{"id":17461,"date":"2015-09-28T00:00:00","date_gmt":"2015-09-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17461"},"modified":"2015-09-28T00:00:00","modified_gmt":"2015-09-27T23:00:00","slug":"la-grande-musica-sbarca-a-sacile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-grande-musica-sbarca-a-sacile\/","title":{"rendered":"La grande musica sbarca a Sacile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 affidata a una tra le pi\u00f9 note vocalist jazz del mondo l&#8217;anteprima dell&#8217;edizione 2015 de \u201c<strong>Il Volo del Jazz<\/strong>\u201d. Sar\u00e0 infatti <strong>Dianne Reeves<\/strong>, cantante talentuosa e grande interprete di testi che si \u00e8 imposta a livello internazionale fin dalla seconda met\u00e0 degli anni Ottanta, a inaugurare, con un concerto in calendario <strong>marted\u00ec 20 ottobre alle 20.45<\/strong> al <strong>Teatro Verdi di Pordenone<\/strong>, l&#8217;undicesima edizione della rassegna jazzistica organizzata dal Circolo Controtempo. \u201cIl Volo del Jazz\u201d si sposter\u00e0 poi a Sacile, dove dal 7 novembre al 10 dicembre &#8211; dopo il successo del Festival Jazz &#038; Wine of Peace di Corm\u00f2ns \u2013 proporr\u00e0 altri <strong>cinque<\/strong><strong> concerti all\u2019insegna della contaminazione<\/strong>, firmati da talenti di fama internazionale. Al <strong>Teatro Zancanaro<\/strong> il sound unico e visionario degli <strong>Oregon<\/strong>; il potente groove del trombettista statunitense <strong>Terence Blanchard<\/strong>; il jazz mistico e contaminato del liutista tunisino <strong>Dhafer Youssef<\/strong>; la all-star band del latin jazz <strong>Volcan. <\/strong>Chiusura alla <strong>Fazioli Concert Hall<\/strong>, con le sonorit\u00e0 fuori da ogni schema del pianista finlandese <strong>Iiro Rantala<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl volo sulle ali del jazz partir\u00e0 dunque dal concerto-anteprima affidato alla straordinaria voce di <strong>Dianne Reeves<\/strong>, considerata una delle pi\u00f9 importanti interpreti femminili di jazz del nostro tempo insieme a Dee Dee Bridgewater, Diana Krall e Cassandra Wilson. Grazie al suo virtuosismo mozzafiato, all&#8217;abilit\u00e0 d&#8217;improvvisazione e al suo stile unico sia nel jazz sia nell&#8217;R&#038;B, Reeves ha vinto finora cinque Grammy, tra cui uno per la colonna sonora del film di George Clooney, Good Night and Good Luck. Dianne Reeves salir\u00e0 sul palco del Teatro Verdi insieme a Peter Martin al pianoforte, Romero Lubambo alla chitarra, Reginald Veal al contrabbasso e Terreon Gully alla batteria.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo questa anteprima ci si trasferir\u00e0 a Sacile per la rassegna vera e propria: a rompere il ghiaccio sul palco del <strong>Teatro Zancanaro<\/strong> ci penser\u00e0, la sera di sabato <strong>7<\/strong><strong> novembre alle 21<\/strong>, una band che ha fatto la storia della musica contemporanea. Gli <strong>Oregon <\/strong>infatti sono uno dei gruppi pi\u00f9 longevi del 20<sup>o<\/sup> secolo, con proseliti in tutto il mondo. Anche sulla luna, dove gli astronauti dell\u2019Apollo diedero a due crateri il nome di alcune loro composizioni: \u201cIcarus\u201d e \u201cGhost Beads\u201d. La band, composta da Ralph Towner (chitarra, piano, tastiere), Paul McCandless (oboe, corno inglese, sax soprano, clarinetto, flauti), Glen Moore (contrabbasso) e Mark Walker (percussioni e batteria), vanta <strong>quarant&#8217;anni di tourn\u00e9e e concerti <\/strong>nei pi\u00f9 prestigiosi festival mondiali e una<strong> trentina di produzioni