{"id":17159,"date":"2015-07-20T00:00:00","date_gmt":"2015-07-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17159"},"modified":"2015-07-20T00:00:00","modified_gmt":"2015-07-19T23:00:00","slug":"il-senso-della-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-senso-della-verita\/","title":{"rendered":"Il senso della verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Giuliano Sadar<\/strong>, giornalista della sede Rai di Trieste, nel suo nuovo libro \u201cIl grande fuoco. 4 agosto 1972: l\u2019attentato all\u2019oleodotto di Trieste\u201d, edito da MGS Press, racconta fatti, documenti e testimonianze del primo attentato palestinese in Italia avvenuto a Trieste, un mese prima della strage di <em>Settembre Nero <\/em>alle Olimpiadi di Monaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn libro in divenire e in continuo approfondimento attraverso la rete, nel blog denominato \u201cIl fuoco e il silenzio\u201d, aperto a seguito della recente uscita del volume nelle librerie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Che cosa \u00e8 successo a Trieste il 4 agosto del 1972? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abAttorno alle 2.30 ci fu un attacco esplosivo ai serbatoi petroliferi del deposito costiero della Siot, capolinea della linea Tal che allora come oggi riforniva la Baviera e l\u2019Austria per il 90% del fabbisogno di greggio: un punto strategico \u00a0importantissimo e ad alto rischio. Un numero imprecisato di persone, almeno otto, tagli\u00f2 le reti dell\u2019impianto e applic\u00f2 alle valvole di 4 serbatoi 30 chilogrammi di esplosivo a innesto chimico ritardato. Tre scoppiarono, una resse\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Perch\u00e9 venne scelta Trieste e, soprattutto, questo obiettivo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abTrieste, sede del deposito costiero, rappresentava il mondo occidentale che i palestinesi volevano attaccare. Era da diversi anni che chiedevano, invano, all\u2019Occidente di prendere una posizione chiara sulla questione israelo-palestinese\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Che cosa non ha funzionato nel piano, evitando cos\u00ec una strage?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abFu un attentato che solo per caso non fin\u00ec in tragedia; quel giorno le condizioni meteo erano di tempo sereno e assenza di vento, per questo non ci fu alcuna \u201ccontaminazione\u201d e non si verific\u00f2 lo scoppio del serbatoio 44, il pi\u00f9 vicino a Trieste. L\u2019intenzione degli attentatori era provocare un contagio fra i serbatoi con esplosioni a catena. Ci\u00f2 avvenne in un solo caso, quando il pomeriggio seguente, fuoco e petrolio tracimarono dal serbatoio 54 al 55 e innescarono un\u2019enorme esplosione e un\u2019onda termica di 800 gradi che mand\u00f2 all\u2019ospedale 17 persone e costrinse all\u2019evacuazione di parte degli abitati di San Dorligo della Valle e Caresana. L\u2019incendio, alimentato dalla combustione di 3 tonnellate al secondo, cre\u00f2 un fungo di fumo visibile sino a Venezia e ancora pi\u00f9 un l\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Chi furono gli esecutori e chi i mandanti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abVennero condannate due donne francesi, la 46enne Marie Therese Lefebvre e la 26enne Dominique Jurilli, giunte in aereo da Parigi e atterrate a Venezia dove noleggiarono un\u2019automobile, e due algerini: Chaban Kadem e Mohamed Boudia, quest\u2019ultimo capo dell\u2019operazione, ucciso dagli israeliani del Mossad dieci mesi dopo a Parigi con un\u2019autobomba. Ma i partecipanti all\u2019attentato furono almeno il doppio. L\u2019operazione fu rivendicata da <em>Settembre Nero<\/em>, la base logistica era probabilmente in Svizzera, a Ginevra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Trieste citt\u00e0 di confine: vi fu una protezione della ex Jugoslavia di Tito, Paese non allineato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abVista la posizione particolare di Trieste \u00e8 ragionevole l\u2019ipotesi che, per garantire agli attentatori una sicura via di fuga, la Jugoslavia ci fosse in mezzo. Si parl\u00f2 anche di campi militari palestinesi oltre confine\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>I servizi segreti italiani e quelli internazionali sapevano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abNon ne erano all\u2019oscuro i servizi francesi, che gi\u00e0 mediavano con i palestinesi per evitare grattacapi in territorio transalpino. Le resistenze messe in atto dalle autorit\u00e0 francesi nei confronti dell\u2019indagine sono la riprova di questo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Quali erano allora i rapporti fra i palestinesi e il governo italiano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abControversi, essendo il SID (Servizio Informazioni Difesa, ndr) diviso fra il generale Adelio Maletti, filoisraeliano, e l\u2019ammiraglio Fulvio Martini, filoarabo, in una situazione di tensioni legate all\u2019approvvigionamento di petrolio, per cui gli arabi era importante tenerseli buoni. Queste fibrillazioni terminarono con la stipula di un trattato segreto fra governo italiano e Palestinesi, il cosiddetto \u201cLodo Moro\u201d che concedeva ai palestinesi l\u2019uso del territorio italiano come base logistica di armi ed esplosivi, in cambio della \u201cpace terroristica\u201d e di un accesso privilegiato al petrolio. Un accordo che resse fi no al 1984. Di questo patto, Aldo Moro, prigioniero delle Brigate rosse, parl\u00f2 in tre lettere, chiedendosi perch\u00e9 tanta fermezza sul suo caso, quando per anni lo Stato era stato cos\u00ec malleabile con i palestinesi. Una vicenda della quale per anni si \u00e8 finto di non sapere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>\u00c8 stato difficile rintracciare le fonti per ricostruire i fatti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abDifficile, ma entusiasmante. Perch\u00e9 mi ha fatto riscoprire il senso del mestiere di giornalista e scrittore: la scoperta delle cause e dei fatti nonostante la complessit\u00e0 della vicenda. Il lavoro \u00e8 durato tre anni nei quali ho consultato in primo luogo gli atti dell\u2019indagine, custoditi in Procura a Trieste, e la stampa dell\u2019epoca. A Roma, all\u2019Archivio storico del Senato, ho \u00a0rintracciato gli atti e i documenti delle commissioni Stragi, Moro e Mitrokhin. Preziosissimo \u00e8 stato il contributo del giudice Rosario Priore, che ha anche firmato l\u2019introduzione del libro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Il terrorismo degli anni \u201970 in cosa si differenzia da quello di oggi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abQuello di <em>Settembre Nero <\/em>era un terrorismo laico, mai nelle rivendicazioni si fece riferimento ad Allah o al Corano. L\u2019Isis oggi ha matrice religiosa e ha un progetto espansionista, allora i terroristi combattevano per la liberazione della loro terra, la Palestina\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Quale sar\u00e0 il prossimo impegno di scrittura?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00ab<em>Il grande fuoco <\/em>mi \u00e8 costato molto impegno ma, dopo la notizia che i carabinieri stanno desecretando i 14 mila documenti sulla strage di Peteano, non so se rester\u00f2 con le mani in mano\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuliano Sadar<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":17160,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-17159","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",599,400,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",599,400,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",599,400,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",599,400,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",500,334,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",474,317,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",389,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",599,400,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",599,400,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",599,400,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",599,400,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1-599x380.webp",599,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10628-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Giuliano Sadar","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17159"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17159\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}