{"id":16383,"date":"2015-02-12T00:00:00","date_gmt":"2015-02-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=16383"},"modified":"2015-02-12T00:00:00","modified_gmt":"2015-02-11T23:00:00","slug":"invictus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/invictus\/","title":{"rendered":"Invictus"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUna volta, quando i film erano ancora in bianco e nero, parlare di rugby nell\u2019italica pallonara nazione era considerato alla stregua di un\u2019eresia. Per fortuna, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Incontrare <strong>Maurizio Teghini<\/strong>, imponente ex atleta che passa abbondantemente il metro e novanta, oggi dirigente del Rugby Udine 1928, per saperne di pi\u00f9 sul cavalleresco sport dalla stranissima palla, \u00e8 una opportunit\u00e0 per contribuire allo sviluppo di questa nobile arte.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Maurizio, comincio con una facezia: chi \u00e8 nato prima, la palla ovale o la gallina?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNel mio caso, a dispetto delle teorie sull\u2019evoluzione, \u00e8 nata prima la palla ovale. Mia madre dice sempre che sia io sia mio fratello minore Michele stringevamo la palla ovale gi\u00e0 nella sua pancia. Probabilmente nostro padre, rugbista anche lui, anzich\u00e9 leggerci le favole ci leggeva le cronache delle partite\u2026\u00bb<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Per questo ha iniziato a giocare da giovanissimo?<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAll\u2019epoca il rugby, agonisticamente parlando, lo potevi iniziare a 14 anni; non c\u2019erano tutte le categorie giovanili di adesso, per cui gi\u00e0 adolescente mi sono cimentato con la prima squadra. Questo senza disdegnare altri sport: sono stato anche un buon cestista, arrivando a militare in serie C con la Inter 1904, storica formazione triestina che oggi non esiste pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La sua \u00e8 stata una lunga carriera.<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAvevo 16 anni quando esordii in prima squadra con la Fiamma Trieste, ed era il 1976. Ho tenuto botta fino alla stagione 89\/90, poi a seguito di un infortunio al ginocchio ho intrapreso la carriera di allenatore, sebbene avessi gi\u00e0 cominciato ad allenare squadre giovanili\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>E poi?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abDopo qualche anno mi sono trasferito sportivamente a Udine, continuando per\u00f2 ad abitare a Trieste. In Friuli ho cominciato con le giovanili e poi, nel 2009, sono arrivato nello staff tecnico della prima squadra. Il mio ruolo odierno \u00e8 \u2018Director of Rugby\u2019, un ruolo che va dall\u2019analisi delle partite e dell\u2019evoluzione del progetto tecnico, alla programmazione della stagione, al coordinamento dello staff e ai rapporti con gli atleti, con particolare riferimento alla crescita dei pi\u00f9 giovani\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>In che ruolo ha giocato?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIo ero seconda o terza linea, un ruolo che viene identificato nel pacchetto di mischia che \u00e8, per capirsi con i neofiti, quell\u2019ammucchiata otto contro otto che d\u00e0 origine alle azioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Nonostante le ammucchiate il rugby \u00e8 uno sport molto ordinato. Come si fa a passare dal caos all\u2019ordine in cos\u00ec poco tempo?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIl rugby \u00e8 uno sport di situazione e quindi costringe a trovare soluzioni immediate; che poi si passi velocemente da una situazione statica alla fase dinamica \u00e8 insito nei concetti che animano questo sport: avanzare, sostenere, continuit\u00e0. Sono concetti militari applicati alla competizione, in quanto la partita viene vista come una battaglia in tutti i sensi. Battaglia sportiva, ovviamente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Ottanta minuti (la durata di un match, ndr) di continua fatica.