{"id":16320,"date":"2015-01-30T00:00:00","date_gmt":"2015-01-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=16320"},"modified":"2015-01-30T00:00:00","modified_gmt":"2015-01-29T23:00:00","slug":"siamo-ospiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/siamo-ospiti\/","title":{"rendered":"Siamo ospiti?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cBenvenuti\u201d recita il cartello posto poco pi\u00f9 sotto rispetto a quello che indica il nome del paese in cui stiamo arrivando. Da queste parti, zona montagna friulana, \u00e8 abbastanza frequente trovare i due cartelli accoppiati; solitamente quello di benvenuto \u00e8 collocato in posizione superiore rispetto alla denominazione geografica del luogo, quasi a facilitare il lettore nella lettura e successiva comprensione del messaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuei due cartelli sono solo due semplici scritte, l\u2019una di toponomastica, l\u2019altra di cortesia? Oppure, esprimono la gratitudine degli abitanti verso il viaggiante che si reca in quei luoghi? O ancora, sono da intendersi come una semplice espressione formale, priva di ulteriori significati? E il visitatore: che significato gli attribuisce? Si sente maggiormente legittimato e accolto a passare in quei luoghi? Oppure, la voce computerizzata nascosta nel navigatore toglie, al guidatore moderno, il piacere di guardarsi intorno e di capire dove si trova, assorto nella voce meccanica che lo guida nell\u2019attraversamento di tale accogliente localit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa parola \u201cbenvenuti\u201d \u00e8, per antonomasia, sinonimo di accoglienza. Dunque, che cosa significa accogliere? Ha lo stesso valore per l\u2019ospite e per il forestiero? Cosa cerca chi richiede di essere accolto? D\u2019altra parte, cosa cerca chi si dimostra benevolo nell\u2019accogliere? E chi invece non partecipa al processo di accoglienza? Andando all\u2019etimologia del termine, il verbo accogliere deriva dal latino <em>colligere<\/em>, ossia raccogliere insieme. L\u2019accoglienza implica dunque un\u2019apertura per legare assieme, in un paese, in una casa, in un gruppo; l\u2019accoglienza degli stranieri nel proprio paese, di un vecchio amico o del parente malato nella propria abitazione, del bambino con \u201cbisogni speciali\u201d nella propria classe. Pertanto, essere disponibili ad accogliere, significa aprirsi all\u2019altro, offrendo le proprie cosa materiali e immateriali, mettendole a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAccogliere vuol dire prima di tutto avere profondo interesse per l\u2019altro, per la sua umanit\u00e0, per le sue idee e la sua unicit\u00e0. A tal proposito torna alla mente l\u2019immagine del fedele cane Argo che in modo incondizionato accoglie il suo padrone dopo lunghi anni di assenza. Con quale sincerit\u00e0 smisurata gli animali attendono il rientro del loro padrone alla dimora, per dare una calorosa accoglienza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAccogliere vuol dire mettersi in gioco, rendendo partecipe qualcuno di qualcosa di proprio, offrendoglielo in modo incondizionato. Accogliere significa ricevere con varia disposizione d\u2019animo, non giudicare, non porre condizioni alla persona che si riceve, accettandola cos\u00ec come \u00e8. Le situazioni di coppia ci pongono spesso di fronte a questa scelta: accettare l\u2019amato per quello che \u00e8, con pregi e difetti, oppure mettere in atto comportamenti tali da spingerlo al cambiamento a nostro piacimento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSiamo tutti bravi ospiti? Accogliere tutti e sempre? E, in caso positivo, lo siamo nello stesso modo? E verso tutti in modo uguale? Anche verso l\u2019amico o la moglie che ha tradito la nostra fiducia? Ci professiamo bravi ospiti per uno spirito gratuito interno di benevolenza e solidariet\u00e0? Oppure perch\u00e9 confidiamo in comportamenti analoghi? O ancora, perch\u00e9 attendiamo qualcosa in cambio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAllontanare, escludere, eliminare sono invece le azioni che compie chi non accoglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tE perch\u00e9 non si accoglie? Che caratteristiche ha la persona che non accoglie? Si pu\u00f2 essere accoglienti a piacimento? Quali vissuti hanno plasmato il carattere di chi si oppone all\u2019accoglienza? Non si accoglie forse per mancanza di fiducia nel prossimo? Oppure per mancanza di spirito solidale, dipendente da pregressi personali? Oppure si accoglie parzialmente, in base al momento storico e all\u2019oggetto dell\u2019accoglienza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tE questi comportamenti di rifiuto, che reazioni provocano nella persona oggetto di tale esclusione? Dal bambino che viene escluso dal gioco dei suoi compagni di scuola, al disabile che viene estraniato dalle esperienze dei suoi coetanei, all\u2019anziano che viene privato della sua famiglia, allo straniero che viene maltrattato, pur con complessit\u00e0 e intensit\u00e0 diverse, le reazioni dei vari soggetti si legano tra loro, con sentimenti di frustrazione, di inadeguatezza, di rabbia verso l\u2019esterno oppure, sul fronte opposto, con atteggiamenti di chiusura in se stessi o comportamenti lesivi della propria o altri persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCome soggetti operanti nel sociale, spesso ci troviamo a lavorare sulla pratica dell\u2019accoglienza: con l\u2019anziana che non vuole accogliere presso il suo domicilio l\u2019operatrice di assistenza; con la famiglia che rifiuta di ascoltare le informazioni sui comportamenti aggressivi del proprio figlio; con le insegnanti che non accolgono il personale non docente come supporto al processo di apprendimento degli allievi; con i famigliari che respingono l\u2019idea di affidare il proprio caro a una struttura residenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tConvinzioni personali, pregiudizi, stereotipi, fatti di cronaca, avvenimenti personali, situazioni lavorative condivise, rendono il tema dell\u2019accoglienza uno stimolante spunto di riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accolti ed esclusi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":16321,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-16320","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1-300x214.webp",300,214,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",300,214,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",500,356,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",455,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",365,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",300,214,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",510,363,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1.webp",250,178,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8658-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Accolti ed esclusi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16320","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16320"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16320\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}