{"id":17295,"date":"2015-08-28T00:00:00","date_gmt":"2015-08-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17295"},"modified":"2015-08-28T00:00:00","modified_gmt":"2015-08-27T23:00:00","slug":"in-direzione-ostinata-e-contraria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/in-direzione-ostinata-e-contraria\/","title":{"rendered":"In direzione ostinata e contraria"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Una carriera fulminea<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNon fu allevato a Udine, bens\u00ec nelle foreste della Carnia, ossia fra i monti dell\u2019Italia pi\u00f9 remota\u00bb: cos\u00ec scrive, in segno di disprezzo, il modenese Carlo Sigonio nelle sue <em>Discussioni padovane <\/em>(1564) a proposito di <strong>Francesco Robortello<\/strong>, il nemico intellettuale di tutta una vita. Che invece nasce il <strong>9 settembre 1516 <\/strong>proprio a <strong>Udine<\/strong>, dove compie i primi studi letterari per poi trasferirsi a <strong>Bologna<\/strong>, ancora giovanissimo; qui segue le lezioni di <strong>Romolo Amaseo<\/strong>, anch\u2019egli udinese, il pi\u00f9 celebre umanista del tempo. Il talento di Robortello \u00e8 precoce: finiti gli studi a tempo di record, inizia a peregrinare fra Venezia, Padova e Firenze in qualit\u00e0 di precettore dei fi gli di buona famiglia, in attesa di un incarico pubblico. Che arriva a soli ventun anni, a <strong>Lucca<\/strong>, piccola e orgogliosa Repubblica indipendente, dove nel <strong>1537 <\/strong>inizia il suo primo corso di letteratura classica, dedicato a Virgilio.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tQui, nel 1541, approda anche <strong>Celio Secondo Curione<\/strong>, l\u2019erudito che, con il pretesto di educare i giovani alla cultura, tenta di diffondere il verbo della Riforma protestante: \u00e8 proprio Robortello a denunciarlo, portando alla cacciata di Curione dalla citt\u00e0. Questo zelo, in un momento in cui le idee di Lutero trovano simpatizzanti anche in Italia, gli vale le prime antipatie: poco tempo dopo, la morte di un oscuro professore lucchese, Pietro Vicentino, viene attribuita da alcune malelingue proprio a Francesco per semplici screzi accademici. Una calunnia, naturalmente, ma \u00e8 la prima di una lunga serie; perch\u00e9 quella di Robortello sar\u00e0 una vita in <strong>trincea<\/strong>.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La rivoluzione della <\/strong><strong><em>Poetica<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNel <strong>1543<\/strong>, mentre Francesco pubblica il suo primo libro di <strong><em>Annotationes <\/em><\/strong>su autori greci e latini, arriva la chiamata attesa da tutta la vita: l\u2019Universit\u00e0 di <strong>Pisa<\/strong>, appena riaperta da Cosimo de\u2019 Medici, cerca nuovi docenti per riportare l\u2019ateneo alla gloria del Trecento. Per l\u2019umanista udinese \u00e8 un\u2019occasione unica; lavorare per i <strong>Medici<\/strong>, infatti, significa entrare nel solco di una tradizione gloriosa: quella di Marsilio Ficino, Angelo Poliziano, Giano Lascaris, che nel Quattrocento erano stati il faro della civilt\u00e0 europea, in particolare per la riscoperta del greco antico. Robortello non vuole essere da meno e cos\u00ec, messo da parte il Virgilio degli anni lucchesi, si avvicina allo studio di <strong>Aristotele<\/strong>, partendo dalla <em>Retorica <\/em>e arrivando alla <strong><em>Poetica<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUn\u2019opera che, ai suoi tempi, \u00e8 avvolta nella leggenda; le pur meritorie traduzioni latine e italiane gi\u00e0 esistenti sono poco note e bisogna attendere il 1508 per avere la prima edizione a stampa in lingua greca, pubblicata a Venezia da Aldo Manuzio. Nessuno, per\u00f2, ha ancora azzardato una interpretazione sistematica dell\u2019opera: ci pensa proprio Francesco nel <strong>1548<\/strong>, dando alle stampe le <strong><em>Explicationes in librum Aristote<\/em><\/strong><strong><em> lis de Arte Poetica<\/em><\/strong>, il primo, monumentale commento al trattato del filosofo greco. La definizione della poesia, la classificazione delle sue forme, le caratteristiche dell\u2019epica, l\u2019origine del teatro, le unit\u00e0 di tempo, spazio e azione, l\u2019effetto purificatore (la cosiddetta \u2018catarsi\u2019) della tragedia, il concetto di \u2018imitazione del vero\u2019: gli argomenti affrontati da Aristotele, finalmente restituiti al pubblico degli intellettuali grazie a un\u2019esegesi completa, si diffondono in tutta Europa provocando un vero terremoto culturale, ma anche una ondata di astio da parte dei colleghi dell\u2019Udinese.