{"id":15082,"date":"2014-11-13T00:00:00","date_gmt":"2014-11-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=15082"},"modified":"2014-11-13T00:00:00","modified_gmt":"2014-11-12T23:00:00","slug":"verso-la-fine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/verso-la-fine-del-mondo\/","title":{"rendered":"Verso la fine del mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>\u201cQuando si va verso un obiettivo, \u00e8 molto importante prestare attenzione al Cammino. \u00c8 il Cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo. Bisogna saper trarre da quello che siamo abituati a guardare tutti i giorni i segreti, che a causa della routine, non riusciamo a vedere.\u201d<\/em><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"ui-droppable\"> \tIl cammino di Santiago, Paulo Coelho<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCome pellegrino ho concluso l\u2019ultima tappa del Cammino di Santiago: ho attraversato i Pirenei, la Meseta, la Navarra, l\u2019Asturia, la Galizia. Ho potuto ammirare le innumerevoli meraviglie di questo percorso che il Consiglio Europeo ha dichiarato &#8220;itinerario culturale europeo&#8221; per l\u2019importanza culturale e religiosa. Per vivere questo viaggio \u00e8 necessario prendere tempo, stare dentro il Cammino, con i suoi ritmi e i suoi riti, condividere la fatica e la meraviglia con i compagni e tutte le altre persone che ho conosciuto, ognuna con la sua storia, ma tutte con un&#8217;unica meta, Santiago de Compostela. Fatiche, vesciche, tendiniti e disagi non ci hanno fermato, alla fine \u00e8 stato grande l\u2019entusiasmo di entrare a Santiago e di assistere alla celebrazione del <em>botafumeiro<\/em> nella Cattedrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNon sono stato deluso dal Cammino: una volta in marcia, ho scoperto la forza per compierlo, nonostante la fatica che, ogni giorno, mi perseguitava, passo dopo passo, tappa dopo tappa, verso la meta finale, quella cattedrale di Santiago che, con le sue architetture, mi ha permesso di aprirmi verso Dio. I dolori sono stati ripagati dalle gioie del viaggio e dalla serenit\u00e0 dei pellegrini che incontravo e, casomai avessi avuto bisogno di curarmi i piedi, le farmacie qui sono molto diffuse e frequentate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSono passati esattamente otto anni dal mio primo viaggio in Spagna sul Cammino di\u00a0 Santiago.\u00a0 Lo <em>\u201cStrano Cammino di Santiago\u201d<\/em>, come lo definisce lo scrittore brasiliano Paulo Coelho nel suo libro \u201cDiario de un Mago\u201d; un fenomeno sociale, culturale e religioso, gi\u00e0 sviluppato nel Medioevo, che negli ultimi anni ha destato grande interesse nella cultura contemporanea. Uno specchio fedele in cui ciascun pellegrino riflette e medita sui temi che maggiormente gli stanno a cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn bagaglio culturale millenario che unisce molteplici ed eterogenee discipline: storia, geografia, letteratura, misticismo, leggende e religione, che trova la sua espressione pi\u00f9 significativa nell\u2019aspetto interculturale, perch\u00e9 qui i diversi popoli mettono a confronto le proprie culture, religioni e tradizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn bell\u2019itinerario da percorrere a piedi, in bicicletta, a cavallo, per gli amanti della natura e dello sport. Se ne parla continuamente nei giornali e nelle televisioni, \u00e8 meta di pellegrinaggio di molti credenti, e pu\u00f2 essere una particolarissima destinazione di vacanza. Vi \u00e8 l\u2019impressione che sia diventato un viaggio di moda, un evento mondano, viste le migliaia di persone che ogni anno raggiungono, da tutto il mondo, il capoluogo della Galizia, per rendere omaggio alle reliquie dell\u2019Apostolo San Giacomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNella tradizione cristiana, l\u2019interesse generato dalla citt\u00e0 di Compostela (dal latino <em>Campus Stellae<\/em>) nasce dalle notizie che iniziarono a circolare, gi\u00e0 a partire dal VII sec., sulla presunta presenza dell\u2019apostolo Giacomo il Maggiore in Galizia,\u00a0 per l\u2019annunciazione del Vangelo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tGiacomo, figlio di Zebedeo e di Salome, proveniva da Cafarnao e apparteneva a una modesta famiglia di pescatori. Fu uno degli Apostoli pi\u00f9 importanti, in quanto godeva di una particolare confidenza con Ges\u00f9, assieme al fratello Giovanni e a Pietro. Inoltre, secondo i Vangeli sinottici, assistette alla Trasfigurazione, cio\u00e8 alla manifestazione