{"id":17284,"date":"2015-08-26T00:00:00","date_gmt":"2015-08-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17284"},"modified":"2015-08-26T00:00:00","modified_gmt":"2015-08-25T23:00:00","slug":"il-mondo-verdeoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-mondo-verdeoro\/","title":{"rendered":"Il mondo verdeoro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa vista sull\u2019orizzonte in cima al <strong>Cristo <\/strong><strong>Redentore <\/strong>rappresenta meglio di ogni altra immagine l\u2019immensit\u00e0, il fascino e la religiosit\u00e0 del Brasile. \u00c8 mattino presto, e dopo un breve viaggio in furgoncino dal nostro hotel nel centro di <strong>Rio de Janeiro <\/strong>e l\u2019aiuto dell\u2019ascensore, i nostri occhi ora dominano la citt\u00e0, osservando il grande affollamento di gente nel piazzale sottostante. Emozioni intense che continuiamo a vivere poco dopo all\u2019interno del <em>Bondinho<\/em>, la cabinovia che ci conduce sul colle del <strong>Pan di Zucchero<\/strong>, altro simbolo di questa metropoli dalle infinite bellezze naturali. Come la <strong>spiaggia di Ipanema<\/strong>, che raggiungiamo assieme alla nostra guida Debora, per concederci un momento di relax. L\u2019indomani ci muoviamo con l\u2019autobus, il mezzo pi\u00f9 economico (ma anche rapido), in direzione del <strong>Giardino Botanico<\/strong>: impossibile non restare affascinati di fronte ai fiori e alle piante che si schiudono davanti a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tRio \u00e8 anche la sua gente, quella che abita nei quartieri ricchi e quella che popola le povere favelas. A bordo di un combi raggiungiamo una di queste: tra le sue vie ci sentiamo osservati, ma nessuno si avvicina, concedendoci di scattare in tranquillit\u00e0 alcune foto suggestive. Cos\u00ec come suggestiva si rivela, poco dopo, la <strong>Scalinata Selar\u00f3n<\/strong>, a cavallo tra i quartieri di Lapa e Santa Teresa, realizzata dall\u2019omonimo artista cileno come suo personale omaggio al Brasile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl giorno seguente entriamo nel tempio del calcio: in una parola, <strong>Maracan\u00e0<\/strong>. Le gigantografie di Zico e Garrincha, gli spogliatoi, la tribuna stampa: immagine viste solo in tv diventano improvvisamente concrete. Come l\u2019indescrivibile emozione provata entrando sul campo di gioco, calcato dai pi\u00f9 grandi giocatori del mondo. Ci sediamo sulle panchine che hanno ospitato allenatori provenienti da tutto il pianeta: sembra quasi di sentire il boato della folla e le inconfondibili urla dei radio-telecronisti che accompagnano i gol segnati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMusica a tutto ritmo, invece, accompagna le sfilate oceaniche del <strong>Carnevale di Rio<\/strong>. La visita al <strong>Sambodromo <\/strong>diventa quindi tappa obbligata per comprendere la cultura e il folklore carioca. Impossibile non provare alcuni dei vestiti utilizzati durante la kermesse\u2026 E mentre il giorno volge verso la sera, ci concediamo un giro per la mitica <strong>spiaggia di Copacabana<\/strong>. Essendo un giorno infrasettimanale non \u00e8 molto affollata, regalandoci la possibilit\u00e0 di goderci una lunga passeggiata fino al forte, affascinati da un meraviglioso tramonto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani lasciamo Rio con destinazione <strong>Cuiaba<\/strong>, da dove \u2013 dopo quattro ore di auto \u2013 iniziamo il tour verso il <strong>Pantanal<\/strong>, la pianura alluvionale pi\u00f9 grande del mondo. Arriviamo nel tardo pomeriggio e, verso sera, ci concediamo un giro a cavallo di un\u2019oretta. L\u2019indomani inizia la nostra serie di incontri con gli animali del luogo: lungo la strada principale avvistiamo caimani, capibara e uccelli di varie specie. Ci addentriamo all\u2019interno della foresta, ma le due ore di passeggiata sono un assalto continuo