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tE se Giulio Cesare Scaligero si limita a insultarlo con l\u2019epiteto di \u00abbestia\u00bb, nel 1550 <strong>Vincenzo Maggi <\/strong>pubblica a sua volta un <strong>commento alla <\/strong><strong><em>Poetica<\/em><\/strong>, nel quale afferma che sarebbe un \u00abcrimine di empiet\u00e0\u00bb non mettere in guardia i giovani dagli errori di Robortello, colpevole di non aver interpretato i precetti aristotelici in chiave moralistico-pedagogica, ossia cattolica. Un\u2019obiezione tanto vera quanto assurda per un filologo <em>puro <\/em>come Francesco, il cui unico riferimento \u00e8 la verit\u00e0 del testo; ma nell\u2019Italia della Controriforma &#8211; il Concilio di Trento ha aperto i battenti cinque anni prima &#8211; non c\u2019\u00e8 spazio per un non allineato: triste ironia della sorte per uno che, nel 1541, aveva denunciato un protestante. L\u2019Aristotele di Maggi, lontanissimo da quello di Robortello, assurge dunque a unico modello possibile per gli autori di teatro e di poesia, imponendo sull\u2019Italia una cappa di classicismo che diventer\u00e0 la foglia di fico della repressione.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Gli anni d\u2019oro<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIntanto, nel <strong>1549<\/strong>, Francesco passa a <strong>Venezia<\/strong>. Qui nel <strong>1552 <\/strong>pubblica un\u2019edizione delle <strong>tragedie di Eschilo <\/strong>che far\u00e0 storia: \u00e8 lui, infatti, a riconoscere per primo la caduta, nella tradizione manoscritta, di un\u2019intera sezione a cavallo fra le tragedie \u00a0\u00a0<em>Agamennone <\/em>e <em>Coefore<\/em>, comprendendo che i due testi, trasmessi senza soluzione di continuit\u00e0, sono invece opere separate; fondamentale, inoltre, il suo contributo alla corretta distribuzione delle battute fra i vari personaggi e alla giusta scansione metrica dei versi, due elementi trasmessi con estrema confusione dai codici medievali. Ma il 1552 \u00e8 anche l\u2019anno delle <em>editiones principes<\/em>, ossia delle prime pubblicazioni a stampa di autori fino a quel momento trasmessi unicamente con la copia manoscritta: spettano a Robortello, infatti, le prime assolute degli antichi commenti a margine (i cosiddetti \u2018<strong>scoli<\/strong>\u2019) ad\u00a0<strong>Eschilo <\/strong>e del <strong><em>Libro di arte militare <\/em><\/strong>di <strong>Eliano<\/strong>, autore greco del II sec. d.C., da lui tradotto in latino.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tQuesta tempra da pioniere gli vale la promozione, nello stesso 1552, all\u2019Universit\u00e0 di <strong>Padova<\/strong>, ma per trovare uno stampatore disposto a pubblicare la sua ennesima edizione principe deve rivolgersi alla lontana Svizzera: cos\u00ec, la prima assoluta del trattato <strong><em>Del sublime<\/em><\/strong>, opera greca del I sec. d.C. annoverata fra i pi\u00f9 begli esempi di critica letteraria di tutti i tempi, esce a Basilea nel <strong>1554<\/strong>, per i tipi di Johannes Herbst, ben felice di dare spazio al lavoro di Robortello.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tA cui, intanto, sulla cattedra veneziana \u00e8 successo il sopra citato <strong>Carlo Sigonio<\/strong>, che nel 1553 sferra contro l\u2019umanista udinese un attacco durissimo: una polemica su questioni di antichit\u00e0 romana che travalicher\u00e0 subito sul personale e occuper\u00e0 i due contendenti in una lotta lunga dieci anni, combattuta a colpi di opuscoli e di cattedre sottratte l\u2019uno all\u2019altro. Nel <strong>1557<\/strong>, stanco dell\u2019ostilit\u00e0 padovana, Francesco accetta l\u2019invito dell\u2019universit\u00e0 di <strong>Bologna<\/strong>, non prima di aver dato alle stampe un\u2019altra opera mai nemmeno concepita fi no ad allora: il <strong><em>De arte critica sive ratione corrigendi antiquorum libros disputatio<\/em><\/strong>, il pi\u00f9 antico manuale di filologia. In esso Robortello delinea i principi di quella che oggi definiamo \u2018<strong>critica del testo<\/strong>\u2019: la necessit\u00e0 di confrontare tutti i manoscritti della stessa opera per trovare il testo migliore, lo studio delle antiche grafie e delle filigrane cartacee per riconoscere l\u2019epoca di confezione dei codici, la classifi cazione degli errori tipici