\u00e9e Pangerc<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Dottoressa Pangerc, quali motivazioni l\u2019hanno indotta, dopo la laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, a scegliere di specializzarsi in antropologia applicata, dello sviluppo, della sicurezza e di\u00a0<\/strong><strong>sociologia delle emergenze?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abHo sempre amato l\u2019antropologia per cui, appena il mio professore universitario mi chiese di diventare sua cultrice della materia, accettai di buon grado. Da l\u00ec, ottenni un posto come Dottore di Ricerca in Antropologia ed Epistemologia della Complessit\u00e0 presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo: avevo gi\u00e0 preparato un progetto di analisi delle rotte migratorie che confluivano in Friuli Venezia Giulia, grazie soprattutto ai preziosi suggerimenti e alla collaborazione con l\u2019allora Procuratore Anti-Mafia Nicola Maria Pace e il mio Titolare di Cattedra, professor Antonio Luigi Palmisano. Da quel momento in poi, la ricerca \u00e8 divenuta il fulcro della mia vita e non mi sono mai accontentata di scoprire nuovi percorsi antropologici: ecco perch\u00e9 ho cercato e trovato possibilit\u00e0 di \u00a0specializzazione in Germania, Danimarca, Portogallo, unite all\u2019esperienza maturata sul campo in Bosnia Erzegovina per due anni come Programme Officer dell\u2019Ufficio Tecnico Locale dell\u2019Ambasciata italiana a Sarajevo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Docente universitaria, esperta europea sulle questioni migratorie e sul crimine transnazionale. Quali gli aspetti pi\u00f9 faticosi e quali quelli pi\u00f9 gratificanti del suo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abLa difficolt\u00e0 maggiore \u00e8 trovare il tempo e i fondi finanziari per la ricerca pura, ricerca che in Italia purtroppo non \u00e8 riconosciuta come lavoro. Per questo ho passato anni in cui mi accaparravo due o tre contratti, sempre inerenti ad attivit\u00e0 legate al fenomeno migratorio, per poter poi viaggiare perlopi\u00f9 nei Balcani e passare cos\u00ec il periodo \u201cvacanziero\u201d. Ricercando\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>A proposito delle sue ricerche, emigrazione e criminalit\u00e0 transnazionale vanno di pari passo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abLe migrazioni illegali spesso vanno di pari passo con quelle che sono state chiamate, all\u2019inizio degli anni Novanta, le \u201cNuove Mafie\u201d. Per migrazioni illegali intendo sia quelle in cui c\u2019\u00e8 un iniziale consenso tra migrante e organizzazione criminale, come nel caso dei clandestini, sia le cosiddette \u201cmigrazione forzate\u201d, dove le vittime \u2013 specialmente donne e bambini ma anche giovani uomini sani destinati allo sfruttamento lavorativo o, peggio, al traffico di organi \u2013 sono reclutate dalle mafie nel Paese di origine. Attualmente \u00e8 necessario aggiungere all\u2019interno del termine generico \u201cmigrante\u201d anche i profughi, siriani e non, facile preda di aguzzini senza scrupoli, aguzzini per i quali le persone non sono niente altro che merce\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Tra le sue pubblicazioni il testo <\/strong><strong><em>Il traffico degli invisibili. Migrazioni illegali lungo le rotte balcaniche\u00a0<\/em><\/strong><strong>(Bonanno Editore, 2012). Perch\u00e9 \u201cinvisibili\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00ab\u201cInvisibili\u201d innanzitutto perch\u00e9 di traffico di persone se ne inizia a discutere seriamente appena ora, nonostante i vari Protocolli delle Nazioni Unite, le direttive europee&#8230; Per me \u00e8 molto difficile reperire testi, dal 2005 al 2010, sullo <em>human trafficking<\/em>. Invisibili perch\u00e9 le nuove mafie li nascondono nei container, in bunker sotterranei, nelle grotte carsiche&#8230; Invisibili perch\u00e9 le organizzazioni criminali trattengono i loro documenti d\u2019identit\u00e0, per cui, anche qualora riuscissero a scappare, non sarebbero \u201cnessuno\u201d. Invisibili perch\u00e9 fino a qualche mese fa c\u2019era un morboso interesse mediatico per le rotte marittime (pi\u00f9 impattanti sul pubblico) mentre del continuo flusso che \u00e8 proseguito in questi anni si ignorava o se ne voleva ignorare l\u2019esistenza. Ora, con l\u2019emergenza umana siriana e non solo, non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di invisibilit\u00e0 del fenomeno&#8230; nonostante molti preferiscano ancora voltare la testa dall\u2019altra parte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Pi\u00f9 volte lei ha asserito che i sentieri del traffico degli \u201cinvisibili\u201d passano attraverso \u201cconfini porosi\u201d.\u00a0<\/strong><strong>Tra muri, fi lo spinato, lunghe marce a piedi, mezzi di fortuna, treni presi d\u2019assalto, oggi come definirebbe i confini?