{"id":15090,"date":"2014-11-14T00:00:00","date_gmt":"2014-11-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=15090"},"modified":"2014-11-14T00:00:00","modified_gmt":"2014-11-13T23:00:00","slug":"nel-fiume-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/nel-fiume-della-storia\/","title":{"rendered":"Nel fiume della storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIn un famoso paragrafo della <em>Naturalis historia<\/em>, Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) fa una panoramica di Veneto e Friuli e dei loro fiumi: vengono citati Tagliamento, Varmo, Ausa, Torre, Natisone e un <em>Anaxum <\/em>che gli studiosi hanno identificato con lo Stella. Oggi come allora, questo affascinante corso d\u2019acqua attraversa un territorio splendido&#8230; e lungo il suo tragitto la storia ha lasciato tracce che parlano a chi sa ascoltare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Dalle montagne al mare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tTutto inizia, in realt\u00e0, da luoghi lontani rispetto alla Bassa: comincia nelle <strong>montagne friulane<\/strong>, con i loro infiniti rigagnoli che scorrono fino all\u2019alta pianura, per poi inabissarsi all\u2019incontro con i terreni permeabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa discesa delle acque nelle viscere della terra, per\u00f2, segue dei percorsi precisi: cos\u00ec, all\u2019altezza di <strong>Codroipo <\/strong>e gi\u00f9 fino al <strong>Monfalconese<\/strong>, in una <strong>linea diagonale <\/strong>che taglia in due il Friuli, l\u2019impatto con i terreni impermeabili porta al loro ritorno in superficie. Nascono cos\u00ec i <strong>fiumi di risorgiva<\/strong>, fenomeno fra i pi\u00f9 interessanti della geologia regionale, caratterizzati da una temperatura costante di 9-12\u00b0C e una portata regolare che va dai 50 ai 65 metri cubi d\u2019acqua al secondo. Fra di loro c\u2019\u00e8 anche lo <strong>Stella<\/strong>, che fa capolino a <strong>Flambro <\/strong>dall\u2019incontro fra piccole rogge e che, nel corso del suo viaggio fino alla <strong>Laguna di Marano<\/strong>, accoglie le acque degli affluenti <strong>Taglio <\/strong>e <strong>Torsa<\/strong>: un corso d\u2019acqua immerso per 45 km nel silenzio di una natura ancora in buona parte intatta, fra ontani e querce secolari, circondato da luoghi di grande valore culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Villa Badoglio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl nostro viaggio parte a <strong>Flambruzzo<\/strong>, con il suo <strong>castello <\/strong>attestato sin dal 1258. Nel 1466 la propriet\u00e0 passa ai conti di Codroipo, che la mantengono fino al 1910, quando il complesso viene acquistato dal conte Francesco Rota di San Vito al Tagliamento, che per\u00f2 lo rivende pochi anni dopo; al termine della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, il marito di una delle figlie di Francesco, il duca <strong>Mario Badoglio<\/strong>, diventa il nuovo proprietario e ancora oggi la villa \u00e8 abitata dai suoi discendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDell\u2019antica fortezza non restano che tracce ormai ingentilite dalla lenta conversione residenziale del palazzo, avvenuta gi\u00e0 dal tardo Rinascimento: le due torri di difesa agli angoli opposti della villa sembrano pi\u00f9 rifugi ameni che strutture militari, mentre il pittoresco ponte d\u2019accesso non \u00e8 che un\u2019eco del ponte levatoio medievale. A completare l\u2019opera, all\u2019inizio dell\u2019Ottocento, sar\u00e0 la trasformazione del vecchio bosco planiziale circostante in un <strong>parco all\u2019inglese <\/strong>degno di un quadro del Romanticismo, pur calato nel contesto locale dominato da rogge, laghetti e olle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019interno della villa, tra i pi\u00f9 tipici della civilt\u00e0 instaurata dalla Serenissima dopo la sua trasformazione cinquecentesca da potenza di mare a dominatrice di terra, \u00e8 un susseguirsi di stanze un tempo popolate da ospiti illustri; ancora oggi, la biblioteca conserva una parte cospicua della biblioteca privata di <strong>Giandomenico Bertoli<\/strong>, l\u2019abate che diede il via alla valorizzazione archeologica del Friuli pubblicando nel 