{"id":16339,"date":"2015-02-03T00:00:00","date_gmt":"2015-02-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=16339"},"modified":"2015-02-03T00:00:00","modified_gmt":"2015-02-02T23:00:00","slug":"fvg-crolla-il-numero-delle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/fvg-crolla-il-numero-delle-imprese\/","title":{"rendered":"Fvg, crolla il numero delle imprese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMentre l\u2019indagine congiunturale fa emergere, almeno con riferimento all\u2019industria manifatturiera, segnali positivi riguardo alla produzione, agli ordini sia interni sia esteri e al fatturato, il sistema delle imprese friulane paga dazio alla lunga crisi, che coinvolge tutti i settori dell\u2019economia. E che si legge soprattutto attraverso il drastico calo del tasso di iscrizione, cio\u00e8 la nascita di nuove imprese, ma anche attraverso una quota sempre significativa di aperture fallimentari (che pure calano dell\u20198,7%) e altre procedure concorsuali (in crescita di circa il 10%). I dati <strong>Movimprese appena diffusi dall\u2019Unioncamere nazionale<\/strong>, elaborati dal <strong>Centro studi della Cciaa udinese<\/strong>, registrano, nel corso del 2014 <strong>in<\/strong><strong> provincia<\/strong>, la <strong>nascita di 2.556 imprese<\/strong>, mentre dal <strong>Registro se ne sono cancellate 3.310<\/strong>: il <strong>saldo<\/strong> \u00e8 <strong>negativo<\/strong> di <strong>754 imprese<\/strong> (ed \u00e8 negativo di poco pi\u00f9 di mille unit\u00e0 a livello Fvg). Il tasso di cancellazione resta sostanzialmente stabile, attorno al 6,3%, mentre si registra un <strong>drastico calo delle nuove iscrizioni<\/strong>, che <strong>nell\u2019arco degli ultimi 15 anni raggiungono un minimo storico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl totale delle <strong>imprese registrate in provincia nel 2014 \u00e8 cos\u00ec pari a 51.315 unit\u00e0<\/strong> (<strong>con un calo dello stock dell&#8217;1,7% in un anno<\/strong>) e, di queste, <strong>44.974 sono attive<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0\u00abL\u2019incertezza e le \u201crivoluzioni\u201d subite dall\u2019economia negli ultimi anni \u2013 commenta il presidente della Camera di Commercio di Udine <strong>Giovanni Da Pozzo<\/strong> \u2013 hanno pesato molto anche sulla vitalit\u00e0 del sistema produttivo locale, dove la crisi \u00e8 arrivata dopo e si \u00e8 protratta pi\u00f9 a lungo che in altre zone d\u2019Italia, che infatti nel complesso cresce, pur se di poco. \u00a0Le nostre imprese si sono prima adattate e poi hanno reagito, e sotto certi aspetti cominciamo a cogliere alcuni importanti segnali positivi che per esempio possiamo leggere dalla congiuntura dell\u2019industria manifatturiera\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tI dati evidenziano comunque il fatto che c\u2019\u00e8 ancora una quota importante di persone che credono nell\u2019impresa: le nuove iscrizioni del 2014 riguardano soprattutto imprese di piccola dimensione e con forma giuridica semplificata (su 100 imprese nate, circa 70 sono ditte individuali), mentre resta pi\u00f9 contenuta l\u2019incidenza delle societ\u00e0 di capitale (20%) e soprattutto delle societ\u00e0 di persone (9%). Ma la <strong>forma delle societ\u00e0 di capitali \u00e8 quella che cresce<\/strong>, circa dell\u20191%, mentre le <strong>altre arretrano lentamente<\/strong>, segno che c\u2019\u00e8 <strong>una tendenza, per chi sta sul mercato e vuole restarci saldamente, a strutturarsi meglio e a rafforzarsi<\/strong>. Per quanto riguarda invece le cancellazioni, anche in questo caso si tratta di imprese soprattutto individuali, che nel 2014 rappresentano il 75% del totale. La causa principale della cessazione dell\u2019attivit\u00e0 pu\u00f2 essere ricondotta sia a difficolt\u00e0 di mercato, sia perch\u00e9 l\u2019impresa \u00e8 collocata ai margini del mercato oppure alla fine di un ciclo di vita; non \u00e8 per\u00f2 trascurabile anche il problema del passaggio generazionale. Buona parte delle cancellazioni avviene soprattutto nel primario, nell\u2019agricoltura, settore che registra una costante perdita di imprese attive e registrate proprio a causa della fine del ciclo di vita. Maggiore preoccupazione emerge nell\u2019osservare che queste cancellazioni avvengono anche in settori strategici dell\u2019economia, come la manifattura, l\u2019edilizia e sotto certi aspetti anche il commercio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa <strong>riduzione delle imprese attive riguarda quasi tutti<\/strong> i settori di attivit\u00e0 economica, <strong>a eccezione dei servizi all\u2019ospitalit\u00e0<\/strong> (strutture recettive, ristorazione, pubblici esercizi) e <strong>dei servizi alle persone<\/strong> (quindi le attivit\u00e0 di riparazione di computer, di beni per uso personale e per la casa e le attivit\u00e0 di servizi alla persona). Con riferimento ai settori che perdono imprese attive, emerge il dato dell\u2019<strong>edilizia<\/strong>, che ha perso <strong>in un anno 142 imprese attive<\/strong>, ma anche del <strong>commercio<\/strong> (che ne ha perse 134) e dell\u2019<strong>industria manifatturiera<\/strong> (70).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Le aperture fallimentari<\/strong>: nel <strong>2014<\/strong>, sono state aperte <strong>95 procedure fallimentari<\/strong>, con una <strong>diminuzione dell\u20198,7% rispetto al 2013<\/strong>. Scioglimenti e liquidazioni: nel del 2014, sono state presentate <strong>810 domande di scioglimento e liquidazione<\/strong>, un valore <strong>pi\u00f9 alto del 10%<\/strong> di quello osservato nel 2013.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dati ai minimi da 15 anni<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":16340,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-16339","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1-300x256.webp",300,256,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",300,256,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",304,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",300,256,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",351,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1.webp",246,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8699-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Dati ai minimi da 15 anni","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16339","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16339"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16339\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16340"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}