di <strong>mosquitos<\/strong>. La successiva escursione in uno degli innumerevoli canali ci regala angoli di natura speciali, come gli scatti ai falchi che dominano il cielo sopra di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAl rientro a Cuiaba, la tappa successiva \u00e8 <strong>Manaus<\/strong>. Dopo un giro nei luoghi caratteristici del centro cittadino, decidiamo di prelevare alcuni <em>Reais <\/em>(valuta brasiliana) al bancomat, scoprendo che le cifre giornaliere concesse sono per\u00f2 irrisorie. Poco male, nella foresta non ci serviranno soldi. L\u2019indomani, infatti, partiamo per l\u2019<strong>Amazzonia<\/strong>. Lasciata Manaus e il suo caldo afoso, attraversiamo il punto d\u2019incontro tra il <strong>Rio delle Amazzoni <\/strong>e il <strong>Rio Negro<\/strong>, dove le rispettive acque dai colori diversi sembrano rifiutare di mescolarsi, dando vita a un vero e proprio confine visivo. Dopo aver cambiato diversi mezzi di trasporto, saliamo a bordo di una lancia leggera che, nonostante la pioggia battente, in 45 minuti ci conduce nel lodge che per alcuni giorni sar\u00e0 la nostra casa. Arriviamo completamente inzuppati d\u2019acqua, ma per fortuna nel pomeriggio il tempo migliora. Dopo un pasto frugale, accompagnati da un nativo iniziamo l\u2019escursione su un braccio del Rio Negro. Temperatura e clima sono ottimi: avvistiamo il bradipo dal lento incedere, numerosi uccelli e, sorpresa delle sorprese, possiamo ammirare le evoluzioni di una famigliola di delfini rosa (padre, madre e quattro piccoli) che, saltando e riemergendo attorno a noi, sembrano farci le feste. Comincia a calare il sole e riusciamo goderci un tramonto stupendo. Al rientro al lodge bramiamo la meritata cena, ma le sorprese non sono finite: a met\u00e0 del pasto manca improvvisamente la luce, che ritorner\u00e0 solo l\u2019indomani. Anche se \u00e8 presto ci corichiamo per un lungo riposo, mentre fuori piove a dirotto. Ma questa \u00e8 la foresta\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl giorno successivo il tempo sembra tenere: ci avventuriamo i mezzo agli arbusti, dapprima avvistando una piccola rana velenosissima, quindi \u2013 dopo diverse peripezie \u2013 la guida ci fa ammirare alcune tarantole, anche loro velenose. Dopo tre ore rientriamo alla base per il pranzo. Il pomeriggio sembra non prospettare niente di buono: infatti piove a dirotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani la sveglia \u00e8 alle 5 del mattino per poter ammirare uno spettacolo unico: l\u2019alba in Amazzonia. Osserviamo incantati il sorgere del sole mentre il tempo scorre veloce. Dopo un\u2019abbondante colazione ci rechiamo alla casa dei nativi. Seppur poveri, possiedono la grande dignit\u00e0 di chi lavora e fatica per un pezzo di pane. Ci attendono ansiosi di farci vedere come lavorano la manioca: ci ospitano nella loro umile casa dove conosciamo anche i tre figli che stanno guardando la televisione, il pane quotidiano dei brasiliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel pomeriggio prosegue il nostro giro sul Rio Negro; sugli alberi immortaliamo dapprima degli iguana poi un bradipo che si muove lentamente. La giornata giunge al termine: giusto il tempo per mettere assieme gli appunti che \u00e8 gi\u00e0 ora di coricarsi. Stanchi ma contenti per aver vissuto qualcosa di particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPrima tappa del giorno seguente \u00e8 l\u2019<strong>Albero Grande<\/strong>: pianta antica di quasi 300 anni. Durante il tragitto si abbatte improvvisamente un forte temporale che ci costringe a sostare in un negozio in riva al fiume. Una casa galleggiante dove c\u2019\u00e8 in vendita di tutto. Finalmente giungiamo a destinazione, restando a bocca aperta: la maestosit\u00e0 dell\u2019albero \u00e8 impressionante, resa ancora pi\u00f9 forte dalla prospettiva da sotto. Un\u2019immagine che ci resta impressa durante tutto