1739 <em>Le Antichit\u00e0 d\u2019Aquileia profane e sacre, per la maggior parte finora inedite, raccolte, disegnate ed illustrate da G.D.B<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Fra letteratura e scienza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLasciata Flambruzzo, la met\u00e0 successiva \u00e8 <strong>Ariis di Rivignano<\/strong>. Il mulino, i rustici campestri, la chiesetta di San Giacomo, il ponticello sullo Stella: l\u2019atmosfera \u00e8 quella delle novelle campagnole di Ippolito Nievo e non \u00e8 certo un caso che, proprio qui, un\u2019opera capitale della letteratura affondi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tle sue radici. Nel 1517, <strong>Luigi Da Porto <\/strong>pubblica la <em>Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti con la pietosa loro morte intervenuta gi\u00e0 nella citt\u00e0 di Verona nel tempo del signor Bartolomeo della Scala<\/em>: protagonisti sono <strong>Romeo Montecchi<\/strong>, <strong>Giulietta Cappelletti <\/strong>e il loro amore reso impossibile dalla storica rivalit\u00e0 delle due famiglie d\u2019origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tRomeo, in realt\u00e0, \u00e8 l\u2019<em>alter ego <\/em>dello stesso autore, costretto a rinunciare all\u2019amore di <strong>Lucina Savorgnan<\/strong>, <em>alias <\/em>Giulietta, erede di una famiglia nemica dei Da Porto, ma la vera scoperta \u00e8 un\u2019altra: la Historia, arrivata fino in Inghilterra, sar\u00e0 la fonte d\u2019ispirazione di <strong>William Shakespeare <\/strong>per il dramma <strong><em>Romeo e Giulietta<\/em><\/strong>. Oggi, nella dolce <strong>Villa Savorgnan<\/strong>, con la sua bella facciata rossastra affacciata sulle acque del fiume, la figura di Lucina \u2013 che qui dimor\u00f2 per molti anni \u2013 aleggia ancora fra storia e leggenda, mentre tutto intorno si estende un\u2019<strong>area naturalistica <\/strong>divenuta Sito di importanza Comunitaria, abitata da una ricca fauna e dominata da prati umidi alternati a stabili, piante antichissime e risorgive. Un ambiente unico, giustamente omaggiato dal vicino <strong>Acquario \u201cPaolo Solimbergo\u201d<\/strong>, sorto con l\u2019obiettivo di osservare dal vero i pesci locali e di tutta la regione: all\u2019interno, una quarantina di specie ittiche diverse nuotano in ampie vasche di vetro nelle quali \u00e8 riprodotto il loro habitat, sotto gli occhi di un pubblico che giunge ogni anno numeroso, con una media di 25.000 visitatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>L\u2019ultimo viaggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tGiunti a <strong>Rivignano<\/strong>, \u00e8 possibile conoscere i luoghi circostanti attraverso percorsi guidati a bordo di una <strong>antica carrozza<\/strong>, nonch\u00e9 salire su un\u2019<strong>imbarcazione a remi <\/strong>e navigare sul fiume per qualche chilometro. In questo ritorno ai ritmi lenti del passato, anche lo Stella si fa pi\u00f9 placido; a <strong>Palazzolo<\/strong>, laddove i Romani vi avevano edificato un ponte (nello stesso punto in cui sorge l\u2019attuale attraversamento stradale), l\u2019acqua fluisce quasi a passo d\u2019uomo, allargando il proprio alveo fino all\u2019incontro con la <strong>Laguna<\/strong>. Qui, nella <strong>riserva naturale <\/strong>istituita nel 1996, un ultimo spettacolo attende il visitatore: superati i canneti delle rive, popolati da falchi di palude, cigni reali, aironi rossi, cinerini e bianchi, la luce favolosa della foce si posa sui casoni dei pescatori, aprendo lo sguardo fino all\u2019orizzonte del mare. Lo Stella, arrivato al traguardo, ora \u00e8 solo un lieto ricordo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Friuli sconosciuto<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":15091,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-15090","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",400,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7734-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Friuli sconosciuto","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15090","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15090"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15090\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}