visibile della divinit\u00e0 del Maestro. Si tratta di un evento cardine del mistero trinitario, con il quale la voce del Padre rivela l\u2019identit\u00e0 di Ges\u00f9: \u201c<em>Questi \u00e8 il mio Figlio diletto, ascoltatelo\u201d<\/em>, Ges\u00f9 manifestava la sua divinit\u00e0 e lo Spirito Santo, sotto forma di nuvola, avvolgeva il corpo di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo la morte del Messia, Giacomo costitu\u00ec parte dell\u2019antica aggregazione della Chiesa di Gerusalemme, e poi come missionario si spinse forse in Europa, da cui per\u00f2 fece ritorno a Gerusalemme. Fu infatti fatto \u201cuccidere di spada\u201d, come raccontano gli Atti degli Apostoli, da Erode Agrippa I, presumibilmente nel 42 d.C. (la data della morte \u00e8 dubbia), divenendo cos\u00ec il primo Apostolo martire. Secondo la leggenda, i suoi discepoli trafugarono il corpo dalla Palestina e lo imbarcarono su una nave, che raggiunse Iria Flavia (la baia di Arousa in Spagna), da qui fu trasportato dagli angeli nei cieli, fino al bosco \u201c<em>Liberum Domum<\/em>\u201d (la futura Santiago de Compostela), per essere seppellito in un\u2019arca marmorea. Passarono molti secoli e la Spagna sembr\u00f2 dimenticare la saga di San Giacomo, finch\u00e9 all\u2019inizio dell\u2019VIII secolo, quando gli arabi invasero la penisola iberica, conquistandola quasi tutta, si verificarono diversi e misteriosi avvenimenti legati all\u2019apparizione del Santo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUno fra questi si sarebbe verificato nei primi anni del IX secolo (813 secondo la Leggenda Aurea), quando il vescovo di Iria, Teodomiro, avvisato dall\u2019eremita Pelayo della presenza di alcune strane luci sul monte Librad\u00f3n, scopr\u00ec il sepolcro di San Giacomo. In seguito, il re asturiano Alfonso II fece edificare una prima chiesa in onore del santo, dando origine a Santiago (da <em>Sant-Yago<\/em>) de Compostela, la terza citt\u00e0 santa della cristianit\u00e0, dopo Gerusalemme e Roma. Il sepolcro si trasform\u00f2 in una \u201cMecca Cristiana\u201d, un nuovo luogo della devozione, contro la minaccia musulmana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSan Giacomo non era percepito soltanto come il \u201cSanto protettore\u201d, bens\u00ec come il guerriero che, vestito di bianco in sella a un cavallo, con una spada fiammeggiante, fermava l\u2019avanzata islamica e offriva la salvezza dell\u2019anima e la gloria dei cieli. Dopo la riconquista della penisola iberica per mano cristiana, (ad eccezione di Granada), iniziava, nel sec. XI, il viaggio di migliaia di pellegrini verso Santiago de Compostela. In pochi secoli sorsero imponenti e spettacolari\u00a0 cattedrali, opere d\u2019arte e monumenti: Santiago era cos\u00ec diventata il centro europeo della cattolicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPer arrivarci dalla Francia era necessario compiere il lunghissimo Cammino francese, un groviglio di strade e di sentieri impervi, anche insidiati da lupi, che si estendevano nella Spagna settentrionale per circa 780 chilometri. Un viaggio allora improponibile, che richiedeva l\u2019attraversamento dei Pirenei e della Meseta, lungo i regni di Navarra, Rioja, Castilla, Leon ed infine la Galizia. In realt\u00e0 i pellegrini non si fermavano a Santiago, ma a <strong>Finisterrae<\/strong> o a <strong>Muxia,<\/strong> sul litorale atlantico, allora credute la fine del mondo. Per secoli e secoli continuarono a giungere migliaia di pellegrini, finch\u00e9 dopo il XVI sec. la rotta jacobea e gli altri pellegrinaggi d\u2019Europa caddero in una profonda crisi: Lutero aveva bollato i pellegrinaggi come atti di idolatria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNuovo interesse al Cammino fu determinato in tempi recenti da diversi fattori: nel 1884 Papa Leone XIII conferm\u00f2 nella bolla \u201c<em>Deus Omnipotens<\/em>\u201d l\u2019autenticit\u00e0 dei resti di San Giacomo; nel 1982 Papa Giovanni Paolo II effettu\u00f2 la prima visita a Santiago e, infine, nel 1985 l\u2019UNESCO dichiar\u00f2 la Rotta Jacobea Patrimonio Universale dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl Cammino nel XXI secolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl 23 ottobre 1987 Il Consiglio d\u2019Europa ha riconosciuto l&#8217;importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l&#8217;Europa per arrivare a Santiago de Compostela, dichiarando la via di Santiago &#8220;itinerario culturale europeo&#8221;. Oggi \u00e8 frequentato da un numero elevatissimo di pellegrini (nel 2013 le presenze attestate sui vari percorsi hanno toccato quota 215 mila).