<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIl rugby comporta sforzi fisici notevoli con recuperi brevissimi; ci sono anche delle interruzioni, ma in questi casi l\u2019arbitro ferma il tempo: alla fine, gli ottanta minuti bisogna correrli tutti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Per\u00f2 dopo tanta fatica arriva il terzo tempo\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00ab\u00c8 una delle cose che rende grande il rugby, perch\u00e9 non si tratta solo di andare a bere qualcosa con l\u2019altra squadra e gli arbitri della partita, ma di aggregarsi, di \u2018affratellarsi\u2019 con altra gente; non per niente nel rugby non esistono frange di tifosi violenti, anzi. Certe partite mi sono divertito pi\u00f9 a vedere come la gente se la spassava in tribuna, facendo amicizia e ridendo con chi stava loro di fianco e che portava i colori della squadra avversaria, piuttosto che a seguire quello che succedeva in campo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Il rugby \u00e8 anche uno sport che non premia solo il risultato\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIl punteggio assegnato tiene conto anche della qualit\u00e0 del gioco e dello spettacolo offerto: se perdi ma hai realizzato almeno quattro mete prendi un punto; se perdi con uno scarto di punteggio finale pari o minore a sette prendi un punto\u2026 Per cui, se giochi bene puoi prendere due punti mentre chi vince al massimo ne prende cinque. Questo fa s\u00ec che si pu\u00f2 perdere una partita senza compromettere la classifica di un campionato. Cosa che in molti altri sport non avviene\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cosa manca al rugby italiano per fare il grande salto?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abLa \u2018crisi\u2019 si fa sentire in tutti gli sport e il rugby non \u00e8 escluso. Nel nostro Paese poi c\u2019\u00e8 sempre la mentalit\u00e0 della \u2018massa che certifica l\u2019evento\u2019. A noi italiani manca il concetto del pluralismo e della sintesi: ascoltare tutte le voci e scartare quelle inadatte. Invece, cos\u00ec facendo, vincono sempre gli interessi individuali, non quelli collettivi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La sua mi pare una mentalit\u00e0 \u2018non allineata\u2019\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abCome la storia di questo sport. La leggenda vuole che nella cittadina inglese di Rugby, che ha dato il nome al nostro sport, durante una partita di calcio collegiale uno studente abbia afferrato la palla con le mani e abbia cominciato a correre fino a portarla oltre la linea di fondo della squadra avversaria, dimostrando cos\u00ec che ci possono essere modi diversi di valutare un\u2019azione sportiva\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Torniamo a lei: qual \u00e8 stata la soddisfazione sportiva pi\u00f9 grande?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAver allenato ragazzi che poi sono arrivati alla Nazionale e alla serie A. Anche la convocazione in azzurro di mio fratello, pur se nel settore giovanile, e i suoi anni in serie A, sono un fiore da portare all\u2019occhiello\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Il rugbista che le piace di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abRichie McCaw, il capitano dei mitici \u2018All Blacks\u2019, la Nazionale neozelandese\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Il vivaio dal quale le piacerebbe attingere i suoi giocatori?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abQuello della Nuova Zelanda, ovviamente. Loro sono i pi\u00f9 forti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>A proposito di stranieri: cosa pensa dell\u2019utilizzo degli \u2018oriundi\u2019?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abPrendiamola come una opportunit\u00e0: aver a disposizione campioni pu\u00f2 creare successi che attirano l\u2019interesse. Come di ogni cosa, bisogna farne un uso sensato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>E delle donne nel rugby?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abFavorevolissimo; sono un volano di sviluppo per il nostro sport. E abbiamo una Nazionale femminile che si \u00e8 fatta molto onore nelle ultime competizioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tGi\u00e0, farsi onore nel campo dello sport; quella dolce emozione che poi pu\u00f2 essere trasferita all\u2019identit\u00e0 di una Nazione, come avviene nel film \u2018Invictus\u2019 di Clint Eastwood. E allora chiudo augurando ai rugbisti nostrani, Maurizio Teghini in primis, di farci gloriare delle loro future imprese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maurizio Teghini<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":16384,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-16383","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",450,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8789-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele D'Urso","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/durso\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Maurizio Teghini","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16383"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16383\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}