{"id":16631,"date":"2015-03-27T00:00:00","date_gmt":"2015-03-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=16631"},"modified":"2015-03-27T00:00:00","modified_gmt":"2015-03-26T23:00:00","slug":"alle-radici-di-fiumicello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/alle-radici-di-fiumicello\/","title":{"rendered":"Alle radici di Fiumicello"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019unica vera e antica denominazione del territorio dell\u2019attuale comune di Fiumicello \u00e8 questo stesso nome (in friulano <em>Flumis\u00e8l<\/em>), valido per tutta l\u2019area. I nomi delle frazioni sono derivati da quelli delle chiese, come San Lorenzo, San Valentino (questo solo dopo il sec. XVI), facendo eccezione Papariano, come nome latino conservato dalla tradizione documentaria del monastero di Beligna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAnche l\u2019abitato chiamato ora Sant\u2019Antonio pare assumere nella storia conosciuta il nome delle chiesette presenti nell\u2019area. Almeno sino alla fine del \u2018500 quella di San Martino che, a giudicare dal titolo, doveva essere di fondazione altomedievale: le dedicazioni al santo vescovo di Tours (in Francia) risalgono infatti quasi sempre all\u2019epoca longobarda o carolingia. La chiesetta va situata probabilmente all\u2019interno della campagna chiamata ancora oggi <em>Li\u2019 Sanmart\u00ecnis<\/em>, dove nasceva anche il ruscello detto <em>Roj\u00f9s di San Mart\u00ecn<\/em>: vale a dire poco a sud-ovest dell\u2019attuale borgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIn rovina gi\u00e0 alla fine del \u2018500, di essa non ci resta pi\u00f9 nulla. Ma molto probabilmente veniva da quella chiesetta la statua lignea del santo a cavallo conservata nella chiesa di San Lorenzo. Nell\u2019anno 1595 gli abitanti della localit\u00e0 chiesero al Patriarca di Aquileia la licenza di ricostruire l\u2019oratorio di San Martino, giustificando la domanda col fatto che quando l\u2019Isonzo esondava (con tremende <em>mont\u00e0nis<\/em>) Papariano e San Valentino restavano sott\u2019acqua anche per otto giorni, isolando i due abitati mai allagati, quelli di San Martino e San Lorenzo, quest\u2019ultima come antica sede vicariale. Da quella data in poi non abbiamo altre notizie della chiesetta: non fu data licenza oppure l\u2019edificio era ridotto talmente male che non si ritenne di tentarne il restauro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAnche la denominazione di San Martino cadde in oblio, sostituita in certi documenti da un generico Borgo di Sopra; e per tutto il \u2018600 questa parte di Fiumicello non ebbe una sua chiesetta. Il nome Borgo di Sopra va collegato evidentemente a un Borgo di Sotto posto un po\u2019 pi\u00f9 a sud, l\u2019attuale <em>Borgh\u00e8t <\/em>\/ Borghetto nella Mazzoleta. L\u2019asse fondamentale del paese per lunghi secoli risulta spostato verso l\u2019Aquileiese, dal Borgo di Sopra o di S. Martino per il Borghetto e gi\u00f9 fino a San Lorenzo, stando alla larga quindi da un Isonzo privo di argini e \u201cpericoloso\u201d. A est di quest\u2019asse, fino al sec. XVII ci furono solo grandi casali isolati: uno in localit\u00e0 Cortona, tre o quattro nella zona della chiesetta di San Canziano (al posto dell\u2019attuale di San Valentino), uno alla Beliconda, due alla Bozzata, uno alla Ginata. Per il resto solo casoni con gran tetti di paglia a forti spioventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tFra i secoli XVI e XVII vennero edificate alcune belle case del borgo, fra le pi\u00f9 interessanti di Fiumicello. Le case Tassan e Pozzar, le cui parti basse sono del \u2018500 (la seconda non pi\u00f9 riconoscibile dopo varie trasformazioni), poi la casa ad archi che fu sede del municipio fra \u2018700 e \u2018800. In un\u2019altra bella casa abit\u00f2 nel \u2018600 una famiglia ebraica, i Moscato. Per secoli, almeno fino alla prima met\u00e0 dell\u2019800, i due abitati pi\u00f9 importanti e popolosi di Fiumicello furono sempre l\u2019attuale Sant\u2019Antonio e soprattutto San Lorenzo, sede della chiesa principale, della Gastaldia (forse alla casa Kraghel), del comune medievale (alla casa detta <em>Punt dal De\u00e0n<\/em>) e dell\u2019antico mulino sul Tiel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSan Valentino e Papariano invece contavano cinque palazzetti signorili (de Peteani, Andriani de Clandorff, Montanari, Michelli, Venier) e molte case contadine isolate, sparse per la campagna e lungo le rogge. Per riparlare di una chiesa nel Borgo bisogna andare gli inizi del \u2018700, quando i de Stabile Sailenberg \u2013 famiglia arricchita della zona che aveva comprato il titolo di nobili dell\u2019impero \u2013 abitavano il palazzo edificato nella parte bassa del borgo. I de Stabile nel 1720 fecero costruire l\u2019attuale cappella di Sant\u2019Antonio da Padova, come cappella padronale annessa al palazzo, ma aperta pure agli abitanti della borgata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tA differenza del titolo di San Martino diffuso in migliaia di localit\u00e0 d\u2019Europa, quello di Sant\u2019Antonio \u00e8 raro nei nomi di luogo, pur essendo il culto del santo portoghese molto praticato. In Friuli \u00e8 presente in tanti capitelli edificati dopo la fine del medioevo. All\u2019interno della chiesetta vi sono affreschi ottocenteschi e una tomba dei de Stabile; sopra l\u2019edificio un campanile a vela. All\u2019anagrafe parrocchiale del 1850 risultavano le seguenti anime da comunione: a San Lorenzo 1064, a San Valentino 635 e a Sant\u2019Antonio 680.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNella seconda met\u00e0 del 1800 la grossa propriet\u00e0 de Stabile Sailenberg and\u00f2 in parte ai Tomaselli (Ludovico Tomaselli aveva sposato Josepha de Stabile) e in parte ai Gorup-Kalister. Ancora in pieno \u2018900 infatti il palazzo principale conserv\u00f2 a lungo la denominazione popolare di <em>La Ministrassi\u00f3n di Gur\u00f9p<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn ultimo fatto annotato negli archivi del territorio. Fra i secoli XVIII e XIX una buona parte degli artigiani risiedeva a S. Antonio: cocchieri, falegnami, fabbri, carrai, vetrai, fornai. Se ci aggiungiamo i mercanti e gli osti abbiamo la riprova che il Borgo era forse la parte popolarmente pi\u00f9 attiva e variegata del paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Borgo Sant&#8217;Antonio<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":16632,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-16631","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1-300x245.webp",300,245,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",300,245,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",397,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",319,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",300,245,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",439,358,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1.webp",250,204,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9457-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Borgo Sant'Antonio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16631","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16631"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16631\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16632"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16631"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16631"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16631"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}