{"id":16840,"date":"2015-05-08T00:00:00","date_gmt":"2015-05-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=16840"},"modified":"2015-05-08T00:00:00","modified_gmt":"2015-05-07T23:00:00","slug":"il-mondo-alla-fine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-mondo-alla-fine-del-mondo\/","title":{"rendered":"Il mondo alla fine del mondo"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl suo sguardo testimonia lo stato d\u2019animo che sta vivendo dallo scorso mese di gennaio, appena rientrata in Italia. La sensazione agrodolce di aver vissuto dentro una fiaba, nella consapevolezza che quell\u2019esperienza unica non torner\u00e0 pi\u00f9. Lo chiamano \u201cMal d\u2019Antartide\u201d e <strong>Alessia Cicconi<\/strong>, insegnante di Scienze del Liceo Marinelli di Udine ha capito che ne avrebbe sofferto non appena sbarcata, lo scorso ottobre, sui ghiacci del Polo Sud.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUna storia che inizia la scorsa estate, con la pubblicazione di un bando riservato a insegnanti per partecipare a una spedizione nell\u2019ambito del Programma Nazionale Ricerche in Antartide, attivo da trent\u2019anni sotto l\u2019egida del MIUR (Ministero dell\u2019Istruzione, Universit\u00e0 e Ricerca). \u00abNel 2012 \u2013 confida Alessia \u2013 avevo partecipato ad un corso di aggiornamento, la SPES (Scuola Polare Estiva per insegnanti, che per il 2015 si svolger\u00e0 nella sede del Museo dell\u2019Antartide di Trieste) a seguito della quale ho continuato a lavorare insieme a docenti convinti come me che le scienze polari possano essere il tramite per veicolare i contenuti dei programmi scolastici di scienze. Questo \u201ccurriculum polare\u201d mi ha permesso di partecipare al bando e di essere selezionata\u00bb.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tAlla gioia per l\u2019ammissione ha fatto subito seguito l\u2019intensit\u00e0 della successiva preparazione: dalle visite mediche presso l\u2019Istituto di Medicina aeronautica di Milano al corso di addestramento gestito dall\u2019Enea (una settimana a Brasimone e una a La Thuile).<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNel 1959 \u2013 spiega Alessia \u2013 dodici nazioni (Argentina, Australia, Belgio, Cile, Francia, Giappone, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, USA, Sudafrica, URSS) sottoscrissero il Trattato Antartico, con il quale rinunciavano a ogni rivendicazione territoriale sul luogo. Per l\u2019epoca si tratt\u00f2 di una sorta di \u201cMiracolo Antartico\u201d, visto che in piena Guerra Fredda si riuscirono a mettere d\u2019accordo potenze come Stati Uniti e Unione Sovietica. Forse gi\u00e0 allora si comprese come questo territorio fosse davvero speciale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tA quell\u2019accordo iniziale aderirono altri 33 Stati, tra cui l\u2019Italia nel 1981. Dal 1985 a Terra Nova Bay opera la base scientifica permanente \u201cStazione Mario Zucchelli\u201d. Alessia Cicconi l\u2019ha raggiunta subito dopo il suo sbarco in Antartide. Un viaggio indimenticabile, che le foto scattate sul posto riescono a descrivere meglio di ogni parola.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tL\u2019Antartide \u00e8 un continente pi\u00f9 esteso dell\u2019Europa, al cui interno cade il punto del Polo Sud geografico. Meno del 4% della sua superficie non \u00e8 ricoperta dal ghiaccio e la sua calotta rappresenta oltre l\u201980% delle acque dolci della Terra, che se si sciogliessero porterebbero a un innalzamento del livello degli oceani di oltre 60 metri.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 il luogo pi\u00f9 freddo (le temperature possono arrivare a meno 90\u00b0 C), pi\u00f9 arido (le precipitazioni sono inferiori a quelle del deserto del Sahara), pi\u00f9 ventoso (sono state registrate velocit\u00e0 del vento di oltre 300 km\/h) di tutto il nostro pianeta e anche il meno abitato del nostro pianeta (non ci sono abitanti stabili e nelle basi di ricerca sono ospitate in totale circa 4.000 persone durante l\u2019estate che si riducono a 1.000 durante l\u2019inverno australe). I ghiacci dell\u2019Antartide rappresentano uno dei motori principali delle dinamiche climatiche del nostro pianeta nonch\u00e9 un \u201carchivio\u201d delle caratteristiche dell\u2019atmosfera terrestre del momento in cui si sono formati. Per questo motivo le ricerche che vi si svolgono sono di fondamentale importanza per la comprensione dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPartita da Venezia, dopo due scali a Londra e a Sydney, Alessia \u00e8 giunta all\u2019aeroporto di Christchurch, in Nuova Zelanda. Qui, dopo oltre una settimana di attesa a causa del maltempo, ha potuto raggiugere l\u2019Antartide con un volo della durata di 7 ore e atterraggio in prossimit\u00e0 della base italiana \u201cMario Zucchelli\u201d, dotata di una pista ricavata sul pack (ghiaccio marino) e utilizzabile solo sino alla fine di novembre, finch\u00e9 lo spessore del ghiaccio marino (mediamente 2 metri) consente l\u2019atterraggio in sicurezza. Con l\u2019arrivo dell\u2019estate e l\u2019assottigliamento dello strato ghiacciato, i voli possono atterrare solo presso l\u2019aeroporto della stazione americana, dotato di pista asfaltata. La distanza tra la base americana e quella italiana \u00e8 di circa 400 km che si percorrono con un volo in elicottero della durata di circa due ore.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tAll\u2019arrivo in Antartide di Alessia (fine ottobre) la temperatura era di -20\u00b0C. A rendere pi\u00f9 o meno sopportabile il freddo percepito dalle persone, tuttavia, sono i venti catabatici o <em>blizzard<\/em>, che nascono dal centro del continente antartico e che soffiano verso il mare con velocit\u00e0 fortissime. Senza il riparo delle tende, l\u2019esposizione a questi venti sarebbe insostenibile per il corpo umano.