{"id":15192,"date":"2014-12-02T00:00:00","date_gmt":"2014-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=15192"},"modified":"2014-12-02T00:00:00","modified_gmt":"2014-12-01T23:00:00","slug":"demenza-una-crescita-da-controllare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/demenza-una-crescita-da-controllare\/","title":{"rendered":"Demenza, una crescita da controllare"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNel 2011 l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha stimato che entro il 2050 il numero delle persone con pi\u00f9 di 65 anni passer\u00e0 da 524 milioni a 1,5 miliardi. In vista di una popolazione globale sempre pi\u00f9 anziana, l\u2019incremento delle patologie legate all\u2019invecchiamento \u00e8 inevitabile. La demenza \u00e8 una delle maggiori cause di disabilit\u00e0 e dipendenza che colpisce gli anziani di tutti i paesi ed \u00e8 una condizione stressante non solo per il paziente che ne \u00e8 affetto, ma spesso soprattutto per le persone che se ne prendono cura. Purtroppo c\u2019\u00e8 ancora una carenza di informazioni e di riconoscimento della malattia che si esplicita in una stigmatizzazione del soggetto e nella creazione di barriere a diagnosi e trattamento.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tCon il termine \u201cdemenza\u201d, dal latino <em>dementia <\/em>(privo di mente), si indica non una malattia, ma una sindrome, cio\u00e8 un insieme di sintomi. La demenza comporta l\u2019alterazione progressiva di alcune funzioni cerebrali: memoria, ragionamento, linguaggio, capacit\u00e0 di orientarsi e di svolgere compiti motori complessi. Tali compromissioni sono accompagnate e occasionalmente precedute da alterazioni della personalit\u00e0, con difficolt\u00e0 a mantenere un comportamento sociale adeguato alle circostanze e di controllare le proprie reazioni emotive.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl declino delle facolt\u00e0 cognitive della persona \u00e8 maggiore di quello che ci si potrebbe aspettare dall\u2019invecchiamento fisiologico e spesso di severit\u00e0 tale da interferire con le attivit\u00e0 quotidiane. Le persone affette da demenza possono diventare apatiche o disinteressate alle usuali attivit\u00e0 di ogni giorno e alla socializzazione, avere allucinazioni visive o uditive, perdere la capacit\u00e0 di capire e mostrare compassione e fare affermazioni false o accusatorie.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPianificare, prendere decisioni e organizzare divengono azioni ingestibili, pertanto il paziente necessita dell\u2019aiuto di amici o familiari anche per le cose pi\u00f9 semplici. Ogni persona pu\u00f2 presentare un contesto di sintomi specifico: questo dipende dall\u2019entit\u00e0 della malattia, dalla fase in cui si presenta e dalla personalit\u00e0 del soggetto prima di esserne affetto.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tI segni e i sintomi si possono presentare in tre stadi: la fase iniziale, spesso non riconosciuta perch\u00e9 graduale, si presenta con la tendenza a dimenticare, a perdere la cognizione del tempo o perdersi in posti familiari. La fase intermedia, ove i sintomi sono pi\u00f9 riconoscibili, consiste nel dimenticare il nome di familiari e amici, scordare avvenimenti recenti, perdersi nella propria casa, presentare difficolt\u00e0 di comunicazione, non essere in grado di lavarsi o vestirsi da soli, ripetere domande e girare senza meta. La fase tardiva si riconosce quando il paziente \u00e8 quasi totalmente dipendente da altri, non sa riconoscere parenti e amici o non \u00e8 conscio dei luoghi e del tempo, presenta difficolt\u00e0 di movimento e cambiamenti di comportamento aggressivi o apatici.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNella definizione generica di demenza rientrano diverse malattie, alcune classificabili come demenze \u201cprimarie\u201d, ovvero non dovute ad altre patologie e di tipo degenerativo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tFra queste troviamo la malattia di Alzheimer, la pi\u00f9 comune forma di demenza che si sviluppa nel 60-70% dei casi; la demenza con i corpi di Lewy (aggregati anomali di proteine che si sviluppano all\u2019interno delle cellule nervose); la demenza frontotemporale, legata a degenerazione della parte frontale del cervello; e la malattia di Creutzfeldt-Jakob o malattia da prioni (comunemente conosciuta come la \u201cmalattia della mucca pazza\u201d).<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLe demenze definite \u201csecondarie\u201d sono conseguenza di altre condizioni, come nel caso della demenza vascolare (10% di tutti i casi di demenza), dovuta alla cosiddetta arteriosclerosi cerebrale e, in particolare, a lesioni cerebrali multiple ischemiche, cio\u00e8 provocate dall\u2019interruzione del flusso di sangue. Sono forme secondarie anche la demenza da Aids e quella dovuta all\u2019abuso di alcolici. I confini fra le diverse forme di demenza sono sottili e le diverse forme possono coesistere come nel caso delle forme di Alzheimer e quella vascolare che costituiscono la cosiddetta demenza mista (15-20% dei casi).<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tEsistono, inoltre, alcune condizioni trattabili e potenzialmente reversibili che possono causare sintomi di demenza: depressione, disfunzioni della tiroide, intossicazione da farmaci, tumore, idrocefalo normoteso, ematoma subdurale, infezioni, alcune deficienze vitaminiche, la Corea di Huntington e la malattia di Parkinson. Queste, se sono diagnosticate in modo tempestivo, possono essere trattate efficacemente.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPertanto, in base alla progressione della malattia, le demenze possono essere di tipo reversibile, come possono esserlo le forme secondarie, e irreversibile, nel caso delle primarie. \u00c8 indispensabile che tutte le persone con deficit mnemonico o confusione siano sottoposte ad accurato accertamento medico perch\u00e9 curando in modo adeguato e tempestivo le cause anche il quadro di deterioramento regredisce, e la persona pu\u00f2 tornare al suo livello di funzionalit\u00e0 precedente. Importante ricordare che questo \u00e8 valido anche per le persone che soffrono gi\u00e0 di demenza o che presentano segnali della malattia.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDa molti anni si sta cercando di definire la cosiddetta \u201cfase preclinica\u201d della demenza di Alzheimer per migliorarne le conoscenze e per definirne le possibili prevenzioni e terapie.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tSono state date molte definizioni a questa fase, attualmente la pi\u00f9 usata \u00e8 \u201cMild Cognitive Impairment\u201d (deficit cognitivo lieve). Purtroppo le sue caratteristiche sono ancora poco chiare e la conversione in demenza \u00e8 controversa. Accanto ai soggetti con deficit cognitivo lieve che sviluppano la malattia, ve ne sono altri che rimangono stabili e in circa il 30% dei casi si \u00e8 osservata una regressione dei sintomi.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Invecchiamento e patologie<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":15193,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-15192","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1-300x227.webp",300,227,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",300,227,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",344,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",300,227,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",425,321,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1.webp",250,189,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8017-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Annalisa Casarin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/casarin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Invecchiamento e patologie","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15192\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}