degli amanuensi nella copiatura, i criteri per correggere un brano riconosciuto come errato. Emblematica la sua introduzione:<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Se guardi al fine della nostra trasmissione, quella che stiamo in questo momento per presentare, puoi dire che si tratta di restituire gli antichi scrittori alla loro antica chiarezza. Sono invero di grande utilit\u00e0 coloro che si dedicano alla correzione dei classici. Infatti, se \u00e8 vero che i concetti vengono espressi con le parole, necessariamente ignorerai i concetti stessi, laddove le parole siano corrotte. E non c\u2019\u00e8 chi non veda quanto danno arrechi l\u2019ignoranza dei concetti, specialmente nel caso di discipline importanti. \u00c8 fondamentale dunque la professione del correggere i testi antichi [\u2026]: una volta restituiti al loro splendore, infatti, pi\u00f9 facilmente si possono capire e spesso una sola parola raddrizzata offre la nozione di un qualche grosso concetto, che non conosciamo affatto o conosciamo confusamente.<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tEppure, anche per il <em>De arte critica <\/em>il successo arride solo all\u2019estero, tanto che il volume sar\u00e0 ristampato a Francoforte nel 1604, ad Amsterdam nel 1662 e ad Hannover nel 1746, mentre in patria le polemiche degli avversari oscurano tutti i meriti dell\u2019opera, troppo <strong>rivoluzionaria <\/strong>per l\u2019Italia di allora.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>L\u2019ultima fase<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNel <strong>1560 <\/strong>Robortello ottiene una piccola rivincita: la Serenissima, infatti, lo richiama a <strong>Padova<\/strong>, costringendo Carlo Sigonio al trasferimento a Bologna. Ma i tempi delle grandi edizioni sono finiti: abbandonate tutte le polemiche a partire dal <strong>1563<\/strong>, Francesco decide di dedicarsi completamente ai suoi allievi, con i quali instaura un rapporto straordinario, e a pubblicazioni pensate appositamente per loro, come il <strong><em>De artifi cio dicendi<\/em><\/strong>, pratico manuale di figure retoriche. A seguire le sue lezioni, per\u00f2, sono soprattutto gli studenti del Nord Europa, che accorrono spinti dalla fama di quell\u2019umanista udinese che ha fatto scoprire al mondo la <em>Poetica <\/em>di Aristotele e altri testi dimenticati. E nel <strong>1567<\/strong>, quando una pleurite lo porta via per sempre, sar\u00e0 proprio un gruppo di <strong>studenti tedeschi <\/strong>a realizzare per lui, morto in povert\u00e0, <strong>un monumento funebre<\/strong>:<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>A Francesco Robortello, udinese, chiarissimo professore di arte retorica e filosofi a morale, che in vari fiorentissimi ginnasi d\u2019Italia insegn\u00f2 pubblicamente con grande notoriet\u00e0 di fama per trent\u2019anni completi, la nazione tedesca pose unanime per il benemerito precettore a perpetua memoria della propria gratitudine d\u2019animo. Visse per anni cinquanta, mesi sei, giorni 9. Mor\u00ec il 18 aprile 1567.<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa toccante dedica in latino \u00e8 ancora leggibile sul monumento oggi conservato nel Chiostro del Noviziato adiacente alla Basilica di S. Antonio, a Padova. Unico segno di gratitudine per una vita ingiustamente dimenticata, spesa a viaggiare verso la conoscenza. In direzione ostinata e contraria.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Robortello<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":17296,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-17295","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1-300x218.webp",300,218,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",300,218,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",445,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",357,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",300,218,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",477,347,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1.webp",250,182,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10924-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Vanni Veronesi","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/veronesi\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Francesco Robortello","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17295"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17295\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}