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCi sono diverse strade che portano a Santiago: la pi\u00f9 classica \u00e8 il Cammino francese che, iniziando da S<em>aint<\/em>&#8211;<em>Jean<\/em>&#8211;<em>Pied de Port<\/em> sui Pirenei, conduce in circa 800 km a Santiago. Il pellegrino pu\u00f2 comunque scegliere di partire da qualsiasi altra localit\u00e0, ricordandosi per\u00f2 che per ottenere la Compostela (il diploma in latino che attesta l\u2019avvenuto pellegrinaggio) sar\u00e0 necessario dimostrare di aver percorso almeno gli ultimi 100 Km a piedi, (200 km in bicicletta e 300 km a cavallo) esibendo la <em>Credencial<\/em>, il caratteristico documento che raccoglie i <em>sellos<\/em> (timbri) durante il Cammino. La<em><strong> mochila<\/strong><\/em> (zaino) come dicono gli spagnoli, sar\u00e0 la nostra casa per tutto il cammino. Meno pesante sar\u00e0, e meglio vivremo il nostro Cammino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNelle righe che seguono, ecco il diario di viaggio della parte conclusiva del mio Cammino: gli ultim\u00ec 180 chilometri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tVILLAFRANCA \u2013 O\u2019 CEBREIRO (Km 31).\u00a0 Salutato l\u2019ottimo Jato dell\u2019ostello Ave Fenix che mi ha accolto per la notte, proseguo lungo una monotona strada asfaltata per venti chilometri. Nei successivi nove chilometri passo da 700 a 1.300 metri di altitudine. \u00c8 una salita che fa paura! Una delle pi\u00f9 dure del viaggio. Arrivato in cima, mi sembra di trovarmi in un villaggio delle Ebridi, con piccole case di pietra e tetti di paglia: si tratta delle <em>pallozas<\/em> di origine preromanica che sorgono intorno a una chiesa medioevale legata a un miracolo del XIV secolo. Solo una volta giunti in vetta al Cebreiro (1.330 metri) ci si rende conto che Santiago dista ancora 150 chilometri. Da qui si ha l\u2019occasione di ammirare la verdissima Galizia. Lungo il percorso conosco Massimo di Cividale del Friuli che, al suo terzo Cammino, si \u00e8 ripromesso, dopo la morte della moglie, di gettare le fedi nuziali nell\u2019Oceano Atlantico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tO\u2019 CEBREIRO \u2013 TRIACASTELA (km 21). Nella primissima mattinata parto dal grazioso albergo, in passato un convento. Prendo una pista all\u2019uscita del paese, seguo la conchiglia simbolo del Cammino e raggiungo l\u2019Alto do Poio. La tappa \u00e8 davvero bella e piacevole senza grosse difficolt\u00e0: alterna fitti boschi, pascoli e appezzamenti agricoli, consetendo di vedere dall\u2019alto la Galizia con i suoi paesaggi bucolici e i caratteristici villaggi in pietra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tTRIACASTELA \u2013 SARRIA (Km 18,5). Da Triacastela seguo l\u2019antica e remota valle di San Xil, attraversando villaggi sperduti e boschi di querce. \u00c8 un\u2019atmosfera agreste di rara bellezza che, ad un certo punto, s\u2019impreziosisce ancora di pi\u00f9 quando cala la nebbia. E fra le brume ho l\u2019impressione che possa spuntare qualche elfo.\u00a0 Attraverso un percorso misto di asfalto e terra, raggiungo l\u2019Alto di Riocabo (905 m.), sentendo dappertutto l\u2019odore di letame. \u00c8 in questa atmosfera che riesco a dimenticare\u00a0 il forte dolore al tendine e concludere la tappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSARRIA \u2013 PORTOMARIN\u00a0 (km 22,5). Comincio la tappa degli ultimi 100 chilometri. L\u2019inizio \u00e8 caotico perch\u00e9 il numero di pellegrini \u00e8 considerevole, ma poi via via si attenua sempre pi\u00f9. Incomincio a godere di panorami emozionanti. Passo per Barbadelo, dove ammiro la chiesa romanica di Santiago del XII sec., e osservo le caratteristiche architetture in pietra con i granai sopraelevati. Incontro molta gente che mi saluta sempre con un <em>ola <\/em>e un <em>buen camino<\/em>. Infine intravedo Portomar\u00edn, una cittadina ricostruita sopra un bacino artificiale. Si entra in citt\u00e0 da una ripidissima scalinata. La citt\u00e0 vecchia e l\u2019antico ponte sono stati inabissati nelle acque del lago mentre la Chiesa di San Nicolas \u00e8 stata trasportata e rimontata, pezzo per pezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPORTOMARIN \u2013 PALAS DE REI (km 24). Riprendo il Cammino, che si snoda tra numerosi borghi. Oltrepasso Castromaior, Hospital de la Cruz, Ventas de Nar\u00f3n, e Lameiros, dove mi fermo per visitare la Chiesetta di San Marco. Procedo verso Ligonde, paese in cui soggiornarono