discografiche<\/strong>. E&#8217; una formazione di culto, pioniera con i suoi fondatori, Towner, Moore, McCandless e il compianto Collin Walcott, di un sound unico, incredibilmente fresco e immediatamente riconoscibile. La loro musica vive di costanti richiami alle pi\u00f9 svariate tradizioni, da quella classica al jazz, al folk americano, alla world music, in una miscela straordinariamente ricca di influenze e impossibile da etichettare, che li fa apprezzare negli ambienti pi\u00f9 diversi, dai teatri della concertistica classica ai club, ai festival jazz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa settimana successiva, domenica <strong>15 novembre alle 21<\/strong>, sar\u00e0 la volta del nuovo maestro del groove, il trombettista statunitense <strong>Terence Blanchard<\/strong>, che salir\u00e0 sul palco dello Zancanaro accompagnato dal suo <strong>E-Collective<\/strong>. Celebre soprattutto per le sue collaborazioni con il regista Spike Lee &#8211; sono sue le colonne sonore dei film Jungle Fever, Malcom X, Inside Man &#8211; con cinque Grammy, pi\u00f9 di 30 album alle spalle e oltre 50 colonne sonore per film Blanchard si riconferma uno sperimentatore, pronto a percorrere strade musicali sempre diverse. Con il suo ultimo album inciso per la Blue Note Records, \u201cBreathless\u201d, il trombettista viaggia potente e giocoso in un altro regno del jazz. Con il suo nuovo quintetto, l&#8217;E-Collective, esplora l&#8217;eccitante punto di fusione tra groove pullulante di funk, R&#038;B e colori blues. Prodotte dal trombettista e dal suo manager Robin Burgess, con il presidente della Blue Note Don Was come produttore esecutivo, le 13 tracce dell&#8217;album presentano diversi originali di Blanchard, un pezzo dalla lunghezza epica di Almazan e una manciata di cover, cantate dal\u00a0 morbido ed espressivo vocalist PJ Morton (un membro della band Maroon 5), tra cui un&#8217;esilarante ripresa dello standard moderno &#8220;Compared to What&#8221;, reso famoso da Les McCann ed Eddie Harris, e la ripresa soul e lirica di &#8220;I Ain\u2019t Got Nothin\u2019 But Time&#8221;, scritta da Hank Williams. Per Blanchard si tratta di una prima incursione nella pura terra del groove, che \u00e8 stata accolta con estremo favore sia dalla critica sia dal pubblico. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAltro concerto da non perdere tra quelli in calendario per <strong>Il Volo del Jazz 2015<\/strong>, in programma sabatp<strong> 21 novembre alle 21 allo Zancanaro,<\/strong> sar\u00e0 quello del tunisino <strong>Dhafer Youssef <\/strong>con il suo quartetto. Compositore, cantante e suonatore di Oud, il liuto arabo, Dhafer Youssef proprio grazie a questo strumento, dal quale riesce a trarre composizioni complesse improntate sulla tradizione araba, rappresenta un&#8217;unicit\u00e0 nella scena musicale contemporanea. Le radici della sua musica affondano nella tradizione Sufi e nella musica mistica, ma il musicista tunisino \u00e8 sempre stato aperto alla musica di altre culture e al jazz. Lirismo arabo, potenza ritmica, forza della visione e improvvisazione contaminata da influenze multiculturali e jazzistiche sono le caratteristiche che distinguono le sue opere. \u201cBirds Requiem\u201d, il suo ultimo album che presenter\u00e0 allo Zancanaro, \u00e8 un&#8217;opera molto personale, che \u00e8 stata creata in un punto di svolta per la vita dell&#8217;artista. In quest&#8217;album, costruito come una colonna sonora cinematografica, la voce di Dhafer Youssef accompagna il clarinetto di H\u00fcsn\u00fc Senlendirici e il Kanun (strumento a 78 corde della tradizione classica