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abArtificiali, dettati da decisioni politiche. D\u2019altronde \u00e8 ben noto che le attivit\u00e0 degli operatori di sicurezza, anzi, addirittura lo stesso concetto di \u201csicurezza\u201d, dipendono dall\u2019agenda politica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Per i migranti i \u201cconfini\u201d sono una tragedia, eppure continuano a valicarli a qualsiasi costo, a qualsiasi\u00a0<\/strong><strong>prezzo, sia di denaro sia soprattutto di vite umane. Quale la discrepanza tra la volont\u00e0 politica e la sensibilit\u00e0 della societ\u00e0 civile?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abHo potuto constatare che dipende dalla cosiddetta \u201ccultura dell\u2019accoglienza\u201d o, se vogliamo, da quel principio di solidariet\u00e0 che caratterizza le reti sociali. Per questo mi sento di dire che, soprattutto nei Balcani, vi \u00e8 una forte discrepanza tra il respingimento dei profughi che proviene da decisioni politiche e l\u2019aiuto che le famiglie di quei Paesi offrono. Paradossalmente, ho percepito pi\u00f9 solidariet\u00e0 civile in Paesi pi\u00f9 poveri del nostro che in Italia, dove l\u2019opinione pubblica \u00e8 spaccata in due. Sar\u00e0 che in quei Paesi il ricordo della guerra \u00e8 molto recente, sar\u00e0 che noi siamo di memoria corta. Nel mio testo e nelle mie conferenze o lezioni analizzo il fenomeno migratorio, eppure ci\u00f2 che dico spesso viene utilizzato e manipolato in una presa di posizione politica. Cos\u00ec non \u00e8: mi ritengo una ricercatrice seria e rigorosa, quindi altrettanto rigorosamente ricerco e non mi passa proprio per la testa di fare propaganda\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Tra diffidenza, rassegnazione, partecipazione all\u2019accoglienza qual \u00e8 il sentimento pi\u00f9 diffuso tra le genti d\u2019Europa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abCredo che tutta la societ\u00e0 civile europea sia scissa tra sentimenti contrastanti. Di certo i media non aiutano in questo, veicolando spesso informazioni non vere, non verificate se non addirittura volutamente manipolate\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>La sua attivit\u00e0 la pone a contatto con il reato di riduzione in schiavit\u00f9 e contrabbando di persone:\u00a0<\/strong><strong>\u201cvittime\u201d sono soprattutto le giovani donne.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abHo lavorato in centri di recupero per le vittime sia in Italia che nei Balcani e l\u00ec ero a contatto, come donna, con donne&#8230; ma anche con minori. Ora tuttavia vengono trafficati pi\u00f9 maschi giovani e sani per sfruttamento lavorativo o traffico d\u2019organi: quindi non si possono svolgere serie attivit\u00e0 di recupero se non si tiene conto che anche gli uomini fanno parte di quei \u201cgruppi vulnerabili\u201d che dovrebbero essere tutelati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Quali sono i Paesi pi\u00f9 implicati nel reato del traffico d\u2019organi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00ab\u00c8 un sub-fenomeno del traffico di persone: per cui tutti i Paesi implicati nella riduzione in schiavit\u00f9 di esseri umani sono implicati anche nel traffico d\u2019organi. La difficolt\u00e0 per gli operatori giudiziari \u00e8 quella di trovare prove concrete di questo traffico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Molti capi di stato hanno affermato che il flusso migratorio durer\u00e0 decenni. A suo parere la volont\u00e0\u00a0<\/strong><strong>politica di arginare il fenomeno come e dove potrebbe intervenire?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abPi\u00f9 che arginarlo, dovrebbe iniziare a gestirlo. Qualche settimana fa il Ministero dei Rifugiati e per il Rimpatrio del governo afgano ha iniziato una campagna di sensibilizzazione verso i propri cittadini, lanciando il messaggio di non partire, visti i costi in termini di vite umane che questo viaggio disperato comporta e i benefici che le organizzazioni criminali traggono da questo business illegale, ma di restare. D\u2019altronde, se un Paese \u00e8 in pieno conflitto e i civili non vengono tutelati, \u00e8 assolutamente umano che cerchino di sopravvivere scappando in modo lecito o illecito. Da parte nostra, vedo un immobilismo nel riformare l\u2019iter di identificazione di un migrante \u2013 iter che dura quasi 18 mesi \u2013 e anche scarsit\u00e0 di proposte riguardo allocazioni e percorsi integrativi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Come giudica l\u2019Italia \u201cterra di frontiera\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abGeograficamente, l\u2019Italia \u00e8 terra di frontiera da sempre. Il problema \u00e8 quando la si definisce cos\u00ec politicamente e socialmente, creando delle fratture tra noi e l\u2019Altro (o l\u2019alterit\u00e0, se mi concedete un termine antropologico azzeccato). Purtroppo, invece di cogliere le possibilit\u00e0 che le nostre \u201cporte\u201d ci diano accesso al mondo, vediamo la frontiera o il confine esclusivamente nella sua dimensione negativa. Questo significa che il confine sta nelle nostre menti ed \u00e8 molto grave\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Secondo lei il Friuli Venezia Giulia, terra di migranti e di immigrati, con quali sentimenti vive il problema dell\u2019accoglienza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abDa noi vale lo stesso discorso di prima: siamo scissi in due fazioni. La paura dello straniero assieme alla crisi finanziaria e occupazionale che stiamo vivendo creano i presupposti per generalizzazioni, stereotipi, facilit\u00e0 a credere ad alcune informazioni errate sulle dinamiche del fenomeno migratorio, dalla partenza all\u2019identificazione e all\u2019accoglienza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Nel suo girovagare tra l\u2019Italia, i Balcani e l\u2019Europa, quanto spazio nel suo cuore riserva a Trieste?