{"id":16497,"date":"2015-03-05T00:00:00","date_gmt":"2015-03-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=16497"},"modified":"2015-03-05T00:00:00","modified_gmt":"2015-03-04T23:00:00","slug":"la-guerra-e-la-violenza-sulle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-guerra-e-la-violenza-sulle-donne\/","title":{"rendered":"La guerra e la violenza sulle donne"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa Grande Guerra vista dalle donne. Alla tragedia di un conflitto totale e devastante per i luoghi e le persone, vista al femminile la Prima guerra mondiale presenta un disvalore \u2018aggiunto\u2019 di violenza, sopraffazione, sradicamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abIl prezzo pagato dalle donne \u00e8 stato altissimo\u00bb, spiega la storica <strong>Giulia Sattolo<\/strong>, fra i curatori della mostra multimediale <em>\u201cFrammenti di memorie. Cividale del Friuli e la Societ\u00e0 Operaia durante la Prima Guerra Mondiale\u201d,<\/em> visitabile fino a luned\u00ec 6 aprile a Cividale del Friuli, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti, su ideazione, progetto e realizzazione della Societ\u00e0 Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione (SOMSI) di Cividale del Friuli, presieduta da<strong> Mauro Pascolini. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abIl trauma bellico \u2013 spiega ancora Sattolo \u2013 ha significato lutto, sofferenza, ansia materna, e ha causato una frattura dell\u2019ordine familiare e sociale. Di fatto, le donne, hanno dovuto accettare responsabilit\u00e0 e oneri tradizionalmente maschili senza poter scegliere e senza poi ottenere alcun beneficio. La Grande Guerra per le donne ha avuto spesso un risvolto tragico: quello delle violenze subite. La sopraffazione sessuale delle donne, vittime innocenti e indifese, \u00e8 tuttora un argomento ripugnante e per troppo tempo celato ma su cui \u00e8 necessario fare chiarezza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tProprio a partire da questi temi, SOMSI promuove \u201cLa Grande Guerra delle donne\u201d, un incontro in programma nella Giornata della Festa della Donna, domenica 8 marzo. Alle 18, nella Sala degli Stucchi della sede SOMSI a Cividale, l\u2019incontro proietter\u00e0 nelle atmosfere della Grande Guerra sul confine di Nordest, vista con gli occhi delle donne. Foto e materiali d\u2019epoca saranno il tramite per questo amarcord doloroso eppure di cruciale importanza, per ritrovare episodi e verit\u00e0 storiche troppo spesso sepolte dalla polvere del tempo, dalla vergogna, dalla paura di ritrovarsi nude e indifese di fronte al racconto delle violenze e degli oltraggi subiti. Il racconto di Giulia Sattolo si intreccer\u00e0 a letture selezionate dall\u2019attrice <strong>Antonella Bukovaz<\/strong>. L\u2019intervento prender\u00e0 in esame sia il ruolo delle donne durante la Grande Guerra che le i dossier d\u2019epoca sulle violenze perpetrate alle donne, con un brano dai Diari di Mons. Liva &#8220;Un anno di prigionia. (La vita di un popolo)\u201d, intitolato eloquentemente &#8220;La tragedia della buona Albina&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa denuncia sugli episodi di violenza ai danni delle donne friulane \u2018occupate\u2019 nella Grande Guerra, dopo la disfatta di Caporetto, \u00e8 appuntata nei documenti custoditi nell&#8217;Archivio Capitolare di Cividale del Friuli &#8211; Parrocchia di Santa Maria Assunta, finora del tutto inediti. Documenti che ripercorrono la violenza arrecata a donne che abitavano in alcune frazioni di Cividale. A una di queste fa riferimento il testo di Mons. Liva, con un episodio che risale all&#8217;11 novembre 1917, a Rualis. \u00ab<em>Quel giorno due soldati austriaci ubriachi entrarono in casa della famiglia B. chiedendo del vino: poich\u00e9 sul cartello alla porta i soldati che erano stati l\u00ec precedentemente avevano scritto, prendendosi gioco di quelle povere donne, che \u201csi poteva entrare e chiedere vino\u201d. Le donne rispondono che vino non ce n&#8217;\u00e8, e i soldati sparano ferendo la povera Albina: il proiettile l&#8217;aveva trapassata. Usciti dalla casa, i soldati chiudono la porta da fuori, avvolgendo il saliscendi con del filo di ferro. Le donne cercano di uscire e a farlo sar\u00e0 la sorella di Albina, Teresa, spaccando l&#8217;inferriata dalla cantina con il martello. Albina morir\u00e0 pochi giorni dopo, il 15 novembre,\u00a0agonizzante in ospedale\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tEra possibile entrare nelle case perch\u00e9, nei giorni successivi all&#8217;occupazione, il comando austro-ungarico aveva dato ordine di non chiudere mai le porte delle case a chiave, pena la fucilazione. Ecco perch\u00e9 molte violenze furono perpetrate, soprattutto di notte. E le donne venivano abusate anche di fronte ai mariti che precedentemente erano stati legati o picchiati o davanti ai figli. Di questi episodi si tacque per anni, per decenni. Nel corso dell\u2019appuntamento di SOMSI si spiegheranno i dettagli e le ragioni di questi lunghi silenzi sulle gravi violenze dell\u2019occupazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Commemorazione in occasione dell&#8217;8 marzo<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-16497","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Commemorazione in occasione dell'8 marzo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16497","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16497"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16497\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16497"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16497"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}