{"id":15196,"date":"2014-12-02T00:00:00","date_gmt":"2014-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=15196"},"modified":"2014-12-02T00:00:00","modified_gmt":"2014-12-01T23:00:00","slug":"chi-sara-il-miglior-chef-della-carnia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/chi-sara-il-miglior-chef-della-carnia\/","title":{"rendered":"Chi sar\u00e0 il miglior chef della Carnia?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuattro laboratori e quattro Contest, ristoratori e produttori per la prima volta in rete nel comprensorio carnico, dieci giurati tecnici e popolari, oltre un centinaio di partecipanti e dodici finalisti che si contenderanno l\u2019ingresso nel primo <strong><em>Menu di Carnia Food Design 2014<\/em><\/strong>: questi i numeri della prima edizione del progetto avviato nei mesi scorsi dalla Cooperativa Cramars di Tolmezzo, sostenuto da Euroleader per il coordinamento scientifico di Slow Food Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCultura del cibo, fra tradizione e innovazione, fra amore per le radici ed estro creativo, sono al centro dell\u2019iniziativa: per non dimenticare che la Carnia \u00e8 il pi\u00f9 grande giardino di Erbe spontanee delle Alpi. Cultura della stagionalit\u00e0 e conoscenza del territorio e delle sue risorse hanno infatti ispirato i 12 piatti finalisti annunciati ieri sera a Comeglians: ricette firmate dagli \u201cartisti\u201d del gusto selezionati durante i contest di <em>Carnia Food Design<\/em>, aperti a chef, food blogger e appassionati della cucina. I finalisti sono gli chef <strong>Mauro<\/strong> <strong>Scarabelli<\/strong>, noto freelance, e <strong>Amabile<\/strong> <strong>Dassi<\/strong> (Grand Hotel Gortani &#8211; Arta Terme) con la talentuosa <strong>Sara<\/strong> <strong>Silverio<\/strong>, \u201csemplice\u201d appassionata di cucina, per il contest legato al primo piatto; gli chef <strong>Roberta<\/strong> <strong>Clapiz<\/strong> (Al Gan Trava di Lauco), <strong>Emanuele<\/strong> <strong>Monego<\/strong> (Stella d&#8217;oro Verzegnis) e <strong>Rita<\/strong> <strong>Lenisa<\/strong> (Borgo Poscolle &#8211; Cavazzo Carnico) per il contest del secondo; ancora gli chef <strong>Emanuele<\/strong> <strong>Monego<\/strong> e <strong>Rita<\/strong> <strong>Lenisa<\/strong> con <strong>Sara<\/strong> <strong>Silverio<\/strong> per il contest legato al dolce. Infine, per la categoria aperitivo e antipasto sono in finale gli chef <strong>Emanuele<\/strong> <strong>Monego<\/strong>, <strong>Alvio<\/strong> <strong>Fachin<\/strong> (Ristorazione Paolo Cignino &#8211; Tolmezzo) e <strong>Roberto<\/strong> <strong>Filaferro<\/strong> (Hotel Aplis &#8211; Ovaro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abLa Carnia, e la sua filiera, come un grande parco agro-alimentare: un incrocio virtuoso fra produzione, distribuzione e ristorazione, a tutto vantaggio del turismo e della promozione del territorio. Questi i presupposti di Carnia Food Design \u2013 spiegano i promotori,<strong> Vanni Treu <\/strong>presidente Coop. Cramars e la curatrice<strong> Annalisa Bonfiglioli<\/strong> \u2013. Dai contest \u00e8 emersa, viva e solida, la tradizione di stagionalit\u00e0 della cucina carnica, legata alle erbe di fine estate, alla zucca d\u2019ottobre, ai frutti di bosco autunnali, a prodotti unici come la <em>marcundela<\/em> e la <em>varhackara<\/em> di Timau, il <em>Formadi Frant<\/em>, gli insaccati tipici di singole vallate. Tipicit\u00e0, declinata per\u00f2 in chiave innovativa. Non a caso i contest di <em>Carnia Food Design<\/em> hanno viaggiato fortissimo in rete e sui social, che hanno documentato ogni fase registrando altissimi contatti e testimoniando a livello numerico il successo dell\u2019operazione. Da Facebook deriver\u00e0 la Giuria popolare che sar\u00e0 scelta fra tutti i \u2018like\u2019 al video di proclamazione dei 12 finalisti postato ieri sul profilo Facebook di Cramars\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Carnia Food Design <\/em>aveva mappato capillarmente, nell\u2019estate 2014, le tipicit\u00e0 agroalimentari della Carnia, portando il comparto produttivo a fare rete in modo capillare e sistematico con la ristorazione, in un\u2019unica filiera a km 0 con agroturismi, trattorie, ristoranti, hotel e strutture ricettive. Un vero \u201c<strong>Carnianet<\/strong>\u201d capace di valorizzare al meglio la cucina carnica sospesa fra tradizione e innovazione del gusto, e la sua fantasiosa stagionalit\u00e0. Luned\u00ec 15 dicembre, al Centro turistico ed Ambientale di Aplis di Ovaro sar\u00e0 proclamato ufficialmente il <em>Primo Menu di Carnia Food Design<\/em>, con il conferimento del \u201c<strong>Premio all\u2019Innovazione tradizionale gastronomica<\/strong>\u201d