{"id":16434,"date":"2015-02-20T00:00:00","date_gmt":"2015-02-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=16434"},"modified":"2015-02-20T00:00:00","modified_gmt":"2015-02-19T23:00:00","slug":"premio-terzani-ecco-i-finalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/premio-terzani-ecco-i-finalisti\/","title":{"rendered":"Premio Terzani, ecco i finalisti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Svetlana Aleksievi\u0107<\/strong> per <em>Tempo di seconda mano<\/em> (Bompiani); <strong>Glenn Greenwald<\/strong> per <em>No place to hide<\/em> (Rizzoli), <strong>Alexandar Hemon<\/strong> per <em>Il libro delle mie vite<\/em> (Einaudi); <strong>Marie-Luise Scherer<\/strong> per <em>La frontiera dei cani<\/em> (Keller) e <strong>David Van Reybrouck<\/strong> per <em>Congo<\/em> (Feltrinelli) sono i cinque finalisti del \u201cPremio letterario internazionale Terzani 2015\u201d, promosso dall\u2019associazione culturale vicino\/lontano di Udine e dalla famiglia Terzani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa giuria, riunitasi nei giorni scorsi a Firenze, a casa Terzani, ha selezionato i titoli che andranno in votazione a partire da un elenco di oltre quaranta opere: \u00abUna scrematura difficile \u2013 commenta <strong>Angela Terzani<\/strong>, presidente della giuria \u2013 perch\u00e9 anche quest\u2019anno i libri segnalati dai giurati nella prima fase, tutti ottimi lavori, evocano o descrivono situazioni e temi attuali, degni di approfondimento e riflessione. \u00a0Ed \u00e8 proprio questo lo spirito del Premio Terzani: portare all\u2019attenzione e alla consapevolezza del grande pubblico, attraverso lo sguardo dei testimoni, mutamenti che investono il nostro presente e sono destinati a condizionare in modo significativo il futuro di tutti\u00bb. I giurati \u2013 <strong>Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, <\/strong><strong>\u00c1len Loreti,<\/strong> <strong>Ettore Mo, Carla Nicolini, Paolo Pecile, Peter Popham, Marino Sinibaldi, Valerio Pellizzari<\/strong> \u2013 si sono ora riservati un ulteriore tempo di lettura prima del voto, per poter valutare al meglio la cinquina dei finalisti. Il vincitore sar\u00e0 annunciato nel mese di aprile e sar\u00e0 protagonista a Udine sabato 9 maggio (Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ore 21), in occasione della serata clou del Premio Terzani, come sempre in programma nell\u2019ambito del Festival vicino\/lontano, quest\u2019anno alla sua XI edizione. Dal 7 al 10 maggio, il festival proporr\u00e0 un calendario ricco di incontri, eventi, dialoghi, lezioni magistrali, spettacoli, proiezioni, workshop e percorsi espositivi. Info <a href=\"http:\/\/www.vicinolontano.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vicinolontano.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Svetlana Aleksievi\u0107<\/strong> \u00e8 una scrittrice e giornalista russa. Nata in Ucraina nel 1948 da padre bielorusso e madre ucraina, \u00e8 sempre stata fortemente critica nei confronti del regime dittatoriale bielorusso. Per questo \u00e8 stata perseguitata e i suoi libri banditi. Solo da poco \u00e8 tornata a vivere a Minsk. Tradotta in oltre quaranta lingue, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. La sua ultima opera, <strong><em>Tempo di seconda mano<\/em><\/strong>, \u00e8 un vero e proprio dramma corale. Decine di protagonisti, donne e uomini, vittime e carnefici, raccontano in prima persona il crollo dell\u2019Unione Sovietica e la tormentata nascita di una \u201cnuova Russia\u201d. Un fiume di voci riemerge come un fenomeno carsico dalle macerie, materiali e spirituali, della storia russa recente e prende corpo nella sua scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 giornalista anche <strong>Gleen Greenwald<\/strong>. Americano, da anni in prima fila nella difesa delle libert\u00e0 civili, \u00e8 stato una delle firme pi\u00f9 autorevoli del <em>Guardian<\/em> fino all\u2019ottobre 2013. Da allora si dedica alla testata online <em>The Intercept.org <\/em>che ha fondato e dirige<em>.