{"id":15092,"date":"2014-11-14T00:00:00","date_gmt":"2014-11-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=15092"},"modified":"2014-11-14T00:00:00","modified_gmt":"2014-11-13T23:00:00","slug":"permesso-grazie-scusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/permesso-grazie-scusa\/","title":{"rendered":"Permesso, grazie, scusa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019arte dell\u2019educare \u00e8 a un tempo semplice e complessa. Semplice perch\u00e9 \u00e8 strutturale alla persona e chiunque \u00e8 in grado di farlo entro una certa misura, e soprattutto tutti lo fanno anche se inconsapevolmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tComplessa perch\u00e9 richiede maturazione personale, riflessione, meta-riflessione e soprattutto esperienza ragionata quale base di una vita virtuosa. Come detto altre volte, si educa alle virt\u00f9 innanzitutto mettendole in pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019arte dell\u2019educare appartiene a tutti, indistintamente. E soprattutto \u00e8 un dovere di tutti. Ogni uomo \u00e8 legato all\u2019altro. Il bene di chi mi sta accanto dipende anche da me. Essere responsabili vuol dire rispondere ai valori. L\u2019educazione passa attraverso gesti concreti, semplici e diretti. E questo fin da piccoli. In un certo senso persino nel periodo prenatale. Anche le indicazioni degli adulti devono essere semplici, ripetute e precedute dall\u2019esempio. Papa Francesco ha proposto alcuni esempi: \u201cPermesso, grazie, scusa, queste sono le tre parole della convivenza: se si usano, la famiglia va avanti\u201d. Le parole chiave dell\u2019educazione in famiglia proposte da Bergoglio sono le parole chiave delle relazioni umane, quelle che indicano il valore e la sacralit\u00e0 della persona, il rispetto dell\u2019altro, in qualche modo la sua precedenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tImparare a fare la fatica quotidiana di educare, a dire \u201cpermesso, grazie, scusa\u201d, significa introdursi e introdurre a una modalit\u00e0 relazionale che riconosce l\u2019importanza dell\u2019altro e il limite proprio. Vuol dire imparare a ferire il proprio senso di onnipotenza e il proprio narcisismo per riconoscere che forse \u00e8 il valore dell\u2019altro a fondare il mio. Non sono solo parole, ma sono l\u2019espressione di uno stile relazionale. Lo stile relazionale non \u00e8 soltanto qualcosa di esteriore ma incide progressivamente nell\u2019interiorit\u00e0 della persona. La persona si appropria interiormente di uno stile che \u00e8 esteriore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tE l\u2019interiorit\u00e0 si traduce lentamente in esteriorit\u00e0. Chi usa uno stile relazionale improntato a gesti ordinari che riconoscono il valore dell\u2019altro e la sua precedenza fa proprio questo valore ed educa gli altri al medesimo valore. Dire \u201cpermesso\u201d vuol dire riconoscere che non tutto \u00e8 dovuto. Vuol dire ammettere che tratto costitutivo della vita e dell\u2019umanit\u00e0 sono la gratuit\u00e0 e il legame. Dire \u201cgrazie\u201d vuol dire riconoscere che da solo nessuno di noi \u00e8 sufficiente, vuole dire ammettere che abbiamo bisogno del gesto gratuito dell\u2019altro per vivere. Dire \u201cscusa\u201d vuol dire ricordarsi che possiamo sbagliare e ferire l\u2019altro, ricordarsi che siamo vulnerabili e fallibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQueste parole devono diventare spontanee per tutti. Per questo \u00e8 necessario che gli adulti si sforzino di utilizzarle e sopportino la fatica quotidiana di insistere affinch\u00e9 i bambini e i ragazzi le facciano proprie. \u00c8 solo l\u2019esempio e la ripetizione del richiamo e dell\u2019ammonimento da parte degli adulti (alleati in questo) che aiutano i bambini e i ragazzi a interiorizzare i gesti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tOltre a \u201cpermesso, grazie, scusa\u201d, altre sono le parole o le indicazioni semplici ma indispensabili in una buona educazione. Basti pensare al saluto. Non \u00e8 raro trovarsi in ambienti pubblici, come le poste o altri uffici, e vedere qualcuno che entra e non saluta. Oppure passare per strada, salutare un ragazzo che conosci e non sentire la risposta. Educarsi ed educare a salutare \u00e8 talmente semplice come gesto da sembrare troppo banale da dire, eppure non sempre cos\u00ec praticato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tTutto questo fa parte della \u201cbuona educazione\u201d. Sembra un\u2019espressione di altri tempi. Eppure non basta dire che un ragazzo deve avere un comportamento adeguato. Bisogna tornare a dire che deve avere una buona educazione. Esiste la buona come la cattiva educazione. Ed esistono i beneducati e i maleducati. E la buona educazione, per essere appresa, necessita di qualcuno che la testimoni, la insegni e forse in una certa misura la esiga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMolti sono i gesti quotidiani che vanno insegnati ai piccoli, perch\u00e9 vengano interiorizzati e possano diventare spontanei. Pensiamo al dare del \u201clei\u201d a un adulto o a qualcuno che non si conosce. Rivolgersi a chiunque dando del \u201ctu\u201d vuol dire livellare la realt\u00e0. La realt\u00e0 fortunatamente non \u00e8 tutta uguale. Oppure, dare precedenza agli anziani o a chi \u00e8 in uno stato di difficolt\u00e0. Rispettare il prossimo vuol dire alzarsi per cedere il posto a qualcuno in difficolt\u00e0. Oppure, ascoltare gli adulti anche se non ti va di farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSi tratta di gesti piccoli ma densi di carica simbolica e impregnati di significato. Essi danno spessore alla quotidianit\u00e0, formano la personalit\u00e0 di coloro che li mettono in pratica ed educano anche chi li osserva. Ai gesti di prossimit\u00e0 \u00e8 bene educare fin da piccoli. Don Bosco racconta che, quando era bambino, sua madre gli diceva di mettere sul davanzale di casa un piatto di minestra per il povero che sarebbe passato da l\u00ec a poco. Questo gesto ordinario permetteva al figlio di imparare l\u2019importanza del dare aiuto concreto a chi ne ha bisogno. Preparare il piatto e metterlo sul davanzale prima che passasse il povero era un modo per non far sentire l\u2019indigente in imbarazzo. Era un modo per praticare la carit\u00e0 con umilt\u00e0 e rispetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa buona educazione passa attraverso l\u2019esempio ripetuto, l\u2019insistenza, la perseveranza e il richiamo degli adulti. Passa attraverso piccoli gesti ordinari che trasmettono lentamente un senso da dare all\u2019esistenza. Non \u00e8 solo buona educazione ma anche stile di vita. I gesti carichi di significato trasmettono uno stile di pensiero e un modo di stare al mondo che far\u00e0 poi da cornice a ogni situazione che il ragazzo ben educato si trover\u00e0 a vivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;arte di educare<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":15093,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-15092","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1-300x179.webp",300,179,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",300,179,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",474,283,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",391,233,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",300,179,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",478,285,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1.webp",250,149,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7737-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Cristian Vecchiet","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/vecchiet\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"L'arte di educare","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15092"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15092\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}