il viaggio di ritorno, interrotta solo dalla vista mi numerosi tucano. Sotto la pioggia che sembra non abbandonarci mai, riprendiamo la strada verso Manaus, per una nuova escursione nell\u2019immensit\u00e0 dell\u2019Amazzonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSi parte in barca di buon mattino per visitare le abitazioni flottanti. Una famiglia che vi abita all\u2019interno ci fa vivere l\u2019emozione di tenere in mano un giovane bradipo, un pitone e un caimano. Solo un assaggio di quello che ci attente addentrandoci nella foresta. Qui incontriamo curiose scimmiette e, soprattutto, un anaconda. Dopo tanti animali torniamo tra gli uomini, visitando una comunit\u00e0 di nativi che per noi eseguono balli tradizionali coinvolgendoci nelle danze. Una giornata cos\u00ec non pu\u00f2 che chiudersi con un\u2019emozione unica: il bagno con il delfino rosa. Ogni commento, in questo caso, sarebbe superfluo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani ripartiamo da Manaus assieme a tre americani. Dopo circa due ore di viaggio raggiungiamo il punto di inizio escursione verso la <strong>caverna Maroaga<\/strong>. Il tragitto \u00e8 impervio. A un certo punto la nostra guida ci avvisa che spegner\u00e0 la torcia. Per tre minuti restiamo avvolti dal buio, rapiti dallo scorrere dell\u2019acqua e dal respiro dei nostri compagni. Un\u2019emozione difficilmente ripetibile. Cos\u00ec come il fascino dei potenti vortici d\u2019acqua e dei giochi di luce che ci regalano le cascate presso il <strong>Santuario di Figueiredo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019ultimo giorno a Manaus lo trascorriamo gironzolando tra le bancarelle del mercato artigianale nella zona del porto e visitando il locale centro commerciale. La sera degustiamo una <em>Sopa Amazonica <\/em>in un locale del centro, osservati dal maestoso teatro Amazon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani ci imbarchiamo sulla <em>Mn Rondonia<\/em>, nave che sar\u00e0 la nostra casa per i successivi quattro giorni. A bordo si trova di tutto: dai venditori di cibo a quelli di cellulari, radio, corde, catene d\u2019oro, orologi\u2026 Al momento della partenza, con le puntuali due ore di ritardo, i bambini sono emozionatissimi accanto ai loro genitori, qualcuno si \u00e8 sistemato nelle amache sul ponte sfogliando distrattamente una rivista, altri inviano sms con il cellulare: nei prossimi quattro giorni saremo senza contatti con l\u2019esterno nella pi\u00f9 totale indifferenza gli uni dagli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo il primo attracco per operazioni di carico e scarico a <strong>Parintis<\/strong>, nello scalo successivo a <strong>Santarem <\/strong>decido di scendere. Mentre vengono imbarcati camion interi di banane e pomodori, tra le grida degli scaricatori e i rumori dei motori, improvvisamente appare la polizia per un\u2019operazione di verifica e controllo nel battello vicino al nostro, dal quale scendono ammanettati tre giovani e una signora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa mattinata scorre lenta; annoiati ci portiamo sul ponte di comando per prendere il sole. Il pomeriggio non ci riserva particolari emozioni: dopo una breve sosta a <strong>Monte Alegre<\/strong>, si riparte mentre iniziano a calare le ombre della sera. Ceniamo con <strong>arroz <\/strong>(pollo e riso) e un piatto che completo comprende anche improvvisati spaghetti, verdura e gli immancabili fagioli&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl giorno successivo percorriamo un tratto molto stretto del Rio delle Amazzoni e sembra quasi di poter toccare con la punta delle dita la foresta. Mentre osserviamo la natura, vicino al nostro catamarano compaiono piccole imbarcazioni con bambini in attesa. Improvvisamente dalla nave vengono lanciate borse di nylon prontamente raccolte dai ragazzini che ringraziano felici. Questi lanci si susseguono lungo