araba) di Ayta\u00e7 Dogan. Riprende inoltre la sua collaborazione con il chitarrista Eivind Aarset, il trombettista Nils Petter Molvaer, il pianista Kristjan Randalu, il contrabbassista Phil Donkin e il batterista Chander Sardjoe, creando cos\u00ec un&#8217;atmosfera jazz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSpazio quindi a un supergruppo di guru del latin jazz, con il progetto <strong>Volcan<\/strong>, un disco magmatico, irruente e potente. Sul palco dello Zancanaro, sabato<strong> 28 novembre alle 21, <\/strong>saliranno infatti quattro mostri sacri del latin jazz, uniti da profonda amicizia e stima, la cui musica intensa, percussiva e imprevedibile ha infiammato le platee statunitensi, sudamericane e giapponesi. <strong>Gonzalo Rubalcaba<\/strong><strong>,<\/strong> <strong>Jose <\/strong><strong>Armando Gola<\/strong> e <strong>Horacio \u201cEl Negro\u201d Hernandez<\/strong>, cubani, e <strong>Giovanni Hidalgo<\/strong>, portoricano, sono vere<strong> leggende del latin jazz:<\/strong> messi insieme hanno pubblicato oltre 150 album, tra lavori come leader e sideman, e hanno vinto numerosi Grammy. <strong>Gonzalo Rubalcaba \u00e8 un<\/strong> virtuoso pianista, <strong>capace di spaziare dal bop al jazz afrocubano<\/strong>, dalle ballate tradizionali ai boleri cubani e messicani. <strong>Horacio \u201cEl Negro\u201d Hernandez \u00e8 un<\/strong> <strong>batterista tra i pi\u00f9 influenti della scena jazz internazionale<\/strong>. <strong>Giovanni Hidalgo aka Ma\u00f1enguito<\/strong>,<strong> \u00e8 un leggendario percussionista di Puerto Rico, che <\/strong>ha stregato anche Dizzy Gillespie, che lo volle nella sua <strong>United Nation Orchestra, e Art Blakey. Jose Armando Gola<\/strong>, infine, \u00e8 un bassista cubano tra i pi\u00f9 apprezzati al mondo. Il progetto esplora in una veste inedita alcune <strong>composizioni originali di Rubalcaba<\/strong>, con fresche rivisitazioni dei materiali di <strong>Chuco Vald\u00e8s, Dizzy Gillespie<\/strong> e autori brasiliani come <strong>Jo\u00e3o Bosco e Chico Buarque. <\/strong>Terra, aria, vento e fuoco sono gli elementi che interagiscono nel vulcano a cui il quartetto dedica questo progetto, mettendo insieme un ampio e diversificato patrimonio musicale.<\/p>\n<p> \tA chiudere Il Volo del Jazz sar\u00e0 infine, gioved\u00ec <strong>10 dicembre alle 20.45<\/strong>, nella prestigiosa cornice della <strong>Fazioli Concert Hall<\/strong>, il pianista finlandese <strong>Iiro Rantala<\/strong>, per un concerto di piano solo pronto a sconvolgere qualsiasi schema musicale. Definito dalla rivista tedesca Jazzthing &#8220;un fenomeno naturale sui tasti&#8221;, Iiro Rantala \u00e8 uno dei migliori pianisti del suo Paese ed a livello internazionale. La sua musica senza compromessi ha fatto saltare tutti i confini stilistici, tenuti insieme soltanto dalla sua abilit\u00e0 tecnica sconfinata, dal suo senso dell&#8217;umorismo e dal suo stile inconfondibile. A volte Rantala salta energicamente sui tasti, a volte \u00e8 romantico e sensibile, a tratti gioca sul piano come un clown. E&#8217; comunque sempre un pianista al di fuori di qualsiasi schema. Il suo nome \u00e8 associato principalmente al trio T\u00f6yke\u00e4t, uno dei pi\u00f9 strani, divertenti e visionari trii jazz internazionali. Quando i T\u00f6yke\u00e4t si sciolsero, nel 2006, dopo aver suonato insieme per 18 anni, Rantala dimostr\u00f2 di aver conservato le sue abilit\u00e0 uniche per la nuova carriera da solista che ebbe inizio nel 2011. Nel suo ultimo album, &#8220;My History of Jazz&#8221; , Rantala presenta la sua visione molto personale della storia del jazz incentrata sul ruolo del pianoforte. L\u2019album \u00e8 stato registrato con Lars Danielsson (contrabbasso), Morten Lund (batteria) e Adam Baldych (violino).