nel 1520 Carlo V e Filippo II e dove, a ricordo, \u00e8 stata posizionata una croce di pietra. Continuo verso l\u2019Alto do Rosario fino a giungere a Palas de Rei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPALAS DE REI \u2013 ARZUA\u00a0 (km 30). Stamattina il tempo \u00e8 decisamente bello. Lungo il Cammino apprezzo l\u2019antico tracciato medioevale di Leboreiro, e, poco dopo, a Furelos attraverso il <em>ponte velho<\/em> (vecchio in <em>gagliego<\/em>) medievale del secolo XIV, con quattro arcate. Poco dopo arrivo a\u00a0 Melide, che unisce il Cammino francese con gli altri provenienti da Oviedo. Qui apprezzo una croce in pietra del XIV secolo, una delle pi\u00f9 antiche in Galizia. Ancora quindici chilometri fra boschi e villaggi agricoli per arrivare ad Arz\u00f9a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tARZUA \u2013 PEDROUZO (ARCA) (km 19). Il percorso di oggi \u00e8 breve, anche se i problemi fisici mi logorano. La tappa procede in gran parte tra boschi di eucalipto: passo per\u00a0 l\u2019Alto de Santa Irene e, infine, arrivo ad Arca. Qui degusto il polpo alla gallega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPEDROUZO (ARCA) \u2013 SANTIAGO DE COMPOSTELA (km 22). Comincio molto presto l\u2019ultima tappa del Cammino. Fuori fa ancora buio, ma voglio arrivare entro mezzogiorno a Santiago, prima che inizi la messa del pellegrino. Supero le localit\u00e0 di Amenal, San Paio e Lavacolla. Il percorso, dopo aver costeggiato l\u2019aeroporto di Santiago, raggiunge il Monte de Gozo, reso celebre dal discusso monumento a Giovanni Paolo II, per scendere subito dopo, negli ultimi quattro chilometri, alla capitale jacobea. E finalmente appare la cattedrale di Santiago de Compostela. \u00c8 imponente. Prima di entrare, vado con la mia <em>Credencial<\/em> all\u2019<em>Oficina del peregrino, <\/em>appena dietro la cattedrale. \u00c8 l\u00ec che, in coda assieme agli altri <em>compa\u00f1eros,<\/em> aspetto il mio turno per ricevere la <em>Compostela<\/em>. Mostro con orgoglio i timbri ottenuti sulla <em>credencial<\/em> ed eccola arrivare:\u00a0 la testimonianza del percorso che ho compiuto. Mi dirigo alla Messa del pellegrino. La tradizione invita i pellegrini a seguire il rituale dell\u2019abbraccio al Santo. Sono fortunato, perch\u00e9, durante la celebrazione avr\u00f2 modo di vedere il cerimoniere del <em>botafumeiro<\/em>, il pesante incensiere a pendolo usato nel passato per coprire gli odori dei pellegrini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSANTIAGO DE COMPOSTELA \u2013 FINISTERRE. Il Cammino \u00e8 finito, ma non il mio viaggio. Proseguo con una macchina a noleggio verso Finisterre, sulla costa galiziana, per concludere similarmente agli antichi la peregrinazione sulle coste della Morte. I pellegrini di allora, come me in questo momento, si recavano a Finisterre per raccogliere le conchiglie, dette cappe sante, a testimonianza del loro arrivo fino a queste terre. Luoghi che per ciascuno di loro rappresentavano una cosa sola: la fine del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Cammino di Santiago<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":15083,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-15082","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",710,400,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",710,400,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",710,400,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1-300x169.webp",300,169,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",640,361,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",300,169,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",500,282,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",474,267,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",391,220,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",300,169,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",710,400,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",710,400,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",710,400,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",710,400,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1-710x380.webp",710,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1.webp",250,141,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7715-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Il Cammino di Santiago","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15082"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15082\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}