{"id":16775,"date":"2015-04-24T00:00:00","date_gmt":"2015-04-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=16775"},"modified":"2015-04-24T00:00:00","modified_gmt":"2015-04-23T23:00:00","slug":"la-crescita-dellindividuo-attraverso-i-giochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-crescita-dellindividuo-attraverso-i-giochi\/","title":{"rendered":"La crescita dell&#8217;individuo attraverso i giochi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl gioco da sempre accompagna il nostro percorso di crescita, e per molti versi \u00e8 parte vitale non solo dell\u2019infanzia ma della vita intera. Perch\u00e9 di giocare, in fondo, non si smette mai. Ed ecco che gioco e giocattolo diventano quindi oggetti &#8211; metafora del nostro percorso, ma anche immagini capaci di restituire lo spirito di un\u2019epoca e rispecchiare percorsi di crescita. Da queste premesse si sviluppa la nuova mostra promossa dal CICP &#8211; Centro Iniziative Culturali di Pordenone, &#8220;Gioco&#038;Giochi nella fotografia da met\u00e0 Ottocento ai giorni nostri&#8221;, a cura dello storico della fotografia<strong> Guido Cecere. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAttraverso le immagini, il percorso espositivo &#8211; che si inaugura sabato 9 maggio, ore 17.30, nell\u2019Auditorium Lino Zanussi del Centro Culturale Casa A. Zanussi di Pordenone, e rester\u00e0 poi visitabile fino al 31 luglio &#8211; racconter\u00e0 la storia del gioco grazie a immagini inedite, come i primi dagherrotipi, per arrivare poi alle produzioni digitali. Un racconto per immagini unico e inedito, con gli scatti di centinaia di autori, per restituire un mondo fatto di giocattoli, bambini, foto \u201cin posa\u201d, cartoline postali e altre suggestioni dell&#8217;infanzia di tutti noi. Alla vernice di sabato 9 maggio, con i promotori e la presidente del CICP <strong>Maria Francesca Vasallo<\/strong>, interverranno il curatore<strong> Guido Cecere<\/strong>, la psicologa e psicoterapeuta infantile <strong>Piergiuseppina Fagandini <\/strong>e lo storico del giocattolo<strong> Marco Tosa<\/strong>. La mostra sar\u00e0 visitabile a ingresso libero dal marted\u00ec alla domenica dalle 16 alle 19 (chiuso il 2 giugno e le domeniche di luglio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abQuesta mostra si propone di esplorare una nicchia della storia della fotografia finora poco indagata \u2013 spiega Cecere &#8211; cio\u00e8 tutto quel mondo di immagini in cui, oltre ai bambini, sono presenti anche giochi e giocattoli, partendo dagli albori del mezzo e giungendo fino a oggi con le foto digitali. Questa collezione unica e inedita, presentata oltre che nella mostra anche in un ricco volume che la accompagna, si rivela immediatamente come una fonte che si presta a tante altre possibili letture trasversali: la storia del giocattolo, la storia dell\u2019abbigliamento infantile, per esempio, solo per citarne un paio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl gioco e i giocattoli quindi, intesi come non solo attivit\u00e0 e oggetti della vita ma anche come rappresentazione di un universo maschile: si pensi ad esempio ai soldatini, alle armi, alla riproduzione di una situazione di guerra o per le donne le bambole e la cura della casa. \u00abEsaminando i giocattoli del passato pi\u00f9 o meno remoto \u2013 sottolinea lo storico del giocattolo Marco Tosa \u2013 notiamo una maniaca attenzione nella riproduzione miniaturizzata dell\u2019universo familiare complementare: bambole, arredi domestici, attrezzi per il lavoro, animali. A tale visione analitica della cellula domestica corrisponde l\u2019attitudine alla guerra. Ecco dunque connotarsi l\u2019altro gruppo di giocattoli, quelli bellici, raffiguranti armi e guerrieri, affinch\u00e9 il bambino possa intuire che la sicurezza delle mura domestiche non \u00e8 certezza e la loro difesa pu\u00f2 diventare necessit\u00e0. Casa e territorio; in questa prima divisione troviamo delineati i ruoli maschili e femminili\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo gli studi di Grafica e Fotografia a Urbino e Londra, dal 1972, Guido Cecere dal 1984 ha iniziato l&#8217;insegnamento della Fotografia prima presso l\u2019ISIA e l\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino, poi presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia e l\u2019ISIA di Pordenone. Fa parte del comitato scientifico del Museo Alinari di Firenze, di cui ha curato una sezione. Collabora con Cinemazero, Galleria Sagittaria, Galleria Spazzapan, Trieste Fotografia, Orvieto Fotografia, Magnus, Electa, Gribaudo, Fabbri, De Agostini, Giunti editori, nonch\u00e9 editori stranieri come Te Neues, Dumont, Waddington ecc. Ha pubblicato dodici libri. Ha curato una cinquantina di eventi e mostre di Fotografia. Nel 2006 \u201cPremio San Marco\u201d per l\u2019attivit\u00e0 culturale. Nel 2009 premio FVG Fotografia del CRAF. Vive e lavora fra Pordenone e Venezia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra fotografica a Pordenone<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":16776,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-16775","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",389,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",443,296,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9835-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Mostra fotografica a Pordenone","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16775"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16775\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}