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abHo un rapporto di amore e odio con la mia citt\u00e0 natale e, in generale, con il Friuli Venezia Giulia. Se penso a quante iniziative potremmo promuovere data la nostra posizione privilegiata, sono assalita dalla rabbia e dalla frustrazione: i miei progetti devo sempre portarli altrove perch\u00e9 siano considerati (e anche finanziati). D\u2019altro canto, mi \u00e8 capitato spesso di commuovermi davanti a questo \u201cpiccolo compendio dell\u2019universo\u201d, come l\u2019ha definito Ippolito Nievo, al rientro dalle trasferte pi\u00f9 emotivamente difficili\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Nel vortice dei suoi impegni c\u2019\u00e8 spazio per qualche hobby?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abIl mio hobby \u00e8 viaggiare, per cui riesco a gratificarmi rivedendo amici che sono sparsi in giro per il mondo, scoprendo realt\u00e0 nuove e sempre stimolanti. A essere totalmente sincera, ci sono pure dei brevi periodi in cui mi dedico alla lettura e all\u2019introspezione, solo per prendere un attimo di respiro&#8230;\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Cosa apprezza maggiormente in una donna?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abRispondo con una citazione della Presidentessa del <em>Global Fund for Women<\/em>, Kavita Ramdas: \u201cAbbiamo bisogno di donne che sono cos\u00ec forti che possono essere gentili, cos\u00ec sagge che possono essere umili, cos\u00ec feroci che possono essere compassionevoli, cos\u00ec appassionate che possono essere razionali e cos\u00ec disciplinate che possono essere libere\u201d. Sono queste le qualit\u00e0 che apprezzo nelle donne come negli uomini, senza distinzioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Nel caleidoscopio dei suoi incontri umani e istituzionali, quale persona l\u2019ha maggiormente colpita e coinvolta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abCe ne sono tante che ho preso a modello ed esempio nel corso della mia vita: il Procuratore Anti-Mafia Nicola Maria Pace, scomparso nel settembre 2012, colui il quale mi ha \u201ciniziato\u201d alla tematica del traffico di esseri umani e del ruolo del crimine organizzato transnazionale; poi Sua Eccellenza l\u2019Ambasciatore Piero De Masi, uno dei due diplomatici italiani che \u2013 durante il golpe di Pinochet del 1973 in Cile \u2013 apr\u00ec le porte dell\u2019Ambasciata italiana ai dissidenti, dando rifugio e quindi salvando la vita a numerosi <em>asilados<\/em>. Infine, non posso non menzionare il Generale Mauro Del Vecchio, il quale mi ha spronata a continuare le mie applicazioni dell\u2019antropologia nell\u2019ambito della sicurezza e in quello militare. Questi tre grandi uomini per l\u2019Italia ma ci sono anche altrettanti che chiamo i miei Maestri in ambito internazionale, tutti accomunati da un fortissimo carisma, un\u2019immensa esperienza \u00a0professionale unita a un\u2019umanit\u00e0 e una visione propria e originale della complessit\u00e0 del mondo, dell\u2019uomo e delle problematiche connesse a livello macro e micro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Prescindendo dal suo lavoro, quale desiderio vorrebbe si potesse realizzare a breve?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00ab\u00c8 difficile prescindere dal mio lavoro&#8230; ma, se dovessi pensare a un\u2019utopia vorrei poter semplicemente prendere un leggero zainetto in spalla e mettermi a viaggiare senza condizionamenti. Libera\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Desir\u00e9e Pangerc<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":17658,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17657","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1-300x201.webp",300,201,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",300,201,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",389,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",300,201,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",465,311,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11769-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Giuliana Dalla Fior","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/dallafior\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Desir\u00e9e Pangerc","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17657","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17657"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17657\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17657"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17657"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17657"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}