il tragitto, alternando alla felicit\u00e0 la pena per coloro che non riescono a prendere le borse. Ma le sorprese non sono finite. Alcune imbarcazioni si legano al nostro catamarano e, con manovre pericolosissime, aiutandosi con le corde alcuni ragazzini salgono a bordo per vendere gamberi e gamberoni in\u2026 sacchetti di nylon. Il pi\u00f9 grande avr\u00e0 8 anni. Scorgo uno bambina che di anni non ne avr\u00e0 pi\u00f9 di 5. In un preciso istante, cos\u00ec rapidamente come sono saliti, tutti i piccoli ridiscendono avventurosamente verso le rispettive imbarcazioni. Quello che sembra essere il capo, dopo essersi accertato che la lancia sia stata messa in moto, decide di slegare la barca e tenendo ben stretta la fune si getta nel fiume. I suoi compagni, per evitare che possa essere risucchiato dal vortice delle eliche, lo recuperano con una manovra di traino, attendono che salga a bordo e si allontanano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo una notte per niente tranquilla arriviamo a <strong>Belem<\/strong>. Ci attende un bel sole e per prima cosa prenotiamo un volo per <strong>Salvador de Bahia <\/strong>per l\u2019indomani, concedendoci poi una passeggiata nel mercatino domenicale e una visita in bus al giardino botanico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani dopo 4 scali e un viaggio di circa 6 ore atterriamo a Salvador. Un taxi ci accompagna al <strong>Pelourinho<\/strong>, la zona storica della citt\u00e0 che si trova nella parte alta. Nella piazza principale individuiamo un b&#038;b grazie alle indicazioni di un\u2019amica di Rio e iniziamo il nostro tour in centro. Visitiamo la <strong>chiesa di S. Francisco<\/strong>, tutta ricoperta d\u2019oro, e ci addentriamo nelle viuzze della zona e nelle numerose botteghe artigiane mentre la sera inizia a calare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl giorno seguente piove. Visitiamo il <strong>Santuario Senhor do Bonfi m<\/strong>, famoso per i nastrini colorati annodati nella recinzione esterna e in alcune zone interne: segni di devozione e di richiesta d\u2019aiuto. Raggiungiamo il <strong>mercato <\/strong><em><strong>artesanal <\/strong><\/em>per le compere di rito. Ceniamo in uno dei locali del centro; la serata \u00e8 calda e molto umida, dappertutto si sente musica. La gente passeggia tranquilla per le strade soffermandosi di tanto in tanto a curiosare fra le botteghe che propongono sempre gli stessi prodotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo un giorno di relax arriviamo a <strong>Praia do Forte <\/strong>per visitare il <em>progetto Tamar <\/em>per la salvaguardia delle tartarughe e quindi dirigerci alla <strong>spiaggia di Guarajuba <\/strong>per un bagno ristoratore. Acqua splendida come quello dell\u2019<strong>Avenida Oceanica <\/strong>a <strong>Ponta do Farrol<\/strong>, dove ci godiamo una passeggiata in riva al mare respirando il dolce sapore di salsedine. Giovani surfisti, intanto, sfidano le onde dell\u2019Oceano. L\u2019ultima immagine di un viaggio unico. Come questa terra dalle immense bellezze naturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla scoperta del Brasile<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":17285,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-17284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1-300x199.webp",300,199,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",300,199,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",500,332,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",474,315,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",300,199,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",539,358,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10889-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Alla scoperta del Brasile","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17284\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}