{"id":17086,"date":"2015-07-02T00:00:00","date_gmt":"2015-07-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=17086"},"modified":"2015-07-02T00:00:00","modified_gmt":"2015-07-01T23:00:00","slug":"che-effetti-ha-la-luce-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/che-effetti-ha-la-luce-artificiale\/","title":{"rendered":"Che effetti ha la luce artificiale?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tLe ragioni per cui una persona potrebbe non riuscire a dormire sufficientemente sono diverse: l\u2019inizio del lavoro o della scuola molto presto al mattino, i turni di notte, l\u2019ingestione di cibo e bevande ricchi in caffeina. Ognuno di questi comportamenti \u00e8 legato all\u2019avvento della luce elettrica perch\u00e9 questa tecnologia ha portato a una produzione di beni e servizi 24 ore su 24 e sette giorni su sette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tMolte persone devono stare sveglie in orari non naturali e non riescono a recuperare il sonno mancato, tendono a dormire per poche ore o si agitano nel letto. Questi sono i sintomi dell\u2019insonnia per la quale la luce artificiale rappresenta uno dei fattori precipitanti*. Pi\u00f9 del 99% della popolazione di Europa e Stati Uniti e circa i due terzi della popolazione mondiale vivono in aree illuminate costantemente, mentre il cielo notturno supera la soglia dell\u2019inquinamento luminoso, ovvero la luminosit\u00e0 del cielo oltrepassa del 10% quella naturale della notte dovuta a un\u2019illuminazione inappropriata che causa alterazioni a flora e fauna. Inoltre la deprivazione di sonno volontaria dovuta ad attivit\u00e0 ricreative, quali stare davanti a televisione e sistemi informatici di notte, perpetua l\u2019alterazione del ritmo circadiano** in modo pi\u00f9 potente di molte droghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<em>E-reader<\/em>, <em>tablet<\/em> e <em>smartphone<\/em>, per esempio, emettono una luce blu in grado di ostacolare la produzione fisiologica di melatonina, ormone responsabile dei ritmi circadiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tAnalizzando il termine luce, esso si riferisce allo spettro o campo di attivit\u00e0 delle onde elettromagnetiche visibili all\u2019occhio umano. La presenza contemporanea di tutte le lunghezze d\u2019onda visibili (i colori) forma la luce bianca, ad esempio quella emessa dal Sole. La luce viaggia nel vuoto, quando incontra un materiale si scompone nelle sue componenti colorate (l\u2019arcobaleno \u00e8 dovuto alla scomposizione o rifrazione della luce nell\u2019acqua).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tI moderni display a colori presenti nei monitor dei computer o nei televisori utilizzano solo \u00a0lunghezze d\u2019onda appartenenti al rosso, al verde e al blu, che servono ad \u201capprossimare\u201d anche gli altri colori dello spettro. L\u2019esposizione alla luce principalmente di lunghezza d\u2019onda blu inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente, cio\u00e8 pi\u00f9 luce blu c\u2019\u00e8, meno melatonina viene prodotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa melatonina \u00e8 un ormone secreto da una ghiandola posta alla base del cervello, l\u2019epifisi o ghiandola pineale. Essa sintetizza la melatonina in assenza di luce. Poco dopo la comparsa dell\u2019oscurit\u00e0, le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all\u2019approssimarsi del mattino. L\u2019occhio, come l\u2019orecchio che ascolta e regola l\u2019equilibrio, ha due funzioni: quella della visione e quella di trasmettere al cervello informazioni circa la presenza di luce nell\u2019ambiente per regolare il nostro \u2018orologio biologico\u2019. Quando il segnale raggiunge il cervello i neuroni che inducono il sonno \u00a0vengono inibiti, sopprimono il rilascio di melatonina e lo stato di veglia viene attivato. Come gi\u00e0 spiegato, pi\u00f9 luce blu colpisce l\u2019occhio, meno melatonina viene prodotta e il ritmo sonno-veglia viene interrotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tUn effetto che solo in parte potrebbe essere evitato con la somministrazione di melatonina di sintesi, dal momento che l\u2019ormone pu\u00f2 essere assunto solo per brevi periodi, altrimenti verrebbe compromessa la naturale capacit\u00e0 di produzione da parte dell\u2019organismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl naturale ciclo di 24 ore di luce e buio aiuta a mantenere l\u2019equilibrio nei ritmi biologici circadiani, insieme con i processi di base che aiutano il nostro corpo a funzionare normalmente. L\u2019eccessiva esposizione all\u2019illuminazione notturna disturba questi processi essenziali ed \u00e8 in grado di creare effetti potenzialmente nocivi sulla salute umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa deprivazione di sonno costituisce uno dei fattori di rischio per condizioni patologiche come l\u2019obesit\u00e0, il diabete, le malattie cardiovascolari, la depressione e l\u2019ictus. Inoltre la melatonina sembrerebbe in grado di inibire l\u2019insorgenza del cancro al seno e alla prostata come evidenzia uno studio condotto su lavoratori che fanno turni di notte (Organizzazione Mondiale di Sanit\u00e0, 2007). Ancora pi\u00f9 evidenti sono gli effetti sulle facolt\u00e0 psichiche dell\u2019insonnia: la capacit\u00e0 di attenzione, di concentrazione e di apprendimento si riducono, e anche l\u2019umore pu\u00f2 farne le spese; inoltre, si determina un incremento degli stati di ansia e di depressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tMolto ruota intorno alle quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di luce alla quale siamo esposti la sera, che riproduce anche durante le ore notturne i segnali che sarebbero propri del giorno. L\u2019avvento dell\u2019illuminazione a LED (<em>light emitting diode<\/em> = diodo ad emissione luminosa), pi\u00f9 efficiente di quella delle classiche lampadine a incandescenza e anche delle alogene, ma ricca delle componenti blu-verde dello spettro, non aiuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tPertanto l\u2019industria si sta muovendo per creare luci LED con un\u2019emissione pi\u00f9 spostata verso le tonalit\u00e0 giallo-arancio, in accordo con i nostri ritmi circadiani. Sulla base di quanto sopra, tutte le seguenti regole minime dovrebbero essere seguite per limitare l\u2019inquinamento luminoso: non permettere che gli apparecchi di illuminazione inviino luce orizzontalmente e verso l\u2019alto; non sprecare luce al di fuori dell\u2019area da illuminare; evitare di sovrailluminare; spegnere le luci quando l\u2019area non \u00e8 usata; puntare a un calo del flusso totale installato (come sta avvenendo per gran parte degli altri inquinanti, per i quali si impone una loro riduzione); limitare fortemente la luce blu nello spettro delle lampade; evitare di permanere davanti a uno schermo fino alle ore piccole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<em>*Fattori che aumentano il rischio di sviluppare un disturbo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \t<em>**Ciclo che si compie all\u2019incirca ogni 24 ore, ritmo con cui si ripetono regolarmente certi processi fisiologici<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inquinamento luminoso<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":17087,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",650,400,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",650,400,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",650,400,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1-300x185.webp",300,185,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",640,394,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",300,185,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",500,308,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",474,292,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",391,241,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",300,185,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",650,400,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",650,400,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",650,400,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",650,400,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1-650x380.webp",650,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1.webp",250,154,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10449-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Annalisa Casarin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/casarin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Inquinamento luminoso","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17086"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17086\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}