\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tA <em><strong>Kay Island<\/strong><\/em> Alessia e i suoi colleghi hanno svolto la loro prima settimana di ricerca in esterno. L\u2019estrema pulizia dell\u2019aria e l\u2019assenza di umidit\u00e0 offrono una straordinaria apertura visiva, consentendo di osservare a occhio nudo punti distanti anche 300 chilometri. Un effetto ottico fatale a molti esploratori in passato, che si sono avviati inconsapevolmente in cammini chilometrici salvo venire sopraffatti dalla stanchezza e dal gelo dei <em>blizzard<\/em>.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tAlessia Cicconi ha partecipato a due ricerche, tutt\u2019ora attive, durante la sua permanenza in Antartide. La prima riguarda studi genetici e demografi ci sulle <strong>foche di Weddell<\/strong>, mammiferi in grado di restare sott\u2019acqua anche un\u2019ora raggiungendo profondit\u00e0 fino a 700 metri. Nel periodo primaverile\/estivo (tra ottobre e novembre) le femmine partoriscono i loro cuccioli sul pack. Resteranno insieme per il periodo dell\u2019allattamento durante il quale i cuccioli accresceranno il proprio strato di grasso che permetter\u00e0 loro di nuotare nelle gelide acque dell\u2019oceano meridionale.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa seconda ricerca riguarda i <strong>pinguini di Adelia<\/strong>, presso l\u2019area di <em><strong>Edmonson Point<\/strong><\/em>, ambiente vulcanico di terra nera dove questi animali costruiscono i loro nidi con i sassi. Questi pinguini, alti tra i 50 e 70 cm, affrontano traversate sul pack di oltre 200 km per raggiungere il mare aperto, dove cacciano, per poi tornare (ripercorrendo gli stessi km!) alla colonia riproduttiva a nutrire i piccoli custoditi dall\u2019altro genitore.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIn Antartide gli iceberg provenienti dalla calotta antartica vengono spesso reintrappolati dal ghiaccio marino che impedisce loro di prendere il largo verso il mare aperto. L\u2019effetto modellante del vento contribuisce poi alla formazione di veri e propri spettacoli naturali. Il maestoso iceberg presso Edmonson Point ne \u00e8 un esempio.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t5 gennaio 2015. L\u2019esperienza di Alessia Cicconi in Antartide volge al termine. L\u2019arrivo dell\u2019estate australe, con lo scioglimento del pack, rende impossibile il decollo di aerei dalla base italiana. Alessia affronta cos\u00ec il viaggio di rientro imbarcandosi su una nave cinese in partenza da <strong><em>Inexpressible Island<\/em><\/strong>. Sul suo blog (<a href=\"http:\/\/www.fabant.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.fabant.it<\/a>) dov\u2019\u00e8 possibile rivivere la sua esperienza, al rientro in Italia scriver\u00e0: \u201cL\u2019Antartide ti travolge con la sua potenza. Di fronte ai suoi monumenti naturali ognuno non pu\u00f2 che sentirsi \u201cpiccolo piccolo\u201d come davanti a qualcosa di \u201cgigantesco\u201d. L\u2019Antartide \u00e8 maestosa e regale ma al contempo semplice ed essenziale. Quando si torna al mondo reale (perch\u00e9 chiaramente l\u2019altro \u00e8 parso \u201csurreale\u201d) tutto sembra superfluo. In Antartide si perde il contatto con tanti \u201coggettini\u201d che nella nostra vita quotidiana sembrano fondamentali: portafoglio, bancomat, cellulare\u2026 Tutti finiscono nel \u201ccestino\u201d del nostro cervello che trova, proprio in questo \u201cmondo alla fi ne del mondo\u201d, la sua dimensione autentica. Quella che sarebbe se non ci fossero le sovrastrutture che noi abitanti del \u201cprimo mondo\u201d ci siamo creati e che, in questo \u201cmondo zero\u201d (o sarebbe meglio dire: \u201csotto zero\u201d), tornano a essere quello che sono realmente: fardelli per il nostro spirito libero e \u201cselvatico\u201d (nella sua accezione assolutamente positiva)\u201d.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUno degli scopi principali dell\u2019esperienza in Antartide di Alessia Cicconi \u00e8 quello di trasmettere quanto appreso alle nuove generazioni, in particolare agli studenti, affinch\u00e9 la ricerca scientifica possa essere divulgata attraverso un linguaggio comprensibile e accessibile. Per questo motivo, dopo il suo rientro, Alessia ha raccontato quanto vissuto agli studenti di diverse scuole superiori della nostra regione: a Udine presso il \u201csuo\u201d Liceo Scientifico Marinelli e presso l\u2019Istituto Tecnico Deganutti; a Cervignano del Friuli presso l\u2019ISIS Malignani. Altre scuole la ospiteranno nelle prossime settimane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessia Cicconi e l&#8217;Antartide<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":16841,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-16840","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",800,576,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",800,576,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",800,576,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1-300x216.webp",300,216,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",640,461,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",300,216,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",500,360,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",450,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",361,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",300,216,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",800,576,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",800,576,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",800,576,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",800,576,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1.webp",250,180,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9945-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Alessia Cicconi e l'Antartide","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16840"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16840\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}