per i 4 piatti vincitori. Della giuria tecnica fanno parte <strong>Max Plett<\/strong> (Slow Food FVG) <strong>Giorgio Dri<\/strong> (Slow Food Fvg), <strong>Diana Candusso<\/strong> (Referente per l\u2019enogastronomia di Turismo FVG), <strong>Marino Corti<\/strong> (Fiduciario Condotta Slow Food \u201cGianni Cosetti\u201d), <strong>Germano Pontoni<\/strong> (Presidente Unione Cuochi Fvg) e <strong>Pietro Gortani<\/strong> (esperto di agroalimentare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuattro i laboratori condotti fra settembre e novembre 2014, e quattro i contest abbinati per la definizione del Menu di Carnia Food Design: Visione di Carnia: il racconto del piatto e del territorio ha puntato i riflettori, a Lauco, sulle tecniche del foodwriting e del web writing, per scrivere e comunicare al meglio una ricetta, un evento gastronomico, l\u2019attivit\u00e0 di un produttore. Condotto dalla blogger ed economista <strong>Rossella Di Bidino <\/strong>(autrice del blog <em>Ma che ti sei mangiato?<\/em>), il laboratorio ha messo a fuoco i primi piatti carnici, in particolare Cjalsons e Blecs. L\u2019ossimoro dell\u2019innovazione capace di restare fedele alla \u201ctradizione\u201d e di rivendicare l\u2019appartenenza al proprio territorio \u00e8 stata al centro del <strong>secondo laboratorio<\/strong>, <strong>Sapori e profumi di Carnia,<\/strong> realizzato a Preone e condotto dal noto enologo e docente universitario <strong>Walter Filuputti<\/strong>, con la partecipazione anche di due noti chef, Massimiliano Sabinot del Vitello d\u2019Oro di Udine e Teresa Covazecusak del Sale e Pepe di Stregna. Un laboratorio sensoriale che ha evidenziato aspetti come le forme dei bicchieri del vino, la capacit\u00e0 di formare il consumatore, di attivare un marketing del territorio e valorizzare i \u2018prodotti bandiera\u2019. <strong>Terzo laboratorio<\/strong> ad Arta Terme, dedicato al <strong>Colore di Carnia: il piatto e la tavola come opere artistiche<\/strong>: condotto da <strong>Valentina Cipriani, <\/strong>fotografa e autrice di prestigiosi saggi e fotoreportage, e da <strong>Alessia Tambosco<\/strong>, operatrice nel settore sala-bar ed esperta di Mise en Place, il laboratorio si \u00e8 focalizzato sul <em>food styling<\/em> e sulla fotografia, per coniugare la composizione di piatti scenografici alle regole di fotografia basilari, valorizzando l\u2019equilibrio cromatico dei piatti e il loro bilanciamento, ma anche la presentazione stilistica degli ambienti dove i piatti vengono serviti. Infine il <strong>quarto laboratorio, A tavola con Musicarnia,<\/strong> di scena a Povolaro di Comeglians, si \u00e8 concentrato sulla capacit\u00e0 di realizzare una proposta sonora \u2013ambientale coerente di accoglienza, come elemento strategico per la riuscita di un appuntamento gastronomico nonch\u00e9 importante biglietto da visita per i ristoratori. Al centro dello stage, condotto dai musicologia <strong>Andrea Del Favero, Glauco Toniutti<\/strong> e <strong>Matteo Bellotto<\/strong>, la musica popolare della terra di Carnia: raccolta, studiata e riproposta da appassionati etno-musicologi e musicisti. Riconoscere e valorizzare il legame sensoriale tra musica e cibo riferito alla stagionalit\u00e0 permette di spaziare fra esempi di musica del 900, pop, rap, rock e jazz, favorendo la socializzazione nelle situazioni \u201cda aperitivo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contest &#8220;Carnia Food Design&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":15197,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-15196","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1-225x300.webp",225,300,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",225,300,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",243,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",195,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",300,400,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",350,467,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1-350x380.webp",350,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1.webp",157,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8023-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Contest \"Carnia Food Design\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15196","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15196"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15196\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15197"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15196"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15196"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15196"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}