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>COVER JAZZ E JAZZ LOFT: la fusione tra arte e musica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cIl Volo del Jazz\u201d continuer\u00e0, anche in questa edizione, a percorrere la strada delle contaminazioni sperimentali tra arte e musica. Quest&#8217;anno saranno fotografia e musica a fondersi, nel progetto <strong>\u201cCover Jazz\u201d<\/strong>, che vede il coinvolgimento di <strong>Gabriele Grossi.<\/strong> Artista di fama internazionale noto per la sua ricerca su luce, spazio e tempo, Grossi racconter\u00e0 con le sue immagini astratte, ad ogni serata-concerto, i suoni e le atmosfere cui i musicisti daranno di volta in volta vita sul palco del Teatro Zancanaro. I concerti si trasformeranno cos\u00ec in esperienze multisensoriali, in cui musica e fotografia si fonderanno per narrarsi a vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAltro appuntamento all&#8217;insegna della contaminazione sar\u00e0 la presentazione, il <strong>16 gennaio 2016<\/strong> al <strong>Teatro Verdi di Pordenone<\/strong>, di <strong>Jazz Loft<\/strong>, uno dei primi fumetti sul jazz dotato di una sua colonna sonora originale, che si dipana di tavola in tavola. Jazz Loft si compone di una storia a fumetti scritta da Flavio Massarutto e disegnata da Massimiliano Gosparini, un noir ambientato nel mondo del jazz ricco di suspense e colpi di scena. I musicisti Massimo De Mattia e Bruno Cesselli hanno scritto cinque brani inediti e arrangiato il classico \u201cTea for Two\u201d come un\u2019ideale colonna sonora del fumetto, ispirandosi ai personaggi e alle situazioni del racconto. Le musiche del sestetto sono un&#8217;originale sintesi dei linguaggi jazzistici, contengono a livello formale echi di Ellington e Mingus e pescano nella tradizione hard bop e nel free jazz. Il complesso e ricco sviluppo dei brani e la netta impronta improvvisativa, sia individuale che collettiva, ne fanno un\u2019opera che non ha nulla di derivativo o imitativo, ma che ci dimostra la vitalit\u00e0 contemporanea del linguaggio jazzistico. Il progetto prevede la distribuzione al pubblico del fumetto e del cd e l\u2019esecuzione dal vivo delle musiche in una nuova e inedita versione con il quartetto d\u2019archi dell\u2019Accademia Arrigoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl Volo del Jazz come ogni anno vuole essere anche solidariet\u00e0: con la vendita del calendario \u201c<strong>365 giorni di solidariet\u00e0<\/strong>\u201d la manifestazione intende rinnovare il proprio sostegno alla onlus \u201c<strong>La biblioteca di Sara<\/strong>\u201d, nata in memoria di Sara Moranduzzo, che opera all&#8217;interno dell\u2019ospedale civile Santa Maria degli Angeli di Pordenone con un servizio di distribuzione, prestito di libri in corsia e letture per i piccoli pazienti dell\u2019ospedale.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato &#8220;Il volo del jazz&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":17462,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-17461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",450,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11257-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Presentato \"Il volo del jazz\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17461"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17461\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}