<\/em> <strong><em>No place to hide<\/em><\/strong> \u00e8 il racconto di prima mano della vicenda Snowden e dello scandalo NSA. Perch\u00e9 nel dicembre 2012, con una email firmata \u201cCincinnatus\u201d, Edward Snowden \u2013 disposto a rinunciare a tutto, rischiando l\u2019ergastolo e forse anche la vita \u2013 contatt\u00f2 proprio lui per far conoscere al mondo il pi\u00f9 gigantesco programma di sorveglianza di massa mai concepito e realizzato. Sembra un romanzo di spionaggio, e lo \u00e8. Solo che ci\u00f2 di cui si parla \u00e8 successo e succede davvero, e riguarda tutti noi. Il <em>Guardian<\/em> e il <em>Washington Post<\/em>, che hanno pubblicato le rivelazioni di Snowden, hanno vinto il Pulitzer 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Aleksandar Hemon <\/strong>\u00e8 invece esclusivamente uno scrittore. Nato a Sarajevo nel 1964 e trasferitosi negli Stati Uniti per una <em>fellowship<\/em> nel \u201992, non \u00e8 pi\u00f9 rientrato in Bosnia a causa dello scoppio della guerra e dell\u2019assedio alla sua citt\u00e0. \u00c8 unanimemente considerato uno degli autori pi\u00f9 interessanti del panorama letterario internazionale. <strong><em>Il libro delle mie vite<\/em><\/strong> racconta il percorso personale dell\u2019autore da Sarajevo a Chicago e narra vicende che hanno a che fare con la sua vita nella ex Jugoslavia, con la guerra, con l\u2019esilio, con il mito e la realt\u00e0 dell\u2019America. Un\u2019autobiografia in quindici \u201cstazioni\u201d che ha la lucidit\u00e0 del saggio e la pienezza del romanzo di formazione e che si chiude con il racconto della malattia e della morte della figlia Isabel, a un anno di vita.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8\u00a0scrittrice e giornalista <strong>Marie-Luise Scherer<\/strong>, che per pi\u00f9 di vent\u2019anni (fino al 1998) ha scritto reportage letterari per <em>Der Spiegel<\/em>, la stessa testata che pubblicava gli articoli dall\u2019Asia di Terzani. <strong><em>La frontiera dei cani<\/em><\/strong>, data alle stampe dallo <em>Spiegel<\/em> nel 1994, esce nel 2014 per la prima volta in italiano, opportunamente tradotta da Keller in occasione dei 25 anni dalla riunificazione delle due Germanie. Narra una storia solo apparentemente\u00a0 inattuale, che si svolge nella zona vietata che per quarant\u2019anni ha separato i tedeschi dai tedeschi. E tra la zona vietata e la Germania Ovest vi era una striscia della morte con torrette di guardia e campi minati, recinzioni di metallo e postazioni di sparo automatico dove abitavano solo i cani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tFa i conti con il passato \u2013 e con le pesanti conseguenze che in parte si abbattono sul nostro presente \u2013 anche il libro di <strong>David Van Reybrouck<\/strong>, giovane laureato in architettura e ricercatore presso l\u2019Universit\u00e0 di Lovanio, firma del quotidiano belga di lingua fiamminga <em>De Morgen<\/em>. Autore di numerosi libri, con <strong><em>Congo<\/em>, <\/strong>presentato in anteprima italiana a pordenonelegge 2014, ha suscitato un sorprendente interesse internazionale. Un\u2019opera voluminosa, 700 pagine, che muove dal gigantesco estuario del fiume Congo, per secoli area di accesso al continente africano di colonizzatori, missionari e predatori di ogni risma. Pagina dopo pagina, attraverso centinaia di interviste con congolesi di tutte le et\u00e0 e le etnie, attraverso indagini storiografiche e archeologiche, l\u2019autore ci conduce con una scrittura asciutta e coinvolgente alla scoperta di un paese, di un popolo, di un continente. Un bestseller in Belgio, tradotto in molte lingue (in Italia \u00e8 gi\u00e0 alla 5a ristampa), che \u00e8 stato da alcuni definito \u201cil pi\u00f9 grande reportage africano dai tempi di Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski\u201d, il grande giornalista e scrittore polacco morto nel gennaio 2007, che fu tra l\u2019altro tra i membri fondatori della giuria del Premio Terzani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proclamazione ad aprile<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":16435,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-16434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1-232x300.webp",232,300,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",232,300,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",251,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",201,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",300,388,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",360,465,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1-360x380.webp",360,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1.webp",163,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9040-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Proclamazione ad aprile","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16434\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16435"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}